30 aprile 2006
Nuovi modelli della società
Reti neurali ed algoritmi genetici fanno parte di un’impresa più ampia, che prende il nome di “Vita Artificiale”. La Vita Artificiale può essere definita come “lo studio dei sistemi viventi fatto, non dissezionando ed analizzando i sistemi viventi che esistono nella realtà (come fa la biologia), ma costruendo sistemi viventi artificiali”. Questo, in genere, significa simulare con i computers fenomeni del mondo vivente, ma anche costruire robot fisici dotati di alcune delle caratteristiche proprie degli organismi biologici.
Il nome “Vita Artificiale” può far pensare ad una sorta di cattivo riduzionismo. In realtà, la scienza della Artificial Life non condivide affatto il riduzionismo biologico nella spiegazione del comportamento umano, ma al contrario si interessa dello studio di tutti i fenomeni del mondo vivente. Il suo quadro teorico di riferimento è quello dei sistemi complessi, il suo metodo di ricerca quello delle simulazioni: idee completamente generali e pertanto applicabili a tutti e tre i livelli della gerarchia che abbiamo visto all’inizio di questo lavoro (il livello delle entità e dei fenomeni studiati dalla biologia, il livello del comportamento e della vita mentale di cui si occupano gli psicologi, il livello delle società umane e dei fenomeni culturali e tecnologici studiati dagli storici e dagli scienziati sociali).
Le società umane ed i loro prodotti culturali possono essere interpretati e simulati come sistemi complessi, le cui caratteristiche sono un risultato dei comportamenti e delle interazioni tra gli individui che le compongono. Lo studio di queste interazioni individuo-società, d’altronde, è ciò che le scienze dell’uomo studiano da sempre. L’aspetto innovativo nell’approccio della Vita Artificiale è il tentativo di tenere assieme i tre livelli della gerarchia, ossia di studiare le relazioni reciproche tra la biologia, il comportamento o la vita mentale, e la società, chiamando contemporaneamente in causa le scienze biologiche, quelle psicologiche e quelle sociali.
[da: Domenico Parisi, “La mente. Nuovi modelli della Vita Artificiale” (Il Mulino, 1999) - rielaborazione mia]


