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Some other old good stuff

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Archivio per Dicembre, 2006

Welcome to Baghdad

Ovvero, come ho ritrovato la mia casa romana oggi pomeriggio, appena rientrato dopo le ferie passate in terra reggiana…

L'ingresso di casa durante i lavori

Il bagno devastato

Sì, ci stanno rifacendo il bagno. E così, il sottoscritto, che prima di salire in treno stamattina aveva ben pensato “la doccia me la faccio poi una volta che arrivo giù”, è rimasto fregato. Mica poco. Il prossimo appuntamento con l’idraulico è previsto per martedì 2. Speriamo che ci rimetta su almeno la vasca nuova, momentaneamente appoggiata in camera mia, assieme alla lavatrice e ad un vecchio materasso.

La vasca da bagno in camera mia

Lavatrice e vecchio materasso in camera mia

Già che ci sono, visto che non vi avevo ancora fatto vedere la mia casettina nuova, rimedio con questo filmatino girato ieri. Sottinteso, normalmente la casa non è così. Anche se a pensarci un attimo, non è che ci si discosti poi di molto.

Pazza idea

Sono pericoloso ogni volta che ho qualche soldo in tasca. E’ da un po’ che mi frulla per la testa la pazza idea di affiancare al mio iBook il motore di un bel Mac Mini da 1.42GHz. E provare un po’ seriamente, grazie anche all’ottimo tutorial trovato su MacDevCenter, quell’oggetto semi-misterioso che è l’XGrid di mamma Apple.

Tachimetro di XGrid

Vero che all’ISTC abbiamo già un cluster e che se ne sta allestendo proprio in questi giorni uno più nuovo, più bello, più grosso, più potente e soprattutto “più parallelizzante”. Ma volete mettere andare in giro con un proprio cluster? Che oltretutto, data le dimensioni, sta tutto all’interno di uno zainetto?

Ci stavo quasi riuscendo stasera a compiere il primo passo, cazzarola, ma purtroppo (o per fortuna), le perduranti perplessità del Dox a vendermi il suo pargolo mi hanno frenato. E mi costringono a rientrare a Roma, domattina, senza nessun nuovo Mac nello zaino. Mi avrà sulla coscienza…

Uccidete la democrazia!

Ieri sera sono finalmente riuscito a vedere “Uccidete la democrazia!”, il “film” di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio che tanto scalpore aveva fatto qualche settimana fa. Prima di finire nel dimenticatoio. Segno che l’atto d’accusa del documentario, forse, non era così fondato come si pensava a mente calda.

Uccidete la democrazia

Premetto. La mia analisi non è assolutamente imparziale. Mi sforzerò di essere quanto più obiettivo possibile, ma sicuramente incapperò involontariamente in qualche punta di eccessiva faziosità. Ciò perchè “film-documentari” di questo genere, a partire dal celebre Fahrenheit 9/11 di Moore fino ad arrivare al Caimano di Moretti, non li ho mai potuti compatire. Il motivo è semplice: camuffare una squallida propaganda politica per un reportage giornalistico, o peggio ancora per un’opera “artistica”, è quanto di più meschino nei confronti del pubblico possa esistere.

Nello specifico, il lavoro messo in piedi dal duo di “Dario” sostiene che la notte delle ultime elezioni le destre abbiano tentato un colpo di stato. Sventato soltanto grazie ad una provvidenziale “retromarcia” fatta dal ministro Pisanu nella notte dello spoglio. Tale tesi, talmente forte, è suffragata, se così vogliamo dire, soltanto da due fatti. Il numero straordinariamente basso delle schede bianche scrutinate e la misteriosa riunione tra i vertici del centrodestra ed il ministro dell’interno Pisanu avvenuta nei momenti più concitati del conteggio dei voti.

Il dato relativo alle schede bianche, in effetti, è interessante. Prendendo per buoni i dati mostrati da Cremagnani e Deaglio (ma una verifica mi piacerebbe comunque farla…), le schede bianche sono crollate di numero rispetto alle precedenti elezioni, mentre la loro distribuzione, regione per regione, si è appiattita. Tutto ciò, “nonostante” a votare siano andate circa 500′000 persone in meno rispetto al 2001. Per loro è un “nonostante”. Per me, invece, questa è una possibile spiegazione, seppur semplicistica, del crollo numerico delle schede bianche (buona parte di coloro che nel 2001 hanno lasciato la scheda in bianco, nel 2006 non si è recato a votare).

Per quanto riguarda il summit tra Pisanu, Berlusconi & c., cadiamo nella fantapolitica più assurda. Talmente idiota come tesi che non mi pare nemmeno il caso di perder tempo nel raccontarla.

Ma “Uccidete la democrazia!” non si limita a questo. Ci regala anche perle di autentica comicità. Tragicomica la parte dedicata a dimostrare come sia possibile manipolare un software elettorale. Con tanto di viaggio in America per incontrare un programmatore megalomane, dal quale gli autori si fanno scrivere in diretta un programmino che connette tra loro due database SQL Server e “sporca” i dati che vengono trasmessi dall’uno all’altro. Una delle pagine più imbarazzanti che mi sia mai capitato di vedere in tv. E dire che ogni volta che qualcuno parla di informatica sul piccolo schermo mi vengono i brividi.

Vi è poi il capitolo exit polls. Supportati da quanto sostenuto dal succitato programmatore megalomane (una fonte che è un mostro di attendibilità), Deaglio e Cremagnani ci dicono che se un exit-poll è fortemente sbagliato, allora l’elezione è truccata. Esattamente come avvenuto nell’aprile 2006. Ma perchè tutti quanti si sono dimenticati con una rapidità disarmante di quelle care vecchie elezioni di qualche anno fa? Esatto, quelle in cui gli exit-polls davano per vincente il Polo, che invece subì una schiacciante batosta. Tutto d’un tratto gli istituti di statistica sono diventati un covo di apprendisti stregoni, capaci di predire con assoluta certezza il futuro. Qualcuno potrebbe, per cortesia, spiegare a quei due i concetti di “campionamento”, “distribuzione di probabilità” con relative “code”, ecc?

Insomma, come indagine un disastro. Come film, meglio lasciar perdere, vista l’assurdità della prova fornita da quei tre “attori” coinvolti nelle riprese. Deaglio e Cremagnani, in ultima analisi, parlano di statistica e di informatica. Dimostrando ampiamente di non conoscere ne l’una ne l’altra materia. E, sulla base di quattro numeri rubati qua e là, elaborano una fantasiosa teoria del complotto. Nemmeno David Icke (se non l’avete fatto, vi consiglio di farvi due risate leggendo Alice nel Paese delle Meraviglie e il disastro delle Torri Gemelle) è mai arrivato a tanto.

Sono stato troppo cattivo? Può essere. Per ammorbidire un po’ la mia posizione, allora, sappiate che concordo, in tutto e per tutto, con quanto scritto da Eric Joszef sull’Internazionale. La citazione è riportata, tra l’altro, anche su uccidetelademocrazia.com:

Monarchia o repubblica? Dopo sessant’anni torna il sospetto dei brogli che aveva circondato il referendum del 1946, stavolta per una delle elezioni più combattute della storia politica italiana.

Il voto del 10 aprile 2006 aveva stupito tutti per la lentezza dello spoglio, la confusione dei dati e l’incertezza dei risultati finali. Le dichiarazioni di alcuni esponenti del centrosinistra, che chiedevano ai militanti di presidiare i seggi e controllare le urne, avevano fatto aumentare la tenzione.

La vittoria dell’Unione – che, anche se risicata, confermava il cambiamento di maggioranza previsto dai sondaggi – sembrava aver messo la parola fine alle polemiche.
Il film documentario di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani ha il grande merito di tornare su un argomento scottante e vitale per il buon funzionamento di ogni democrazia, cioè la regolarità del voto. Gli autori rivelano due dati statistici curiosi, interessanti e inquietanti, su cui conviene interrogarsi: il crollo delle schede bianche (scese a 445 mila contro gli 1,7 milioni di cinque anni fa) e la loro distribuzione quasi uniforme in tutto il paese.

E’ possibile che si tratti solo di coincidenze?
La domanda è più che legittima. Come è legittimo chiedere conto all’ex ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu dei ritardi nella comunicazione dei risultati e delle sue inconsuete visite al domicilio privato di Silvio Berlusconi nella sera dello spoglio.

Il problema di “Uccidete la democrazia” è che non fa queste domande. Invece di portare fino in fondo l’inchiesta cercando di incontrare tutti i protagonisti della vicenda, Deaglio e Cremagnani si rifugiano dietro un thriller politico, una fiction elettorale: il Cavaliere, accolto nel suo ultimo meeting da cori neofascisti, avrebbe tentato come il Duce di negare il gioco democratico, truccando l voto attraverso un computer e trasfromando le schede bianche in preferenze per Forza italia. L’approssimazione, la mancata verifica dei fatti e le scorciatoie storiche del film lasciano molte perplessità.

La tesi di Deaglio e Cremagnani non è del tutto inverosimile. Ma l’enfasi, il pressapochismo dell’inchiesta e le conclusioni affrettate rischiano di vanificare il merito di aver posto delle domande sulla regolarità del voto.
E’ già successo, in passato, per tante storie italiane di cui non si conosce tutta la verità. Come per il referendum del 1946.

Ma… me ce fate tornà a Roma?

E’ da ieri sera che provo ad acquistare il mio bigliettino per tornare a Roma prima di Capodanno.

Ed è da ieri sera che inevitabilmente non ci riesco.

Trenitalia - impossibile completare l'operazione

Sottolineo che se per caso si trattasse di una forma di ripicca messa in atto nei miei confronti dai vertici di Trenitalia (megalomania a go go…), nel mio post di qualche settimana fa me la stavo prendendo con gli autoferrotranvieri, non con gli adorati macchinisti delle FS…

Mad world


All around me are familiar faces
Worn out places
Worn out faces

Bright and early for their daily races
Going nowhere
Going nowhere

Their tears are filling up their glasses
No expression
No expression

Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow
No tomorrow

And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world

Children waiting for the day they feel good
Happy birthday
Happy birthday

Made to feel the way that every child should
Sit down and listen
Sit down and listen

Went to school and I was very nervous
No one knew me
No one knew me

Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me
Look right through me

And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world
enlarged in your world
Mad world

Caccia etiopici bombardano Mogadiscio

Natale poco sereno quello che stanno passando in Somalia. Ma interessante, mi si perdoni l’eccesso di cinismo, dal punto di vista della politica internazionale. Con l’avvento al potere delle “corti islamiche” in Somalia era più che ovvio attendersi una reazione da parte del blocco occidentale. E’ però curioso che questa reazione sia giunta utilizzando come marionetta non un classico staterello filo-americano, ma bensì l’Etiopia, un Paese che, dopo il rovesciamento del regime di Haile Selassie, con il Derg di Menghistu Haile Mariam era entrato a far parte a pieno titolo dell’orbita sovietica. Non che la Russia di oggi sia poco propensa a combattere l’integralismo islamico (e la Cecenia ne è l’esempio più drammatico ma evidente), ma fa un discreto effetto vedere come USA e Russia riescano oggi ad elaborare covert actions concertate.

Mi viene il sospetto che l’impegno dell’Etiopia ad entrare in guerra contro la Somalia sia stato preso a margine dell’incontro tra i Paesi NATO nel quale si doveva elaborare la risposta al programma di proliferazione nucleare messo in piedi dall’Iran. In quella sede gli USA hanno accettato di ammorbidire la loro posizione. L’attacco dei mig etiopici contro l’aeroporto di Mogadiscio, preludio ad un invasione via terra, è probabilmente ciò che lo zio Sam ha ottenuto in cambio.

Guerrigliero somalo

Cito da Corriere.it:

MOGADISCIO – L’aeroporto internazionale di Mogadiscio è stato chiuso dopo il bombardamento degli aerei etiopici, che hanno danneggiato una pista e un edificio usato dalle forze islamiste. Nell’azione è rimasta ferita soltanto una donna, ha detto Abdirahman Janaqow, vice-presidente delle Corti isalmiche. «Le nostre forze sono pronte a difendere il nostro paese, cacceremo le truppe etiopiche dalla nostra terra» ha detto Janaqow. «Stiamo ancora cercando di valutare i danni, ma ci risulta che una persona sia stata ferita», ha confermato il direttore dell’aeroporto, Abdirahim Adan. Dopo i raid di domenica su quattro località strategiche della Somalia controllate dagli integralisti islamici il nuovo attacco sull’aeroporto ha evidenziato la volontà di Addis Abeba di proseguire una guerra diretta in territorio somalo, anche se il primo ministro etiopico, Meles Zenawi, ha precisato che si tratta di un’operazione di «autodifesa» contro la minaccia costituita da «terroristi» islamici

COLPITO ANCHE UN SECONDO AEROPORTO – Nel raid dei caccia etiopici è stato colpito anche l’aeroporto militare di Baledogle, a circa cento chilometri da Mogadiscio.

FRONTE DI GUERRA – Il fronte di guerra, tra le corti islamiche e il governo filo-etiopico, ha ormai un’estensione di 400 chilometri, mentre combattimenti sempre più violenti sono registrati al confine somalo-etiopico.

Auguri…

Babbo Natale e la renna sadomaso

Tecnologia natalizia (o presunta tale)

Natale, tempo di regali. O almeno così dovrebbe essere. Quest’anno sono arrivato un po’ lungo e non sono riuscito neppure a fare tutti i presenti che sarebbe stato carino fare. Mia sorella, tanto per dire, è rimasta senza. E va beh, le avevo regalato l’iPod per il trentesimo compleanno, qualche mese fa, e così sono riuscito a scamparmela senza grossi isterismi. Sorvoliamo poi sul fatto che, da quando sono andato a Roma, l’iPod lei non l’ha più visto…

Un regalo un po’ particolare, a lei, l’hanno fatto al lavoro. Le hanno rifilato un vecchio (dove “vecchio” è inteso in senso letterale, non metaforico) Power Macintosh G3, con tanto di tavoletta grafica della Wacom, mouse e tastiera. Nonchè di un gigantesco monitor CRT da 20 pollici. Una bestia immane, quest’ultimo, probabilmente uno dei primi immessi sul mercato e che all’epoca dev’essere costato una vagonata di soldi. Giusto per avere un’idea della stazza, ci sono volute due persone per issarlo fin su in camera mia (mia?) a Roteglia. E questa è la sua imponenza:

Apple Monitor 20"

Ma, a parte trasporto ed attivazione, io con questo “regalo” non c’entro molto. Più interessante (?!?) vedere come sono riuscito a far bella figura con (relativamente) poca spesa. Al compagno di mia mamma, cui pian piano stiamo allestendo una postazione da navigatore modello, ho regalato:

- un impiantino audio 2.1 (wooferino + due diffusori) della Logitech (per la precisione il modello R-20). Prezzo onestissimo, qualità più che accettabile se proporzionata al costo. Diciamo che rispetto alle casse del monitor la differenza si sente. E si vede. Le casse sono piccoline, ma caratterizzate da una bella linea, sobria ed elegante;

Casse Logitech R-20

- una webcam. Esattamente una Trust (che non delude mai) WB-5500T. Sulla macchina Windows dove è stata installata, Skype l’ha riconosciuta ed utilizzata alla perfezione non appena installati i drivers e connessa via USB. Non ho provato Yahoo! Messenger e Windows Live Mesenger, ma immagino (pur considerando che nel mondo Windows la pratica è spesso molto distante dalla teoria) che non ci siano problemi particolari. Buona la risoluzione (1.3 MegaPixel) e la messa a fuoco, da rivedere il meccanismo che tiene/terrebbe la webcam ancorata al monitor. I problemi di tenuta, al momento, sono stati risolti con un po’ di sano e anti-estetico nastro bi-adesivo.

Webcam Trust WB-5500T

Poi, visto che è Natale, come potevo non farmi qualche auto-regalo? Come potevo, per esempio, non cercare un degno erede del mio meraviglioso ed ormai leggendario Mighty Mouse, la cui funzione di scrolling, nonostante migliaia di tentativi di pulizia, è ormai definitivamente defunta? Pensavo sarebbe stata un’impresa impossibile e che avrei rimpianto per l’eternità il mouse di mamma Apple. Ed invece, al momento, sembra che il suo successore sia all’altezza. Mi sono accaparrato un Logitech V400 Laser Cordless Mouse for notebooks.

Logitech V400

Dopodichè, non si sa mai che un giorno il sottoscritto se ne vada sul serio in Inghilterra o comunque in un qualche altro posto situato a più di 3 o 4 ore di treno di distanza dalle desolate lande rotegliesi. Quel giorno, se ancora non sarà possessore di un Macbook Pro con webcam integrata come sta sognando da qualche giorno (rassegnandosi all’idea di perdere gli innumerevoli vantaggi che comporta essere utenti di un 12″), dovrà trovare un altro strumento per rimanere in contatto visivo-virtuale con la patria. La soluzione individuata, al momento, prevede l’utilizzo di una nuova e fiammante Logitech QuickCam for notebooks, piccola, leggere e soprattutto compatibilissima con Mac OS X attraverso l’ottimo software macam.

Webcam Logitech

Qualcuno obietterà che il Natale ha anche una sua dimensione religiosa e non-consumistica. Ma questa è un’altra storia…

Ancora su quei dati curiosi: test di abilità sugli organismi

Prosegue il lavoro sui “dati curiosi” incontrati recentemente. Per cercare di spiegare, almeno in parte, le divergenze riscontrate tra valori di fitness medi e massimi, ho proceduto ad analizzare le distribuzioni di frequenza della fitness nelle popolazioni evolute nelle tre condizioni sperimentali oggetto d’analisi.

I grafici ottenuti sono i seguenti:

Predatore sempre assente:

Distribuzione popolazione (situazione con predatore sempre assente)

Predatore presente per il 25% del tempo complessivo:

Distribuzione popolazione (situazione con predatore presente per il 25% delle volte)

Predatore sempre presente:

Distribuzione popolazione (situazione con predatore sempre presente)

Dopodichè ho preso gli organismi evoluti nella condizione “standard”, ossia quando il predatore compare mediamente per il 25% del tempo complessivo, e li ho testati, per 200 epoche da 100 passi ciascuna, in due ambienti differenti: uno in cui il predatore non appare mai ed uno dove invece è sempre presente.

Il risultato conferma quanto di strano era emerso dai grafici precedenti. Gli organismi si comportano in maniera più efficiente quando possono contare su “rumore” (pur “direzionato”) di sottofondo (la presenza di un predatore, innocuo dal punto di vista della fitness). Nello speficifico, gli organismi che ho testato hanno mangiato mediamente 340 unità di cibo a testa quando il predatore era sempre presente, 120 nell’altro caso (predatore sempre assente).

Per inciso, ho rifatto una delle tre simulazioni in oggetto, in quanto mi ero accorto di un errore nel codice. La curva che è cambiata, tracciando una tendenza ancora più netta rispetto a quella precedentemente osservata, è quella relativa agli organismi cresciuti con il predatore presente nell’ambiente per 1/4 del tempo complessivo.

Average fitness - comparison with predator (capture damage = 0), with predatore always living and without predator (2nd version)

Maximum fitness - comparison with predator (capture damage = 0), with predatore always living and without predator (2nd version)

Il mistero continua… :-)

This e-mail address will self-destruct in 10 minutes

Vagando per la rete, oggi pomeriggio, mi sono imbattuto casualmente in un sito che offre un servizio, concettualmente stupidissimo, ma tremendamente utile.

10 Minute Mail

Il suo nome è “10 Minute Mail“. E non fa nient’altro che assegnare all’utente un indirizzo e-mail temporaneo (che appunto cessa di esistere dopo 10 minuti), con la semplice pressione di un pulsante del mouse. Inutile sottolineare l’utilità di questo strumento per registrarsi su siti, forum e quant’altro, salvaguardando il proprio indirizzo mail vero.

Bella storia…

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