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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Negroponte a Reggio Emilia

Come al solito, l’attività principale della giornata è stata la stesura del mio report. Iniziata stamattina e finita soltanto quando mi sono staccato di forza dal monitor a sera ormai inoltrata.

Nel frattempo, dopo uno scambio di email con David Vernon, sono diventato a tutti gli effetti Student Member di euCognition (qui la lista aggiornata dei 243 membri). Il che significa che nei prossimi tempi potrò presumibilmente partecipare ad un sacco di conferenze in giro per il globo, con il rimborso garantito da questa adorabile organizzazione.

Ufficializzato anche il mio approdo a Venezia, i prossimi 10 e 11 gennaio, per presentare lo stato attuale del mio lavoro sui MAVs. In teoria parteciperò anche alla Student Competition riservata agli studenti finanziati da euCognition, ma facendo finta di non sentire la voce grossa del mio ego non faccio troppo affidamento su un’ipotetica vittoria perchè mi troverò, con i miei sette/otto mesi di ricerca, a competere con gente che lavora sui propri progetti da qualche annetto.

Gondole veneziane

Sempre in tema di pianificazione, nel corso della giornata sono stato in contatto con la mia vecchia facoltà di Reggio, nel tentativo di definire cosa dovrò fare per i Corsi di Laurea On Line dell’AA 2007/08. Alla fine ho conservato tutti i ruoli “divertenti”: esercitatore di Storia Economica, Storia della Comunicazione e dell’Informazione, Laboratorio di Informatica I. Ed ho ottime chance di esserlo anche per Laboratorio di Informatica II, che tuttavia inizierà nel secondo semestre e dunque se ne riparlerà nell’anno nuovo.

A proposito di Reggio Emilia, dopo che per cinque anni gli eventi più interessanti che sono stati organizzati erano gli annuali incontri con Fulvio Dodich, CEO di Ferretti Yatch (non me ne voglia il diretto interessato…), sta sempre più prendendo piede la tradizione del “ora che Ruini non c’è più possiamo chiamare gente davvero fica a parlare”. Dopo John L. Casti, arrivato lo scorso 12 luglio, ora è la volta di Nicholas Negroponte. Uno che mi rifiuto di introdurre con il link a Wikipedia, siccome ogni essere umano è tenuto a conoscerlo. Appuntamento, per tutti coloro che avranno la fortuna di poter partecipare, sabato, alle 17.30, presso l’Aula Magna della Facoltà di Via Allegri.

Chiudiamo. Non so se dal come salto di palo in frasca nel post si fosse capito, ma oggi mi sento un po’ rincoglionito (notare la rima, a testimonianza di tutto ciò). E come spesso mi accade, quando sono privo delle mie normali capacità di intendere e volere mi trovo a cedere allo shopping compulsivo. Partito da eBay, sono approdato su questo sito, da dove ho ordinato un kit da poker nuovo fiammente. Che forse arriverà già domani. Sbavo…

Commenti

  1. Fulvio Dodich
    febbraio 10th, 2012 | 19:09

    Gentile Dott. Fabio Ruini, mi permetto di chiamarla Fabio e di usare il tu per comunanza di entusiasmo e non per mancato rispetto.

    Con grande ritardo ho letto questo tuo commento. Non solo l’interessato (io-come tu dici) non te ne vuole ma anzi supporta la tua opinione che sia bello avere relatori di alto livello. Con Casti mi sono trovato in un paio di occasioni ed oltre a lui con altri soggetti che ho ascoltato con enorme interesse e piacere perché ti allargano non solo culturalmente ma anche dal punto di vista della percezione interpretativa delle conoscenze. Sembrano tre parole infilate per colpire ma non è così, anzi. Tento una pillola di spiegazione: anche se ho già conoscenze di accadimenti, li posso interpretare in modo classico (per me uguale noia mortale anche se base necessaria) o avere la percezione di un diverso modo interpretativo, magari più interdisciplinare, più flessibile, più adattabile ai cambiamenti continui dell’ambiente (anche molto vasto) in cui opero.
    Ho un unico dispiacere, non averlo sentito a Reggio.
    Ai tempi di ISCOM ho avuto l’occasione di ascoltare David Lane, J. Casti e tanti altri che mi hanno consentito di tracciare un’enormità di paralleli apparentemente inesistenti. Un solo esempio per chiarire: il caso della non accettazione di un modo diverso di fare ceramica in Messico perché seppur più avanzato non era, semplifico, accettato alla comunità non è diverso dal fallimento nell’introduzione sul mercato di un prodotto troppo avanzato rispetto al grado di accettazione del mercato stesso e, per giunta, attirando la disapprovazione dei concorrenti.

    Ciò detto e non per giustificare i miei interventi, mi fa piacere chiarire quale avrebbe dovuto essere (bello se potessi dire “sia stata”) il target dei miei interventi.
    Io ho un passato e presente di imprenditore e manager ma un po’ atipico, nel senso che nel mio pensare, valutare e decidere, mi avvalgo sempre anche di criteri collegati alla conoscenza di cose quali i “sistemi complessi” e l’ “emergency fitness” .
    Sembra che a volte nel sistema universitario (a tutti i livelli) possa venir meno la comprensione del collegamento fra ricerca e sua applicazione pratica. Spiego meglio per non essere frainteso: “Ok emergency fitness ma io dopo la laurea voglio lavorare in un’industria o in uno studio; che mi importa di tutto ciò? Quali sono i collegamenti con la vita reale? Solo teoria?”. E’ ovvio che la mia risposta è: i collegamenti tendono all’infinito e senza la teoria non saprai coglierli. Senza chi ricerca (lo dico in umiltà totale proveniente da un senso di insaziabile senso di mancanza di conoscenza) e chi la ricerca esegue non avrai mai le conoscenze. E se vorrai avere una qualunque forma di successo dovrai passare attraverso le maglie di quel filtro che si traduce in emergency fitness.”
    Questa avrebbe dovuto essere la mia funzione e ti prego di credere che lo dico senza presunzione, anzi con il senso di continua inadeguatezza che spinge al miglioramento: dare un senso di “quello che studiamo, ricerchiamo, scopriamo, raccontiamo” serve veramente nella vita al di fuori di un ambiente universitario.
    Grazie per avermi letto ed accolto nelle tue pagine.
    Fulvio Dodich

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