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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Sassuolo e Serie A

Chi, come me, era un bambino che negli anni ’80 cresceva piu’ o meno felicemente in terra rotegliese, non puo’ non avere il calcio nel sangue. La partita della Virtus la domenica pomeriggio era un appuntamento fisso ed irrinunciabile. La squadra giocava in Interregionale (poi CND, oggi serie D), era la seconda forza calcistica della provincia (dopo la Reggiana), ma soprattutto il vanto di un paese che all’epoca faticava a raggiungere le duemila anime. E che fini’ per sfiorare a piu’ riprese la C2, per un salto nel calcio professionistico che sarebbe stato solo una formalita’, dato che di dilettantismo ce n’era ben poco. A partire, secondo quanto dicono i soliti ben informati, dai soldi che gia’ allora giravano nell’ambiente.

Tante, tantissime le sfide epiche di quei tempi. Impossibile non ricordarsi dei sentitissimi derby con il Sassuolo. Cosi’ come non ci si puo’ non ricordare di quando nel girone ci si ritrovo’ il Livorno, che ripartiva dai dilettanti a seguito di uno dei tanti fallimenti economici vissuti dalla societa’ labronica. Onde evitare problemi di ordine pubblico dovuti al massiccio afflusso previsto di tifosi toscani la partita si gioco’ a Castellarano, dove lo stadio permetteva di gestire un po’ piu’ agevolmente la situazione rispetto al catino di Roteglia.

Date queste premesse, penso sia piu’ che comprensibile il magone che avevo oggi, guardando in TV l’incontro tra Sassuolo e Livorno, ultima giornata del campionato di Serie B, che in palio, per uno strano gioco del destino, metteva la promozione nella massima serie. L’ha spuntata il Sassuolo, al termine di un incontro palpitante, dall’intensita’ incredibile, che ha fatto piu’ volte sobbalzare sulla sedia anche me, che tutto sono meno che un tifoso neroverde. Sassuolo in Serie A, quindi. A circa venti anni di distanza da quando se ne veniva a giocare al Vellani di Roteglia. Sembra una vita fa. Forse lo era. Non lo so. Comunque sia complimenti a loro.

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UNICO 2013 e 5 per mille dell’IRPEF

Anche per il sottoscritto, rientrato in territorio italiano ormai diversi mesi fa, e’ giunta l’ora di svolgere il dovere del buon contribuente. Vale a dire dichiarare i miseri redditi percepiti nel 2012 e dannarsi l’anima per capire come compilare gli indecifrabili campi contenuti nella modulistica che, nel suo insieme, prende il nome di Unico Persone Fisiche 2013 (per gli amici Unico Pf/2013).

In realta’ neppure devo compilarlo io in prima persona il modello. Di questo se ne occupa infatti il mio commercialista. Il quale mi ha pero’ girato un po’ di modulistica da compilare per reperire le informazioni necessarie. Quindi, gira e rigira, queste tocca scovarle a me. Con le ovvie conseguenze del caso (presumo la galera) nell’ipotesi di dati errati/incompleti. Ad ogni modo, tra tutte quelle cui mi sono dedicato oggi, l’unica attivita’ che penso di aver compreso e portato a termine con la ragionevole sicurezza di non aver commesso errori e’ stata quella relativa alla scelta della destinazione del 5 per mille IRPEF. Certo non e’ stato banale decidere. Gli enti degni di essere presi in considerazione sono tanti. Davvero tanti. Come tanti davvero sono le associazioni di vario genere che sono state sinora autorizzate quali legittimi possibili destinatari del 5 per mille. L’elenco completo, diviso in quattro categorie (enti del volontariato, enti della ricerca scientifica e dell’Universita’, enti della ricerca sanitaria ed associazioni sportive dilettantistiche) e’ pubblicato sul sito della Agenzia delle Entrate. Per comodita’ allego tutto quanto anche a questo post.

Gli elenchi riportati qui sopra sono aggiornati alla data di ieri, vale a dire al 14 maggio 2013. Va da se’ che il sottoscritto declina ogni responsabilita’ riguardo ai contenuti dei file qui sopra. Prima di compilare l’apposita sezione del vostro Unico controllate con attenzione i dati sulle pagine Internet della Agenzia delle Entrate.

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Spotted: Ryan Fogle

Ormai credo di essere a tutti gli effetti classificabile come uno dei nostalgici della guerra fredda. L’idea di due superpotenze e rispettivi satelliti, ben delineate e apertamente in conflitto (pur freddo, eccetto per le periferie) l’una con l’altra, portatrici di due modi quasi diametralmente opposti di concepire l’economia e i diritti civili, mi piace. E continuano ad affascinarmi, ancora oggi, gli strascichi di quel periodo. Se di strascichi si puo’ parlare. Il crollo dell’Unione Sovietica ed il declino economico dell’ex impero sovietico ha infatti costretto la Russia di Putin a ridimensionarsi e giocoforza abbassare i toni abbracciando un approccio diplomatico decisamente piu’ morbido nei confronti degli americani. Ma questo non significa che le due potenze siano ora “amiche”. Chi aveva infatti accolto con favore gli scambi di informazioni tra le agenzie di intelligence dei due Paesi all’indomani dell’attentato a Boston ed in vista di Sochi avra’ sicuramente avuto una doccia fredda seguendo i notiziari di oggi. In pompa magna, le autorita’ russe hanno infatti annunciato l’arresto di tale Ryan C. Fogle, ufficialmente terzo segretario alla sezione politica dell’ambasciata USA a Mosca, ma nella pratica (almeno secondo le accuse dei russi, in merito alle quali gli americani si sono trincerati dietro ad un imbarazzato no comment) agente della CIA intento a reclutare un parigrado dell’FSB.

A Fogle, prima di essere rispedito in ambasciata con l’etichetta di persona non grata e dunque il chiaro invito ad abbandonare il Paese, sarebbe stato sequestrato un armamentario piuttosto fantasioso, composto tra l’altro da due parrucche (una bionda ed una scura), due paia di occhiali da sole, alcune mazzette di banconote da 500 euro, un coltello, una bussola ed una mappa di Mosca. Insieme a tutto questo materiale vi era una lettera, scritta in russo e contenente le istruzioni che l’agente dell’FSB eventualmente reclutato avrebbe dovuto seguire per entrare in contatto con la CIA e poter avviare la collaborazione. Non solo l’attrezzatura, ma anche questa lettera appare un po’ ingenua ad occhi un minimo smaliziati. L’agente russo veniva infatti invitato ad aprire un banale account su Gmail da un coffee shop o analogo ed utilizzare questo per scrivere ad un altro indirizzo Gmail controllato da alcuni ufficiali della CIA. Data per buona la veridicita’ del materiale mostrato orgogliosamente dai russi in televisione, normale che ci sia chi si e’ spinto (vedi ad esempio Suzanne Choney sul sito dell’emittente NBC) a chiedersi se qualcuno, nelle alte sfere degli apparati di sicurezza statunitensi, non stia un pochino prendendo sottogamba il fatto di affidarsi a strumenti cloud, free e molto diffusi quali ad esempio Gmail. Uno strumento che ha gia’ tradito, tanto per dire, David Petraeus, il quale utilizzava, cosi’ come diversi gruppi terroristi, un account condiviso su Gmail per comunicare con la “sua” Paula Broadwell. Come ebbe a dire a suo tempo Olga Khazan sul Washington Post (punto poi approfondito da John Reed su ForeignPolicy.com): the fact that the head of the nation’s most secretive agency was using a cloud-based e-mail account that can be accessed with a password raises obvious security questions. La lezione, pero’, pare non sia stata ancora imparata a dovere.

In chiusura di post vi lascio con un breve resoconto della vicenda Fogle a cura della CNN, con tanto di footage dell’arresto e commenti dell’ottimo Raymond (Ray) McGovern, ex ufficiale della CIA oggi in pensione.

UPDATE: con una mossa un po’ a sorpresa l’FSB sovietico ha deciso di alzare il tiro. Evidentemente non contenta dell’arresto pubblico di Fogle e dell’umiliazione inflitta non tanto a lui quanto all’intero apparato spionistico americano, ha deciso di rendere pubblico il nome di quello che e’ ritenuto essere il capo-stazione della CIA a Mosca. I dettagli in questo articolo del Guardian.

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Di Inspire, di Boston e di pressure cookers

Non ricordo con esattezza se in passato mi fosse gia’ capitato di parlare, su queste colonne, di Inspire, il (quantomeno anomalo) magazine digitale pubblicato da Al-Qaeda in the Arabian Peninsula (AQAP). Inspire e’ una rivista che colpisce, al di la’ del formato adottato (un PDF ben formattato e dal layout professionale), non tanto per i suoi contenuti mirati al proselitismo/evangelizzazione (piu’ che lecito aspettarseli), quanto piuttosto per essere una pubblicazione di carattere “operativo”. Scritta in inglese (e, come tale, destinata in prevalenza a “wannabe jihadisti” di origine araba e non, residenti e cresciuti in Paesi occidentali, non in grado di comprendere con facilita’ la lingua araba ma desiderosi di alimentare le fila dei cosiddetti homegrown terrorists), le sue pagine sono zeppe di consigli su come pianificare attentati di vario genere, illustrando nel dettaglio i vari passi da compiere per giungere all’obiettivo. In puro stile Cioe’ non manca poi una sezione dedicata alle domande inviate dai lettori piu’ dubbiosi, cui gli esperti religiosi affiliati alla rivista rispondono dettando le linee guida da seguire.

Di Inspire, dopo lo scalpore iniziale e le tante discussioni che su di essa si sono concentrate (a quanto si dice, diversi siti di estremisti sono a tutt’oggi scettici sul fatto che il magazine sia veramente prodotto da AQAP; analisti statunitensi, come ad esempio Thomas Hegghammer ritengono che la pubblicazione non sia in sostanza niente di che), specie quando il presunto editor Samir Khan e’ stato ucciso da un Predator USA, si e’ tornato a parlare le scorse settimane in seguito all’attentato alla maratona di Boston. I due ordigni fatti esplodere dai fratelli Tsarnaev erano infatti altrettante pressure cooker bombs, dispositivi artigianali basati su pentole a pressione. E costruiti, secondo quanto riportato dagli investigatori seguendo alla lettera le istruzioni pubblicate in un famigerato articolo intitolato Make a Bomb in the Kitchen of Your Mom e pubblicato all’interno del primo numero di Inspire.

Fatto sta che, secondo chi di dovere (e nonostante i fatti sembrino dimostrare il contrario), i contenuti pubblicati su Inspire non sono da ritenersi particolarmente pericolosi. Prova ne e’ il fatto che e’ relativamente semplice procurarsi una copia delle varie issues. Una semplice ricerca su Google permette ad esempio di trovare agevolmente la versione integrale del numero 8 della rivista (autunno 2011). Varie agenzie di intelligence e siti che si occupano della materia provvedono poi in prima persona a ridistribuire Inspire. E’ il caso per esempio di MSA Security e di Public Intelligence, quest’ultimo che propone pero’ una versione censurata dell’edizione numero 1, quella contenente il succitato l’articolo sul come costruire una bomba nella cucina di casa propria.

Va da se che, il poter accedere a tale documentazione e’, per chi si occupa di intelligence o e’ comunque interessato alle principali tematiche della politica internazionale e del terrorismo islamico moderno, una straordinaria miniera di informazioni. La quale permette di capire piu’ da vicino il modo di pensare delle organizzazioni di ispirazione qaedista (o perlomeno dei suoi vertici) e puo’ (deve) essere sfruttata al meglio in chiave di prevenzione.

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Military and Security Developments Involving the People’s Republic of China 2013

Ha fatto e sta ancora facendo molto discutere un report redatto dal Pentagono e presentato lo scorso 6 maggio al Congresso statunitense. Per la prima volta, infatti, gli americani puntano il dito, in un documento ufficiale, contro il governo di Pechino. Il tema e’ sempre il solito, quello che ci accompagna (perlomeno alla luce del sole) da diversi mesi a questa parte, il cyber-espionage.

Gia’ lo scorso 11 marzo, in seguito alla pubblicazione da parte del Mandiant Intelligence Center di un report sull’ormai famigerata Unit 61398 dell’esercito cinese, Tom Donilon, US National Security Adviser, aveva rilasciato dichiarazioni pesanti. Ben riassunto dal Time, Donilon aveva accusato il governo cinese di essere impegnato in una cyber-campagna su larga scala, mirata a rubare segreti commerciali e proprieta’ intellettuali dalle mani (o, meglio, dai computer) delle imprese statunitensi.

Ora, fedeli al principio secondo cui verba volant scripta manent (e ben consapevoli delle conseguenze, sul piano politico, della decisione), gli americani affidano le loro accuse ad un documento scritto. E’ in particolare a pagina 44 del documento, in un paragrafo intitolato Cyber Activities Directed Against the Department of Defense che gli analisti USA ci vanno giu’ pesanti senza lasciare spazio a dubbi o adito a possibili interpretazioni errate:

In 2012, numerous computer systems around the world, including those owned by the U.S. government, continued to be targeted for intrusions, some of which appear to be attributable directly to the Chinese government and military. These intrusions were focused on exfiltrating information. China is using its computer network exploitation (CNE) capability to support intelligence collection against the U.S. diplomatic, economic, and defense industrial base sectors that support U.S. national defense programs. The information targeted could potentially be used to benefit China’s defense industry, high technology industries, policymaker interest in US leadership thinking on key China issues, and military planners building a picture of U.S. network defense networks, logistics, and related military capabilities that could be exploited during a crisis. Although this alone is a serious concern, the accesses and skills required for these intrusions are similar to those necessary to conduct computer network attacks. China’s 2010 Defense White Paper notes China’s own concern over foreign cyberwarfare efforts and highlighted the importance of cyber-security in China’s national defense.

Chi fosse curioso di dare un’occhiata in prima persona all’intero documento, puo’ trovarlo sul sito del DoD americano (per la precisione a questo indirizzo), oppure scaricarlo direttamente dal link qui sotto.

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35 anni dalla morte di Aldo Moro – le lettere dal carcere

Sono oggi 35 anni da quell’ormai tristemente famoso 9 maggio ’78. Il giorno in cui, a Cinisi, Peppino Impastato veniva fatto saltare per aria. Ed il giorno in cui a Roma veniva fatto ritrovare, compresso nel baule di una R4 rossa parcheggiata in via Caetani (a meta’ strada tra via delle Botteghe Oscure e Piazza del Gesu’, sedi rispettivamente di PCI e DC), il corpo di Aldo Moro.

Prigioniero delle BR per 55 giorni nell’improvvisato carcere di via Montalcini, Moro scrisse molte, moltissime lettere. Almeno 86 a quanto e’ dato sapere. Ostentando tranquillita’ in quelle indirizzate alla famiglia (in primis alla sua “dolcissima Noretta”, al secolo Eleonora Moro), facendo invece trasparire umana disperazione in quelle destinate ai suoi colleghi di partito ed ai protagonisti del mondo politico dell’epoca (in particolare Benigno Zaccagnini, all’epoca segretario della DC).

Lettere che, secondo lo storico Miguel Gotor, passarono per le mani di Prospero Gallinari, il brigatista reggiano da poco scomparso, che di Moro fu carceriere e, secondo alcune versioni, colui che fisicamente porto’ a termine l’esecuzione del presidente della Democrazia Cristiana. Dalla lettura della corrispondenza di Moro emerge lampante la disperazione di un uomo che non vuole morire e che si sente abbandonato dallo Stato al suo destino. Si veda, a titolo l’ultima lettera (incompiuta), indirizzata ad Eleonora Moro, il cui testo riporto qui di seguito.

Tutto sia calmo. Le sole reazioni polemiche contro la D.C. Luca no al funerale.

Mia dolcissima Noretta,

dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in sé e dell’incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l’indirizzo della mia vita. Ma ormai non si può cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli. Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso.

E’ poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall’idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare.E questo è tutto per il passato. Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca), Anna, Mario, il piccolo non nato, Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto.

Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta. Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo…

Il resto delle lettere scritte da Moro (o perlomeno il sottoinsieme di esse che e’ stato reso pubblico) puo’ essere reperito facilmente on line. Un documento fatto bene l’ho trovato su aulamagnamagna.it e lo allego qui sotto in chiusura di post.

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Galileo ed il Dialogo Sopra i Due Massimi Sistemi del Mondo

Era il 1632 quando, al termine di un lavoro durato circa sei anni (dal 1624 al 1630, cosa che inevitabilmente mi porta a rivalutare in positivo la mia tanto cronica quanto ormai proverbiale lentezza nello scrivere), Galileo Galilei diede alle stampe una delle sue opere piu’ celebri, vale a dire il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. Un volume scritto a sostegno dell’allora rivoluzionario sistema copernicano, in contrasto con l’ancora predominante modello aristotelico-tolemaico. Ma soprattutto un volume dal quale traspare tutto il genio dello scienziato pisano, che nel tentativo di evitare per quanto possibile uno scontro frontale con i tribunali dell’inquisizione (i quali proprio ad inizio 1600 erano nel loro massimo “splendore”) si invento’ una forma narrativa estremamente particolare. Il libro, fermo restando il tentativo di stampo meramente nicodemico di Galileo che come premessa al suo lavoro produsse una lettera nella quale sottolineo’ la sua aderenza ai principi della Chiesa, e’ infatti strutturato sotto forma di dialogo tra tre attori (descrizioni riadattate da Wikipedia):

  • Filippo Salviati (1582-1614): scienziato e astronomo proveniente da una nobile famiglia fiorentina. Si fa portavoce delle idee copernicane di Galileo;
  • Giovan Francesco Sagredo (1571-1620): nobile e colto veneziano, di idee progressiste e di grande esperienza, si interessa al dibattito sebbene non sia un astronomo professionista; egli costituisce una sorta di moderatore tra le due parti e rappresenta i destinatari dell’opera: persone curiose ma per nulla esperte della materia trattata;
  • Simplicio: personaggio volutamente non meglio identificato, porta avanti idee di rigorosa matrice peripatetica e si oppone alla “rivoluzione” propagandata da Salviati, risultando pero’ spesso ridicolo nel suo tentativo di confutare le tesi galileiane senza valide motivazioni.

Il modo in cui Galileo scrisse il suo Dialogo riusci’ ad evitargli il rogo, ma non il carcere a vita. Da segnalare, tra l’altro, il fatto che Galileo scrisse la sua opera in volgare, facendo si’ che essa divenisse la prima opera di carattere “scientifico” della storia pubblicata in tale lingua.

Il volume e’ facilmente reperibile in maniera del tutto gratuita sulla rete. Nel mio caso ho scaricato una copia, apparentemente ottimizzata per la lettura su tablet e dispositivi mobile in generale, a partire dal sito Internet di LetteraturaItaliana.net. Trovate il file relativo qui sotto.

Di seguito, infine, la lettera scritta da Galileo ed indirizzata al Gran Duca di Toscana, e per presentare l’opera e per ringraziarlo dell’avergli permesso di scriverla.

Serenissimo Gran Duca,

la differenza che è tra gli uomini e gli altri animali, per grandissima che ella sia, chi dicesse poter darsi poco dissimile tra gli stessi uomini, forse non parlerebbe fuor di ragione. Qual proporzione ha da uno a mille? e pure è proverbio vulgato, che un solo uomo vaglia per mille, dove mille non vagliano per un solo. Tal differenza depende dalle abilità diverse degl’intelletti, il che io riduco all’essere o non esser filosofo: poiché la filosofia, come alimento proprio di quelli, chi può nutrirsene, il separa in effetto dal comune esser del volgo, in piú e men degno grado, come che sia vario tal nutrimento. Chi mira piú alto, si differenzia piú altamente; e ’l volgersi al gran libro della natura, che è ’l proprio oggetto della filosofia, è il modo per alzar gli occhi: nel qual libro, benché tutto quel che si legge, come fattura d’Artefice onnipotente, sia per ciò proporzionatissimo, quello nientedimeno è piú spedito e piú degno, ove maggiore, al nostro vedere, apparisce l’opera e l’artifizio. La costituzione dell’universo, tra i naturali apprensibili, per mio credere, può mettersi nel primo luogo: che se quella, come universal contenente, in grandezza tutt’altri avanza, come regola e mantenimento di tutto debbe anche avanzarli di nobiltà. Però, se a niuno toccò mai in eccesso differenziarsi nell’intelletto sopra gli altri uomini, Tolomeo e ’l Copernico furon quelli che sí altamente lessero s’affisarono e filosofarono nella mondana costituzione. Intorno all’opere de i quali rigirandosi principalmente questi miei Dialoghi, non pareva doversi quei dedicare ad altri che a Vostra Altezza; perché posandosi la lor dottrina su questi due, ch’io stimo i maggiori ingegni che in simili speculazioni ci abbian lasciate loro opere, per non far discapito di maggioranza, conveniva appoggiarli al favore di Quello appo di me il maggiore, onde possan ricevere e gloria e patrocinio. E se quei due hanno dato tanto lume al mio intendere, che questa mia opera può dirsi loro in gran parte, ben potrà anche dirsi di Vostr’Altezza, per la cui liberal magnificenza non solo mi s’è dato ozio e quiete da potere scrivere, ma per mezo di suo efficace aiuto, non mai stancatosi in onorarmi, s’è in ultimo data in luce. Accettila dunque l’Altezza Vostra con la sua solita benignità; e se ci troverrà cosa alcuna onde gli amatori del vero possan trar frutto di maggior cognizione e di giovamento, riconoscala come propria di sé medesima, avvezza tanto a giovare, che però nel suo felice dominio non ha niuno che dell’universali angustie, che son nel mondo, ne senta alcuna che lo disturbi. Con che pregandole prosperità, per crescer sempre in questa sua pia e magnanima usanza, le fo umilissima reverenza.

Dell’Altezza Vostra Serenissima
Umilissimo e devotissimo servo e vassallo
GALILEO GALILEI

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Roteglia – Universita’ del tempo libero

Un po’ in extremis, ma ci tenevo a segnalare che Roteglia si svolgera’, a partire da domani, una serie di incontri dedicati alla storia della scienza. Nella cornice “fisica” di Casa Maffei ed in quella “teorica” dell’Universita’ del Tempo Libero, saranno quattro gli incontri che avranno luogo, aventi come filo conduttore “La straordinaria avventura della scienza in Europa”. Ad occuparsi dell’organizzazione dell’evento le modenesi associazione culturale “Le Graffette” e cooperativa Augeo.

Il calendario degli eventi e’ il seguente:

  • Mercoledì 8 maggio 2013 – Non solo Galileo: la nascita del senso dell’impossibile nel Seicento (Prof. Francesco Maria Feltri);
  • Mercoledì 15 maggio 2013 – Isaac Newton: le molte facce di un genio (Prof. Luca Malagoli);
  • Mercoledì 22 maggio 2013 – Darwin tra scienza e società (Dott. Matteo Pagliani);
  • Mercoledì 29 maggio 2013 – Da Adam Smith alla speculazione finanziaria: nascita ed evoluzione della scienza economica (Prof. Federico Parmeggiani).

Per informazioni ed iscrizioni e’ possibile contattare la Biblioteca Comunale di Castellarano (Via Roma, 56 – telefono: 0536 850334 – email: Mariangela Rivi), oppure Paolo Iotti. Gli incontri avranno la durata di circa un’ora e mezzo ciascuno, con inizio alle 18:30. Il costo d’iscrizione e’ di 20€ ed il versamento della quota consente la partecipazione a tutti e quattro gli eventi.

Chiudo copia/incollando dalla locandina il breve testo che introduce gli eventi:

Dal Seicento ad oggi, l’Europa e’ stata protagonista di incredibili rivoluzioni scientifiche: dalla fisica di Galileo e Newton alla teoria della relativita’ di Einstein, dalla teoria dell’evoluzione della specie darwiniana alla meccanica quantistica. Quali intrecci legano scienza, arte, letteratura, storia delle religioni? La conoscenza, oggi piu’ che mai, e’ indispensabile per capire una realta’ in veloce, costante evoluzione.

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E’ morto Andreotti. Sicuramente c’entra Andreotti

La notizia del giorno mi ha lasciato un po’ basito. Non tanto per la news in se’, la morte del senatore a vita Giulio Andreotti, che a 94 anni e dopo aver dato piu’ volte segni di cedimento fisico era ormai piu’ che lecito aspettarsi, quanto piuttosto le reazioni che questa ha suscitato. In primis nel mondo dei social media. E’ infatti su Facebook, che stavo sfogliando distrattamente nel post-pranzo nell’attesa di rimettermi al lavoro, che ho appreso della scomparsa di Andreotti. Leggendo commenti di giubilo e di, a mio avviso decisamente mal riposta, ironia. “L’Italia oggi e’ un Paese un pochino migliore”, “Cosa ha fatto quest’uomo per l’Italia?”. Questo il tenore di alcuni dei commenti, oltremodo espliciti, nei quali mi sono imbattuto. Riferiti ad una persona che cosi’, tanto per dire, e’ stata sette volte Presidente del Consiglio, otto volte ministro della Difesa, cinque volte ministro degli Esteri, tre volte ministro delle Partecipazioni Statali, due volte ministro delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell’Industria, una volta ministro del Tesoro, ministro dell’Interno (il più giovane della storia repubblicana, a soli trentaquattro anni), ministro dei beni culturali (ad interim) e ministro delle Politiche Comunitarie. Uno che, tra luci e ombre, ha servito fedelmente e dedicato la vita al suo Paese, diventandone un simbolo indiscusso.

Parole pesanti quelle girate sui social network. Le quali, paradossalmente, avrei “accettato” con maggiore tranquillita’ se fossero fuoriuscite dalla bocca di qualche altro politico di lungo corso, da qualcuno che Andreotti avesse avuto modo di conoscerlo da vicino ed avesse pertanto i titoli per poter esprimere un giudizio, duro che questo potesse essere. E invece no. I politici sono stati oltremodo abbottonati, ripetendo come un mantra che saranno gli storici a dare un giudizio sul divo Giulio. Chi ha pronunciato quei commenti e’ stata gente qualunque, tristemente contaminata dal sentimento antipolitico tanto di moda negli ultimi anni. Un sentimento che puo’ senz’altro avere una sua ragion d’essere, se frutto di una profonda e rigorosa opera di analisi politica e di introspezione, ma che e’ invece oltremodo antipatico quando si sviluppa e si diffonde per sentito dire, con superficialita’ e qualunquismo. Le espressioni di giubilo alle quali ho assistito, oltre che fuori luogo, destano profonda tristezza. E per la pochezza culturale di chi le pronuncia, e per lo stridente contrasto tra questa pochezza e la brillantezza intellettuale di chi invece e’ scomparso. Perche’ anche ammesso che la condotta di Andreotti, e con lui dei vari Craxi, Cossiga e compagnia cantante, non sia stata delle migliori, risulta veramente difficile non notare con triste sbigottimento la diversa caratura umana e culturale dei protagonisti della prima repubblica al confronto di molti dei loro indegni successori che oggi siedono al Parlamento. Un Parlamento dove possiamo infatti trovare comodamente seduti i Vito Crimi (uno che cosi’, giusto per presentarsi e forte della sua strepitosa carriera quale impiegato assistente giudiziario alla Corte d’Appello di Brescia, inizio’ ad insultare Napolitano), i Razzi e gli Scilipoti, i Bossi e i Fico.

Per il resto invece, e’ chiaro, la satira colpisce (ed e’ suo preciso dovere farlo) anche in casi come questo. Non si e’ fatto scappare l’occasione il sempre ottimo Spinoza, che alla scomparsa di Andreotti ha intitolato un post (anomalo) intitolato Il coccodrillo come fa?, ricco come sempre di spunti geniali.

E’ morto Andreotti. Sicuramente c’entra Andreotti“.

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Il caso QinetiQ e l’Internet cinese secondo The Economist

E’ di ieri la notizia degli attacchi subiti da QinetiQ, importante azienda di sicurezza basata in UK il cui branch statunitense lavora da anni in svariati progetti commissionati dall’esercito dello zio Sam. Per un periodo di almeno tre anni, dal 2007 al 2010, pare infatti che QinetiQ sia stata sistematicamente svuotata dei contenuti “interessanti” presenti sui propri sistemi informatici. Inclusa, ovviamente, tutta la documentazione piu’ o meno riservata sulla quale la compagnia stava lavorando su commissione del Pentagono. Autori del misfatto, a quanto pare, hacker legati all’apparato militare cinese. In quella che pare solo l’ultima, non in ordine cronologico ma di pubblica divulgazione, delle operazioni di questo genere condotte ai danni di una realta’ industriale occidentale.

La notizia e’ stata riportata con dovizia di dettagli da diverse testate giornalistiche. Tra i vari articoli apparsi on line mi preme segnalare quelli pubblicati da Bloomberg, Techworld ed eWEEK.

Se gli articoli appena citati aiutano ad inquadrare il caso specifico di QinetiQ, ormai da anni esiste un’abbondante letteratura sulle operazioni di hacking attribuite a gruppi cinesi piu’ o meno ufficialmente legati al governo di Pechino. A tal proposito molto interessante lo speciale apparso sul The Economist dello scorso 6 aprile, i cui contenuti sono ora disponibili on line. Per comodita’ li ho raccolti tutti qui di seguito.

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