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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Vassili Zaitsev

Come avevo già accennato nel post di ieri, durante il weekend ho approfittato di un pizzico di insonnia per gustarmi “Il Nemico alla Porte“.

Il film, diretto da Jean-Jacques Annaud ed uscito nelle sale nel 2001, è ambientato a Stalingrado, durante la tremenda battaglia del 1942-43. Narra la storia di un giovane soldato, tale Vassili Zaitsev, che la propaganda di guerra sovietica eleverà al rango di eroe nazionale.

Vassili Zaitsev (vero)

Zaitsev è un cecchino, figura raramente presa in considerazione dalla filmografia bellica, presumibilmente perchè esempio estremo del cinismo e della crudeltà della guerra. Il cecchino non è un giovane ragazzo mandato inconsciamente al massacro o un pilota che fa librare nell’azzurro del cielo il suo aeroplano. Un cecchino é soltanto un soldato che passa la sua guerra a nascondersi, a strisciare da un nascondiglio all’altro, e che ogni tanto colpisce. In maniera letale. Non c’è nulla di romantico nella figura del cecchino. E dunque non è certamente un caso il fatto che i registi abbiano generalmente evitato di porre troppa attenzione su questi personaggi nei loro film dal piglio tradizionalmente romanzesco.

La storia di Vassili Zaitsev però é interessante. Ed é uno dei migliori esempi di come, in tempo di guerra, la propaganda abbia bisogno di creare degli eroi che siano da esempio per un opinione pubblica recalcitrante nel convincersi della bontà del conflitto in atto. L’opinione pubblica influenza a sua volta i soldati, determinandone morale e livello motivazionale, ed Annaud è straordinario nel sintetizzare tutti questi concetti in poche ma chiarissime frasi, messe in bocca al commissario Danilov:

“Diamogli speranza! Quegli uomini hanno una sola scelta: le pallottole tedesche o le nostre. Ma c’è un’altra via. La via del coraggio. La via dell’amore per la madre patria. Dobbiamo pubblicare di nuovo il giornale dell’armata. Dobbiamo raccontare storie meravigliose, storie che esaltino il sacrificio, il valore. Dobbiamo far sì che loro credano nella vittoria. Dobbiamo dar loro speranza, orgoglio, desiderio di combattere. Abbiamo bisogno di dare degli esempi, ma esempi da seguire. A noi servono i nostri eroi”.

E’ così che nasce la figura di Vassili Zaitsev. E’ così che in tempo di guerra nasce un eroe. Perchè Vassili Zaitsev è esistito davvero.

Cito dalla pagina di Wikipedia a lui dedicata:

Vasily Grigorievič Zaitsev (russo: Васи́лий Григо́рьевич За́йцев – Jelino, 23 marzo 1915 – Kiev, 15 dicembre 1991) era un tiratore scelto sovietico attivo durante la seconda guerra mondiale. Il suo primo campo di battaglia fu Stalingrado, dove tra il 10 novembre e il 17 dicembre 1942 uccise 225 tra soldati e ufficiali della Wehrmacht e altri eserciti dell’Asse, tra cui 11 cecchini nemici.

Prima del 10 novembre aveva già ucciso 32 soldati dell’Asse con il fucile Mosin-Nagant d’ordinanza (triokhlinejka, fucile da tre linee, ovvero calibro 7,62). Si stima che i 28 cecchini da lui addestrati abbiano ucciso più di 3000 soldati nemici. Alcune fonti riportano che i risultati di Zaitsev furono notevoli, ma non gli unici di questa portata: un soldato sovietico la cui identità è rimasta ignota, identificato solo col soprannome di Zikan, aveva ucciso 224 soldati alla data del 20 novembre.

Zaitsev era inquadrato nel 1047° reggimento fucilieri della 284° divisione di fanteria, parte della LXII Armata. Zaitsev restò sotto le armi fino al gennaio 1943, quando fu ferito agli occhi. Il professor Filatov fu in grado di ripristinare la vista di Zaitsev, che poté concludere la guerra sul fronte del Dniestr col rango di Capitano. Dopo la guerra, Zaitsev gestì una fabbrica a Kiev.

Secondo alcune fonti sovietiche, i tedeschi, nel tentativo di ucciderlo, mandarono a Stalingrado il maggiore Heinz Thorvald, comandante della loro scuola militare per tiratori scelti. Si narra che Zaitsev, dopo una caccia durata diversi giorni, abbia intravisto il suo cacciatore sotto una lamina di ferro, e lo abbia ucciso. Lo scontro tra i due fu reso in forma di fiction nel film Il nemico alle porte.

Il mirino telescopico del fucile di Thorvald, che si deduce sia stato il più importante dei trofei di caccia di Zaitsev, è attualmente esibito presso il Museo dell’Armata Rossa di Mosca. E’ bene tenere presente che, tuttavia, l’intera storia rimane a metà tra realtà e fantasia, non essendovi mai state conferme ufficiali. Il duello non trova infatti alcun riscontro nelle fonti ufficiali militari sovietiche, dove pure ogni azione compiuta da alcuni cecchini è riportata con dovizia di particolari.

Zaitsev crebbe a Jelino, un paese sugli Urali dove imparò a sparare cacciando le renne. I tiratori che addestrò furono così trascinanti nella loro preparazione che di fatto segnarono l’inizio del “fenomeno dei cecchini” che diede tanto lustro alla LXII Armata sovietica. Si iniziò un ciclo di conferenze il cui scopo era la diffusione dell’esempio di Zaitsev nella “filosofia” dei tiratori scelti, e soprattutto per scambiare e discutere idee sui principi di una specialità che, per lui, non si limitava alle capacità di tiro. Zaitsev morì all’età di 76 anni a Kiev, in un’epoca di straordinari cambiamenti per il suo Paese.

Quindici anni dopo, il 31 gennaio 2006, Vasily Zaitsev fu seppellito al Mamayev Kurgan con i più alti onori militari: il suo ultimo desiderio era di essere seppellito vicino al monumento dei difensori di Stalingrado. La sua bara è stata inumata nei pressi di un monumento che riporta la sua più famosa citazione: “Non c’è spazio per noi dietro il Volga.”

La storia raccontata nel film è naturalmente molto romanzata (non ai livelli di “A beautiful mind”, ma insomma…). Su questo influisce probabilmente il fatto che il regista si sia ispirato ad un libro, scritto alcuni anni fa dallo stesso Vassili Zaitsev. Intitolato “Notes of a Sniper“, il volume è una raccolta delle memorie di guerra del cecchino sovietico e si caratterizza per una delle copertine più orrende che un editore abbia mai potuto concepire.

Notes of a Sniper (copertina libro)

Aspetto agghiacciante della cosa, il fatto che che l’editore abbia addirittura aperto un sito Internet per mostrare al mondo intero le oscenità che i suoi grafici sono in grado di produrre… chapeau!

Commenti

  1. giugno 14th, 2007 | 10:57

    accidenti! davvero molto bella e dettagliata questa tua descrizione al personaggio.

  2. eterion
    agosto 6th, 2007 | 10:17

    vassyli ha dimostrato al mondo che un solo combattente può decidere la vita di un uomo da lontano…come sia facile togliere la vita ad un uomo solamente inquadrandolo dentro un’ottica e premere un grilletto…ha cambiato il modo di combattere degli eserciti..nn ci sono più migliaia di persone che muoiono per i capricci di uno statista ma grazie ad un cecchino quest’ultimo da un momento a l’altro smette di blaterare e la guerra è vinta..cmq ottima e dettagliata descrizione

  3. agosto 6th, 2007 | 11:47

    Ehm… il giudizio sul ruolo di Zaitsev mi pare giusto un pelo eccessivo, eterion, cmq grazie per i complimenti… :-)

  4. manfredi
    settembre 23rd, 2007 | 09:25

    Ringrazio per lo splendida descrizione di Zaitsev il Sig. Fabio Ruini che mi ha entusiasmato leggere immediatamente dopo aver visto il film in dvd.
    La saluto e spero nelle sue prossime pubblicazioni!

  5. Fabrizio
    settembre 24th, 2007 | 14:11

    Ciao,
    ho il sospetto fondato che il cognome del nostro Vassily sia
    “russizzato” dal tedesco Seitz….!
    Ci sono svariati cognomi tedeschi, specialmente nel Baltico
    che è stato alternatamente Russia o Prussia, modificati nello stesso modo, inclusa la desinenza -ieva al femminile.
    La cosa è molto curiosa e lo è ancora di più se pensiamo che il nostro era originario degli Urali, ben distanti da zone di confine
    con il resto d’Europa, Baltico compreso.
    Sono convinto che una ricerca anagrafica all’indietro nella famiglia di Vassily, potrebbe celare qualche sorpresa.
    Mi pare inoltre che nel film, l’attrice Rachel Weisz (cognome ebreo tedesco “polacchizzato” da Weiss= Bianco) porti un cognome di ruolo, altrettanto “russizzato” dal tedesco, il che buffamente ci riporta anche al fatto che, nella fiction, studiava letteratura tedesca all’università.
    Saluti

  6. keips90
    ottobre 2nd, 2007 | 20:00

    ho trovato questa descrizione molto dettagliata e soddisfacente….ho guardato e riguardato quel film un milione di volte e mi piace sempre di più…si quello come tanti altri film di guerra…io consiglio “Band of Brothers” la storia reale e documentata dei paracadutisti della compagnia easy durante la seconda guerra mondiale….

  7. giuseppe
    ottobre 29th, 2007 | 00:58

    il fim è stupendo..però povera gente che ha sofferto con queste guerre..

  8. silvio
    gennaio 1st, 2008 | 19:40

    Sono partito dalla lettura del libro >> Le benevole << di Littel ed. 2007, dove è ampiamente descritta la battaglia di Stalingrado. Ho quindi cercato e visionato il film da te citato e incentrato sulla figura di Vassili Zaitsev. Non speravo di trovare un commento così dettagliato sulla sua figura. Complimenti

  9. mohamed
    gennaio 12th, 2008 | 14:38

    it’s the best

  10. heinrich himmler
    gennaio 13th, 2008 | 01:25

    “Meine Ehre heißt Treue”(il mio onore sichiama fedelta’)

  11. Alfonso
    marzo 17th, 2008 | 00:46

    Fra gli snjper della 2a GM il più micidiale fu un finlandese. Lo chiamarono la “morte bianca” per la sua tuta bianca che usò durante il conflitto russo-finlandese nell’inverno del 1939/40. Gli sono state attribuite oltre 500 uccisioni.
    Anche i tedeschi ebbero numerosi sniper. Il più celebre fu un Matthaeus Hetznauer con 345 uccisioni. A differenza dei russi, i tedeschi dovevano avere un testimone che avvalorasse l’uccisione.

  12. fernando ismael
    aprile 7th, 2008 | 06:32

    ja… no sé… yo hace poco empecé a interesarme sobre el tema, y se que vassili fué el que me inspiró para leer e informarme sobre lo ocurrido en europa durante 1939-1942, y más aún.
    yo soy de la provincia de Corrientes – República Argentina, y siempre me interesó saber sobre mi cultura guararí, pero hoy en día veo el sufrimiento de esta guerra rasista o nazista -ja que por más decendientes de dioses, no tienen derecho a realizar atroces actos-.
    bué… creo que me extendí un poco, pero creo que ningún país de europa se salva de aportar su granito de rasismo, ja, ni argentina que acptó dinero sucio(Perón)para alvergar a genocidas como Adolf Eichmann ja.
    Bueno ahora se que me extendí un poco medio demaciado ja lero lero…. bueno solo quería hacer saber que un pobre chico correntino sa está enterado de lo sucedido.
    bueno chiao muito bene ja no se nada de italiano pero no sé por qué entiendo algo cuando lo leo….
    Wir werden sehen!

    Ist an der Zeit, zu sagen good bye

  13. mimmo
    aprile 20th, 2008 | 22:55

    salve a tutti, anch’io come voi sono un’appassionato della 2°guerra mondiale.Ho appena finito di rivedere il “nemico alle porte”, e poi incuriosito da questo cecchino..ho fatto una ricerca..ed eccomi qua’!a fare i complimenti per la dettagliata storia di questo soldato che ha cambiato le sorti della guerra a stalingrado.Ma volevo ricordare che tra i film piu’ intensi..e crudi..di questo genere..consiglio “salvate il soldato ryan”! anche se il mio preferito e la seria “band of brother”.un saluto a tutti…a presto

  14. peppe
    agosto 23rd, 2008 | 14:12

    anch io oggi per la prima volta ho visto questo bellix film..quel ragazzo è stata davvero un eroe e simbolo per la sua patria..

  15. Stefano Pellegrini
    marzo 14th, 2010 | 03:17

    Il reticolo del Mosin Nagnt di vassily era un vero disastro. Mi stupisce sia riuscito nella sua opera. Molto meglio quello del suo antagonista tedesco. Del resto sono ancora in produzione entrambi , denominati n. 1 il 1° , e n.4 il 2°. Io uso il 2° a caccia da sempre e faccio bersaglio senza problemi anche a 400 metri. Basta un buon scatto e calma. Resta inteso che sto con Vassily . Peccato non ne avesse avuti di più di mezzi . Pensate quanti Nazi ci avrebbero lasciato le penne…

  16. jack95
    marzo 29th, 2010 | 14:26

    descrizione veramente dettagliata complimenti!!!Mi sapete dire se ci sono dei libri in italiano sulle memorie di vassili zaitsev??????

  17. Seralek
    aprile 19th, 2010 | 14:55

    Il film è molto bello,descrive il cecchino come una figura di rielivo nello svolgersi della guerra, cosa che nessuno avevo mai fatto sottolineandone il ruolo decisivo. Il cecchino è la macchina da guerra x eccellenza!! Nervi saldi, sangue freddo e nessun ripensamento,conscio del fatto che se sbaglia anche un solo colpo,sarà lui a morire.Cito una frase presa dal film “jarhead” di Sam Mendes:”Il soldato semplice muore per quindicimila colpi messi a segno a casaccio,il tiratore muore per quell’unico colpo perfetto”

  18. Anonimo
    giugno 18th, 2011 | 21:56

    io adoro vassily zaitsev

  19. Anonimo
    giugno 18th, 2011 | 21:57

    i love vassily zaitsev

  20. Italo Agnoli
    gennaio 23rd, 2012 | 00:35

    Ho visto in modo del tutto casuale questo bel film sulla storia, chiaramente romanzata, del tiratore scelto russo.
    Credo però che sia descritto con attendibile veridicità il clima di quei momenti in cui i sovietici, che stavano soccombendo, hanno tirato fuori tutto il loro orgoglio e lo spirito di patria per opporsi all’agressione nazista. E questo l’hanno provato anche i ragazzi dell’Armir durante l’accerchiamento russo che si è praticamente concluso con lo sfondamento di Nikolajevka il 26 gennaio 1943. In ogni caso lo giudico un ottimo film nonostante la crudezza degli eventi rappresentati.

  21. nicla capuano
    marzo 15th, 2014 | 08:44

    Proprio ieri ho proposto ai miei alunni di terza media la visione di qu.bel film: i ragazzi lo hanno seguito tutto col fiato sospeso…e i loro commenti altamente positivia fine visione..soprattutto mi chiedevano se la storia narrata fosse vera x cui qquesto suo intervento sul cecchino Saltar potra’ tornar mi utilissima..la trovo molto accessibile, chiara e interessante. Complimenti!!

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