24 luglio 2007
L’Università di Modena e Reggio Emilia è “la migliore d’Italia”
Cosa voglia dire questo titolo non è ben chiaro. Tantomeno è chiaro il criterio utilizzato da “Il Sole 24 Ore” per stilare questa classifica (gli indicatori lasciano un po’ il tempo che trovano: come suggerisce anche Diego, sembrano essere stati scelti per classificare in base a “dove è più facile laurearsi”). Fatto sta, che l’Università di Modena e Reggio Emilia sembrerebbe essere “la migliore università pubblica italiana”. Dovrò mettere una postilla nel curriculum, ora?
Comunque sia, la mia rassegna stampa, da qui, non può andare oltre a L’Informazione. Giornale orrendo, ma l’unico che è possibile leggere gratuitamente da Internet. Dunque, ecco a voi l’articolo in cui si parla dell’argomento.
Sorvolo sulle parole di Delrio, perchè altrimenti diventerei molto, MOLTO offensivo. A livello politico, Reggio sta facendo di tutto per non essere una città universitaria. Del Rio parla di edilizia agevolata. Quanti ne sono stati creati di questi alloggi in cinque anni? Due? O forse me ne sfugge uno e possono essere addirittura tre? Dobbiamo parlare del parcheggio della Zucchi, lasciato vergognosamente in gestione all’ACT ed alle sue tariffe di un’euro all’ora per poter andare a lezione? Dobbiamo parlare della discussione di qualche mese fa, quando si parlava di trasferire a Reggio una nuova Facoltà ed il Consiglio Comunale si è opposto dicendo che “non vi è la necessità” (mai una decisione politica fu più imbecille di questa… se anche non esistesse una reale necessità, cosa sulla quale dubito, eufemismo, che un consiglio comunale come quello reggiano sia in grado di esprimersi, è così grave avere in giro per Reggio qualche centinaia di nuovi consumatori?)? Oppure dobbiamo parlare delle attività culturali e di intrattenimento organizzate dal Comune? Sì, qualcosa che non siano i balletti in piazza o gli spettacoli al Valli. E no, due Notti Bianche in cinque anni non sono un grosso incentivo per un giovane che voglia passare gli anni dell’università a Reggio Emilia.
Ops, sono diventato offensivo. Spero di cuore che Delrio capiti per caso su questa pagina e possa leggere cosa penso del suo intervento. Avrei preferito di gran lunga che avesse avuto il pudore di starsene zitto…

Comments(18)


sarà anche l’università numero uno in italia ma a me fa incazzare, per studiare devo fare tutti i giorni circa 100 km….maledetta università di Modena e Reggio Emilia
Ho visto i titoloni oggi pomeriggio, ad esame finito.
Ho riso sotto i baffi.
Io non inizio neanche (anche perchè sottoscrivo in pieno tutto quello che hai sottolineato tu), son passato alla fase “chino la testa, mi faccio il culo e che gli altri si arrangino”.
Del Rio dovrebbe stare zitto a prescindere, visto che non è in grado di gestire il centro di una città piccola come Reggio – vedi recentissima presa di posizione contro Lo Svizzero…
sottoscrivo quanto scritto da Fabio e Davide…
A dir la verità, e non lo dico per aderenze politiche, sono d’accordo sul rifiuto di una nuova facoltà. Obiettivamente: che cazzo ce ne facciamo di Scienze Politiche? Posso capire che porti studenti, quindi 1) affitti 2) indotto (locali, pizzerie, ecc.), ma l’università deve essere di supporto alle aziende, non fine a se stessa. E a Reggio un laureato in SP non serve a nulla (e non solo a Reggio).
Sul discorso intrattenimento pare che a Reggio ci sia il problema inverso, cioè che il centro sia troppo “esuberante” rispetto agli equilibri da rispettare (giocoforza) con i residenti. Sono successi fatti piuttosto gravi, e ci sono comunque sacche di quasi impunità (Svizzero e Piazza Casotti) che presuppongono un problema di ordine pubblico, tra l’altro non indifferente….
Oh, poi se siamo limitati bisogna farsene una ragione: se a Reggio c’è KRock e a Modena c’è Antennaunorockstation, non ci sono cazzi…..vedessi al venerdì sera che lotta per apparire! è già tanto che ci sia quel poco…..(vah che ossimoro della madonna che ti tiro fuori
)
[...] e le pubblicazioni? la ricerca? le scoperte? il rapporto con le aziende? etc. etc. etc….Anche fabietto commenta a modo suo. [...]
Svizzera è un grande errore pensare che l’università debba essere di supporto alle aziende. Intanto perchè le facoltà non professionalizzanti (filosofia, letteratura, scienze politiche, e anche scienze economiche – bada bene non parlo di economia aziendale) non dovrebbero esistere in nessuna città secondo questo ragionamento. Invece l’università deve sia diffondere la cultura, che supportare le aziende, tutto insieme, per dare vita sia a lavoratori preparati, ma anche a ricercatori e studiosi preparati, e anche a diffondere la cultura nel senso più generale.
Punto secondo: non deve per forza essere legata alle imprese territtorio nella sua opera di professionalizzazione perchè deve supportare gli studenti e non le imprese quindi il fatto di preparare per le imprese deriva solo dal fatto che così i laureati troveranno lavoro vicino all’università. Ma se io voglio andare alla NASA a fare shuttle e a reggio c’è la facoltà apposta, non è certo una cosa sbagliata.
Infine, cosa vogliamo supportare le imprese del territorio che ormai i laureati dalle nostre parti sono considerati carne da sfruttare? Se ne fregano della tua laurea quelli, vogliamo anche stare ad ascoltare eventuali loro pretese (che comunque non hanno, ignorando completamente il discorso formazione) ?
Stavolta concordo con Clive. I punti uno e due sono esattamente quelli con cui volevo ribattere, non appena trovavo qualche minuto per scrivere…
Intendiamoci: sono perfettamente d’accordo, ma la realtà è ben diversa.
So bene che più cultura circola e meglio è, ma dobbiamo sempre fare i conti con risorse limitate e, non ultimo, equilibri “politici”. Per risorse limitate ci intendiamo: sarebbe bello avere un campus con TUTTE le facoltà universitarie, ma è talmente utopico, perlomeno in una realtà piccola come Reggio, che non lo prendo neppure in considerazione. Per equilibri “politici”, invece, intendo i rapporti di forza tra le sedi di Reggio e Modena.
Il discorso lavoro, invece, mi sembra veramente fuori dal mondo, con tutto il rispetto; mi sembra ovvio che le aziende puntino non solo ad accaparrarsi i migliori prodotti, ma anche a formarli.
Non è un caso che gli ingegneri meccatronici vadano via come il pane nelle aziende locali, e questo è ovvio considerando il tessuto economico locale (e anche perchè sono le stesse aziende che finanziano in diversi modi questi corsi).
Ma se devo prendermi una facoltà come scienze politiche, io rettore – in virtù di quei rapporti di forza di cui dicevo sopra – “tengo botta”, mi rifiuto e chiedo che mi diano un corso magari in medicina, magari anche in prospettiva policlinico.
La regolina “voglio studiare qui, poi magari vado a lavorare lontano” mi sembra dispersiva; meglio, molto meglio “studio qui perchè so che disoccupato non rimango”, mi sembra meno filosofica ma più pratica.
scusate la divagazione dalla vostra erudita discussione, ma dai telegiornali pare che tutta l’inghilterra sia sotto due metri di acqua e che ci sia un allarme generale!! è vero Ruiz o sono i soliti telegiornali che per due gocce vogliono fare a gara a chi la spara più grossa?
Medio, la situazione in effetti è piuttosto strana. Qui a Plymouth siamo in una sorta di isola felice, dato che gli ultimi quattro giorni sono stati splendidi (concetto inglese di “splendido”, ovviamente, ben lontano da quello italico… ma comunque poca pioggia e un po’ di sole). Più su, soprattutto al centro e nel Gloucestershire, sembrano messi effettivamente maluccio. I telegiornali parlano continuamente di “flood emergence”, ma sto facendo fatica anche io a capire se la situazione è davvero così drammatica o se si tratta del solito sensazionalismo. Di sicuro, guardando le immagini che trasmettono, in un sacco di posti hanno l’acqua in casa ad altezza uomo. Brown, un paio di giorni fa, commentava un’operazione di salvataggio compiuta dall’esercito come “la più grande mai avvenuta in Inghilterra in tempo di pace”. In sostanza… boh, non so risponderti di preciso…
x Svizzera: le aziende cercano di accaparrarsi i migliori quando sono guidate da uomini (imprenditori, manager e addetti del personale) intelligenti. Purtroppo è un dato di fatto che nella nostra zona non è così (con le eccezioni del caso ovvio). Ma in tutti i casi i contratti e il trattamento del laureato sono ben lungi dall’essere vantaggiosi. Io ho lavorato in settori ad alta tecnologia e ti posso raccontare la mia esperienza: lavoro ne trovo finchè voglio, lavoro ben pagato pochissimo, lavoro dove si può fare carriera ancora meno. Ti posso raccontare anche quella di un mio amico, ingegnere meccanico incredibile (laureato con il massimo, ma oltre a questo praticamente un genio) che ha lavorato qua per un pò poi visto gli orari incredibilmente duri e le soddisfazioni inesistenti adesso è in USA e guadagna di più facendo ricerca là che lavoroando qua…con soddisfazioni molto più grandi in ogni aspetto (professionale, economico, personale). A sentire da altre persone ancora, la storia sembra essere sempre quella…spero solo di sbagliarmi…
Interessante il discorso sulla “politica”, della quale non so proprio niente.
Guarda, la facoltà di Medicina sembra un nome sparato a caso, ma ti garantisco che non è così. Hanno sempre avuto la mira di fare il salto di qualità, trasformando il Santa Maria da Arcispedale a Policlinico, e per farlo non ci sono cazzi, devi avere medicina.
Prendersi Scienze Politiche vuol dire azzerare in partenza le speranze che un giorno arrivi la facoltà di Medicina, fermo restando che ribadisco le mie opinioni su una facoltà come SP.
Sul lavoro: qui è così, la situazione è come l’hai descritta. Ormai il mercato dei laureati, addirittura pare anche quello degli ingegneri meccanici/meccatronici (che qui sono oro) si stia saturando.
ragion per cui punti al ribasso: il lavoro che prima era svolto da un diplomato, ora lo svolge un laureato. A parità di retribuzione, quindi…..però è anche vero che la carriera mica te la fai in 2-3 anni….forse bisognerebbe avere pazienza e aspettare il proprio turno, ma se uno dopo “un pò” di orari pessimi e scarse soddisfazioni decide di mollare, beh, permettimi di dire che è il caso che abbassi la cresta……Poi, buon per lui se trova di meglio.
Non sapevo questa cosa sulla facoltà di medicina…se ci sono vincoli di bilancio effettivamente una cosa esclude l’altra…Ma una facoltà di medicina è anche molto più costosa di una di scienze politiche, pare infatti che medicina venga praticamente finanziata in parte grazie agli iscritti di grosse facoltà a bassa spesa tipo economia,giurisprudenza etc. Una volta (8 anni fa) avevo visto una statistica sul costo x studente di un corso e praticamente Giurisprudenza ed Economia avevano costi bassissimi (tanti studenti per ogni professore, e poche attrezzature necessarie), molto più bassi delle tasse, perciò ci veniva fuori un guadagno. Mentre medicina, per ovvie ragioni aveva costi altissimi, quindi (a mio parere giustamente) quello che veniva guadagnato con economia e giurisprudenza serviva in parte a finanziare gli studenti di medicina. Se scienze politiche costa poco non vedo perchè non farlo,magari potrebbe anche essere in attivo di bilancio. Ma dei bilanci non so nulla, rilancio la palla a chi è informato… Il fatto che in altre università Scienze Politiche sia una laurea-bluff e che gli studenti siano spesso lì dentro perchè sono parcheggiati non significa che se fatta con rigore possa essere utile. L’argomento è interessantissimo e vastissimo, prima dei 50 anni mi ci iscrivo… Per quanto riguarda il discorso carriera si parlava di ingegneri che si facevano 10 ore al giorno ed erano pagati come un diplomato che fa scartoffie…tanti altri li ho sentiti parlare male non tanto dello stipendio (ci si accontenta) ma del fatto che tendono ad assumerti senza assumerti, cioè con contratti co.co.co. (adesso co.pro.) e così non hai nessuna garanzia, non hai ferie pagate, non hai niente di niente. E ti licenziano quando gli pare. Così di certo non hai prospettive di carriera. E’ inutile, qua non si investe sul personale (corsi di formazione? a parte la Tetrapak chi li fa?)
Beh, questa è l’Italia del 2007.
D’altronde prima Treu, poi Biagi, hanno portato a ciò, quindi non si sa neppure con chi prendersela.
Pensa al 2001: dopo i fatti di Genova, il tentativo di blitz sull’art.18…..si pensava fosse arrivato “l’uomo forte” invocato dalla P2? Per fortuna che l’indignazione l’ha fatta da padrone….rivedendo il tutto nel 2007, però, vengono i brividi.
Chiudo l’OT puramente politico.
E comunque tra l’avere SP oggi ed avere Medicina domani non ho dubbi: ma questo come semplice cittadino, non come ex studente o come osservatore della propria università…..
Giusto per completezza provate a leggere il bando del PROGETTO FIXO.
http://www.unimore.it/impresaterritorio/or_lavoro.html
e ditemi un po’ se vi sembra possibile anche solo proporre qualcosa del genere ad uno studente laureato in una specialistica (senza presunzione eh…ma 110€ lordi al mese mi sembra una presa per il culo a priori)
forse ci sta sfuggendo qualcosa a tutti…
Trovo ridicole le motivazioni che hanno spinto i nostri amministratori a chiudere la porta in faccia al fatto che a reggio non si voglia aprire una facoltà di scienze politiche, solamente perchè non è spendibile sul territorio e perchè si pensa non offra un percorso lavorativo sicuro ed inerente agli studi svolti. La realtà del precariato tocca ogni ambito e riguarda anche studenti che hanno studiato in facoltà scientifiche (per esempio gente laureata in Economia che ora “utilizza” il proprio titolo per lavorare nei Call Center..), perciò smettiamola di demonizzare Scienze Politiche. Se fosse per i nostri amministratori bisognerebbe studiare solo in un’ ottica di impresa, guadagno e profitto. Consiglio di inaugurare nuovi corsi di laurea in scienze dei suini e bovini, così da utilizzare futuri laureati in attività spendibili sul territorio…
Andrea, quoto in pieno.