30 giugno 2007
Fish and chips before the smoke ban
Il “fish and chips” non ha bisogno di presentazioni. Piatto tipico inglese, che più tipico non si può. Ma, per un motivo o per l’altro, ancora non ero riuscito a gustarmene uno “come si deve”. Lacuna rimediata stamattina, in un pub che anch’esso più tipico non si potrebbe. Una volta mangiato il tutto, però, annaffiato da una obbligatoria pinta di Carling, ecco il momento malinconia. Una delle cose belle dello stare qua a Plymouth, infatti, era il poter stravaccarsi in un qualche pub, o anche giocare amorevolmente a biliardo, armati di birra e sigarette a volontà. Peccato che la pacchia sia finita. Dalle 6 di domattina, pure qui scatta il divieto di fumo nei locali pubblici. Per un italiano (fumatore) è come un salto nel passato. Con la differenza che qui c’è un po’ meno timore nel pubblicizzare le sigarette e così, ad esempio, “Enjoy your last indoor cigarette” è quello che recita un cartello sulla porta d’ingresso del “Fresher&Professor”, un pub a due passi da dove abito al momento. Per il resto, persone terrorizzate che si chiedono come faranno a fumare ancora, altri che giurano di smettere, altri ancora che se ne fregano. Tutto come un film già visto.

Potrei chiudere il post di oggi qui. Ma c’è un sassolino che vorrei togliermi, prima. Una dedica ai terroristi, o presunti tali, che ultimamente stanno facendo un po’ di casino da queste parti (vedi autobombe in centro a Londra e “non so bene come definirlo” all’aeroporto di Glasgow). O meglio, più che una dedica, una speranza. Che sia un aeroplanino guidato dalle mie reti neurali a farvi saltare per aria il culo alla prima occasione utile…
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