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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Una “guerra americana”?

Per quanto la storia e soprattutto la cinematografia sembrino oggi dimenticarsene, la guerra del Vietnam non fu soltanto una “guerra americana”. Le truppe statunitensi che vennero man mano dislocate nella penisola indocinese costituirono certamente il contingente straniero di più ampie dimensioni tra tutti quelli presenti, ma non furono in realtà le uniche forze “forestiere” che presero parte alla guerra.

La Corea del Sud partecipò a sua volta al conflitto, in appoggio al governo del Vietnam del Sud, già a partire dal 1964. Furono 300’000 i soldati sudcoreani a prendere complessivamente parte agli scontri (facendone il secondo più numeroso contingente “alleato”); soltanto 5’000 di loro non fecero più ritorno in patria. La politica adottata dal governo del giovane Paese asiatico era la stessa che gli USA utilizzavano con i propri coscritti: un anno di servizio per ogni soldato, prima del “riciclo” con forze fresche. La punta dell’iceberg della presenza militare sudcoreana in Vietnam venne toccata intorno al 1970, quando si trovarono contemporaneamente in servizio 50’000 soldati.

Capitolo a parte lo meritano Australia e Nuova Zelanda. Durante la cosiddetta “emergenza malese ”, entrambi i Paesi avevano maturato una significativa esperienza nelle strategie anti-insurrezionali e nella tattiche di guerriglia all’interno delle giungle. Geograficamente vicini alla penisola indocinese, i due stati avevano abbracciato con favore la “Teoria del domino” promossa dall’entourage americano, sentendosi direttamente minacciati da un’eventuale espansione del comunismo nel sud-est asiatico. Così come fecero gli Stati Uniti, l’Australia avviò la sua partecipazione al conflitto indocinese attraverso l’invio di “consiglieri militari”, il cui numero aumentò in maniera costante fino al 1965, anno in cui sbarcarono sui territori di guerra le prime truppe armate provenienti dall’isola oceanica. Diversamente, la Nuova Zelanda si era dapprima limitata ad inviare in Vietnam un distaccamento di genieri ed un batteria di artiglieria. Questo appoggio neozelandese alla guerra dei sudvietnamiti, che in principio era poco più che simbolico, si intensificò negli anni seguenti con l’impegno di alcune “unità speciali”. Numericamente, l’aiuto fornito da Australia (che nonostante la ferrea opposizione dell’opinione pubblica interna aveva re-introdotto la coscrizione obbligatoria) e Nuova Zelanda non fu particolarmente significativo . Si trattava però di un aiuto particolarmente mirato e che, nel bilancio complessivo della guerra, si rivelò di un’utilità estrema. Gli eserciti dei due paesi oceanici utilizzavano tattiche di guerriglia su piccola scala, al posto delle tradizionali operazioni USA di “search & destroy”. Ciò rendeva meno distruttive e violente le azioni dell’ANZAC , che poteva così contare su un maggior livello di riconoscenza (il quale, in tempo di guerra, può rapidamente trasformarsi in un supporto attivo) da parte delle popolazioni civili, rispetto a quello che esse tributavano alle truppe statunitensi.

Anche la Tailandia partecipò allo sforzo bellico “alleato”, ma il suo contributo si concentrò prevalentemente nei territori del Laos piuttosto che in quelli vietnamiti . Contro il Vietnam del Nord operava un numero ristretto di battaglioni sventolanti la bandiera della Tailandia (i cosiddetti “Unity Battalions”), che ufficialmente erano formati soltanto da mercenari. Questi battaglioni, in realtà, vantavano tra le proprie fila per lo più soldati regolari dell’esercito tailandese. Nel Vietnam del Sud fecero qualche sporadica apparizione, tra il 1965 ed il 1971, il battaglione “Queen Cobra” ed alcune altre unità regolari dell’esercito tailandese.

Carro armato T-54 russo usato durante la guerra del Vietnam
Carro armato T-54 sovietico, utilizzato durante la guerra del Vietnam.
[Immagine tratta da: http://www.usmcvta.org/vnarmor.htm]

Sull’altro fronte, quello dei ribelli, le forze in campo non erano a loro volta circoscritte ai soli soldati Viet Cong ed all’esercito regolare del Vietnam del Nord. Cina ed Unione Sovietica, per motivi che è fin troppo semplice ricondurre a questioni ideologiche, diedero un ampio supporto, militare e finanziario, al governo di Ho Chi Minh per portare avanti nel migliore dei modi il conflitto che lo vedeva impegnato contro l’acerrimo nemico yankee.

Il coinvolgimento cinese nella guerra del Vietnam ebbe inizio già nell’estate del 1962, quando Mao Zedong acconsentì di rifornire, a titolo gratuito, la città di Hanoi con 90’000 tra fucili e pistole. Dopo il varo della già citata operazione Rolling Thunder da parte delle forze armate USA, la Cina cercò di mitigarne i disastrosi effetti inviando nel Vietnam del Nord un battaglione di genieri e varie unità di batterie contraeree. Tra il 1965 ed il 1970, più di 320’000 soldati cinesi presero parte alla guerra del Vietnam, con il picco di 170’000 militari contemporaneamente presenti nel 1967.

Simile fu il caso dell’Unione Sovietica, la quale rifornì il Vietnam del Nord in parte con materiali bellici ed in parte con altri materiali per uso civile. Nessun contingente di soldati sovietici venne ufficialmente inviato in Vietnam, ma svariati piloti di aerei dell’Armata Rossa furono incaricati di addestrare i parigrado vietnamiti e molti altri volarono sulla penisola indocinese come “volontari”. Prima dell’ingresso “ufficiale” degli Stati Uniti nel conflitto, l’esercito sovietico approfittò della guerra vietnamita per testare sul campo l’efficacia delle proprie batterie missilistiche contraeree e del nuovissimo modello di fucile di precisione “SVD ” in condizioni di guerra vera.

Commenti

  1. diego
    gennaio 31st, 2009 | 01:40

    è vero che combatterono anche italiani sia a nord che a sud?Si prega di rispondere alla mia email, grazie. dv52@libero.it

  2. gennaio 31st, 2009 | 16:43

    Poi cosa vuoi? Un caffe’ e 5 euro?

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