23 novembre 2007
I, Service Robot: The rise of the machines?
Nell’ambito del ciclo dei seminari organizzati dal RIS (che non è quello di Parma, ma quello plymouthiano) oggi è stata la volta di Tony Pipe, del Bristol Robotics Laboratory, che ci ha intrattenuto per un’oretta mostrandoci quel che combinano a due orette scarse di treno dalla ridente cittadina del Devonshire.

Un po’ di cose interessanti effettivamente le fanno. Tra tutte, menzione d’onore la merita l’Ecobot II, un robottino creato nell’ambito di un progetto che mira a porre le basi per lo sviluppo di robot autonomi, non nel senso tradizionale della robotica (in grado di “decidere” ed agire senza la supervisione di un essere umano), ma in senso proprio energito. L’Ecobot, infatti, provvede da solo, come un vero e proprio organismo vivente,a procurarsi l’energia che gli serve per vivere. Lo fa attraverso il ricorso a Microbial Fuel Cells (MFCs), containing a flora of microorganisms originating from sludge and fed with dead flies or rotten fruit. Esatto, l’energia viene estratta a partire da cose “organiche”. Nel video qui sotto, in spagnolo e tratto da YouTube, Chris Melhuish, direttore del BRL, ve lo fa vedere. Il robot, intendo.


