29 marzo 2008
Che grande Paese…
Cito, dalle colonne virtuali del Corriere, un articolo a firma di Simona Marchetti:
IL PROVVEDIMENTO VOTATO DALLA COMMISSIONE CULTURA E TEMPO LIBERO
Vittoria per il “Fronte del topless” danese
Le donne di Copenhagen possono nuotare nelle piscine pubbliche a seno nudo: «Non è sempre oggetto sessuale»
COPENHAGEN – Il «Fronte del Topless» danese ha vinto la sua battaglia: d’ora in avanti alle donne di Copenhagen sarà permesso nuotare e andarsene in giro per le piscine pubbliche della città in topless. La commissione Cultura e Tempo Libero ha votato il provvedimento a schiacciante maggioranza e, come scrive il Daily Mail, ci è voluto un anno di campagna stampa a ritmo battente da parte del gruppo – capitano dalla ventenne Astrid Vang (che per protesta a Natale si fece immortalare con i seni al vento in un centro per il tempo libero) e che rivendica il diritto delle donne di essere trattate come gli uomini, a cui nessuno vieta di mostrare il petto nudo – prima di arrivare allo storico risultato. «Noi donne dobbiamo essere libere di decidere da sole quando il nostro seno ha un messaggio sessuale e quando non lo ha – ha spiegato al giornale londinese la Vang – e in una piscina non lo ha di certo. Ecco perché il seno non dovrebbe essere coperto e noi faremo così il bagno in topless esattamente come gli uomini».
CASO SVEDESE – Il «Fronte del Topless» è stato ispirato dal gruppo svedese «Just Breasts» («Solo tette»), nato dopo che due ragazze furono costrette a coprirsi il seno per ordine di un bagnino in una piscina pubblica vicino Stoccolma. Seguirono marce di protesta in tutta la nazione, anche se la sospirata parità sul tema topless non è ancora stata raggiunta. «Non capisco proprio come certa gente possa considerare offensivi i seni femminili – ha spiegato Frank Hedegaard del Partito Socialista danese – e questa decisione è importante per far si che si smetta una volta per tutte di considerare il corpo delle donne solo come un oggetto sessuale». A detta del giornale londinese, analoghe campagne potrebbero presto interessare anche altri paesi europei, mentre a Vancouver, in Canada, città considerata da sempre un baluardo dei valori vittoriani, sono ormai diversi anni che il topless è ammesso sia nelle piscine pubbliche che sulle spiagge.

Quand’è che ne importiamo in Italia qualche decina di migliaia di queste donne che bramano, ardiscono dal desiderio di nuotare con le zinne di fuori?
Comments(3)


In questo grande Paese ci sono stato (e confermo: è un Grande Paese!) e ho un amico che ci vive. Mi sa che non si lasciano esportare, tantovale esportare noi stessi…
(occhio che il topless in posti diversi dalla Danimarca -dove per motivi genetici i tasso di gnocca è a livelli impensabili- può essere un arma a doppio taglio)
anche io ci son stato nel lontano 1997!! e confermo che è un paese spettacolare in tutti sensi (come poi tutti i paesi scandinavi!!)
in un ostello con cameratone miste una biondona si è cavata giù nuda completamente per cambiarsi davanti a tutti come se fosse la cosa più naturale del mondo!! ribadisco il titolo!! che grande paese!!
Loro non hanno il Vaticano e, soprattutto, uno Stato leccaculo dei preti, come l’abbiamo noi.
Non hanno nemmeno le veline, magari condotte da un obeso cinquantenne vestito che si commiata invocando il Padreterno.
E neppure fingono di scandalizzarsi per qualunque inezia o insulsaggine, come si fa da noi per la morbosita curiosità che inevitabilmente deriva dalla repressione.
In compenso hanno più lauree (vere, non finte come le nostre triennali), si fanno i cazzi loro e non si vergognano di stare nudi. Dalla notte dei tempi.
Ma, mi chiederete, è davvero tutto così bello?
No. Ma è comunque incomparabilmente meglio che da noi.
Ci tornerei davvero volentieri (per viverci, s’intende!)
Ciao.