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Some other old good stuff

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Archivio per Marzo, 2008

Mamma ho perso il bunker

Mi stavo chiedendo, ormai con insistenza, cosa stessero combinando sotto al mio ufficio, dove un po’ di gente è intenta a trapanare e martellare senza sosta da diversi mesi a questa parte. La risposta, pensa un po’, l’ho trovata per caso seguendo alcuni collegamenti su Internet. Che, per la precisione, mi hanno portato a questa pagina.

Plymouth - Portland Square shelter

Si sta creando un memoriale per ricordare le oltre 70 persone uccise, proprio qui a Portland Square, durante un bombardamento dei tedeschi nella notte tra il 22 ed il 23 aprile del 1940. Viene da chiedersi cosa ci fassero così tante persone tutte insieme durante un bombardamento notturno. Ironia della sorte, queste persone erano all’interno di un bunker, costruito sul finire degli anni ‘30, quando già il governo inglese aveva intravisto che le vicende europee non si sarebbero concluse in maniera pacifica. Una bomba ad alto potenziale centrò in pieno una zona del bunker, causando un vero e proprio massacro. Si piansero i morti, si vissero i tempi di guerra. Dopodichè, nella migliore tradizione inglese, business as usual. Nel dopo-guerra c’è da lavorare sodo per ricostruire e tornare ad una vita normale, così che nessuno pensa più a quel bunker. Che viene lasciato lì, dimenticato. Ci si costruisce sopra come se niente fosse. Ed oggi è stato riscoperto, tra lo stupore generale. Come racconta l’articolo linkato qui sopra.

Unity

E’ ancora prematuro, lo so. Ma ad intervalli più o meno regolari non posso fare a meno di pensare al prossimo grande passo che mi attende nel contesto della corsa al mio PhD. Mi riferisco a quando la mia simulazione dovrà passare da due a tre dimensioni. E diventare una simulazione di quelle serie.

Così, ogni tanto mi capita di girovagare per la rete, dando una sfogliata alla documentazione di ODE, che con ogni probabilità sarà l’engine 3D/fisico che utilizzerò, oppure cercando qualche possibile alternativa.

E’ così che oggi mi sono imbattuto in Unity, che gli autori definiscono come “a multiplatform game development tool, designed from the start to ease creation. A fully integrated professional application that just happens to contain the most powerful engine this side of a million dollars.“. Uno strumento di sviluppo con il quale sono stati realizzati svariati giochi. E, tra questi, anche Global Conflicts: Palestine.

Screenshot Global Conflicts: Palestine

Ecco. In maniera sicuramente un po’ ambiziosa, la mia simulazione me la immagino graficamente così. Peccato soltanto che Unity non supporti il C++ ma opti invece per il C#, altrimenti si sarebbe potuto seriamente valutare l’utilizzo di questo strumento.

Che grande Paese…

Cito, dalle colonne virtuali del Corriere, un articolo a firma di Simona Marchetti:

IL PROVVEDIMENTO VOTATO DALLA COMMISSIONE CULTURA E TEMPO LIBERO
Vittoria per il “Fronte del topless” danese
Le donne di Copenhagen possono nuotare nelle piscine pubbliche a seno nudo: «Non è sempre oggetto sessuale»

COPENHAGEN – Il «Fronte del Topless» danese ha vinto la sua battaglia: d’ora in avanti alle donne di Copenhagen sarà permesso nuotare e andarsene in giro per le piscine pubbliche della città in topless. La commissione Cultura e Tempo Libero ha votato il provvedimento a schiacciante maggioranza e, come scrive il Daily Mail, ci è voluto un anno di campagna stampa a ritmo battente da parte del gruppo – capitano dalla ventenne Astrid Vang (che per protesta a Natale si fece immortalare con i seni al vento in un centro per il tempo libero) e che rivendica il diritto delle donne di essere trattate come gli uomini, a cui nessuno vieta di mostrare il petto nudo – prima di arrivare allo storico risultato. «Noi donne dobbiamo essere libere di decidere da sole quando il nostro seno ha un messaggio sessuale e quando non lo ha – ha spiegato al giornale londinese la Vang – e in una piscina non lo ha di certo. Ecco perché il seno non dovrebbe essere coperto e noi faremo così il bagno in topless esattamente come gli uomini».

CASO SVEDESE – Il «Fronte del Topless» è stato ispirato dal gruppo svedese «Just Breasts» («Solo tette»), nato dopo che due ragazze furono costrette a coprirsi il seno per ordine di un bagnino in una piscina pubblica vicino Stoccolma. Seguirono marce di protesta in tutta la nazione, anche se la sospirata parità sul tema topless non è ancora stata raggiunta. «Non capisco proprio come certa gente possa considerare offensivi i seni femminili – ha spiegato Frank Hedegaard del Partito Socialista danese – e questa decisione è importante per far si che si smetta una volta per tutte di considerare il corpo delle donne solo come un oggetto sessuale». A detta del giornale londinese, analoghe campagne potrebbero presto interessare anche altri paesi europei, mentre a Vancouver, in Canada, città considerata da sempre un baluardo dei valori vittoriani, sono ormai diversi anni che il topless è ammesso sia nelle piscine pubbliche che sulle spiagge.

Ragazza in topless

Quand’è che ne importiamo in Italia qualche decina di migliaia di queste donne che bramano, ardiscono dal desiderio di nuotare con le zinne di fuori?

Going global

Giornata piuttosto intensa quella di oggi. Sveglia di buon’ora e via verso l’Università. Alle 9 precise sono al Babbage, dove è in programma un seminario dal titolo “Going Global: present your work at international conferences” che mi terrà compagnia per tutta la mattinata (quattro ore con giusto cinque-minuti-cinque di coffee break). Ad un seminario del genere, ovviamente, il rischio è quello di trovarsi di fronte ad un festival delle banalità. Così non è, invece. Ed anzi, riesco pure a tornarmene in ufficio con diversi spunti utili da tenere in mente e provare ad applicare quando sarà la volta della mia prossima conferenza.

Mappamondo

Nel pomeriggio, con le ultime simulazioni lanciate ieri pomeriggio ed ancora in esecuzione, ne approfitto per dedicarmi un po’ al mio iDroid-01, che non toccavo più da ormai un botto di mesi. Addirittura da novembre 2006 stando a quanto dice il mio blog. E’ incredibile come passi in fretta il tempo. Purtroppo non riesco a venire a capo dei problemi con la testa che già si erano manifestati all’epoca. Con l’aiuto del buon Vadim siamo riusciti ad identificare con un buon margine di certezza il problema principale, ma non a trovare una soluzione per risolverlo.

Più importante, grazie ad una skyppata col buon Paxel, sono finalmente riuscito a chiarire la situazione per le lauree on line a Reggio. Alla fine, io farò le lezioni di Laboratorio 2 e lui quelle di Laboratorio 1. Si tratta di sei lezioni, tenute al solito attraverso Breeze, con cadenza settimanale dal 16/04 al 21/05 compresi. Per quanto riguarda il programma, il manuale di riferimento è al solito il Bellini-Guidi di cui verranno sviscerati (nei limiti delle sei ore di lezione a disposizione…) i capitoli 8 (ricerche e ordinamenti), 11 (puntatori), 12 (ricorsione), 13 (strutture), 17 (strutture dati), 18 (alberi e grafi) e 20 (preprocessore). Ora si tratta di preparare le dispense entro il sedici (ma per la fine della settimana prossima sarebbe decisamente meglio…). Dovrei farcela.

Ritorno a casa, un po’ in anticipo rispetto al solito e mi sparo una carbonara veloce. Per concludere al meglio la giornatina, puntata al Grosvenor per il £10+3.50 freeze-out settimanale. Com’è andata? Una tragicomica. Nel senso che anche questa volta le carte sono state una cosa indecente! Al break, dopo un’ora di gioco, il mio stack era già dimezzato. Colpa dei buii e di tre tentativi di limp con un/suited connectors, rapidamente foldati dopo il flop, tranne una volta che ho provato una timida continuation bet pur senza aver beccato alcunchè e sono stato raisato e re-raisato dagli altri due giocatori rimasti (che poi si sono scrociati tra di loro con un full contro una scala). Alla ripresa delle ostilità, il mio stack è di 1400 con buii a 300/600. Non ho margine di manovra, ma ho la fortuna di pescare AQ-off. Che in una serata come questa luccica più di una coppia d’assi. Mi fiondo all-in e sono subito chiamato dalla tizia alla mia sinistra. Siamo in gioco solo io e lei e mi scopre a sua volta AQ-off. Ci dividiamo i buii. Passa qualche altra mano, io sono a 1700 con buii a 400/800 che stanno per arrivare a mangiarmi. Il giocatore UTG, uno dei giocatori più indecenti che abbia mai visto in vita mia, limpa UTG. Io mi trovo in terza posizione con 10Q-off e sono quasi certo di essere messo meglio di lui. Vado all-in e tutti foldano, mentre il ceffo mi chiama. Scoprendomi il suo meraviglioso J2-off. Manco a dirlo, al river esce un 2…

Un paio di Internet contest

Nel post odierno vorrei segnalare due contest di quella tipologia che tanto va di moda in questo periodo ed ai quali ho deciso per la prima volta di iscrivermi. Si sa mai che si riesca a portare a casa qualcosa.

Il primo di questi è organizzato da Tv-Live.it e Myra.it e mette in palio per il vincitore una bella Nintendo Wii.

Contest: vinci un Nintendo Wii

Partecipare al concorso è semplicissimo. Cito dal sito di Myra:

Regolamento

  1. Per partecipare al concorso basta come detto nell’articolo parlare di questo contest nel proprio sito internet o Blog.
  2. L’articolo deve contenere “link attivo” a tv-live.it ed a myra.it
  3. La prima parte dell’articolo deve contenre l’immagine del nostro contest.

Come venite a sapere voi che io ho scritto l’articolo e che partecipo al contest?
Basterà che tu dopo aver parlato del contest, lasci un commento a questo post indicando l’esatto URL dell’articolo.

Come avviene l’estrazione?
L’estrazione avverrà il giorno 30 Aprile 2008 alle ore 20:30 in diretta webcam.
Il giorno prima dell’estrazione verranno comunicate su myra.it e su tv-live.it le modalità per visualizzarci in diretta.
Tutti gli URL che hanno partecipato al contest verranno annotati su dei foglietti di carta, e ne verrà estratto soltanto uno, che risulterà il vincitore.

Contest simile quello proposto da DireGiovani.it, che prevede però premi ancora più interessanti (una Nintendo Wii, un HD Media Recorder, un lettore DVD/DivX portatile ed un lettore MP3).

DBanner Diregiovani contest

Io il mio l’ho fatto. Ora vediamo se la fortuna deciderà di sorridermi…

PS: ieri sera non ho resistito e me ne sono andato al Rileys. 21 partecipanti, con solita formula £10+1 di buy-in e i primi tre classificati a premio. Ho piazzato il mio miglior risultato da quando vado là dentro. E questa è una cosa buona. Ho chiuso quarto. E questa è una cosa che porta con sè un bel po’ di imprecazioni. Anche se sono molto soddisfatto della mia performance, avendo visto in generale brutte carte (una coppia di 6 ed un AQ-suited come mani migliori della serata) ed essendomi trovato short dopo poco meno di mezz’ora di gioco a causa di un paio di scale bilaterali floppate che non volevano saperne di entrare neppure prendendole a pugni. Al tavolo finale, rimasti in cinque con i buii ad un livello già ingestibile (solo il chip leader, che stava assolutamente dominando pur giocando in maniera indecente, poteva permettersi di ignorarli), ho tentato il colpo della vittoria con QK-off in un three-way all-in nel pre-flop.

QK-off vs JK-off vsA6-off

Peccato che il board sia uscito senza alcuna figura. Ed anzi, come beffa, abbia pure regalato di river una scala al chip leader, in gioco con un pressochè insensato A6-off.

Non-Newtonian fluids

Sarà che ieri mi sono letto tutto d’un fiato La chiave, la luce e l’ubriaco (ottimo libricino, lo consiglio caldamente), sarà che sono tornato a respirare aria scientifica, sarà quel che volete, ma fatto sta che oggi mi sento attratto dalla fisica. Tanto più dopo aver scoperto l’esistenza di una cosa che fino a pochi minuti fa ignoravo nella maniera più assoluta. Sto parlando dei fluidi non-newtoniani, ovvero liquidi la cui viscosità varia a seconda della forza che è applicata su di essi. Dando luogo ad effetti quantomeno curiosi.

Non ci credete? Allora date un’occhiata al video che propongo qui di seguito dovrebbe per avere un’idea di che cosa possa succedere con fluidi di questo genere:

Per saperne di più, al solito vi rimando a Wikipedia.

Il caso Moro (e ritorno a Plymouth)

Eccomi di nuovo a Plymouth. Stanco morto, al solito, dopo le ormai consuete e interminabili 12 ore di viaggio, accompagnate da una notte precedente trascorsa pressochè insonne. Ma sano e salvo, ancora una volta.

Ho approfittato dell’enorme anticipo con cui sono approdato in aeroporto a Bergamo per comprarmi alcuni DVD. Uno dei quali, “Il caso Moro“, di Giuseppe Ferrara e con Gian Maria Volontè, me lo sono gustato un po’ in sala d’attesa ad Orio ed un po’ sul treno per Plymouth. Un film che non passerà alla storia per le performance degli attori (con l’eccezione di un ottimo Volontè nei panni di Moro), ma che mi è sembrato decisamente ben fatto dal punto di vista della ricostruzione storica (salvo per quello spezzone veloce girato nel quartier generale della P2 e a mio avviso decisamente fuori luogo).

Aldo Moro, all’interno della “prigione del popolo”

Molto belli e intensi i dialoghi tra l’allora Presidente del Consiglio ed il capo dei suoi carcerieri, Mario Moretti. Con il secondo che, nel pieno rispetto delle idee brigatiste, è convinto di poter estrapolare da Moro i nomi dei presunti burattinai internazionali del capitalismo che manovrano la DC. Fallendo, com’è ovvio, nel suo tentativo.

Doveroso, ad ogni modo, dare un’occhiata a questo film. Se non altro per rinfrescare la memoria a trent’anni di distanza da uno dei tanti misteri della storia repubblicana.

Una mancanza non da poco

Questa, per fortuna, mi era scappata. Dico per fortuna, perchè non oso immaginare cosa altrimenti avrei potuto scrivere di così cattivo per offendere a dovere il “signore” presente nella foto qui sotto. Che, a quanto pare, ha deciso di lanciarsi in politica per, parole sue, “rappresentare gli italiani all’estero”.

Emanuele Filiberto di Savoia

Cosa scrivevano sui loro cartelli i contestatori della guerra in Irak? “Not in my name, Mr Bush”? Ebbene, “Non in nome mio, bamboccione viziato”.

7 sono i re, 7 sono i re
Il primo ha preso tutto,
Per portarselo con sé
Per fare il seppellito in una tomba ingorda
Nessun piccolo fiore nessuno che ricorda
Nessun piccolo fiore nessuno che ricorda

6 sono i re, 6 sono i re
Il sesto amava tutto
Quello che non fa per me
Potere, veleno, cemento, benzina
L’hanno trovato matto sposato a una gallina

5 sono i re, 5 sono i re
Il quinto se non spara non é fiero di se

Cadono tutti i re del mondo
Saltano in un girotondo
Perdono soli contro il mondo
Ridono il matto è il vagabondo

4 sono i re, 4 sono i re
La quarta era regina del prét-à-porter
Femmina lasciva tradì la sua natura
Si mise a fare il maschio e pagò la sua impostura

3 sono i re, 3 sono i re
Questo era chiamato ‘nontiscordardimè’
Perchè metteva foto giganti del suo viso
Rimase incastrato nel suo proprio sorriso

2 sono i re, 2 sono i re
2 sono i re, 2 sono i re
Litigano bene si odiano perchè
Uno é figlio d’arte
L’altro fuma il narghilè!?

Cadono tutti i re del mondo
Saltano in un girotondo
Perdono soli contro il mondo
Ridono il matto è il vagabondo

(Bandabardò, Sette sono i re)

Happy Easter to you…

… happy Easter to you
happy Easter, dear blog reader
happy Easter to yoooouuuuuuuu!!!!

Miltary Easter bunny

Credo sia del tutto superfluo sottolineare come sia reduce dall’ennesima abbuffata della settimana. Quindi preferisco concentrarmi sul doppio regalo di Pasqua che il sottoscritto si è auto-fatto barra ha ricevuto. Prima di tutto mi è passato il singhiozzo. E’ questa è una gran bella notizia, dato che stavo seriamente iniziando a pensare di sgozzarmi per evitare di sentire altri singulti. In secondo luogo, quella cosa di cui avevo il sentore da qualche giorno si è finalmente concretizzata: ho vinto il mio secondo torneo MTT su FullTiltPoker. Non si è trattato (purtroppo) di un Early Double, ma di un “classico” Sit&Go da 90 partecipanti, con $3+0.30 di buy-in e $0.50 di knock-out bounty. Comunque un bel 72$ tutti in un colpo, che se non fanno cassa fanno comunque un sacco di morale. Soprattutto per il fatto che sono sei (e dico sei) tornei MTT consecutivi in cui arrivo in zona premio. Il che non mi sembra per niente un dato da sottovalutare.

Come al solito, di seguito un piccolo riepilogo grafico del mio torneo. Iniziamo con un’immagine riguardante la situazione al primo break. Sono 12esimo su soli 32 giocatori rimasti attivi. Il mio stack è praticamente di 9,000, il che sta a significare come abbia triplicato le chips di partenza.

FTP - $3+0.30 turbo k - 1st break

Si arriva al tavolo finale. Non sono certo il chip leader, ma con il mio stack mi posiziono circa a metà classifica. Niente è compromesso.

FTP - $3+0.30 turbo k - final table

Ed infatti riesco finalmente a piazzare il colpo gobbo!

FTP - $3+0.30 turbo k - won

Ed ora, le mie statistiche su Sharkscope recitano qualcosa come Av. ROI al 16%:

Sharkscope - resume for “Fabio The Doc” (20080323)

Piano, piano. Continuiamo così, a piccole zampate, alla faccia dei gufi che puntualmente appaiono lungo il cammino. Questa è la strada giusta…

Sul singhiozzo

30 ore pressochè consecutive di singhiozzo. Questo il (veramente irritante) record che sono riuscito ad ottenere da ieri sera ad oggi e che sembra destinato a migliorarsi ulteriormente. Arrivando probabilmente a durare in eterno, con l’unica speranza di non riuscire a superare la performance ottenuta da Charles Osborne, che ha sofferto di questo problema, in maniera ininterrotta, dal 1922 al 1990.

Hiccup (singhiozzo)

Ad ogni modo, ho approfittato dell’occasione per farmi una cultura su cosa sia il singhiozzo. Precisa, asciutta ed essenziale (a differenza della controparte inglese) la definizione fornita dall’edizione italiana di Wikipedia:

Il singhiozzo è la contrazione ripetuta e involontaria del muscolo diaframma dovuto ad una alterazione del nervo frenico, deputato al controllo delle contrazioni del diaframma.

Può verificarsi ad esempio a seguito della repentina dilatazione dello stomaco, di bruschi sbalzi di temperatura, in caso di ingerimento non corretto di un liquido o ancora a seguito di danneggiamento della mucosa gastrica che può indirettamente irritare il diaframma.

Il tipico suono è dovuto alla brusca chiusura della glottide ad ogni contrazione del diaframma.

Peccato soltanto che veri e propri rimedi non esistano. I testi di medicina (ne ho consultati un paio a casa di mio zio, dottore, proprio questa sera) confermano la bontà dei “rimedi della nonna” (trattenere il respiro, bere limone, ingurgitare liquidi con brevi e ripetute sorsate), mentre per i casi più gravi si può ricorrere a traquillanti (Valium su tutti) o addirittura alla chirurgia (ma nei volumi consultati non era ben chiaro di che tipo di intervento si trattasse).

Fatto sta che io ho ancora il singhiozzo. E la faccenda inizia effettivamente a diventare fastidiosa. Se qualcuno volesse darmi i suoi suggerimenti (possibilmente non contemplanti il suicidio), gli sarei infinitamente grato. Io ricambio in anticipo segnalandovi un altro link, che vi porta al sito del dottor StranoWeb, anche lui autore di un post su questo simpaticissimo fenomeno del singhiozzo.

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