27 Gennaio 2008
74esimo su 85
Non c’è niente da fare. Dopo una buona performance (leggi la dodicesima piazza della scorsa settimana), non riesco mai a replicare la domenica seguente.

Giusto quaranta minuti scarsi di gioco, questa volta. Senza vedere niente, niente e poi ancora niente. Tanto per dare un’idea, le due carte migliori che ho avuto sono state 10Q off-suit (capitate per ben due volte). E al di là delle carte che non giravano, una posizione al tavolo che più sfigata di così per me non poteva essere. Un giocatore bravo alla mia destra, uno iper-aggressivo alla mia sinistra. Durante i primi giri, il tipo dopo di me fiuta bene la debolezza di un mio paio di call e mi re-raisa in pre-fop costringendomi a foldare. Bulleggiato da questo tizio (che, a onor del vero, durante i primi due giri del tavolo ha pescato anche una coppia di jack, una di donne ed una di re, nonchè incastrato cose improponibili), il tavolo è mediamente aggressivo. E dunque la logica vuole che io me ne stia tight, ad aspettare la mano buona per fare cassa. Peccato che la mano in questione non arrivi mai e, con i buii che salgono in maniera decisa, il sottoscritto si ritrovi ben presto short-stacked e senza grosse possibilità d’azione (impossibile rubare un piatto con una mano marginale, quando alla tua sinistra hai un tipo che ti rilancia qualsiasi puntata e che può metterti all-in come ridere).
Alla fine, decido di buttarmi nella mischia con A4-off da BB, dopo che il raisatore pazzo, UTG, ha miracolosamente deciso di foldare. Il flop è basso (2, 5 e 9), ma con due carte di fiori. In gioco ci siamo soltanto lo SB ed io. Punto qualcosa e vengo chiamato abbastanza prontamente. Il turn è un 3 di fiori, che mi dà la scala, ma rende possibile anche il colore. Punto ancora qualcosina, leggermente meno rispetto alla puntata post-flop, cercando di mostrare debolezza. Il mio avversario, anche lui messo maluccio a chips, rilancia all-in. A quel punto, pot-committed e con giusto 650 chips rimaste delle 2000 iniziali, decido di provare e sperare che lui sia in draw. Chiamo il suo all-in e lui mi scopre 10Q, entrambe di fiori. Fine delle trasmissioni.
Comments(2)



fra due bestie del genere, avrei tentato qualcosina di più prima sperando di legare qualcosa!! non si puù sempre aspettare il punto per giocare!! specialmente le serate che si vede che non girano

comunque di fronte al vincitore della coppa di natale mi inchino e mi ammutolisco
a presto grande ruiz
Eh sì, col senno di poi avrei dovuto far esattamente così. Ma mettermi a chiamare dei rilanci in pre-flop con in mano dei sette e dei due (di martelli ne ho visti veramente una valanga) proprio non mi viene. Limite mio. Limite grosso, specie in tornei come questo dove i buii aumentano in maniera pesante. Però rettifico solo la tua affermazione “non si può sempre aspettare il punto per giocare”. Nel mio caso, data la struttura del torneo, no, non potevo permettermi di giocare conservativo (al secondo livello, con un piatto di partenza di 150, il mio M già faticava a stare in doppia cifra). Ma quando la struttura del torneo di permette di farlo, allora giocare tendenzialmente tight diventa quasi imperativo… a mio avviso…
PS: resta il fatto che la coppa di Natale non mi ha tolto dalla mente la bad beat di qualche sera prima in taverna… ancora grido vendetta!