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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

L’auto-gufarsi funziona: 63esimo

Un autentico disastro. La prossima volta che non mi sento bene (come d’altronde insegna anche il buon Vorhaus), tanto vale starsene a casa. Se non altro per shivarsi una figura meschina come quella odierna. Sono stato spedito a letto senza tanti complimenti dopo tre quarti d’ora di gioco, con alle spalle appena una trentina di persone. Quarantacinque minuti di carte in cui non ho visto praticamente nulla e dove l’unico punto che mi sono ritrovato servito l’ho giocato come un perfetto idiota. Condizionandomi il (breve) resto della partita.

Questa la mano incriminata. Mi trovo KA di fiori in mano in early position. Nel pre-flop, avendola presa nel deretano un po’ troppe volte con KA, decido di andarci cauto e mi limito a chiamare. Più avanti c’è un rilancio, di 400, che chiamiamo in due. Il tizio autore del rilancio in questione è uno che chiama abbastanza frequentemente. Aveva rischiato di lasciarci le penne poco prima con un all-in sciagurato, ma poi si era rapidamente rifatto ed ora aveva un bel gruzzoletto. Da quel che ho avuto modo di vedere, è raro che il ceffo si limiti a un check/call. Tutte le volte che entra in gioco ci mette dei soldi pesanti. Dunque non gli ho fatto veramente un punto che valesse tutte quelle fiches, ma mi sono semplicemente adeguato al suo stile. Al flop escono tre carte basse: un sette e una coppia di 2. Il tizio del rilancio punta ancora (non tanto), il secondo folda, io chiamo. A giocare rimaniamo solo in due. Il mio errore, grosso, grossissimo, è che gli faccio in mano due carte alte o un bad aces. Al turn, uscito un nove di quadri, lui torna a puntare. Ancora 400. Io lo leggo come un tentativo di bluff per farmi credere che avesse incrociato un nove. Così, da quel punto in poi, non ho proprio più dato credito a cosa potesse realmente avere. Tanto che poi ho fatto l’errore numero due: al river esce un 8, lui punta ancora 400 ed io, stra-sicuro del suo bluff, gli rilancio di 400. Vengo prontamente chiamato. Si scoprono le carte. E lui mi fa vedere i suoi pocket jacks.

Sono praticamente fottuto. Giusto 400 e rotte fiches rimaste, con 100/200 di buio. Sono costretto a cercare due carte buone per l’all-in prima che questo diventi forzato. Dopo un paio di mani pesco una coppia di 5 e sparo la mia ultima cartuccia. Non una gran coppia di carte a cui affidare le mie sorti, decisamente. Forse potevo aspettare quelle tre/quattro mani che mi separavano dal buio. Ma è facile parlare col senno di poi… Fatto sta che mi chiamano in due. Uno con l’acqua alla gola anche peggio di me ed una tizia che neppure lei se la passava tanto bene. Il primo ha JQ, la seconda A7. E’ dura, ma con un po’ di culo posso farcela.

Preflop

Il flop è migliore di ogni mia più rosea previsione: 4, 8, King. Ho schivato tutte le loro 4 carte. Inizio a crederci sul serio (prego notare che da un punto di vista statistico le due immagini che seguono non hanno il benchè minimo senso… però rendono più spettacolare il racconto!)

Flop

Il turn mi regala praticamente un orgasmo: 3 di fiori. Ora posso farcela davvero!

Turn

Non fosse che al river esce una donna. Mr. Ruini… a casa!

Due riflessioni, ora, a mente calda:

  1. essere tight non serve a un cazzo. Perlomeno, non serve durante i limpfest quali sono questi tornei durante la prima oretta e mezzo di gioco. Se tutti chiamano, bisogna buttarsi nella mischia anche con qualche cartaccia. Stando accorti, ma cercando di sfruttare ogni possibilità di scala, di colore e giocando ogni bad ace (purchè con un kicker che rispetti almeno la regola del 13). L’unica mano seria che che ho vinto oggi è stata in una in cui ero di big blind e mi sono trovato in gioco con 10J off-suit in mano. Flop con 6, 9, 10: top pair in mano, insieme presumibilmente al kicker più alto. Tre giocatori: il primo fa check, il secondo (un bluffatore di prima classe) rilancia di 200, io vedo i suoi 200 e rilancio aggressivo di altri 500 portandomi a casa il piatto. Strappando anche gli sguardi compiaciuti di due tizi al mio stesso tavolo. Well done;
  2. devo pensare che gli avversari possono avere una coppia in mano. Per il semplice fatto che io non ne vedo mai, questo non vuol dire che gli altri non possano averne pescata una.

Anzi, un’altra riflessione ancora prima di chiudere. Devo iniziare a giocare in maniera più rigorosa. Devo avere il mio pacchetto di mani da giocare. Magari uno per la prima ora e mezzo di gioco, abbastanza variegato, ed uno per dopo, più rigoroso e limitato soltanto alle premium hands con poche eccezioni. Infilando un’accoppiata da bluff in ciascun pacchetto. Sì, per domenica prossima devo averlo senz’altro.

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