29 Luglio 2007
Esperimenti su The Predator
Nonostante negli ultimi tempi la mia vita professionale sia assorbita dal far volare aeroplanini che non ne vogliono sapere di evitare gli ostacoli o di rimanere all’interno dei confini del loro mondo virtuale, l’idea di arrivare a pubblicare qualcosa di serio con il lavoro che ho fatto per la Tesi c’è sempre. Dopo alcune analisi finite in maniera un po’ sfortunata (nel senso che si sperava di dimostrare certe cose, che puntualmente non hanno trovato riscontro nei dati empirici), su spinta di Parisi ho apportato una piccola modifica al modello “The Predator” (vedi qualche tonnellata di post precedenti, specie da ottobre 2006 a febbraio 2007). Nello specifico, abbiamo voluto “ribaltare” il circuito motivazionale dei nostri organismi, collegandolo non più all’input percettivo relativo al predatore, ma bensì a quello riferito al cibo.
I risultati (condizione di flying, capture damage uguale a 10), questa volta confermano quello che volevamo sentirci dire. Ovvero che il circuito motivazionale, per la “motivazione debole” (nel nostro caso il mangiare) è pressochè inutile:
Tra l’altro, ho scoperto che, a WIVACE 2007, il mio lavoro non lo presenterà Parisi, ma proprio il sottoscritto. Ok, ora non ho tempo per andare in panico. Ma questo accadrà sicuramente, con l’approssimarsi della data (che precisamente ancora non so: il workshop è dal 5 al 7 di settembre inclusi, ma non è ancora stato stilato il programma).




Comments(2)



continuo a rimanere esterefatto ( conoscendoti) dai tuoi gusti musicali. Se guardo il tuo iLike c’è un sacco di musica da compagni! ti stai convertendo?
No, no… nessuna conversione, tranquillo… solo mi piace quel genere di musica dai contenuti “forti”. Poi se anche volessi convertirmi, non credo che lo zio Sam me lo permetterebbe proprio ora!