21 Agosto 2007
La Cartaviaggio porta sfiga
Ora ho le prove. La Cartaviaggio porta sfiga. Dei tre viaggi che ho fatto in vita mia usufruendo dello sconto Junior (10 o 20%), riservato agli under 26 titolari di Cartaviaggio, per ben due volte sono riuscito a perdere il treno. La prima volta causa rottura del tergicristalli della mia Punto, che mi ha fatto arrivare in stazione con un quarto d’ora di ritardo. Questa volta, invece, causa simpatico errore di Trenitalia. Ho comprato il biglietto sul sito Internet per l’Eurostar delle 16.35 diretto a Milano. Che in realtà è partito (come da orario sul tabellone) alle 16.30. Una discrepanza di 5 minuti che non ha il minimo senso. Ma, ovviamente, andatelo a spiegare a chi di dovere. Treno perso e nessun diritto di rimborso, causa appunto l’acquisto del biglietto a prezzo scontato. Campo libero alle bestemmie, invece, fioccate con una naturalezza senza precedenti. L’aplomb inglese è già un lontano ricordo.

Ah, giusto, sono stato a Roma. Toccata e fuga in giornata per fare due chiacchiere con Parisi riguardo al lavoro che presenteremo a Wivace e per programmare altre eventuali collaborazioni future. Nonchè per rivedere un po’ di gente con cui, tra una cosa e l’altra, ho speso diversi mesi assieme. Una bella tirata, ma questo si sapeva. Partito di casa alle 7 di mattina e rientrato verso le 23, dopo 7/8 ore di treno e due di macchina. Il ritorno, in particolare, è stato una mezza odissea. E non solo per il treno perso cui ho accennato poco fa. Lì ho rimediato con un trenino che partiva una mezzoretta dopo. Arrivo a Bologna e penso che ormai il più è fatto. Peccato che invece siamo in periodo estivo ed i regionali, che presumevo essere abbondantissimi, partono col contagocce. Devo aspettare più di un’ora perchè arrivi il primo, diretto a Piacenza. E, all’interno, un clima indicibile. Soprattutto in termini di odore. Un puzzo allucinante, insostenibile anche per chi, come me, da tempo praticamente non riesce più a sentire gli odori. Una volta ero letteralmente innamorato del treno. Ora, a forza di dai e dai, questo sentimento incondizionato inizia tristemente a scemare…



