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Some other old good stuff

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Archivio per Maggio, 2008

Wivace 2008, extended abstract

Anche se all’orizzonte si profila il compito, da parte del sottoscritto, di dover redigere una proposta di progetto legata al programma Apple ARTS (in maniera tale da provare ad aggiudicarci almeno una parte del finanziamento che Cupertino ha gentilmente messo a disposizione dell’universita’ intera), mi piace pensare che almeno per qualche giorno non dovro’ piu’ scrivere niente di serio. Questo perche’ anche l’ultima fatica letteraria nella quale mi stavo cimentando puo’ ormai ritenersi conclusa.

AI skull

Ho appena sottomesso un abstract esteso del mio lavoro sui MAVs al comitato di Wivace 2008, conferenza che funge da annuale punto di ritrovo della comunita’ italiana legata ai campi della vita artificiale e del calcolo evolutivo, e che quest’anno si terra’ in quel di Venezia dall’8 al 10 di settembre. Ovviamente, ho seguito alla lettera i consigli contenuti qui, ma anche e soprattutto qui (quest’ultima e’ una lettura che nessun ricercatore al mondo dovrebbe permettersi di perdere!).

Come al solito, quei coraggiosi che volessero cimentarsi nella lettura possono scaricare il tutto da qui sotto:

Non toccate la bicicletta di un sudanese!

Che quello sudanese fosse un popolo burbero, l’avevo iniziato a sospettare dopo un po’ di tempo che avevo fatto conoscenza con il buon Ghassan Abdalla, che lavora qui con me. Certo, non si puo’ fare di tutta l’erba un fascio. Il campione, da un punto di vista meramente statistico, e’ quantomeno irrilevante. Altrettanto certo, pero’, e’ che non si tratta dell’unico essere un pelino burbero di tutto il Sudan, almeno stando a quanto riporta il Corriere di ieri:

RPG grenade launcher

Ladro di bici centrato da bazooka
Colpito da un lanciatore di granate a razzo Rpg
Il proprietario condannato per omicidio volontario

Non ha potuto appellarsi al concetto di legittima difesa il padrone di una bicicletta che, in Sudan, ha pensato bene di sventare il furto del suo mezzo utilizzando un bazooka. La vicenda è stata raccontata dal sito internet della tv saudita al Arabiya. Tutto è avvenuto nell’elegante quartiere residenziale di al Riad, nella capitale sudanese. Il ladro, a dir poco sfortunato, è saltato su una bici, come nel famoso film di Vittorio De Sica, ma ha trovato ben vigile il proprietario e, tra l’altro, in possesso di un’arma non proprio delle più comuni: un lanciatore di granate a razzo Rpg.

ESECUZIONE – A quanto racconta al Arabiya si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. Quando l’irascibile ciclista ha premuto il grilletto, infatti, il ladro era ormai stato messo in fuga dai passanti. Il tutto è accaduto in pieno giorno. L’emittente riferisce che il giudice della prima sezione del Tribunale penale di Khartoum «ha ritenuto l’imputato colpevole di omicidio volontario» e non ha concesso l’attenuante della legittima difesa, in quanto «l’imputato era troppo distante dalla vittima al momento dello sparo». Il giudice, inoltre, non ha inteso concedere attenuanti neanche rispetto agli articoli di legge sulla difesa delle proprietà personali: «Il ladro aveva ormai abbandonato la refurtiva», quando è stato centrato in pieno e ucciso dal razzo, ha detto il magistrato. Il processo, che ha avuto luogo lunedì, è stato aggiornato «per permettere alla parte lesa di esporre le sue richieste dei danni, prima di emettere la sentenza».

Rotegliesi nel mondo: Giordy

Dopo le discutibili performances di Rillo Luciani, ora è la volta di un altro rotegliese DOC ad apparire su queste pagine. Trattasi di Giordano Lanzi, alias Pigio, aka Giordy, finito sugli altari della cronaca in seguito alla sua vittoria nel concorso “Un pinguino nel computer” (vedi qui e qui) promosso dal Comune di Modena in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Di seguito l’articolo pubblicato la scorsa domenica da L’Informazione di Modena:

Giordano Lanzi - articolo su L’informazione (1)

Giordano Lanzi - articolo su L’informazione (2)

Il buon Giordy, tra l’altro, mi ha anche spedito questa foto. Che rientra a pieno titolo nella categoria “Amarcord”. Lui è il secondo da sinistra. Io secondo voi quale sono? Suvvia, è facile facile. Se non altro per via di quell’insana passione per le carte che già manifestavo all’epoca e che invero non ricordavo…

Festa di Carnevale - Scuole elementari di Roteglia - AS 1989/90

Genealogy trees

Altro giro, altro regalo. In questo lunedì di Bank Holiday (e una volta tanto sono io a fare invidia agli italiani, che oggi da copione dovrebbero essere al lavoro, mentre io recupero dalle fatiche pokeristiche di ieri poltrendo tra libri, tv e Word aperto sul draft dell’abstract che sto preparando per Wivace 2008) cade la deadline per la pubblicazione delle specifiche per il secondo appello di Laboratorio II. Per la serie “Viva la banalità”, la traccia d’esame prevede di scrivere un programma per la gestione di un albero genealogico.

Genealogy tree

Specifiche del progetto da realizzare

Come tema d’esame, si richiede allo studente di scrivere un programma, in linguaggio C, in grado di gestire l’albero genealogico di una famiglia.

Ciascun nominativo presente all’interno dell’albero e’ caratterizzato dalle seguenti informazioni:

  • identificativo numerico univoco (nel formato preferito dallo studente);
  • nome;
  • cognome;
  • luogo di nascita (nel formato: “citta’, sigla provincia, nazione”);
  • data di nascita (nel formato: “gg/mm/aaaa”);
  • luogo di morte (nel formato: “citta’, sigla provincia, nazione”, se non disponibile: “ND”);
  • data di morte (nel formato: “gg/mm/aaaa”, se non disponibile: “ND”).

Il programma dovra’ presentarsi all’utente con un menu di scelta rapida, visualizzato preferibilmente in forma semi-grafica (intesa semplicemente come utilizzo dei caratteri ‘-‘, ‘|’ e simili), permettendo la scelta di una tra le seguenti opzioni:

  1. Inserisci un nuovo nominativo all’interno dell’albero;
  2. Modifica i dettagli di un nominativo presente all’interno dell’albero;
  3. Rimuovi un nominativo presente all’interno dell’albero;
  4. Salva l’albero all’interno di un file di testo;
  5. Carica un albero memorizzato all’interno di un file di testo.
  6. Esci dal programma.

L’utente dovra’ scegliere l’operazione da eseguire digitando il numero corrispondente e premendo il tasto INVIO. Si tenga presente che l’utente non dovra’ avere sempre accesso a tutte le funzionalità del programma. Ad esempio, le operazioni 2, 3 e 4 non saranno disponibili fintanto che non verra’ inserito all’interno dell’albero almeno un nominativo.

Ulteriori note

  • Il progetto dovra’ essere realizzato individualmente.
  • Il programma dovrà essere scritto in codice ANSI C standard, al fine di garantirne il più ampio livello di portabilità possibile. Non e’ ammesso, a meno che tale possibilità non sia esplicitata nel testo d’esame o nelle FAQ pubblicate su Dolly, l’utilizzo di comandi propri del sistema operativo in uso. Il programma dovra’ essere in grado di “girare” allo stesso modo su qualsiasi piattaforma. Ai fini della valutazione, il software verra’ testato su una macchina Windows in ambiente Cygwin.
  • Il programma dovra’ essere adeguatamente commentato. Non abbiate paura di essere eccessivamente prolissi nei vostri commenti.
    Le informazioni dovranno essere memorizzate all’interno di un albero non-binario, implementato mediante il ricorso a liste multiple.
  • Per semplificare le operazioni, prevediamo che l’utente inserira’ come primo nominativo il “capostipite” e che i successivi inserimenti avranno sempre luogo “verso il basso”.
  • La funzione 1 dovra’ chiedere innanzitutto all’utente dove si colloca il nuovo nominativo che si e’ in procinto di inserire (“figlia/o di”, “moglie/marito di”). Un figlio puo’ essere inserito anche se vi e’ un solo genitore.
  • La funzione 2 dovra’ permettere di modificare soltanto le informazioni legate ad un nominativo (nome, cognome, ecc…) e non il rapporto di parentela che e’ stato selezionato in fase di inserimento.
  • La funzione 3, nel caso in cui il nominativo che si e’ in procinto di rimuovere sia un genitore che figura all’interno dell’albero senza un/a marito/moglie, dovra’ provvedere ad eliminare (previa conferma da parte dell’utente) tutti i suoi discendenti.
  • La funzione 4 dovra’ provvedere a salvare l’intero albero genealogico all’interno di un file di testo, in accordo al formato preferito dall’utente.
  • La funzione 5 dovra’ essere in grado di leggere un file di testo creato attraverso la funzione 4 e copiarne il contenuto in memoria.

Boom!

La foto qui sotto, unitamente al titolo del post, dice tutto. Finalmente ho fatto il botto. Non quello che ti cambia la vita, assolutamente. Per quello c’è ancora tempo. Ma intanto mi sono tirato via una bella soddisfazione portandomi a casa un po’ di “good money” in un torneo live. Per la precisione la bellezza di £460 vincendo (in split) il torneo di NLHE £50+5.50 freeze-out di ieri al Grosvenor di Plymouth.

Grosvenor Casino (Plymouth) - First prize for the £50+5.50 freeze-out NLHE tournament of Sunday 25th May

Premessa doverosa. Era la prima volta che giocavo a questo livello. Fino ad ora non avevo mai speso più di 10 sterline per il buy-in di un torneo live. Il problema è che da un po’ di tempo a questa parte, causa lezioni che devo tenere il mercoledì, non riesco più ad andare al Rileys. Mentre al Grosvenor, che avevo frequentato per alcuni venerdì sera, avevo smesso di giocare dalla disperazione. Il torneo del venerdì, quello col buy-in più basso di tutti, infatti, è un’autentica giungla. Struttura veloce, poche chips ed un buon 70% del field che è lì soltanto per fare del buon gambling e non per giocare a poker. Invece di continuare a buttare soldi lì dentro (alla fine credo comunque di aver fatto tre partecipazioni, non di più) mi sono detto che era meglio giocare meno, ma ad un livello più alto. Così, domenica scorsa, me ne ero tornato sul luogo del delitto, pronto a prendere parte al freeze-out double-chance da 20 sterline. Niente da fare, arrivato là ho scoperto che si giocava un torneo da £50. Troppo, mi ero detto. E pur con un gran nervoso addosso me ne ero tornato a casa. Scena quasi uguale oggi. Sono ancora convinto che si giochi un torneo da £20, ma quando a casa, per scrupolo, controllo il sito web del casino mi accorgo che anche oggi è in programma un torneo da £50. Questa volta, però, mi sento fottutamente positivo. Sarà il fatto che in mattinata avevo vinto alla grande un S&G da $10 su FullTilt, sarà il fatto che sono già vestito da poker (t-shirt di VcPoker, hoodie della UPPS e calzine a tema), sarà il fatto che ho una gran voglia di giocare. Sarà quel che volete, fatto sta che prendo i soldi necessari e mi incammino.

Il torneo ha una struttura profondissima. 10,000 chips di partenza con buii a 25/50. Ai nastri di partenza siamo in 30, per 1,500 sterline tonde tonde di montepremi. Il livello del tavolo è veramente buono. Non ci sono professionisti, sia chiaro, ma tutta gente che sa giocare. Che rispetta le posizioni, che non fa chiamate quando non deve farle, che sa quando puntare e soprattutto che sa scartare anche un buon punto. Un giocatore, in particolare, mi ha impressionato. Con me è sempre stato sfortunato (due volte l’ho fatto fuori al river, azzeccando rispettivamente un set ed una doppia coppia), ma quando ero in heads-up con lui era come se mi vedesse in mano. Impressionante, davvero. Il tavolo, comunque, è tendenzialmente tight. Mentre io, beh, si sa. Se sto per di più di quattro o cinque mani senza partecipare all’azione mi deprimo. E questo, ieri, diventa il mio punto forte. Attacchi precisi e mirati ogni qualvolta sono in posizione e nessuno ha mostrato forza prima di me, fregandomene delle carte che ho in mano. Inizio a rubare piatti fin dall’inizio e questa diventerà una costante per tutto il torneo. Infatti il mio stack inizia a crescere. Divento rapidamente chip leader del tavolo e tutto questo senza il bisogno di fare confronti pericolosi. Tanti piccoli piatti portati a casa senza fatica ma a ciclo continuo. Una volta chip leader, l’obiettivo è quello di consolidare la mia posizione. Per farlo è necessario difendere i miei buii. Per due mani consecutive, di BB, vengo raisato rispettivamente dal bottone e dal cutoff-1. Entrambe le volte rispondo all-in, evidenziando il fatto che il mio grande buio deve rimanere lì dov’è. Missione compiuta. E questo mi permette di mantenere stabile il mio stack ed essere un po’ più selettivo nell’aggressione pre-flop, senza il bisogno di rischiare per riprendermi i buii. Il torneo prosegue per ore. E gioco davvero bene. Non ricordo di aver mai giocato così bene in vita mia. Passano le ore ed il mio stack continua regolarmente a crescere. Al tavolo finale sono chip leader e, malgrado una brutta prima mano (A8-off mio da cutoff-1 che si scrocia contro AK del bottone su un board ace-high), riesco ad essere tale anche quando scoppia la bolla. Ondeggio tra le 100,000 e le 130,000 chips sulle 300,000 in gioco. Quando rimaniamo in tre e butto fuori il terzo volo a circa 175,000 contro 125,000 dell’unico superstite. Però posso ritenermi soddisfatto. I premi sono di £580 per il primo e £320 per il secondo e data la differenza significativa non mi va di rischiare. Decidiamo di dividere: £460 per me e £440 per lui. Per onorare il regolamento si deve continuare comunque a giocare fino a che non vi è un vincitore. Tutti e due all-in pre-flop ad ogni mano, dopo un ribaltone mi porto a casa il torneo. Così è anche ufficiale che ho vinto io…

Nota a margine. Il torneo è iniziato alle 6.15 di pomeriggio. Ho varcato il cancello degli Hoe Gardens alle 3.10 di mattina. Considerati i break, direi che sono state almeno 8 ore di poker. Paura.

JNIR – Journal of Interesting Negative Results

Da una email che mi e’ arrivata pochi minuti fa. Idea semplicemente fantastica, cosi’ come il logo.

We are happy to announce the on-line publication of the first article in the Journal of Interesting Negative Results in Natural Language Processing and Machine Learning. Please visit http://www.jinr.org and click on “articles”.

JI-R

JINR is an electronic journal, with a printed version to be negotiated with a major publisher once we have established a steady presence. The
journal will bring to the fore research in Natural Language Processing and Machine Learning that uncovers interesting negative results.

It is becoming more and more obvious that the research community in general, and those who work NLP and ML in particular, are biased
towards publishing successful ideas and experiments. Insofar as both our research areas focus on theories “proven” via empirical methods,
we are sure to encounter ideas that fail at the experimental stage for unexpected, and often interesting, reasons. Much can be learned by
analysing why some ideas, while intuitive and plausible, do not work. The importance of counter-examples for disproving conjectures is
already well known. Negative results may point to interesting and important open problems. Knowing directions that lead to dead-ends in
research can help others avoid replicating paths that take them nowhere. This might accelerate progress or even break through walls!

We propose this journal as a resource that gives a voice to negative results which stem from intuitive and justifiable ideas, proven wrong
through thorough and well-conducted experiments. We also encourage the submission of short papers/communications presenting counter-examples to usually accepted conjectures or to published papers.

The journal’s scope encompasses all areas of Natural Language Processing and Machine Learning. Papers published in JINR will meet
the highest quality standards, as measured by the originality and significance of the contribution. They will describe research with
theoretical and practical significance. All theories and ideas will have to be clearly stated and justified by a deep literature review.

Nota a margine. Da oggi Talking Robots chiude i battenti. Lo fa con un podcast estremamente piacevole da ascoltare, nel quale vengono intervistate quattro persone, di diverse estrazioni sociali, che dicono la loro a riguardo della robotica. Ad ogni modo, pare che per fortuna non rimarremo orfani dei nostri podcast robotici. Dovremo semplicemente spostarci su Robots.

Esordio su PIW

Dopo una giornata lavorativa finalmente stra-positiva (con una semplice modifica ad un parametro finora sempre trascurato delle mie simulazioni i risultati sono migliorati in maniera impressionante), sono riuscito a dedicarmi, con la mente una volta tanto assolutamente serena, al mio primo torneo con i ragazzi di Poker Italia Web.

Ed ho pure giocato bene, bagnando il mio esordio (per la cronaca, si trattava di un freeroll su GoldWin… bacio le mani per il freeroll che hanno organizzato, ma mamma mia, che brutta poker room!) con un tavolo finale, dopo essermi tolto il gusto di aver spedito in tilt e successivamente eliminato roller76, uno dei due radiocronisti dell’evento.

PIW Free-roll on Goldwin (22/05/2008)

Il primo colpo che gli do’ e’ con un three-barrels bluff spaventoso e tremendamente rischioso. Non ricordo che carte avessi in mano, ma sicuramente non avevo niente di buono. Ma avevo l’immagine tight, essendo tre giri di tavolo che non muovevo una mosca. O almeno avrei dovuto averla, se solo qualcuno si fosse degnato di farci caso (in tal senso anche la poker room, con una grafica quantomeno orrenda, non aiutava per niente). Rilancio 3.5BB su un pot non ancora aperto da cut-off-1 e solo il buon roller, da BB, mi chiama. Il board che esce e’ basso, rainbow e con un possibile aggancio di scala. Decido di rappresentare top pair. Punto al flop e vengo chiamato. Il call e’ veloce, ma con possibili colore e scala non mi sembra un board dove con un punto in mano ci si possa limitare a chiamare. Se aveva qualcosa credo avrebbe raisato la mia continuation bet. Dunque lo metto su un draw. Punto ancora al turn, innocuo, dove a variare e’ solo l’importo della mia puntata, che viene ugualmente chiamata (senza alcuna pot odd a giustificarlo). Abbastanza innocuo anche il river, che doppia il 9 presente sul board. Mi fido della mia read e sparo altri 800 nel piatto (con sole 1500 chips rimaste in cassa), portandomelo a casa.

Di puro culo il secondo colpo. Dopo un tre quarti d’ora di gioco in cui non vedevo una mano giocabile che fosse una, mi capitano tra le mani AJ-off da cutoff-1. Apro di 3.5BB e lui, di big blind, mi rilancia abbastanza forte. Re-raise all-in da parte mia, prontamente chiamato. Mi gira AQ-off, ma un jack al flop mi fa raddoppiare. In radio mi insulta per un po’, visibilmente depresso, ma ben presto riesce a rifarsi e ricrearsi un bello stack.

Poi due mani identiche. La prima volta lui rilancia di 3BB UTG. Io sono al bottone con AK-suited e sparo all-in. Lui ci pensa un po’ su e folda, dopo un po’ di imprecazioni. Ci separiamo di tavolo e quando ci ritroviamo ancora lo stesso giochino di prima. Lui rilancia 3BB lui da UTG ed io, da SB, sparo all-in con una coppia di 10. Questa volta chiama, come previsto, e mi gira AJ-o. Nessun aiuto dal board e lo mando a casa.

Al tavolo finale, con buii altissimi, mi presento in terza posizione con uno stack di circa 30,000 chips. Peccato che il mazzo mi si raffreddi in maniera drastica e tra un all-in e l’altro io sia costretto al gioco ultra-passivo. Che mi permette ugualmente di far fuori due giocatori (due short-stacked intrappolati da manuale, rispettivamente con una doppia coppia AA44 al flop e con un set di 3 al turn), ma non di vincere il tavolo.
Chiudo quinto, dopo aver tentato un bluff violento da SB armato di 46-off, con raise e re-raise pre-flop contro il BB e puntate grosse fino all’all-in finale mio su un board 596Q7 (o qualcosa del genere), sul quale il mio avversario pensa a lungo ma infine chiama e porta a casa con doppia coppia di 9 e di 6. In pratica ci siamo trovati entrambi a bluffare pre-flop. Il mio errore, a posteriori, è stato non rilanciare all-in pre-flop dopo il suo re-raise. Quando c’è da bluffare, in condizioni come queste, occorre farlo convinti fin dall’inizio. Con due brutte carte in mano non serve a niente rimandare la mossa al flop come ho fatto io. Ora cerchiamo di fare tesoro di questa esperienza.

Sull’omogeneita’ delle opinioni

Mi e’ arrivata la notifica da parte del comitato di Alife XI. L’abstract scritto con Domenico e relativo al mio lavoro di Tesi (vedi questo post) e’ stato accettato. Dunque, dal 5 all’8 agosto saro’ in quel di Winchester. Sorvoliamo sul fatto che questa conferenza in passato si e’ sempre tenuta alternativamente in USA e Giappone e che questa e’ la prima volta che essa approda sul Vecchio Continente. E, ancor peggio, a due passi da qui. Sfumata un’altra occasione per vedere cose nuove. Pazienza, cerchero’ di consolarmi con una visita alla cattedrale ed alla Guildhall.

Winchester Guildhall (from Wikipedia)

Da segnalare, ancora una volta, l’allegra armonia di opinioni che regna tra quelli che trovo come referees:

Relevance to Conference: Good / Excellent / Good
Importance of Results: Good / Substandard / Good
Technical Soundness: Good / Substandard / Good
Presentation (Clarity and Readability): Good / OK / Excellent
Are revisions to the abstract needed before publication? Minor / Major / None
Recommendation: Strong accept / Strong reject / Strong accept
How confident are you that your judgement reflects the quality of the abstract? Confident / Very confident / Confident

Mi sa che dovro’ iniziare ad abituarmici… :-)

Com’e’ difficile pagare on line

Da ieri sono ufficialmente un Piwello. Il che sta a significare, molto semplicemente, che mi sono iscritto a Poker Italia Web (e guardate qua che razza di accoglienza ho avuto!), un portale dedicato ai pokeristi italiani che organizza in continuazione tornei di vario tipo, satelliti per eventi grossi, nonche’ una lega alla quale (essendo gia’ alla undicesima delle trenta giornate previste) partecipero’ qualche volta giusto per onore di firma.

Ieri ci sarebbe potuta essere la classica partenza col botto. Due satelliti, in contemporanea, con in palio rispettivamente il buy-in per la tappa di Varsavia dell’EPT e per un side-event delle WSOP di Las Vegas. Due tornei con meno di cento partecipanti al via, quindi con probabilita’ significative di poterselo portare a casa senza la necessita’ di interventi divini. Ho usato il condizionale perche’ il problema e’ la mia carta di credito, che mi sta facendo letteralmente impazzire.

Sfiga atroce

Gia’ avevo avuto dei problemi la settimana scorsa nel tentativo di fare un deposito su Titan. Dopo aver rifiutato la mia carta, ero stato contattato dall’assistenza e mi avevano dato un numero di fax al quale inviare un po’ di documenti. La mattina dopo preparo il tutto, faccio per spedire il fax… ma il loro fax non riceve! Controllato il numero, riprovato piu’ volte, ma niente. Ho scritto una mail all’assistenza ed ancora aspetto una risposta.

Va beh, ieri pensavo sarebbe andata meglio. Arrivo a casa dal lavoro, scarico la poker room di Betsson (dove si giocava il satellite per Varsavia), creo il mio account e vado per depositare. Operazione rifiutata. Chatto con l’assistenza e mi dicono che verro’ ricontattato dalla sezione pagamenti. Ok, nel frattempo cerco di aggirare il problema passando per Neteller. Faccio i vari passi per registrare un nuovo account e quando arrivo all’ultimo step, in sequenza mi appaiono le schermate “account creato” ed “account bloccato”. Bloccato perche’ “la nazione nella quale ti trovi ora e quella dove sei residente non coincidono”. Chatto anche qui con l’assistenza e mi chiedono un numero di telefono al quale contattarmi. Dopo un’oretta mi chiamano (nel frattempo addio satellite PIW) e qui davvero sprofondo nella depressione. Il tizio, dopo aver esordito al telefono con un fantastico “Hello, Mr. Fabio, what was your first car?” (si riferiva alla domanda segreta impostata nel mio account, ma questo l’ho capito solo dopo un minuto buono…) si fa spiegare il problema e poi, visibilmente imbarazzato, mi spiega che per sbloccare il mio account dovrei fare una telefonata dalla mia nazione di residenza.

Oggi, che in programma c’era la undicesima tappa dell’IPL su Titan, provo con Moneybookers. Riesco a creare il mio account senza problemi, sono in procinto di gridare al miracolo, ma nel momento in cui provo a depositare i miei miseri 50€ la mia carta viene di nuovo bloccata. Provo a spedire di nuovo a Titan la documentazione richiesta (fotocopia di passaporto e carta di credito) via fax, ma viene trasmessa solo la prima pagina. Scrivo una nuova mail, allegando le scansioni dei documenti. Arrivato a casa mi fiondo sulla poker room di Titan e, dopo un venti minuti di attesa, riesco finalmente a parlare in chat con l’assistenza. Spiego la situazione e mi chiedono se ho una macchina fotografica: devo fotografare i documenti perche’ scansionati non vanno bene. Stavolta perdo il mio aplomb ed inizio ad insultare il tizio. Mi faccio dare il numero di telefono e chiamo l’assistenza live. Due volte do’ tutti i miei dati (una valanga) e poi salta la linea. Al terzo tentativo riesco finalmente a parlare un po’ (grazie a Dio la tipa parlava un inglese umano) e spiegarle il problema. Mi fa rispedire la email ad un altro indirizzo. Dice che verifichera’ e mi mandera’ una conferma quando sara’ tutto a posto. Le chiedo se puo’ fare in fretta, essendo le 20.13, a 18 minuti dall’inizio del torneo. Mi dice che prima di me ci sono 24 emails alle quali devono rispondere e che loro lavorano esclusivamente su base first-come-first-serve. La risposta arriva alle 20.41 (addio IPL) e mi chiede l’invio di un ulteriore documento. Un resoconto bancario o qualcosa del genere che attesti il mio indirizzo. Non so se prenderla a ridere o se sfasciare qualsiasi cosa mi capiti a tiro. Fortuna opto per la prima. Domani spediro’ il nuovo documento richiesto.

La morale di questa storia qual e’? Se avete intenzione di andare a vivere all’estero, cercate di ottenere una carta di credito locale il prima possibile. Non che sia una cosa facile, tutt’altro. Ma senza dubbio alcuno ne vale la pena.

PS: non c’entra nulla col post odierno, ma non potevo esimermi dal segnalare il fatto che e’ uscita la versione RC1 (quindi ragionevolmente stabile, seppur non ancora definitiva) di Firefox. Potete ottenerla a questo link. Non mi esprimo riguardo alle versioni Windows e Linux, ma quella per Mac sembra davvero uno spettacolo. Sensibilmente piu’ leggera, veloce e bella da vedere rispetto alla 2, puo’ far tornare Firefox a competere con Safari.

Piu’ di un sito con iWeb

E’ da qualche tempo che per creare le mie pagine web mi sono affidato ad iWeb. Non e’ uno strumento professionale, sia chiaro. Ma e’ rapido, semplicissimo da usare e permette di creare con poca fatica pagine dalla grafica elaborata. Uno dei problemi che pero’ ho sempre riscontrato utilizzando questo programma e’ il fatto che non e’ possibile gestire piu’ di un sito web sullo stesso computer. Una limitazione piuttosto idiota, oserei dire. Pero’ una limitazione. Googlando un po’, questa mattina, ho finalmente trovato il modo di aggirare il problema. Questo grazie ad un documento della stessa Apple, le cui idee di fondo sono espresse anche in questa discussione.

Il trucco e’ semplice. Nel momento in cui si crea un nuovo sito attravero iWeb, il software va a generare un file dentro a directoryUtente/Library/Application Support/iWeb. Questo file viene chiamato in gergo “Domain’s file” e contiene al suo interno l’intero sito web creato attraverso iWeb. iWeb che, all’avvio, va a verificare se nella succitata directory esiste un Domain’s file. Nel caso in cui lo trovi, il corrispondente sito web viene automaticamente caricato. In caso contrario (se spostiamo questo file del dominio, dopo aver creato il nostro sito, in una diversa directory), all’utente viene offerta la possibilita’ di creare un secondo sito web. Bingo! L’unico problema e’ aprire il sito web desiderato, siccome iWeb mantiene in memoria l’ultimo sul quale si e’ lavorato. Niente di piu’ semplice: sufficiente aprire con un doppio clic (ad iWeb chiuso) il file dominio desiderato ed il problema e’ risolto. Un workaround tuttosommato semplice. La faccenda rimane fastidiosa, ma neanche troppo.

Detto cio’, per cambiare radicalmente argomento in chiusura di articolo, da uno pseudo-post di Luca Bartoli, ripropongo qui nel seguito alcune spassose immagini promozionali realizzate per la rivista Live Poker Magazine.

Live Poker Magazine - image 1

Live Poker Magazine - image 2

Live Poker Magazine - image 3

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