21 settembre 2007
Obiettivo Venezia
Dopo che purtroppo è svanita, causa una deadline improponibile, la possibilità di andarsene a Berlino il prossimo dicembre per la “1st International Conference on Unmanned Aircraft Systems (UAS) – Paving the way for UAS Autonomy” (alla quale, tanto per dire, sarebbe stato presente anche il Ministro della Difesa francese), si cambia obiettivo. Il prossimo, in ordine temporale, diventa Venezia. 10 e 11 gennaio 2008. Per un qualcosa di diverso rispetto al solito. Non si tratta infatti della solita conferenza, ma di un qualcosa di un po’ più “intimo”.

L’evento è organizzato da euCognition, ovvero quel benevolo ente che sta finanziando la mia permanenza a Plymouth dallo scorso maggio. Suddiviso in due giornate (questa l’agenda ufficiale), durante la prima avrà luogo una “Student competition”. Dove tutti quelli come me (ma saremo davvero in tanti?) presenteranno i risultati dei loro lavori svolti con un grant di euCognition. Il vincitore della gara riceverà un piccolo premio (rimborso spese per la partecipazione ad un’altra conferenza) e soprattutto potrà partecipare in qualità di speaker anche alla seconda giornata del convegno. In mezzo a gente piuttosto seria: Steven Harnad, Luc Steels, Michael Arbib e Jordan Pollack (ammetto però di non avere la più pallida idea di chi sia quest’ultimo).
La mia partecipazione, chiaramente, è subordinata al fatto che i miei aeroplanini nel frattempo imparino a volare. Ho sistemato la faccenda degli angoli e si nota qualche miglioramento, ma il comportamento intelligente ancora non emerge. Per niente. Comunque ho trovato altre cartucce da sparare, riguardo alla discretizzazione dell’input sensoriale. Forse, dare angoli e distanze continui in input alla rete neurale non è proprio la maniera più intelligente per farle imparare a svolgere un certo compito. O almeno spero che il problema sia quello…


