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Some other old good stuff

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Archivio per Aprile, 2008

Quanto guadagna il tuo vicino di casa?

Se siete sempre stati curiosi di sapere quale fosse il reddito di un vostro conoscente, ora vi basta una connessione ad Internet per scoprirlo. Come segnalato da un articolo del Corriere, il sito web della Agenzia delle Entrate ha infatti reso liberamente accessibile il database relativo ai redditi dichiarati da tutti i contribuenti italiani nel corso del 2006 (relativi pertanto all’anno fiscale 2005).

Tax monster under the bed

La procedura per consultare l’archivio e’ semplicissima. Dall’home page e’ sufficiente seguire il link “Uffici”, quindi cliccare su “Elenco uffici”, da qui su “Elenchi nominativi dei contribuenti” ed infine su “Consultazioni elenchi dichiarazioni”. A questo punto occorre selezionare la regione in cui e’ residente la persona che si sta cercando, sulla provincia e poi sul comune e, dopo aver inserito un codice di sicurezza presente sulla pagina stessa, si puo’ finalmente scaricare il file che contiene il dato cercato.

Al momento il sito risulta essere letteralmente intasato, ma nei prossimi giorni la situazione dovrebbe migliorare. E chissa’ che questo, grazie alla partecipazione attiva dei naviganti, non diventi un ottimo strumento per la lotta all’evasione.

Senza parole

A questo punto, probabilmente ero io a portare sfiga…

Reggiana promossa in C1 - prima pagina de L’Informazione

Grandi ragazzi. Una volta tanto non la prendiamo nel deretano all’ultimo minuto! E con la sconfitta del Parma a Reggio Calabria, quella di ieri ha tutti i crismi della giornata perfetta…

Miracolo a Portland Square

Dopo un’attesa durata appena appena sei mesi e mezzo, come a dire che avevo ormai perso ogni speranza, oggi pomeriggio sono arrivati a sorpresa due ometti a bussare alla porta della B110. Premesso che non aspettavo gli ometti in sè, la cosa interessante è che non erano a mani vuote. Tutt’altro. Al seguito avevano infatti un carrello da trasporto sul quale era issata una bella fila di scatoloni. Bianchi e argentati. Eleganti, essenziali. Stilisticamente perfetti oserei dire. Detto ciò, cosa potevano mai contenere al loro interno se non qualcosa made in Cupertino?

Ebbene sì, finalmente è arrivato il mio desktop Mac. Trattasi per la precisione di un Mac Pro, carrozzato con un bel Intel 2.8GHz quad-core, 2GB di RAM e due HD per 750GB totali di archivizione, nonchè acompagnato da un Cinema Diplay 20″, dall’aluminum keyboard e dall’immancabile Mighty Mouse (quest’ultimo, ad onor del vero, non è durato più di dieci minuti: buon mouse, specie per la rotellina, ma troppi pochi tasti per poter usare in maniera soddisfacente Exposé e Spaces).

Mac Pro

Per scaramanzia dico questo toccano il toccabile, ma appena avrò finito il travaso dei dati dal Macbook Pro e preparato il disco esterno per Time Machine, potrebbe aprirsi per il sottoscritto una nuova epoca. Quella del “vai a lavorare e lascia il laptop a casa”. Ergo, niente più zaini e borsoni da trascinarsi dietro tutto il giorno. Giusto la tessera dell’università e l’iPod nelle orecchie. Come le persone normali. Non mi sembra vero. Nonostante il lavoro, come al solito, non rimarrà comunque confinato in ufficio. Se anche l’obiettivo è quello di non portarmi più appresso il notebook, non ho potuto resistere alla tentazione di provare l’Apple Remote Desktop per poter controllare il computer dell’ufficio da casa via VPN. Semplicemente una parola. Spettacolare!

Phoenix, un cielo a luci rosse

Sperando di non rendere troppo pesante il caricamento della pagina, anche nel post di oggi propongo un filmato. Non potevo non farlo dopo aver letto la notizia comparsa questa mattina sulle colonne virtuali del Corriere.

Cito un paio di paragrafi dall’articolo linkato qui sopra:

TAM TAM – Quattro strani punti luminosi e di colore rosso sono rimasti allineati in diverse formazioni per una decina di minuti lunedì sera, verso le 20 ora locale. Hanno formato una linea verticale; una sagoma di rombo; un triangolo; una «u» e dopo pochi minuti si sono mossi a gran velocità da sinistra a destra, prima di sparire una a una. Questo il racconto fatto da alcuni testimoni al quotidiano The Arizona Republic. «Ho visto le quattro luci comparire. Sono giunte al di sopra delle nostre teste in formazione ma poi si sono spostate in diverse posizioni di manovra». Diverse persone hanno immortalato gli oggetti in cielo con i loro telefonini o con delle videocamere; i filmati sono finiti poi nei tg delle tv locali e su molti siti d’informazione. Il tam tam mediatico sulla stampa Usa ha avuto inizio dopo che il singolare evento è stato la notizia d’apertura del cliccatissimo Drudgereport.com.

MILITARI – Ciononostante, il fenomeno di inizio settimana rimane un mistero. Anche per le autorità militari. Il Comando di Difesa Aerospaziale degli Usa ha dichiarato tramite un suo portavoce di non sapere da dove siano arrivate queste luci. «Nulla di sospetto è stato notato sui nostri radar di Sky Harbor» ha detto Ian Gregor del Dipartimento dei Trasporti statunitense a Arizona Republic, aggiungendo che «l’agenzia non prevede di investigare sulla vicenda». I cittadini della Valley of the Sun riferiscono però di aver notato chiaramente che la velocità e l’agilità degli oggetti avvistati era molto diversa da possibili ipotesi di aerei o altri velivoli militari. Secondo altri la spiegazione potrebbe essere molto più semplice: un uomo della zona ha dichiarato mercoledì alla tv locale KTVK-TV di essere l’autore di quello che molti hanno considerato un inspiegabile fenomeno extraterrestre. Lino Mailo ha detto di aver visto il suo vicino di casa lanciare in aria nella serata di lunedì alcuni banalissimi palloni gonfiati con l’elio.

E’ buffo. Passa il tempo, ma certe cose non cambiano mai. Qualcuno vede qualcosa di strano in cielo ed automaticamente pensa agli alieni. Qualcun altro, con manie di protagonismo, si dice l’artefice del tutto. Qualcuno in grado di fornire una logica, lucida e razionale spiegazione del fenomeno non viene considerato degno dell’attenzione pubblica. Qualcun altro, con ipotesi fantasiose, si trova invece invitato in un salotto tv in prima serata a descrivere il parto della sua mente. Sempre tutto come al solito. E in fondo, sotto sotto, è bello così. A noi uomini (o forse dovrei dire “umani”?), alla fine piace essere attorniati, di tanto in tanto, da un certo alone di mistero.

Ah, quasi dimenticavo il video:

Waterboarding

In questi ultimi giorni si fa un gran parlare del cosiddetto “waterboarding”, una forma di tortura (anche se l’essenza della discussione attuale verte proprio sul considerarla o meno una tortura) che, per bocca dello stesso presidente Bush, gli Stati Uniti hanno ammesso di utilizzare in maniera regolare con i detenuti di Guantanamo.

Wikipedia dedica all’argomento un ottimo articolo, di cui cito qui di seguito parte dell’introduzione:

Waterboarding is a form of torture that consists of immobilizing a person on their back with the head tilted downward (the Trendelenburg position), and pouring water over the face and into the breathing passages. Through forced suffocation and inhalation of water, the subject experiences the process of drowning and is made to believe that death is imminent. In contrast to merely submerging the head face-forward, waterboarding almost immediately elicits the gag reflex. Although waterboarding does not always cause lasting physical damage, it carries the risks of extreme pain, damage to the lungs, brain damage caused by oxygen deprivation, injuries (including broken bones) due to struggling against restraints, and even death. The psychological effects on victims of waterboarding can last for years after the procedure.

Ciò che sta tenendo piuttosto alimentato il dibattito è il fatto che, tra le varie tecniche di tortura, questa non sembri in nessun modo una delle più atroci. Eppure, pare sia una delle più efficaci in assoluto, dato lo stato di autentico terrore in cui (si dice) riesca a condurre i soggetti che vi vengono sottoposti.

Anche Amnesty si è messa in azione, pubblicando tra le altre cose un breve video denuncia. Dove però si dimentica che uno degli elementi fondamentali del waterboarding consiste nel coprire il viso della vittima.

Metti un simpatico orsacchiotto

Avete il sospetto che la vostra ragazza non ve la stia raccontando giusta? Sospettate che mentre davanti a voi fa la faccina da innamorata, alle vostre spalle faccia ben altro? Beh, esiste un modo per scoprire se siete o meno in torto: regalarle un orsacchiotto. Non un orsacchiotto qualunque, ovviamente, ma uno un po’ più hi-tech del solito. Come quello di cui ho letto in un simpatico post del buon Cairoli, vale a dire un piccolo peluche con nascosta al suo interno una webcam in grado di trasmettere in modalità wireless (e talvolta anche di registrare) i flussi video cui assiste.

Teddy bear with an embodied webcam

Ho curiosato un po’ in giro per la rete e, con mio enorme stupore, ho scoperto che quello degli orsacchiotti spia è un mercato estremamente florido. Se non ci credete, date un’occhiata ai risultati di questa semplice ricerca. A quanto pare, anche in Occidente ci sono non pochi talebani…

Everyone has got a bad beat story to tell

Solito rituale. Le domeniche pomeriggio di poker alla Student Union iniziano sempre allo stesso identico modo. Ci si saluta, come va, come non va. E poi si parte. Sai che bad beat ho avuto ieri? E via a raccontare mani improponibili, in cui tris d’assi vengono scoppiati da full di 2 e 7, scale vengono abbattute da colori improponibili, e così via, suscitando un misto di compassione ed ammirazione da parte dell’altro interlocutore.

Bad beat T-Shirt

Ecco, stavolta io ne avrei avute da raccontare per due giorni consecutivi. E tutte maturate nel giro di poche ore.

Due mani rocambolesche al Grosvenor venerdì sera. La prima è una bad beat abbastanza classica: raise pre-flop chiamato quando non si dovrebbe chiamare e top-pair centrata al flop. Per la cronaca, io ero di BB e mi ritrovo serviti pocket jacks. Il giocatore UTG fa call e tutti foldano al SB, che completa la puntata. I buii sono ancora a 50/100 ed io rilancio a 400 totali. Entrambi i giocatori chiamano, per un piatto che diventa di 1,200. Il flop esce 69Q-rainbow e sono il primo a parlare. Punto 500 e vengo prontamente chiamato da entrambi i giocatori. Nessun raise, però. Quindi anche se sospetto che almeno uno dei due abbia una donna non ne ho ancora la certezza. Al turn esce un dieci. Io, un po’ indeciso, butto dentro altri 500. Il giocatore alla mia sinistra chiama, l’altra raisa all-in con le circa 1,200 chips rimaste. Per me, a questo punto, è un fold facile. L’altro giocatore invece chiama: Q3-suited per lo SB, JK-off per l’altro. Lo straight draw non si concretizza e Q3 prende il piatto. Alla mia faccia disgustata quando ho visto quelle due carte ed alla conseguente mia domanda di come cazzo avesse fatto a chiamare un rilancio così forte in pre-flop con quella ciofeca che aveva in mano, la sua risposta è di quelle lapidarie: “You didn’t raise so much. And they were suited!”. Posso bollarlo a vita come pesciolone, ma fatto sta che si è portato a casa un signor piatto.

La seconda è la mano che mi costa la partita. Succede subito dopo il break, quando io, un po’ short, ho appena finito di rimettere insieme un po’ di chips con cinque/sei mani di gioco iper-aggressivo. Mi trovo serviti 45-off in middle-late position. Sono già pronto per scartare, ma tutti foldano a me. Allora decido di provare a vedere cosa ne viene fuori. Il BB è appena arrivato al mio tavolo ed ha uno stack tremendo. Meglio non stuzzicarlo. Mi limito a fare call, così come fa il giocatore prima dello SB. Lo SB folda e il BB fa check. Il flop è da favola: 678-rainbow. Ho floppato una scala, non la migliore possibile, ma comunque un mostro. Devo estrarre valore cercando al tempo stesso di evitare di dare draw economici ai miei avversari. Il primo giocatore, bontà sua, decide di intervenire per me. Punta 500 sul piatto che è di 700. Mi sta benissimo fare call, anche perchè significa che il board gli è piaciuto e magari ha azzeccato il kicker. Improbabile, ma non troppo, un set. In questo caso, la puntata forte sarebbe stata giustificata dal negare le odds per il draw a me ed all’altro superstite, ma è un discorso troppo sofisticato, questo, per le scimmie ammaestrate che giocano lì al casino. Mi lascia più perplesso piuttosto il fatto che anche l’altro giocatore faccia call a sua volta, ma ok. Il turn è un 8. Il primo giocatore punta ancora 500. Io a questo punto non ho più bisogno di nascondermi e rilancio sparando nel piatto le mie 1,300 chips rimaste. Ricevo un doppio call. Cosa che mi fa piacere ma che non capisco bene. Il river è un jack ed i due giocatori rimasti fanno check a vicenda. Scopro trionfante la mia scala, e mi ritrovo contro ad un colore. Ancora Q3-suited. Ed erano del tipo che parlava per primo, e che quindi ha puntato su un flop 678-rainbow con in mano Q3 e che ha centrato un runner-runner flush. L’altro tizio, pace all’anima sua, aveva una mano queen-high, in straight draw dal flop.

Pre-flop:

45-off vs Q3-suited vs Q9-off (pre-flop)

Flop:

45-off vs Q3-suited vs Q9-off on a board 678-rainbow

Turn:

45-off vs Q3-suited vs Q9-off on a board 6788

Arrivo a casa, con un’incazzatura che vi lascio immaginare, mi riposo e la mattina seguente cerco vendetta su Internet. Qui succede un mezzo miracolo. Nel corso della stessa partita riesco a farmi craccare in sequenza: AA (contro AJ-suited), KK (contro 33) e QQ (sfracassatesi contro KK). Mai viste, ovviamente, tutte queste mani di partenza monster nel corso della stessa partita. E, col senno di poi, meglio così.

Si inizia dagli assi. Sono chip-leader, con ancora il tavolo pieno, quando mi vengono serviti questi bei rockets. Che vengono aperti in questo modo da AJ-suited, il quale infila una scala al turn. Errore mio il raise al river, ma dato il suo check al turn (cui avevo fatto seguito a mia volta con un check, avendo annusato correttamente la sua scala) e la sua mini-bet al river ho provato comunque una giocata aggressiva. Che non ha pagato.

Full Tilt Poker Game #6093156856: $5 + $0.50 Sit & Go (46383475), Table 1 – 25/50 – No Limit Hold’em – 7:19:20 ET – 2008/04/19
Seat 1: CASINOJOE1939 (2,040)
Seat 2: Max Army 19 (760)
Seat 3: brolenmar (1,595)
Seat 4: Fabio The Doc (2,860)
Seat 5: okieh-okieh (1,135)
Seat 6: 058Kozz (1,060)
Seat 7: posieattack (1,210)
Seat 8: SLienardy (1,935)
Seat 9: mauricezeuse (905)
SLienardy posts the small blind of 25
mauricezeuse posts the big blind of 50
The button is in seat #7
*** HOLE CARDS ***
Dealt to Fabio The Doc [Ac Ah]
CASINOJOE1939 folds
Max Army 19 folds
brolenmar calls 50
Fabio The Doc raises to 150
okieh-okieh folds
058Kozz folds
posieattack folds
SLienardy folds
mauricezeuse folds
brolenmar calls 100
*** FLOP *** [9h Qs 8c]
brolenmar checks
Fabio The Doc bets 150
brolenmar calls 150
*** TURN *** [9h Qs 8c] [Tc]
brolenmar checks
Fabio The Doc checks
*** RIVER *** [9h Qs 8c Tc] [4s]
brolenmar bets 100
Fabio The Doc raises to 250
brolenmar calls 150
*** SHOW DOWN ***
Fabio The Doc shows [Ac Ah] a pair of Aces
brolenmar shows [Js As] a straight, Queen high
brolenmar wins the pot (1,175) with a straight, Queen high
*** SUMMARY ***
Total pot 1,175 | Rake 0
Board: [9h Qs 8c Tc 4s]
Seat 1: CASINOJOE1939 didn’t bet (folded)
Seat 2: Max Army 19 didn’t bet (folded)
Seat 3: brolenmar showed [Js As] and won (1,175) with a straight, Queen high
Seat 4: Fabio The Doc showed [Ac Ah] and lost with a pair of Aces
Seat 5: okieh-okieh didn’t bet (folded)
Seat 6: 058Kozz didn’t bet (folded)
Seat 7: posieattack (button) didn’t bet (folded)
Seat 8: SLienardy (small blind) folded before the Flop
Seat 9: mauricezeuse (big blind) folded before the Flop

Nella mano immediatamente dopo è la volta dei caproni. Ottima lettura da parte mia, che non dò un asso in mano ad okieh-okieh. Il quale in compenso ha coppia di 3 e quando lo mando all-in ha un discreto four-of-a-kind.

Full Tilt Poker Game #6093161740: $5 + $0.50 Sit & Go (46383475), Table 1 – 25/50 – No Limit Hold’em – 7:20:19 ET – 2008/04/19
Seat 1: CASINOJOE1939 (2,040)
Seat 2: Max Army 19 (760)
Seat 3: brolenmar (2,220)
Seat 4: Fabio The Doc (2,310)
Seat 5: okieh-okieh (1,135)
Seat 6: 058Kozz (1,060)
Seat 7: posieattack (1,210)
Seat 8: SLienardy (1,910)
Seat 9: mauricezeuse (855)
mauricezeuse posts the small blind of 25
CASINOJOE1939 posts the big blind of 50
The button is in seat #8
*** HOLE CARDS ***
Dealt to Fabio The Doc [Kc Kh]
Max Army 19 folds
brolenmar folds
Fabio The Doc raises to 150
okieh-okieh has 15 seconds left to act
okieh-okieh calls 150
058Kozz folds
posieattack folds
SLienardy folds
mauricezeuse folds
CASINOJOE1939 calls 100
*** FLOP *** [As 3d 3h]
CASINOJOE1939 bets 50
Fabio The Doc calls 50
okieh-okieh calls 50
*** TURN *** [As 3d 3h] [Ah]
CASINOJOE1939 bets 200
Fabio The Doc calls 200
okieh-okieh raises to 400
CASINOJOE1939 calls 200
Fabio The Doc raises to 2,110, and is all in
okieh-okieh calls 535, and is all in
CASINOJOE1939 folds
Fabio The Doc shows [Kc Kh]
okieh-okieh shows [3c 3s]
Uncalled bet of 1,175 returned to Fabio The Doc
*** RIVER *** [As 3d 3h Ah] [8d]
Fabio The Doc shows two pair, Aces and Kings
okieh-okieh shows four of a kind, Threes
okieh-okieh wins the pot (2,895) with four of a kind, Threes
The blinds are now 30/60
*** SUMMARY ***
Total pot 2,895 | Rake 0
Board: [As 3d 3h Ah 8d]
Seat 1: CASINOJOE1939 (big blind) folded on the Turn
Seat 2: Max Army 19 didn’t bet (folded)
Seat 3: brolenmar didn’t bet (folded)
Seat 4: Fabio The Doc showed [Kc Kh] and lost with two pair, Aces and Kings
Seat 5: okieh-okieh showed [3c 3s] and won (2,895) with four of a kind, Threes
Seat 6: 058Kozz didn’t bet (folded)
Seat 7: posieattack didn’t bet (folded)
Seat 8: SLienardy (button) didn’t bet (folded)
Seat 9: mauricezeuse (small blind) folded before the Flop

Infine, ecco le donne. Stavolta rilancio più pesante del soito in pre-flop e trovo un insta-caller subito alla mia sinistra. Il flop però è ottimo: 849-rainbow. Punto pesante: 400 su un pot di 600. Non ho voglia di vedere kings o assi al turn, soprattutto dopo le due batoste rimediate in precedenza, anche se ormai penso che il momento difficile (leggi, l’uscita del flop) sia passato. Il mio avversario re-raisa all-in. Ha una coppia anche lui. Più alta o più bassa della mia? Per scoprirlo butto le mie chips nel piatto. Più alta la sua.

Full Tilt Poker Game #6093217751: $5 + $0.50 Sit & Go (46383475), Table 1 – 40/80 – No Limit Hold’em – 7:31:13 ET – 2008/04/19
Seat 1: CASINOJOE1939 (760)
Seat 2: Max Army 19 (2,990)
Seat 3: brolenmar (1,790)
Seat 4: Fabio The Doc (2,655)
Seat 5: okieh-okieh (1,975)
Seat 7: posieattack (1,550)
Seat 8: SLienardy (1,780)
SLienardy posts the small blind of 40
CASINOJOE1939 posts the big blind of 80
The button is in seat #7
*** HOLE CARDS ***
Dealt to Fabio The Doc [Qd Qs]
Max Army 19 folds
brolenmar folds
Fabio The Doc raises to 240
okieh-okieh calls 240
posieattack folds
SLienardy folds
CASINOJOE1939 folds
*** FLOP *** [8c 4c 9d]
Fabio The Doc bets 400
okieh-okieh raises to 1,735, and is all in
Fabio The Doc calls 1,335
okieh-okieh shows [Kc Kh]
Fabio The Doc shows [Qd Qs]
*** TURN *** [8c 4c 9d] [Js]
*** RIVER *** [8c 4c 9d Js] [2h]
okieh-okieh shows a pair of Kings
Fabio The Doc shows a pair of Queens
okieh-okieh wins the pot (4,070) with a pair of Kings
*** SUMMARY ***
Total pot 4,070 | Rake 0
Board: [8c 4c 9d Js 2h]
Seat 1: CASINOJOE1939 (big blind) folded before the Flop
Seat 2: Max Army 19 didn’t bet (folded)
Seat 3: brolenmar didn’t bet (folded)
Seat 4: Fabio The Doc showed [Qd Qs] and lost with a pair of Queens
Seat 5: okieh-okieh showed [Kc Kh] and won (4,070) with a pair of Kings
Seat 7: posieattack (button) didn’t bet (folded)
Seat 8: SLienardy (small blind) folded before the Flop

Al di là di tutte queste bad beats, consola il fatto che oggi, nel torneo di Omaha (High Only), ho centrato il tavolo finale. Finendo poco prima dello scoppio della bolla (solo 28 partecipanti ai nastri di partenza), ma comunque soddisfatto. Tra l’altro mi è sembrata una variante pokeristica abbastanza interessante, anche se le manca lo charme dell’Hold’Em. Da approfondire, ad ogni modo…

E vai di abstract

A pochi giorni di distanza dalla sottomissione della versione finale del paper per Fusion 2008, eccoci alle prese con un nuovo tentativo di pubblicazione. Trattasi questa volta di un abstract, preparato con (o forse sarebbe meglio dire “da”) Domenico e relativo al mio lavoro di tesi, che abbiamo ripreso in mano recentemente e che abbiamo intenzione di sviluppare ulteriormente nei prossimi mesi. Il mio ruolo principale, nel caso specifico dell’abstract, è stato quello di far rientrare lo scritto entro le 500 parole massime consentite. Operazione riuscita, ma non senza qualche ora di scervellamento, passata cercando di limare ogni singola parola che potesse risultare non necessaria.

Man vs machine

Copio qui di seguito l’introduzione, cui fa seguito il link alla versione completa dell’abstract. Ancora una volta, buona lettura.

Behaviour has two levels, a strategic and a tactical level. At the strategic level the organism has to choose the particular activity to pursue at any given time (looking for food, finding a sexual partner, escaping from dangers) while at the tactical level it must select the particular actions that make it possible to achieve the goal of the chosen activity. The strategic level has important consequences for attention. Since an organism receives many different stimuli at the same time, it has to selectively attend to the ones that are relevant to the current activity while ignoring those which are not.

Misteri del C

Oggi pomeriggio, approfittando di una giornata lavorativa relativamente tranquilla, mi sono messo a ricontrollare quegli algoritmi in C che avevo fatto vedere a lezione lo scorso mercoledì e che mi avevano fatto rimediare una figura piuttosto barbina. E mi sono accorto di una cosa quantomeno curiosa.

Mystery

Osservate il listato presente a questo link.

Qual è il problema, direte voi? Nessuno, verrebbe da dire. Sembra tutto semplice e lineare. E invece un problema c’è. L’algoritmo in questione riesce ad individuare correttamente un elemento all’interno della sequenza, solo e soltanto se questo è il primo. Se l’elemento ricercato non è il primo del vettore, il programma restituirà “Elemento non presente”, indipendentemente dal fatto che il carattere sia incluso o meno all’interno dell’array. Dopo una breve analisi, sono riuscito a risalire alla fonte del problema. Ma non a comprenderlo. In sostanza, infatti, il ciclo while effettua una sola iterazione. Questo perchè il programma “perde” il valore della variabile n. Per la precisione lo perde quando viene eseguita l’istruzione scanf(”%1s”, &c);. Che, per qualche astruso motivo, rende n uguale a zero. Le prove sono state fatte con GCC, sia sul Mac (GCC 4.0) sia su Windows in ambiente Cygwin (non ho controllato se la versione del compilatore è la medesima). Ottenendo lo stesso identico risultato. Il tutto puzza come un bug di GCC. Qualcuno di voi ascoltatori è in grado di darmi un feedback, provando con un compilatore diverso o con una qualche altra versione di GCC?

Distributed Control in Multi-Agent Systems: A Preliminary Model of Autonomous MAV Swarms

Finalmente posso pubblicarla. Intendo la versione finale del paper sottomesso a FUSION 2008 e successivamente accettato, in comodo formato PDF e per di più pienamente compatibile con lo standard IEEE Xplore. Ricopio qui di seguito l’abstract, cui fa seguito il link all’articolo in forma completa. Buona lettura!

ABSTRACT – This article focuses on the use of Multi-Agent Systems for modelling of Micro-unmanned Aerial Vehicles (MAVs) in a distributed control task. The task regards a search and destroy scenario in the context of security and urban counter-terrorism. In the simulations developed, a swarm composed of four autonomous flying robots, driven by an embodied neural network controller, has to approach a target deployed somewhere within the given environment. When close enough to the target, one of the aircraft needs to carry out a detonation in order to neutralize it. The controllers used by the MAVs evolve through a genetic algorithm. The preliminary results presented here demonstrate how the adaptive evolutionary approach can be successfully employed to develop controllers of this kind. The MAV swarms evolved in this way are in fact able to reach and hit the target, navigating through an obstacle-full environment. Further works on this model will focus on the development of a 3D physical simulator, in order to move towards the usage of MAVs with neural network controllers in real applicative urban scenarios.

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