20 marzo 2007
16 marzo 1926
Arrivo lungo di qualche giorno per l’anniversario. Fatto sta che era il 16 marzo di 81 anni fa, quando ad Auborn, Massachussets, Robert H. Goddard lanciava in cielo il primo razzo a combustione liquida.

La foto ritrae Goddard, in posa accanto alla rampa di lancio da lui predisposta. Il razzo in questione volò per appena 2 secondi e mezzo, salendo 41 piedi in altezza e riatterrando a 184 piedi di distanza dal punto di partenza. Fa sorridere, seppur un po’ malinconicamente, ripensare all’opera di questo pioniere. Che mai si sarebbe immaginato come negli anni ’40 Werner von Braun avrebbe ripreso in mano i suoi studi, facendoli sfociare nelle terribili bombe-razzo V1 e V2. E tantomeno si sarebbe sognato che l’escalation missilistica sarebbe proseguita a dismisura per tutto il ventesimo secolo, arrivando alle testate balistiche nucleari intercontinentali della guerra fredda. E ancora oggi, nel 2007, si parla di difesa missilistica. Aveva scelto un campo decisamente promettente il buon Goddard…
Comments(3)


eh, già… il destino del genio che porta innovazioni epocali… come al solito vengono sfruttate nella guerra.
Ricordo di aver letto una frase di uno dei due fratelli Wright (inventori degli aerei) che diceva di essere felice che il fratello fosse morto prima di vedere le loro invenzioni usate per borbardare poveri innocenti !!! Quando la lessi mi mise una tristezza sconvolgente! Goddard penso sia stato ‘fortunato’ nel non vedere la propria invenzione usata per fare la guerra.
Beh, i fratelli Wright però avrebbero di che essere contenti che sapessero che il loro aeroplanino è utilizzato oggi per esportare la democrazia nel mondo… uhm… no, eh? :-/
lo stesso si potrà dire un giorno di Piccio e del suo metodo “gestione olimpia” (inasprito ma scopiazzato malamente dalla gestione della Russia ai tempi di Stalin) riassumibile brevemente in un: “voglio collaborazione e non collaboratori”…… (non negoziate il senso etimologicamente corretto dell’affermazine perchè è palesemente scoordinato con il senso che, chiaramente, assume nelle fauci del Piccio)