27 maggio 2006
Kennedy e la TV
Mi provoca sempre una strana sensazione, un misto di disgusto e compassione, imbattermi in persone che passano ogni giorno svariate ore di fronte alla TV e negano in maniera assolutamente categorica di venire da essa plagiati. La storia della prima metà del ventesimo secolo dovrebbe averci insegnato fin troppo bene quale sia l’enorme potere dei media. Eppure, questa importante lezione, mi dà l’impressione di non essere stata minimamente recepita.
Quando ne parlo con gli amici, a volte mi sembra di essere un moderno don Chisciotte, impegnato nella mia eterna ed infruttuosa battaglia contro i mulini a vento. Non tanto il don Chisciotte romantico, idealista e tragicomico cantato da Guccini, quanto quello disilluso degli scritti di Cervantes.
Così, quelle volte che mi capita di leggere un libro dove il potere dei media è preso come dato di fatto, talmente scontato da non meritare neppure una trattazione, provo un leggero senso di piacere. Mi è accaduto oggi, leggendo un passo di “Essere Digitali”, di Nicholas Negroponte.

Convergenza di culture
Esiste una dicotomia percepibile (anche se artificiosa) tra mondo tecnologico e cultura umanistica, tra scienza e arte, tra l’emisfero destro del cervello e quello sinistro. E’ probabile che il crescente settore dei multimedia sia destinato ad essere uno di quelli che, come l’architettura, fanno da ponte sul fossato tra le due culture.
La televisione fu inventata sotto la spinta di interessi puramente tecnologici. Quando nel 1929 pionieri come Philo Farnsworth e Vladimir Zworykin guardavano delle immagini elettroniche allora non più grandi di un francobollo, il loro obiettivo era semplicemente di perfezionare la tecnologia. All’inizio, Zworykin aveva delle idee, anche se ingenue, su come impiegare la televisione, ma in seguito ne rimase amaramente deluso.
Jerome Wiesner, uno dei passati presidenti del MIT, racconta a proposito di Zworykin di quando un sabato venne a trovarlo alla Casa Bainca, dove Wiesner era consigliere scientifico di J.F. Kennedy (nonché suo amico). Egli chiese a Zworykin se avesse mai incontrato il presidente. Alla sua risposta negativa, Wiesner lo condusse nello studio di JFK e presentò il visitatore al presidente come “l’uomo che ti ha fatto eleggere”. Stupito, Kennedy chiese: “In che modo?” e Wiesner spiegò: “Questo è l’inventore della televisione”. Quando Kennedy gli disse che aveva fatto qualcosa di enorme importanza, Zworykin ironicamente gli rispose: “Ma lei ha guardato di recente la televisione?”.
Tratto da: Nicholas Negroponte, “Essere digitali” (1995).


