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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Uccidete la democrazia!

Ieri sera sono finalmente riuscito a vedere “Uccidete la democrazia!”, il “film” di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio che tanto scalpore aveva fatto qualche settimana fa. Prima di finire nel dimenticatoio. Segno che l’atto d’accusa del documentario, forse, non era così fondato come si pensava a mente calda.

Uccidete la democrazia

Premetto. La mia analisi non è assolutamente imparziale. Mi sforzerò di essere quanto più obiettivo possibile, ma sicuramente incapperò involontariamente in qualche punta di eccessiva faziosità. Ciò perchè “film-documentari” di questo genere, a partire dal celebre Fahrenheit 9/11 di Moore fino ad arrivare al Caimano di Moretti, non li ho mai potuti compatire. Il motivo è semplice: camuffare una squallida propaganda politica per un reportage giornalistico, o peggio ancora per un’opera “artistica”, è quanto di più meschino nei confronti del pubblico possa esistere.

Nello specifico, il lavoro messo in piedi dal duo di “Dario” sostiene che la notte delle ultime elezioni le destre abbiano tentato un colpo di stato. Sventato soltanto grazie ad una provvidenziale “retromarcia” fatta dal ministro Pisanu nella notte dello spoglio. Tale tesi, talmente forte, è suffragata, se così vogliamo dire, soltanto da due fatti. Il numero straordinariamente basso delle schede bianche scrutinate e la misteriosa riunione tra i vertici del centrodestra ed il ministro dell’interno Pisanu avvenuta nei momenti più concitati del conteggio dei voti.

Il dato relativo alle schede bianche, in effetti, è interessante. Prendendo per buoni i dati mostrati da Cremagnani e Deaglio (ma una verifica mi piacerebbe comunque farla…), le schede bianche sono crollate di numero rispetto alle precedenti elezioni, mentre la loro distribuzione, regione per regione, si è appiattita. Tutto ciò, “nonostante” a votare siano andate circa 500’000 persone in meno rispetto al 2001. Per loro è un “nonostante”. Per me, invece, questa è una possibile spiegazione, seppur semplicistica, del crollo numerico delle schede bianche (buona parte di coloro che nel 2001 hanno lasciato la scheda in bianco, nel 2006 non si è recato a votare).

Per quanto riguarda il summit tra Pisanu, Berlusconi & c., cadiamo nella fantapolitica più assurda. Talmente idiota come tesi che non mi pare nemmeno il caso di perder tempo nel raccontarla.

Ma “Uccidete la democrazia!” non si limita a questo. Ci regala anche perle di autentica comicità. Tragicomica la parte dedicata a dimostrare come sia possibile manipolare un software elettorale. Con tanto di viaggio in America per incontrare un programmatore megalomane, dal quale gli autori si fanno scrivere in diretta un programmino che connette tra loro due database SQL Server e “sporca” i dati che vengono trasmessi dall’uno all’altro. Una delle pagine più imbarazzanti che mi sia mai capitato di vedere in tv. E dire che ogni volta che qualcuno parla di informatica sul piccolo schermo mi vengono i brividi.

Vi è poi il capitolo exit polls. Supportati da quanto sostenuto dal succitato programmatore megalomane (una fonte che è un mostro di attendibilità), Deaglio e Cremagnani ci dicono che se un exit-poll è fortemente sbagliato, allora l’elezione è truccata. Esattamente come avvenuto nell’aprile 2006. Ma perchè tutti quanti si sono dimenticati con una rapidità disarmante di quelle care vecchie elezioni di qualche anno fa? Esatto, quelle in cui gli exit-polls davano per vincente il Polo, che invece subì una schiacciante batosta. Tutto d’un tratto gli istituti di statistica sono diventati un covo di apprendisti stregoni, capaci di predire con assoluta certezza il futuro. Qualcuno potrebbe, per cortesia, spiegare a quei due i concetti di “campionamento”, “distribuzione di probabilità” con relative “code”, ecc?

Insomma, come indagine un disastro. Come film, meglio lasciar perdere, vista l’assurdità della prova fornita da quei tre “attori” coinvolti nelle riprese. Deaglio e Cremagnani, in ultima analisi, parlano di statistica e di informatica. Dimostrando ampiamente di non conoscere ne l’una ne l’altra materia. E, sulla base di quattro numeri rubati qua e là, elaborano una fantasiosa teoria del complotto. Nemmeno David Icke (se non l’avete fatto, vi consiglio di farvi due risate leggendo Alice nel Paese delle Meraviglie e il disastro delle Torri Gemelle) è mai arrivato a tanto.

Sono stato troppo cattivo? Può essere. Per ammorbidire un po’ la mia posizione, allora, sappiate che concordo, in tutto e per tutto, con quanto scritto da Eric Joszef sull’Internazionale. La citazione è riportata, tra l’altro, anche su uccidetelademocrazia.com:

Monarchia o repubblica? Dopo sessant’anni torna il sospetto dei brogli che aveva circondato il referendum del 1946, stavolta per una delle elezioni più combattute della storia politica italiana.

Il voto del 10 aprile 2006 aveva stupito tutti per la lentezza dello spoglio, la confusione dei dati e l’incertezza dei risultati finali. Le dichiarazioni di alcuni esponenti del centrosinistra, che chiedevano ai militanti di presidiare i seggi e controllare le urne, avevano fatto aumentare la tenzione.

La vittoria dell’Unione – che, anche se risicata, confermava il cambiamento di maggioranza previsto dai sondaggi – sembrava aver messo la parola fine alle polemiche.
Il film documentario di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani ha il grande merito di tornare su un argomento scottante e vitale per il buon funzionamento di ogni democrazia, cioè la regolarità del voto. Gli autori rivelano due dati statistici curiosi, interessanti e inquietanti, su cui conviene interrogarsi: il crollo delle schede bianche (scese a 445 mila contro gli 1,7 milioni di cinque anni fa) e la loro distribuzione quasi uniforme in tutto il paese.

E’ possibile che si tratti solo di coincidenze?
La domanda è più che legittima. Come è legittimo chiedere conto all’ex ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu dei ritardi nella comunicazione dei risultati e delle sue inconsuete visite al domicilio privato di Silvio Berlusconi nella sera dello spoglio.

Il problema di “Uccidete la democrazia” è che non fa queste domande. Invece di portare fino in fondo l’inchiesta cercando di incontrare tutti i protagonisti della vicenda, Deaglio e Cremagnani si rifugiano dietro un thriller politico, una fiction elettorale: il Cavaliere, accolto nel suo ultimo meeting da cori neofascisti, avrebbe tentato come il Duce di negare il gioco democratico, truccando l voto attraverso un computer e trasfromando le schede bianche in preferenze per Forza italia. L’approssimazione, la mancata verifica dei fatti e le scorciatoie storiche del film lasciano molte perplessità.

La tesi di Deaglio e Cremagnani non è del tutto inverosimile. Ma l’enfasi, il pressapochismo dell’inchiesta e le conclusioni affrettate rischiano di vanificare il merito di aver posto delle domande sulla regolarità del voto.
E’ già successo, in passato, per tante storie italiane di cui non si conosce tutta la verità. Come per il referendum del 1946.

Commenti

  1. svizzera
    dicembre 30th, 2006 | 11:13

    mmmmhhh……c’è un particolare che hai omesso: cioè che le schede bianche sono calate in modo vertiginoso in tutte le regioni italiane, comprese quelle dove l’astensionismo è un dato di fatto (tipo la Calabria), per assestarsi sull’1-2% ovunque. Questo, a dispetto di un calo della popolazione votante……un pò troppo, francamente, per rientrare in un’anomalia statistica. La mia opinione è che l’anomalia ci sia stata, e sia stata “compensata” con il voto degli italiani all’estero: da quando in qua gli italiani in sudamerica sono di sinistra? Io credo che ci sia stato un inciucio volto a mascherare che le elezioni fossero truccate da ambo gli schieramenti, con il fine di farci credere di vivere ancora in una democrazia

  2. dicembre 30th, 2006 | 11:31

    “Io credo che ci sia stato un inciucio volto a mascherare che le elezioni fossero truccate da ambo gli schieramenti, con il fine di farci credere di vivere ancora in una democrazia”

    Idem.

    Sulla parte ridicola stendiamo un velo pietoso.

  3. dicembre 30th, 2006 | 19:12

    Ciao Swiss… no, ti sbagli, non ho omesso questo detttaglio, anzi… “[...]Prendendo per buoni i dati mostrati da Cremagnani e Deaglio (ma una verifica mi piacerebbe comunque farla…), le schede bianche sono crollate di numero rispetto alle precedenti elezioni, mentre la loro distribuzione, regione per regione, si è appiattita.“.

    Continuo a non capire una cosa, che dici anche tu… perchè una riduzione delle schede bianche non dovrebbe essere compatibile con una minor partecipazione al voto? A me sembra che semmai siano due dati che possono assolutamente viaggiare a braccetto…

  4. dicembre 30th, 2006 | 19:14

    Dimenticavo… sul fatto poi che entrambi gli schieramenti siano in qualche modo coinvolti nell’accaduto (perchè qualcosa di strano, al di là di cosa sia esattamente sia stato, è successo) non ho dubbi… in un Paese democratico, anche il lontano sospetto che una parte politica possa commettere dei brogli, dovrebbe portare ad una reazione violentissima da parte degli avversari… cosa che puntualmente NON si è verificata.

  5. svizzera
    dicembre 30th, 2006 | 21:38

    Beh, si è scelto il male minore, cioè una partita a poker su chi aveva più carte in mano……se anch’io mi fossi accorto che la controparte politica stava compiendo dei brogli, non mi sarei mai sognato di farlo presente alla nazione: significava minare alle fondamenta il significato stesso di democrazia rappresentativa, cosa di cui non avrebbe beneficiato certamente neppure il denunciante.
    No, Minniti (mi pare) è arrivato al ministero e si è giocato le sue carte: voi state barando, noi ce ne siamo accorti, quindi adesso ci regalate i voti decisivi degli italiani all’estero così da vincere noi. Perfetto: anche la facciata perbenista della democrazia rappresentativa è salva, almeno per chi non si pone queste domande.

    Su votanti e schede bianche: se cala la percentuale votante è sintomo ,a mio modo di vedere, che non si ripone alcuna fiducia negli schieramenti politici. Però, tenendo buone le proporzioni, c’è chi non nutre alcuna fiducia ma decide comunque di usufruire di ciò che è un suo diritto, va e vota scheda bianca. Stando al tuo ragionamento, invece, gli “sfiduciati” sono rimasti a casa, mentre i votanti effettivi erano motivati nel sostenere l’una o l’altra parte politica: per carità, è possibilissimo (anche se mi sembra improbabile), però questa ipotesi crolla sotto l’improbabilità dell’omogeinizzazione della percentuale delle schede bianche nelle regioni italiane.
    io non ho visto il film, quindi anche secondo me spacciare un’ipotesi altamente improbabile per impossibile in modo tranchant non è onesto, però ammetterai che obiettivamente non può essere così a livello logico

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