18 febbraio 2007
Sulla superficialità delle agenzie di stampa
Lo so benissimo. Scrivere un post del genere è come sparare sulla Croce Rossa. Peggio ancora, forse. E’ come bombardare nuclearmente un gregge di pecore senza zampe. Bruttissima, sia come metafora che come battuta. Pensavo mi venisse fuori qualcosa di meglio, ma sorvoliamo.

Mi sono collegato ad Internet, poco fa, e dalla mia home page personalizzata di Google mi è saltata all’occhio una notizia dell’ANSA:
Asteroide in rotta verso la Terra
Scienziati chiedono intervento Onu, impatto nel 2036
(ANSA) – SAN FRANCISCO, 18 FEB – Secondo un gruppo di scienziati, ingegneri e astronauti americani, un asteroide potrebbe colpire la Terra nel 2036. L’allarme e’ stato lanciato durante la conferenza annuale dell’Associazione americana per la promozione della scienza a San Francisco. Lanciato un appello alle Nazioni Unite per coordinare una missione per deviare la traiettoria dell’asteroide Apophis. L’ipotesi su cui si lavora e’ quella di finanziare un ‘trattore gravitazionale’.
Cazzarola, una notizia mica indifferente. Se non che anche nei vari TG, qualche notizia del genere ogni tanto la si sente. Però, di scienziati che si appellassero disperatamente all’ONU, non ne avevo ancora avuto notizia (e perchè non chiamare direttamente Bruce Willis, mi stavo chiedendo, giusto per accelerare i tempi). Così, mi è venuto spontaneo cercare di capirne di più.
Ho trovato due articoli, di Space.com. Il primo, datato 19 maggio 2005, dice che “A former NASA astronaut will call on the U.S. Congress to evaluate an asteroid with a small chance of hitting Earth in 2036 and suggest lawmakers consider a space mission to monitor the object, SPACE.com has learned.“. E, già da qui, si capisce che la notizia non è proprio così nuova. Il secondo, del 3 novembre 2005, è invece una riflessone un po’ più ampia, riguardante il tema del monitoraggio dello spazio.
L’Apophis 99942, questo il nome dell’asteroide, è un oggetto ben conosciuto. A lui è pure dedicata una apposita paginetta su Wikipedia. Nella quale si scopre che non è mai stato quella grossa minaccia, se come massimo ha raggiunto il livello 4 della Scala Torino:
The Torino Scale also uses a color code scale: white, green, yellow, orange, red. Each color code has an overall meaning:
NO HAZARD (white)
0. The likelihood of a collision is zero, or is so low as to be effectively zero. Also applies to small objects such as meteors and bodies that burn up in the atmosphere as well as infrequent meteorite falls that rarely cause damage.
NORMAL (green)
1. A routine discovery in which a pass near the Earth is predicted that poses no unusual level of danger. Current calculations show the chance of collision is extremely unlikely with no cause for public attention or public concern. New telescopic observations very likely will lead to re-assignment to Level 0.
MERITING ATTENTION BY ASTRONOMERS (yellow)
2. A discovery, which may become routine with expanded searches, of an object making a somewhat close but not highly unusual pass near the Earth. While meriting attention by astronomers, there is no cause for public attention or public concern as an actual collision is very unlikely. New telescopic observations very likely will lead to re-assignment to Level 0.
3. A close encounter, meriting attention by astronomers. Current calculations give a 1% or greater chance of collision capable of localized destruction. Most likely, new telescopic observations will lead to re-assignment to Level 0. Attention by public and by public officials is merited if the encounter is less than a decade away.
4. A close encounter, meriting attention by astronomers. Current calculations give a 1% or greater chance of collision capable of regional devastation. Most likely, new telescopic observations will lead to re-assignment to Level 0. Attention by public and by public officials is merited if the encounter is less than a decade away.
THREATENING (orange)
5. A close encounter posing a serious, but still uncertain threat of regional devastation. Critical attention by astronomers is needed to determine conclusively whether a collision will occur. If the encounter is less than a decade away, governmental contingency planning may be warranted.
6. A close encounter by a large object posing a serious but still uncertain threat of a global catastrophe. Critical attention by astronomers is needed to determine conclusively whether a collision will occur. If the encounter is less than three decades away, governmental contingency planning may be warranted.
7. A very close encounter by a large object, which if occurring this century, poses an unprecedented but still uncertain threat of a global catastrophe. For such a threat in this century, international contingency planning is warranted, especially to determine urgently and conclusively whether a collision will occur.
CERTAIN COLLISIONS (red)
8. A collision is certain, capable of causing localized destruction for an impact over land or possibly a tsunami if close offshore. Such events occur on average between once per 50 years and once per several 1000 years.
9. A collision is certain, capable of causing unprecedented regional devastation for a land impact or the threat of a major tsunami for an ocean impact. Such events occur on average between once per 10,000 years and once per 100,000 years.
10. A collision is certain, capable of causing global climatic catastrophe that may threaten the future of civilization as we know it, whether impacting land or ocean. Such events occur on average once per 100,000 years, or less often.
Cito ancora una volta dal livello 4: “Attention by public and by public officials is merited if the encounter is less than a decade away“. E cazzo. Il 2036 arriverà tra trentanni, non tra una decade. Perchè questo spettacolarismo a tutti i costi? Lo posso capire da parte dei quotidiani (che devono vendere), da parte dei TG (che devono fare audience), da parte degli smerciatori di notizie on-line. Ma, da parte di un’agenzia di stampa, no. Categoricamente no. Già ci pensano i “ricevitori” delle agenzie ad ingigantire tutto. Perchè togliere loro anche questo lavoro, l’unica loro fonte di differenziazione competitiva? Ma soprattutto. Spettacolarismo fa rima con allarmismo. Allarmismo ingiustificato, nel caso specifico. E non solo nel caso specifico, dato che si potrebbero citare migliaia di esempi. L’allarme, la paura. Si tratta ormai di presenze quotidiane e costanti sui media che accompagnano la nostra vita. A costo di passare per paranoico, mi viene continuamente da chiedermi, come facevano gli antici: “qui prodest?“. Siamo sicuri che gli anni della strategia della tensione siano realmente finiti? O magari sono finiti soltanto gli anni degli attentati, orchestrati in chiave anti-comunista, localizzati e limitati all’Europa?
Comunque sia, nel 2036, sembra che potremmo vederlo lo stesso questo asteroide. In questa paginetta, preparata da Albino Carbognani, sono spiegati il perchè ed il percome. Giusto per chiudere alla reggiana il post…


Comments(6)






















