Home    About me    Publications    Blog    Undergrad memories

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Sometimes in order to live, you have to be willing to die…

Con questa celebre massima a firma di Max Stern cerco di giustificare la figuraccia rimediata questa sera alla mia prima apparizione pokeristica al Rileys di Plymouth.

Rileys

Struttura del torneo semplicissima: NLHE, undici partecipanti suddivisi su due tavoli, buy-in di £10+1, a premio i primi due classificati, rispettivamente con 75 e 35 pounds. Tutto chiaro, tutto semplice. Così come la mia imbecillità, mista ad un pizzico (ma solo un pizzico, tendo a sottolineare) di sfortuna. Me ne sono infatti uscito alla terza mano, la prima che ho giocato, come un perfetto imbecille. Contro una giocatrice probabilmente ancora più imbecille di me.

Sono di grande buio e mi trovo in mano 8J offsuit. La giocatrice in seconda posizione, che alla mano precedente mi aveva fregato il buio con un bluff spudorato quanto mal gestito (io, purtroppo, non avevo niente di niente per chiamarla), fa un rilancio di 250 (sui 3000 di partenza). Le faccio in mano due carte alte. Tutti foldano, mentre io, chissà perchè, decido di provarci. Il flop mi è favorevole: 7, 8 e 9 colorati. Mi trovo in mano la middle pair, mentre secondo i miei calcoli lei non dovrebbe aver beccato nulla. Rischio soltanto se invece delle due carte alte avesse in mano un bad ace o una coppia medio/bassa. Scelgo di fare un check-raise. Lei abbocca in pieno, puntando 300, ed io rilancio a 1000, sicuro di spedirla fuori. A sopresa, invece, mi chiama. Esce il turn, che è un 10. Ancora check-raise da parte mia, che a questo punto posso facilmente bluffare di avere imbroccato una scala. Lei però rilancia sopra al mio raise ed io, in tilt e nell’ormai disperato tentativo di buttarla fuori, vado all-in. Vengo chiamato e si scoprono le carte. Squallida coppia di 8 per me, contro la sua scala. In mano aveva infatti JQ, la scala più alta che potesse offrire il tavolo in quel momento. Non avesse avuto la donna, forse avrebbe potuto anche foldare. Fatto sta che ce l’aveva e grazie a quella mi ha spedito a letto anzitempo. Rimane un bel po’ di amaro in bocca. In parte per la mia coglionata (con quattro quinti di scala in tavola, io avrei dovuto foldare la mia mano alla velocità della luce), in parte per la sua imbecillità. Perchè chiamare il mio rilancio di 1000 al flop (che le costava 700 chips, per un piatto di 1825) con una scala ad incastro è un errore grosso come una casa. Che però le ha fruttato. Fanculo a me e a lei…

PS: lunedì sera mi ero presentato al Funky’s Judge per la prima del Poker in the Pub. Andata male. Nel senso che ero l’unico giocatore. Pub deserto anche in quanto ad avventori. C’eravamo io, le cameriere ed il tizio dell’organizzazione del torneo, con rispettiva consorte. Alle 9, dopo una mezzoretta di attesa, si è scusato e mi ha consigliato che potevo andarmene anche a casa se volevo… Riproverò giovedì sera al Quayside.

PPS: allietiamo un pochino il post con la notizia che, nella classifica della UPSU, il tavolo finale raggiunto la scorsa domenica mi ha fatto volare al 34esimo posto. Per diventare davvero competitivi bisognerebbe riuscire a ripetere l’exploit un’altro paio di volte prima della pausa natalizia. Ad ogni modo, la posizione attuale mi soddisfa. I primi hanno obiettivamente qualcosa in più di me. Però non mi sento neppure da 70/80esimo posto, insomma. Bene così!

Commenti

  1. elmedio
    novembre 30th, 2007 | 00:18

    mi sa che te ed il fungo state diventando troppo tecnici e rigidi!! è vero che ci vuole una impostazione di gioco tenendo conto delle probabilità di vittoria del punto in mano, ma il poker è anche intuito, follia ed imprevedibilità (almeno per me) quindi essere imprevedibile a mio parere è l’unico modo per potersi ritagliare un posto al sole!! ti aspettiamo per qualche bella sfida quando rientri in italia per le feste!!

  2. novembre 30th, 2007 | 12:53

    Ciao Fabio
    ho visto il tuo blog e ci piace molto.

    Saremmo disposti a fare scambio links tra il tuo blog ed il nostro sito http://www.rakeback-online.com

    Se sei interessato, scrivimi un e-mail a: info@rakeback-online.com

    Buona giornata ed a presto.
    Cris
    http://www.rakeback-online.com

  3. novembre 30th, 2007 | 19:02

    Medio, sicuramente non si può ricondurre tutto il gioco ad una questione statistica. Oltre che mortalmente noioso, sarebbe anche un modo di giocare perdente. Questo perchè il primo giocatore che poi se ne frega delle poker odds ti manderebbe a casa, mangiandoti tutti i buii… :-)

    La cosa difficile nel giocar bene, a mio avviso, sta proprio qui. Nel riuscire a miscelare l’aspetto statistico (che non può essere trascurato, perchè un giocatore che chiama sempre rispettando le odds, nel lungo periodo vince… uno che non lo fa, può vincere una partita di culo, ma nel lungo periodo è sotto!) con quello induttivo/emotivo (percezione dell’avversario in primis).

    In un modo o nell’altro, rimane sempre un casino. Ed è il bello di questo gioco… :-D

Lascia un commento