13 agosto 2006
Periodo salutista (forse…)
Il 23 c.m., il buon Fabio Ruini si aggregherà alla sua nuova squadra, l’FC Fellegara, per l’inizio della preparazione estiva. Ma si dà il caso che le condizioni fisiche del portierone, che a parte qualche torneo di calcetto qua e là, come al solito non ha propriamente passato un’estate all’insegna dello sport, siano pressapoco pietose. Se questa ormai “classica” condizione fisica di inizio preparazione veniva vissuta senza particolari preoccupazioni durante le stagioni passate, quest’anno Ruini ha ben pensato di rimettere in moto il suo corpo con qualche giorno di anticipo, allo scopo di evitare di cadere in uno stato di morte apparente già dopo la fase di riscaldamento del primo allenamento. Con le inevitabili conseguenze psicologiche di cui sarebbero vittime allenatore e dirigenti della formazione scandianese.

[Immagine rubata da: http://www.scuoladibiasio.it/nati_per_correre.htm]
Così, armato dell’iPod impunemente rubato allo sorellona (d’altronde le lo aveva regalato proprio lui…), venerdì è andato a farsi una corsettina in quel di Roteglia. Dodici minutini e mezzo di corsetta lenta e stop, giusto per vedere se si ricordava ancora come si faceva a correre. Sabato mattina, come prevedibile, Ruini si è alzato con un po’ di indolenzimento muscolare distribuito uniformemente lungo tutto il corpo. Allorchè, dopo essere rientrato a Reggio per studiare un po’ (dato che nella viziosa Roteglia il suo rendimento mentale era decisamente prossimo allo zero idrometrico), ieri sera ha inforcato la sua biciclettina e si è recato nel parchetto più vicino per correre un altro po’. Peccato che il nostro eroe abbia malauguratamente scelto il parco più piccolo della città. Un anello che, pur nei limiti di un andamento decisamente blando, veniva puntualmente ricoperto nel giro di 2 minuti e mezzo. E peccato che lungo questo anello ci fosse la baracchina di un circolo sociale (o qualcosa di simile), assiepato di vecchietti intenti a giocare a carte, che ad ogni passaggio lanciavano occhiate sempre più preoccupate al forestiero errante. Peccato pure che, in mezzo a questi giocatori di carte professionisti, ci fosse una qualche famigliola intesa nel senso di “famiglia da telefilm americano di infima qualità”: mamma, papà, pargolo inglobato all’interno di passeggino più costoso e tecnologico della mia macchina, cane di taglia piccola tanto inutile per la natura quanto perennemente incazzato ed aggressivo. Peccato infine che, ad ogni passaggio del Ruini all’interno dell’area di caccia della bestia immonda, questa decidesse di abbaiare e tentare di avventarglisi sulle caviglie, provocando una fitta serie di richiami verbali ad opera dei padroni. Richiami verbali che ovviamente indispettivano sempre di più i concentratissimi giocatori di carte over-70, i quali stavano per organizzare su due piedi una battuta di caccia avente l’intento di abbattere, non tanto il cagnolino, quanto piuttosto il corridore che ne provocava l’ira. Così, annusata un po’ la situazione e soprattutto l’odore di piombo, Ruini, che tra l’altro era a corto di fiato, ha deciso di fermarsi lì. Il cronometro dell’iPod segnava 17 minuti e mezzo. Buon risultato, checchè ne dicano i critici ed i suoi detrattori.
Dopodichè, in pace coi sensi e soprattutto con la propria coscienza, il nostro se ne è tornato a casa. Dove, verso le 21.15, è stato raggiunto dal buon Dox. Che nel pomeriggio si era fatto sentire via sms: “Sei a Roteglia? Non c’è un cane… stasera cosa fai?“. E la risposta di Ruini era stata qualcosa del tipo: “No, sono a Reggio… al limite possiamo prendere una pizza e sbronzarci un po’“.
Peccato mi abbia preso in parola. Questo l’arsenale con il quale il Dox si è presentato in casa.

Oggi correrò per smaltire…


