22 dicembre 2006
Ancora su quei dati curiosi: test di abilità sugli organismi
Prosegue il lavoro sui “dati curiosi” incontrati recentemente. Per cercare di spiegare, almeno in parte, le divergenze riscontrate tra valori di fitness medi e massimi, ho proceduto ad analizzare le distribuzioni di frequenza della fitness nelle popolazioni evolute nelle tre condizioni sperimentali oggetto d’analisi.
I grafici ottenuti sono i seguenti:
Predatore sempre assente:
Predatore presente per il 25% del tempo complessivo:
Predatore sempre presente:
Dopodichè ho preso gli organismi evoluti nella condizione “standard”, ossia quando il predatore compare mediamente per il 25% del tempo complessivo, e li ho testati, per 200 epoche da 100 passi ciascuna, in due ambienti differenti: uno in cui il predatore non appare mai ed uno dove invece è sempre presente.
Il risultato conferma quanto di strano era emerso dai grafici precedenti. Gli organismi si comportano in maniera più efficiente quando possono contare su “rumore” (pur “direzionato”) di sottofondo (la presenza di un predatore, innocuo dal punto di vista della fitness). Nello speficifico, gli organismi che ho testato hanno mangiato mediamente 340 unità di cibo a testa quando il predatore era sempre presente, 120 nell’altro caso (predatore sempre assente).
Per inciso, ho rifatto una delle tre simulazioni in oggetto, in quanto mi ero accorto di un errore nel codice. La curva che è cambiata, tracciando una tendenza ancora più netta rispetto a quella precedentemente osservata, è quella relativa agli organismi cresciuti con il predatore presente nell’ambiente per 1/4 del tempo complessivo.
Il mistero continua…







