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Some other old good stuff

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Se la RyanAir avesse un programma per i frequent flyers sarei miliardario…

Chiusa la parentesi Portoroz (bellissima esperienza, ma appuntamento con la prima bandierina rimandato per la seconda volta) sono finalmente riapprodato a Plymouth.

plymouth2

Ho volato per la prima volta dall’aeroporto di Parma (decisamente lol), beccato una scolaresca intera sull’aereo (sviluppando, come potete ben immaginare, istinti omicidi che non mi sono eccessivamente preoccupato di tenere nascosti), atterrato a Stansted, trasferitomi a Heathrow e, da qui, dopo un’ora passata nella sala d’attesa piu’ stupida che abbia mai visto in vita mia (porte automatiche su tutti e quattro gli angoli, con conseguenti vortici d’aria gelida che si creavano non appena entrava/usciva qualcuno, ovvero continuamente) sono finalmente partito in pullman alla volta di Plymouth, dove sono sbarcato alle 2.20 di mattina. Disfatti alla veloce i bagagli, lavati i denti e fumato un paio di sigarette, sono pronto per andare a nanna. Domani si riparte carichi, con una giornata intera di workshop (Cognitive Robotics Research Methods Workshop) organizzata nel contesto di RobotDoc. In bocca al lupo a me.

Pronti per Portoroz

Nel momento in cui leggerete questo post saro’ probabilmente gia’ a bordo del mio trenino, che da Reggio Emilia muovera’ dapprima a Bologna, per poi toccare Venezia Mestre ed approdare infine a Trieste. Da dove ci dovrebbe essere (dita incrociate) la navetta che poi mi portera’ al di la’ del confine, per la precisione in quel di Portoroz, dove oggi pomeriggio avra’ inizio il Grand Slam of Poker organizzato da AssoGold.

Ricordo agli intrepidi che volessero seguirmi che PokerItaliaWeb seguira’ l’evento con un blog live che potete trovare a questo link. Io esordiro’ al day 1-B (alias venerdi’). Visti i precedenti di Campione, vi consiglio di fare presto a collegarmi con il blog e non perdervi i primi livelli, che sono gli unici durante i quali posso garantire un po’ di azione.

In questo momento, con la valigia pronta, un po’ di musica ed un libro di Phil Hellmuth ad accompagnarmi, ho solo un rammarico. Vorrei tanto, nella mia valigia, avere un hoodie come questo (foto tratta da Flickr).

Poker hoodie: Fuck the crisis - I'm all in!

Spam “letterario”

Lo spam e’ in continua evoluzione. Se una volta erano le innocue catene di Sant’Antonio, poi evolutesi in complessi sistemi di pseudo-investimento piramidali e, in tempi piu’ recenti, in trojan ed offerte commerciali per software o generici del Viagra, oggi lo spam ha toccato una nuova vetta. Mi sono infatti appena ritrovato nella mailbox il PDF di un libro apparentemente appena uscito in stampa, con un messaggio dell’autore che mi chiede (o, meglio, chiede alla Spettabile Redazione di Fabio Ruini Blog) (ed io che non sapevo di avere una redazione) (ed io che mi chiedo come possa una Redazione avere la R maiuscola) (va da se’ come questa Redazione possa poi pure essere Spettabile) (quella R maiuscola deve essere il motivo) di pubblicare sul mio blog una notizia od una recensione riguardo al libro in questione.

5.7 years of spam (comics)

Ora sono assalito da un dubbio amletico. Pubblicizzare o non pubblicizzare questo libro? Fermo restando che il mio blog non attrae masse di visitatori tali da poter influire in maniera significativa sulle vendite del volume in questione, forse, dopo queste premesse che ho fatto, non sarebbe pubblicita’ positiva. Quindi sarebbe una cosa poco carina da parte mia. Ma non e’ neanche carino mandarmi, cosi’ a gratis, 3MB e passa di PDF nella casella di posta, chiedendomi di parlare sul blog di un libro che non saprei neppure in quale genere letterario classificare. Qualunque esso sia e’ lontano dai miei gusti personali e dai contenuti trattati in questo blog. Ergo, per una sorta di legge del contrappasso, sveliamo il colpevole. Parzialmente. Trattasi di tale Mxxxo Axxxxo. Il suo libro si intitola Rxxxt.

World War (iPhone)

Nonostante sia ormai considerato a tutti gli effetti una console da gioco portatile, non ho mai usato il mio iPhone per giocare. Non in modo serio intendo. Ho chiaramente scaricato qualche applicazioncina ludica per passare il tempo quando in fila da qualche parte, o magari seduto sul gabinetto a sbrigare faccende private. Fino ad ora. Quando, navigando per l’App Store, mi sono imbattuto in un gioco free che aveva recensioni ultra-positive. Trattandosi poi di un wargame, non ho resistito alla tentazione di scaricarlo. Il suo nome e’ World War ed e’ prodotto dalla Storm8.

Storm8's World War (iPhone app)

Il gioco e’ estremamente semplice. Ma addictive come non mai. Bisogna costruire il proprio esercito, dotato di unita’ terrestri, navali ed aeree, fortificarsi, combattere nemici e gestire le risorse. Tutto cio’ che ci si aspetterebbe da uno strategico. Ma, nello specifico, semplificato al punto giusto da renderlo gradevole per perderci qualche minuto di tanto in tanto, ma dando la possibilita’ ai piu’ smaliziati di elaborare strategie di vario genere. Se avete un iPhone, non fatevi scappare questo gioco. E, possibilmente, includetemi tra i vostri alleati: JMHST8.

Non-Linguistic Human-Robot Interaction: a short survey

Approfitto del post odierno per pubblicizzare una ricerca che sta portando avanti Robin Read, neo studente di PhD nella nostra universita’. Il suo progetto per la tesi di dottorato, ancora alle fasi preliminari, e’ focalizzato sullo studio degli aspetti non-linguistici della Human-Robot Interaction (HRI per gli amici). Come primo passo, Robin ha preparato una survey on line dove i partecipanti devono associare un particolare suono all’immagine di un robot e specificare che tipo di reazione emotiva questo tipo di associazione genera in loro.

Human-Robot Interaction: a kid playing with a robotic pet

Il link per dare il vostro contributo lo trovate qui di seguito. E’ richiesta una seppur vaga conoscenza della lingua inglese, mentre un paio di cuffie connesse al vostro computer non sono obbligatorie, ma comunque consigliate.

A Survey to determine the coherence that we humans have in our affective and intentional interpretation of sound is now online and can be found here. It should take no longer than 15 minutes and is completely anonymous.

Update pokeristici: febbraio 2010

Rientrato in Italia poche ore fa, approfitto della serata di relax (nonostante una stanchezza non indifferente) e soprattutto del fatto che oggi e’ l’ultimo giorno di febbraio, per il consueto riepilogo mensile della mia situazione pokeristica.

poker

Live, febbraio e’ stato un ottimo mese. Al Grosvenor ho fatto registrare un bel segno piu’ sia alla voce MTT, sia alla voce cash. Nel dettaglio, ho giocato 7 tornei con tre tavoli finali ed altrettanti piazzamenti ITM. Dopo un inizio negativo (8 febbraio, deep-stack da £15+4 che chiudo in maniera anonima, 19esimo di 36), piazzo un filotto entusiasmante. Il giorno dopo, in un altro deep-stack (questa volta da £20+5) arrivo quasi fino in fondo: rimasti in tre, nonostante una mia discreta chip-leading, non riesco a far fuori gli altri due avversari ed esco infine al terzo posto (chiamando con AJs dal BB il push dell’SB, che gira pero’ AKo) per £110. Le cose vanno leggermente meglio il 13 febbraio, al tradizionale £20+5 triple-chance del sabato. Ancora una volta rimaniamo in 3 (32 giocatori al via) e, nonostante una mia rilevante chip-leading (arridaje), non riesco a chiudere i giochi (provando a giocare aggressivo ma riuscendo a beccarmi contro TT, QQ e AA nel giro di una decina di mani). Quando tutti torniamo ad avere stack simili, con bui ormai decisamente improponibili, ci accordiamo per un deal che mette £185 nelle tasche di ciascuno. Il venerdi’ dopo mi piglia, non so perche’, di andare a giocare il turbo da £10+4. Gioco rilassato, mi trovo tavoli facili facili ed in un amen sono in HU. Dove vengo sculato per due volte in una maniera indegna e chiudo al secondo posto per altri £110. Gli ultimi tre tornei del mese (tra i quali il £50+5 deep-stack del 27 febbraio) non mi danno invece soddisfazioni. Il profit del mese relativo agli MTT si attesta comunque sui £217.

Per cio’ che concerne il cash, riesco a trovare la rilassatezza mentale per sedermi al tavolo solo il 20 febbraio, a quasi un mese di distanza da quel maledetto 22 gennaio che mi aveva visto uscire randellato, con £260 in meno rispetto a quando ero entrato al Grosvenor. Stavolta le cose vanno meglio. Decisamente meglio. Prendo letteralmente a bastonate il tavolo, al punto che alle 6 di mattina, quando il dealer ci comunica che verra’ giocata l’ultima mano della nottata, non riesco a trattenere un’imprecazione. Esco con un profit di £451.50, la mia piu’ bella sessione da quando gioco cash.

Infine, per quanto riguarda l’on line, non ho giocato nient’altro che heads-up, con la sola eccezione dei tre satelliti per Portoroz organizzati da PIW (un freeroll ed altri due da 5€ di buy-in l’uno), uno dei quali portato a termine con successo. Negli HU, dopo aver raggiunto il mio traguardo delle 1,000 partite giocate, la situazione e’ in tracollo. Il profit e’ sceso a 173$ per un ROI del 3.03%. Impietoso il grafico dell’andamento, che potete vedere qui di seguito.

HUs_feb2010

Insomma, tilt on line a parte, direi che questo e’ stato un ottimo mese… ;)

Portoroz – Grand Slam of Poker: ci si vede la’!

Mi ero ripromesso di non scrivere di poker al di fuori del consueto riepilogo mensile (che, tra parentesi, e’ in programma tra pochi giorni), ma mi tocca gia’ fare un’eccezione alla regola. Mi sono infatti appena aggiudicato il torneo WTA organizzato da PowerPoker.it, in collaborazione con PokerItaliaWeb, e che metteva in premio per il primo classificato un pacchetto completo per la partecipazione al Grand Slam of Poker di Portoroz.

Locandina aggiornata Grand Slam of Poker, Portoroz

Il torneo, in programma per il prossimo 4-7 marzo, si preannuncia davvero interessante, grazie in particolare alla struttura ultra-giocabile (stack di partenza di 25k chips e livelli da 40 minuti) offerta ad un prezzo relativamente contenuto (€300+30 di buy-in). E questa volta, anche per rimediare alla figuraccia di Campione, voglio davvero fare bene. Siete tutti avvisati.

PIW satellite for Portoroz Grand Slam of Poker (2)

PIW satellite for Portoroz Grand Slam of Poker (1)

PIW satellite for Portoroz Grand Slam of Poker (3)

Losanna

Lausanne, Switzerland (landscape)

Lausanne (French pronunciation: [loˈzan], Ital. Losanna) is a city in Romandy, the French-speaking part of Switzerland, situated on the shores of Lake Geneva (French: Lac Léman)[1], and facing Évian-les-Bains (France) and with the Jura mountains to its north-west. Lausanne is located 62 km (39 mi) northeast of Geneva. It is the capital of the canton of Vaud and of the district of Lausanne. The headquarters of the International Olympic Committee are located in Lausanne and the IOC officially recognises the city as the Capitale Olympique,[2] and the headquarters of the Court of Arbitration for Sport. It lies in the middle of a wine region.

Come potete forse intuire dal carattere del post, c’e’ stata un’improvvisa accelerata nel processo decisionale riguardante il mio futuro. Si tratta pero’ del mio futuro pre-fine dottorato e non di quello post. A quanto pare, dopo rapido scambio di email intercorso oggi pomeriggio tra me, il mio supervisor ed un soggetto terzo, da maggio a settembre saro’ in quel di Losanna, a lavorare presso l’EPFL su qualche MAV in carne e ossa (o fibra di carbonio e viti, come preferiti).

Ora si tratta soltanto di metabolizzare un attimino la cosa… :)

Un giro su jobs.ac.uk

Visto che il mio PhD si sta indirizzando nelle sue fasi finali e’ giunto ufficialmente il momento di iniziare a guardarmi in torno per capire cosa faro’ da grande. O, meglio, da un po’ piu’ grande rispetto a quanto sono adesso. Rimanere in ambito accademico, infatti, significa cercarmi un contratto da post-doc da qualche parte del mondo. Contratti solitamente limitati a 2-3 anni in quanto a durata, ma con un buon salto di qualita’ da un punto di vista salariale rispetto alla borsa da dottorato.

PhDComics.com - Post hoc vs Post-Doc

Fermo restando che esistono valide alternative industriali (in particolare abbiamo buoni contatti con un’azienda di Bristol contractor del MoD) ed altre affascinanti sebbene un po’ piu’ inusuali (i lor signori hanno ricevuto e processato il mio curriculum qualche tempo fa), oggi mi sono scandagliato jobs.ac.uk per vedere che tipo di posizioni sono aperte qui in UK. Di seguito le inserzioni che ho “short-listato”:

  • University of Surrey, PostDoc su agent-based modeling di fenomeni economico/sociali nell’ambito del progetto ERIE (link);
  • University of Birmingham, Research fellow su un progetto di evolutionary computation (SEBASE project), con focus sullo studio dei tempi di ottimizzazione tramite EA, comparazione con algoritmi di ricerca tradizionali e studio dei panorami di fitness di problemi di ingegneria software (link);
  • University of Oxford, Research assistant sul progetto PreDiCT. La posizione ha un focus sullo studio, tramite modellazione matematica o computeristica, dei meccanismi che inducono aritmia cardiaca post-assunzione di un farmaco. Non esattamente il mio campo, ma Oxford e’ pur sempre Oxford (link);
  • Newcastle University, Research assistant presso lo Statistical Genetics Group, con compiti puramente da programmatore. Siamo ancora in ambito medico. L’advertisement dice infatti che the project will focus on the development and implementation of computational statistical methodology and software tools for the detection and characterisation of genetic factors in complex disease (link);
  • University of Liverpool, Postdoctoral researcher presso lo Agent ART group, per lavorare sul progetto IMPACT. Il focus e’ sull’agent-based modeling ed in particolare sullo studio della computational argumentation (link);
  • Cranfield University, Research fellow in forensic computing (per diventare una sorta di CSI dell’informatica presumo) (link);
  • Heriot Watt University, Research associate per il progetto SerenA (Serendipity Arena). Il tema di ricerca sembra molto interessante ed e’ riassunto cosi’ nell’advertisement: the aim is not merely to search for shared keywords, like existing systems, but to use state-of-the-art technology from automated reasoning and computational creativity to attempt to identify things that users did not know they needed to know, using more advanced search based on metaphor and analogy. SerenA will be implemented as a physical presence in the working environment, and via personal technology, such as smartphones. This will allow it, for example, to suggest that people who don’t know each other might find some value in meeting (perhaps because they share an interest in particular aspects of the academic world), or to suggest a paper omitted by keyword search in a particular e-journal (because it has connections with other things of interest to the user who is searching). (link).

Ok, direi che ho un po’ di email da spedire…

I misteri del serial comma

A circa un anno e mezzo di distanza dalla sottomissione, questa mattina mi e’ arrivata a sorpresa la proofs del book chapter scritto a suo tempo insieme a Domenico Parisi, Giancarlo Petrosino e Filippo Saglimbeni. Poche le cose da sistemare, anche se nel pomeriggio dovro’ scorrere le 30 pagine che compongono il contributo alla ricerca di eventuali imperfezioni. Soprattutto per quanto riguarda lo stile scelto dalla casa editrice. Che vuole sia utilizzato lo spelling inglese (fair enough, essendo io in Inghilterra e dato che si tratta di editore brittanico), le virgolette singole e, soprattutto, un misterioso serial comma.

I believe in the serial comma (badge)

Non sapendo di cosa si trattasse ho googlato un pochino a riguardo. Trovando subito aiuto nell’esaustiva pagina di Wikipedia dedicata all’argomento. La quale mi informa che the serial comma or series comma (also known as the Oxford comma or Harvard comma) is the comma used immediately before a grammatical conjunction (usually and or or, sometimes nor) preceding the final item in a list of three or more items. For example, a list of three countries can be punctuated as either “Portugal, Spain, and France” (with the serial comma) or as “Portugal, Spain and France” (without the serial comma).

Leggendo molte cose in inglese, naturalmente, mi ero gia’ incuriosito riguardo a questa abitudine (peraltro non generalizzata) di utilizzare la virgola per precedere l’and finale di frasi contenenti degli elenchi. Cosa che in italiano, a quanto ne so, e’ assolutamente scorretta da un punto di vista grammaticale. Pensavo fosse un’altra di quelle differenze tra inglese e americano, in quanto mi sembrava di vederla piu’ spesso all’interno di documenti scritti oltre oceano, piuttosto che in pubblicazioni del vecchio continente. Ma evidentemente mi sbagliavo. Il serial comma e’ qualcosa di molto piu’ serio. Quasi una religione. E da oggi anche io dovro’ decidere da che parte stare. Serial comma or not?

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