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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Work in progress

Fase transitoria. Come avevo accennato qualche post fa, sto preparando il mio ritorno “temporaneamente definitivo” in quel di Roteglia. L’amato appartamento reggiano, nel quale vivo da novembre dello scorso anno, verrà dato in pasto a qualche altro volenteroso studente. Che, tra parentesi, ancora non abbiamo nè trovato, nè tantomeno cercato. Metto subito a tacere gli scettici. Non mi sono stancato della vita da single. Tutt’altro. Il problema di fondo è che devo ancora capire cosa ne sarà del mio futuro. Svanita l’idea di andare a lavorare sulla tesi a Santa Fe, il mio “sogno americano” rimane vivo e vegeto più che mai. Anche se a questo punto, contando di laurearmi a febbraio/marzo, dovrò tentare direttamente la strada del PHD. Magari dopo essere riuscito a farmi un mesetto di vacanza studio in un Paese di lingua anglosassone, così da poter cercare di spuntare il punteggio più alto possibile nei vari test linguistici propedeutici all’ammissione al dottorato e soprattutto alla possibilità di ricevere una qualche forma di finanziamento da parte delle generose istituzioni universitarie statunitensi.

Mi mancheranno i miei spazi, tornando a Roteglia. Ragion per cui sto materializzando un’idea che mi era passata per la mente qualche tempo fa. Mettere in piedi un mio “studio”. E devo dire la verità: farlo é stato molto più facile del previsto. Lo spazio, in una casa della quale sono proprietario per 1/9, c’era. Qualche chiacchiera con i parenti proprietari dei “restanti noni”… et voila, affare fatto. Un bello stanzone all’ultimo piano, 25/30 metri quadrati così ad occhio, con tanto di caminetto in marmo, poltrone, libreria ultra-spaziosa ed un po’ di oggettistica d’epoca.
Oggi abbiamo iniziato i lavori di risistemazione. Con l’aiuto della mia adorata mammina abbiamo tirato a lucido la stanza. Per quanto io e la mia succitata genitrice non abbiamo lo stesso concetto di “stanza tirata a lucido”. Con l’aiuto di mio nonno e di tre aitanti ghanesi rotegliesi, invece, abbiamo portato fin su in cima una bella scrivania in legno massiccio (comprata assieme ad Emiglio, del quale ho parlato qualche giorno fa) ed un mobile porta stampante, che in realtà è tutto meno che un mobile porta stampante, ma che io utilizzerò a tale scopo. Domani inizierà il trasloco dei libri che avevo ancora a Roteglia. Pensavo fossero soltanto una minima parte del mio arsenale, ma guardando a modo ho come l’impressione che da soli finiranno per occupare una bella porzione della libreria. Il grosso del lavoro, tuttavia, sarà il trasloco di tutto quello che ho accumulato a Reggio negli ultimi dieci mesi di vita.

E’ una fase transitoria, dicevo. Qualche giorno fa, mi è pure arrivata dalla Lego la notifica della spedizione del mio sfavillante Mindstorms NXT. Il robottino iper-programmabile che ho intenzione di utilizzare per la tesi. E che, mentre mi sbatterò per cercare di finire la mia ormai maledetta tesina di storia, farà compagnia ad Emiglio dall’interno della sua scatola.

Conto alla rovescia anche per quanto riguarda il calcio. Mercoledì prossimo, raduno alle 19.30 in quel di Fellegara per la presentazione della squadra. Poi via, a sudare le proverbiali sette camicie sui campi d’allenamento di Scandiano. Il campionato inizia il 17 di settembre. E io dovrò cercare il modo di spiegare al mister che durante l’ultima settimana di preparazione, proprio prima dell’esordio, non sarò a sputare sangue sul campo, ma spaparanzato in quel di Siena a seguire Wiva3, il terzo workshop italiano sulla Vita Artificiale.

Poi ci sarebbe pure il lavoro. Non sono mai stato un gran lavoratore, è vero. E immagino ci sia qualcuno che sta sogghignando nel leggere il mio nome in accostamento al termine “lavoro”. In realtà lavoro tre/quattro settimane all’anno. E queste mi bastano per campare durante i restanti 11 mesi. Ma per quanto sia un po’ paraculato (oltre che parsimonioso per natura) diamomi atto che in quelle tre/quattro settimane mi faccio un culo quadrato, con medie di 14/15 ore spese quotidianamente di fronte al monitor del PC. Il problema è che queste tre/quattro settimane famose stanno per arrivare.

Basta. Vado a farmi una doccia ed esco per spararmi un paio di birrette veloci (per tornare a Roteglia devo essere pronto…), unite a qualche chiacchiera futile che più futile non si potrebbe.

Ci si sente domani!

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