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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Archivio per aprile, 2007

La mia prima lezione “virtuale”

Premessa doverosa. Non è che abbia quella grande esperienza nel tenere lezioni frontali, tradizionali. Ne avrò fatte in tutto poco più di una quindicina in vita mia. Ma in assoluto, nonostante il lavorare da tempo nel settore (nel settore della formazione via Internet, intendo), non avevo mai tenuto una lezione “virtuale”, senza essere fisicamente di fronte agli studenti.

Ebbene, oggi mi sono tolto questo “sfizio”. Con la prima lezione di Laboratorio di Informatica I, un corso da 4 crediti (e utilizzabile anche come alternativa al tirocinio) riservato agli studenti iscritti al Corso di Laurea On Line in Economia e Informatica per la Gestione delle Imprese.

Screenshot prima aula virtuale di Laboratorio di Informatica I

Sorvolando sui “momentini” d’impasse iniziale (la mia classica sindrome da “eeehhhmm…”), sulla sensazione di sentirsi decisamente imbecilli a parlare per un’ora filata di fronte ad un computer (comico doveva essere vedermi dal vivo, specie quando provavo ad accendermi qualche sigaretta facendo il minimo rumore possibile e cercando contemporaneamente di continuare a parlare…) e soprattutto sul fatto che un programma d’esempio, il quale doveva calcolare l’area di un rettangolo, l’ho chiamato per metà lezione “triangolo”, direi che è andata abbastanza bene. Margini di miglioramento, anche in questo caso, ci sono tutti. Ma in generale, riascoltandomi con calma in serata, devo ammettere che mi sono piaciuto.

Sarà che mi aspettavo un disastro totale… :-)

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Big Brain Academy

Ci sto decisamente rimanendo in mezzo con quel maledettissimo Nintendo DS. L’allenamento con il dottor Kawashima procede regolarmente ed inizia a dare i suoi frutti: per il secondo giorno consecutivo, l’età del mio cervello risulta essere di 20 anni. Merito anche dell’altro gioco con il quale mi sto quotidianamente avvelenando: Big Brain Academy.

Big Brain Academy

Proprio a riguardo di BBA, ho trovato su Internet un sito dedicato ai giocatori più malati, che possono inviare i loro record e confrontarli con quelli di sfidanti provenienti da mezzo mondo. Il sito in questione é BigBrainFans.com. Grafica essenziale, non tantissimi iscritti, ma decisamente stimolante.

Questo il mio record personale ottenuto nel test generale:

Al momento sono ventesimo. Un buon piazzamento, sembrerebbe. Se non fosse che al momento, sul sito, ci sono soltanto 34 score validi (cioè, con allegato screenshot a mo di prova). Ma sento di avere ancora buoni margini di miglioramento. Quei due svizzeri al comando della classifica mi danno un po’ da fare…

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iLike

Ok, non si tratta di qualcosa di recente. Ma io l’ho scoperto soltanto adesso. E l’ho trovato fantastico. Sto parlando di iLike, un qualcosa che, quoto una recensione trovata sulla rete, “si colloca tra i servizi di social networking e analisi della musica riprodotta sul proprio computer e iPod”.

Screenshot iLike
(lo screenshot, per la cronaca, non è mio…)

Questa la recensione curata da iPodJournal.it:

Il sito si propone come una soluzione per tenere traccia del proprio storico musicale, per conoscere nuova musica e per trovare utenti con gusti simili ai propri.
E’ dunque possibile creare un account personale, scaricare una barra che andrà ad integrarsi con iTunes, e iniziare a tracciare la propria esperienza musicale.
La barra di iLike è disponibile sia per Winodows che per Mac, ma la versione per Mac Os X (solo Tiger) presenta qualche limite e problematica, dunque abbiamo testato le funzionalità complete su un Pc con XP.

Il servizio è interamente gratuito, la barra è sicura e di facile disinstallazione e il team prevede di rilasciarne versioni per altri software musicali

Dopo aver completato l’installazione del software, all’avvio di iTunes iLike leggerà la libreria trasmettendola al sistema; sul lato destro della finestra di iTunes comparirà appunto una barra a scomparsa contenente quattro pannelli: Related, Friends, Playlists e Profile.
Riproducendo una canzone, sul pannello Related comparirà una lista di artisti simili o correlati e una lista di tracce di artisti indipendenti liberamente scaricabili.
Sul pannello Playlists compariranno invece alcune opzioni per la creazione di playlist istantanee. In Profile sarà invece possibile accedere ai messaggi in entrata relativi al proprio account, o ad accedere alla propria Home o Profilo.

Come detto in principio, iLike è un servizio sociale: l’account offrirà una home page personale contenente le ultime tracce riprodotte, lo storico della libreria, una sezione dedicata agli utenti aggiunti come amici e un’altra dedicata alla messaggistica.
La sezione della barra di iLike chiamata Friends elencherà gli utenti aggiunti come amici, e vi segnalerà l’ultima canzone riprodotta.

iLike terrà traccia dei titoli, degli artisti e del numero di volte in cui ascolterete le stesse canzoni o gli stessi artisti. In base a questo sarà in grado di comprendere i vostri gusti, e di relazionarli con quelli degli altri utenti per stimare la vostra compatibilità musicale.
Un altro metodo per registrare sull’account i propri gusti è quello di segnalare gli artisti che più vi piacciono: si può fare attraverso un sistema di votazione creato appositamente, o tramite un bottone contenuto nelle pagine degli artisti; iLike offre infatti un motore di ricerca mirato ad ogni artista registrato nel sistema e le pagine monotematiche contengono alcune statistiche basate sul grado di interesse della community.
Sempre per quanto riguarda gli aspetti più sociali del sistema, il servizio offre una funzione mirata alla segnalazione di un brano all’intero gruppo di amici o anche solo ad alcuni di loro.

iLike offre la possibilità di ascoltare una preview di 30 secondi dei file indicizzati appoggiandosi ad Amazon. Ogni traccia contiene i link per l’acquisto – se disponibile – sugli store musicali (tra cui iTunes Store). Il download gratuito della musica indie viene invece offerto da GarageBand.com.

Un’altra caratteristica interessante è quella di poter usufruire di un codice da inserire nel proprio blog, sito o MySpace. Il codice personale visualizzerà le ultime canzoni ascoltate e le tracce maggiormente riprodotte. Per l’inserimento del codice in MySpace è disponibile un sistema automatico che posizionerà il blocchetto flash nel proprio profilo alla voce Musica.

Queste sono le caratteristiche di iLike, ed è quasi impossibile non confrontare il servizio con il più maturo Last.fm. Certamente i punti in comune tra i due siti sono molti, anche se Last.fm presenta alcune caratteristiche in più (streaming di radio personalizzate, tagging, forum, dettagli sugli artisti etc) e una completezza generale maggiore. Ciò è sicuramente associato alla giovinezza del servizio, ma senza dubbio iLike presenta le giuste premesse per una buona e interessante crescita.

Avevo letto da qualche parte (e questo è il motivo per cui mi sono deciso a provarlo) che iLike permette di generare un piccolo semi-banner da poter inserire all’interno di una pagina web. Ed era esattamente quello che mi sarebbe piaciuto fare per il blog. Peccato solo che non ho ancora trovato questa funzione…

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Il fallimento dell’intelligenza. Teoria e pratica della stupidità

Ebbene sì. Nonostante il mio DS abbia drasticamente ridotto l’ammontare del mio tempo dedicato alla lettura (nel cambio, culturalmente, non ci ho di sicuro guadagnato… ma in un periodo di pseudo-relax come questo, ben venga anche qualche momento ludico), sono riuscito a dedicarmi alle ultime 50 paginette di un libro cui avevo già accennato qualche tempo fa: “Il fallimento dell’intelligenza. Teoria e pratica della stupidità

Il fallimento dell’intelligenza

La prima parte del volume, dedicata alla presentazione di una sorta di teoria modulare dell’intelligenza, focalizzata soprattutto su un’analisi dei motivi per i quali essa talvolta “fallisce”, non mi aveva particolarmente impressionato. Al contrario, la trovavo molto lacunosa. Molto filosofica e ben poco “neuro”, per quanto l’autore volesse far credere l’opposto. Le pagine seguenti, invece, e soprattutto il capitolo conclusivo dedicato all’intelligenza sociale, sono state davvero una bella sorpresa. Al punto che mi sento di consigliare caldamente la lettura dell’opera di questo José Antonio Marina. Ed al punto che mi permetto di citare un paragrafo, il quale mi ha aperto gli occhi sulla mia condizione di “procastinatore”:

La procastinazione. Per mettere a tacere i puristi, chiarisco subito che si dovrebbe dire “procrastinazione”, ma nella mia lingua questa successione di “r” suona proprio male. Sebbene non sia particolarmente bello, dovremmo recuperare il termine “procastinaciòn”, preso dall’inglese nonostante abbia un’origine latina e ormai sparito dai dizionari, poiché designa un fenomeno diffusissimo. Ricordiamo che significa “lasciare qualcosa per domani”. In spagnolo abbiamo due parole simili: postergar, “posporre”, ossia “interrompere qualcosa per farlo più tardi o dopo un’altra cosa che nell’ordine normale dovrebbe precedere”, e diferir, “differire”, ossia “non fare qualcosa nel momento in cui si era pensato, ma lasciarlo per dopo”.

Entrambi i significati sono molto vicini a quello della parola inglese, ma non mi sembrano suoi sinonimi. La procastinazione non è un semplice rinvio, né un rifiuto di fare qualcosa. Senza dubbio è indolenza, ma accompagnata da tattiche dilatorie. Il procastinatore prende la ferma decisione di fare una cosa l’indomani, decisione che verrà rimandata con identica determinazione il giorno successivo. Ha quindi una forte volontà di agire nel futuro, ma è una volontà debole per il presente, come se rilasciasse a se stesso un tagliando con scadenza rinnovabile. Una compiacente voce interiore gli dice che rinascerà trasformato da questa notte di proroghe, dotato di energie straordinarie che gli renderanno tutto più facile. Chi può negare che sia meglio affrontare un compito sentendosi traboccare di forza? In genere il procastinatore è un posticipatore riflessivo, capace di trovare argomenti più che validi – almeno secondo lui – per i quali è consigliabile rimandare l’azione. Vi sottoporrò a un rapido test per verificare se fate parte anche voi della categoria:

  1. Vi capita spesso di pagare commissioni o penali per assegni scoperti, pagamenti avvenuti in ritardo, fatture o tasse saldate oltre la scadenza?
  2. Vi succede troppe volte di rimanere per strada perché aspettate di arrivare al distributore successivo per fare benzina, magari con la scusa che è meglio illuminato?
  3. Sapete di dover riordinare la scrivania, ma continuate a ripetervi che, data l’importanza del compito, sia meglio aspettare il lunedì o le vacanze per poterlo fare con la dovuta cura?
  4. Quando finalmente vi decidete a farlo, vi limitate a cambiare la disposizione delle pile di carte?
  5. Lasciate accumulare la posta, e per la vergogna prendete decisioni che ostacolano ulteriormente il compito di evaderla? Per esempio, ciò che avreste potuto risolvere con una nota di poche righe adesso richiede una lunga lettera, che rimandate al compleanno del destinatario per poterla inviare con un regalo. Poiché non fate nemmeno questo, decidete di sostituirla con una visita, in occasione della quale consegnerete il regalo di persona. Ma a quel punto vi sembra più logico aspettare di tornare da un viaggio per avere la scusa di averlo comprato all’estero, e così via.
  6. Vi succede spesso di sopportare disagi quotidiani perchè non avete riparato un guasto, cambiato il televisore o comprato un cacciavite più grande?
  7. Avete l’abitudine di rimandare di fare qualcosa perché manca un dettaglio che al momento vi sembra imprescindibile? Esempio: avete solo una biro a punta fine, mentre a voi piacciono quelle a punta spessa, e siete convinti che con con quella non riuscirete a combinare niente. Così decidete di scrivere la lettera in seguito, quando avrete trovato la penna giusta.
  8. Preparate lo scenario dell’azione con tanta minuzia che alla fine non vi rimane il tempo per agire?
  9. Pensate che una cosa non debba essere fatta se non può essere svolta alla perfezione?

Nel divertentissimo libro di Rita Emmett, “L’arte di non rinviare”, l’autrice enuncia un’irrefutabile “Legge di Emmett”: “La paura di svolgere un compito fa sprecare più tempo ed energia che non svolgere il compito stesso”. Bisogna puntualizzare che il vero procastinatore non rimanda l’azione perché penosa o sgradevole (di solito lo è poco più di ciò cui si sta dedicando al momento), e la cosa curiosa è che quando si riesce a liberarsi di questo genere di “dipendenza al domani” si sta da dio. Se si decide di impiegare la prima mezz’ora di lavoro per rispondere a tutte le lettere, si otterrà una serenità invidiabile per il resto del giorno.

C’è un altro elemento che facilita questa tendenza a rimandare, ed è relazionato alla percezione del tempo: chi lo fa in genere pensa che un’azione prenderà più tempo di quanto in realtà richiede, che non vale la pena iniziare una cosa se non la si può finire tutta d’un fiato, che poco tempo significa niente. Queste persone trattano il tempo all’ingrosso, quando di fatto lo viviamo al dettaglio. Gregorio Maranon si definiva uno “straccivendolo del tempo”: in effetti ci sono scampoli, spazi di tempo fra un’occupazione e l’altra, simili agli spazi vuoti nelle casse delle bottiglie, che il procastinatore spreca.

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Marlboro Quality Line

Non so da quanto tempo sia stato introdotto questo servizio. Fatto sta che mi ero perso un attimo nell’osservare il pacchettino di Marlboro aperto questa mattina ed ho notato una cosa che mi ha lasciato alquanto perplesso. Sul fianco destro del pacchetto hanno aggiunto una scritta:

Quality Line – 800 657 986 – Servizio consumatori

Pubblicità Marlboro

Una quality line per le sigarette. Fantastico. E a che serve? Devo chiamarla per dire che le sigarette di un determinato pacchetto non mi sono piaciute? Che avevano un sapore sgradevole? Che avevano un retrogusto di terra di Siena misto a marmo di Carrara (TG5 Gusto docet)?

Misteri del marketing customer-oriented…

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