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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Archivio per maggio, 2008

Wivace 2008, extended abstract

Anche se all’orizzonte si profila il compito, da parte del sottoscritto, di dover redigere una proposta di progetto legata al programma Apple ARTS (in maniera tale da provare ad aggiudicarci almeno una parte del finanziamento che Cupertino ha gentilmente messo a disposizione dell’universita’ intera), mi piace pensare che almeno per qualche giorno non dovro’ piu’ scrivere niente di serio. Questo perche’ anche l’ultima fatica letteraria nella quale mi stavo cimentando puo’ ormai ritenersi conclusa.

AI skull

Ho appena sottomesso un abstract esteso del mio lavoro sui MAVs al comitato di Wivace 2008, conferenza che funge da annuale punto di ritrovo della comunita’ italiana legata ai campi della vita artificiale e del calcolo evolutivo, e che quest’anno si terra’ in quel di Venezia dall’8 al 10 di settembre. Ovviamente, ho seguito alla lettera i consigli contenuti qui, ma anche e soprattutto qui (quest’ultima e’ una lettura che nessun ricercatore al mondo dovrebbe permettersi di perdere!).

Come al solito, quei coraggiosi che volessero cimentarsi nella lettura possono scaricare il tutto da qui sotto:

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Non toccate la bicicletta di un sudanese!

Che quello sudanese fosse un popolo burbero, l’avevo iniziato a sospettare dopo un po’ di tempo che avevo fatto conoscenza con il buon Ghassan Abdalla, che lavora qui con me. Certo, non si puo’ fare di tutta l’erba un fascio. Il campione, da un punto di vista meramente statistico, e’ quantomeno irrilevante. Altrettanto certo, pero’, e’ che non si tratta dell’unico essere un pelino burbero di tutto il Sudan, almeno stando a quanto riporta il Corriere di ieri:

RPG grenade launcher

Ladro di bici centrato da bazooka
Colpito da un lanciatore di granate a razzo Rpg
Il proprietario condannato per omicidio volontario

Non ha potuto appellarsi al concetto di legittima difesa il padrone di una bicicletta che, in Sudan, ha pensato bene di sventare il furto del suo mezzo utilizzando un bazooka. La vicenda è stata raccontata dal sito internet della tv saudita al Arabiya. Tutto è avvenuto nell’elegante quartiere residenziale di al Riad, nella capitale sudanese. Il ladro, a dir poco sfortunato, è saltato su una bici, come nel famoso film di Vittorio De Sica, ma ha trovato ben vigile il proprietario e, tra l’altro, in possesso di un’arma non proprio delle più comuni: un lanciatore di granate a razzo Rpg.

ESECUZIONE – A quanto racconta al Arabiya si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. Quando l’irascibile ciclista ha premuto il grilletto, infatti, il ladro era ormai stato messo in fuga dai passanti. Il tutto è accaduto in pieno giorno. L’emittente riferisce che il giudice della prima sezione del Tribunale penale di Khartoum «ha ritenuto l’imputato colpevole di omicidio volontario» e non ha concesso l’attenuante della legittima difesa, in quanto «l’imputato era troppo distante dalla vittima al momento dello sparo». Il giudice, inoltre, non ha inteso concedere attenuanti neanche rispetto agli articoli di legge sulla difesa delle proprietà personali: «Il ladro aveva ormai abbandonato la refurtiva», quando è stato centrato in pieno e ucciso dal razzo, ha detto il magistrato. Il processo, che ha avuto luogo lunedì, è stato aggiornato «per permettere alla parte lesa di esporre le sue richieste dei danni, prima di emettere la sentenza».

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Rotegliesi nel mondo: Giordy

Dopo le discutibili performances di Rillo Luciani, ora è la volta di un altro rotegliese DOC ad apparire su queste pagine. Trattasi di Giordano Lanzi, alias Pigio, aka Giordy, finito sugli altari della cronaca in seguito alla sua vittoria nel concorso “Un pinguino nel computer” (vedi qui e qui) promosso dal Comune di Modena in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Di seguito l’articolo pubblicato la scorsa domenica da L’Informazione di Modena:

Giordano Lanzi - articolo su L’informazione (1)

Giordano Lanzi - articolo su L’informazione (2)

Il buon Giordy, tra l’altro, mi ha anche spedito questa foto. Che rientra a pieno titolo nella categoria “Amarcord”. Lui è il secondo da sinistra. Io secondo voi quale sono? Suvvia, è facile facile. Se non altro per via di quell’insana passione per le carte che già manifestavo all’epoca e che invero non ricordavo…

Festa di Carnevale - Scuole elementari di Roteglia - AS 1989/90

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Genealogy trees

Altro giro, altro regalo. In questo lunedì di Bank Holiday (e una volta tanto sono io a fare invidia agli italiani, che oggi da copione dovrebbero essere al lavoro, mentre io recupero dalle fatiche pokeristiche di ieri poltrendo tra libri, tv e Word aperto sul draft dell’abstract che sto preparando per Wivace 2008) cade la deadline per la pubblicazione delle specifiche per il secondo appello di Laboratorio II. Per la serie “Viva la banalità”, la traccia d’esame prevede di scrivere un programma per la gestione di un albero genealogico.

Genealogy tree

Specifiche del progetto da realizzare

Come tema d’esame, si richiede allo studente di scrivere un programma, in linguaggio C, in grado di gestire l’albero genealogico di una famiglia.

Ciascun nominativo presente all’interno dell’albero e’ caratterizzato dalle seguenti informazioni:

  • identificativo numerico univoco (nel formato preferito dallo studente);
  • nome;
  • cognome;
  • luogo di nascita (nel formato: “citta’, sigla provincia, nazione”);
  • data di nascita (nel formato: “gg/mm/aaaa”);
  • luogo di morte (nel formato: “citta’, sigla provincia, nazione”, se non disponibile: “ND”);
  • data di morte (nel formato: “gg/mm/aaaa”, se non disponibile: “ND”).

Il programma dovra’ presentarsi all’utente con un menu di scelta rapida, visualizzato preferibilmente in forma semi-grafica (intesa semplicemente come utilizzo dei caratteri ‘-‘, ‘|’ e simili), permettendo la scelta di una tra le seguenti opzioni:

  1. Inserisci un nuovo nominativo all’interno dell’albero;
  2. Modifica i dettagli di un nominativo presente all’interno dell’albero;
  3. Rimuovi un nominativo presente all’interno dell’albero;
  4. Salva l’albero all’interno di un file di testo;
  5. Carica un albero memorizzato all’interno di un file di testo.
  6. Esci dal programma.

L’utente dovra’ scegliere l’operazione da eseguire digitando il numero corrispondente e premendo il tasto INVIO. Si tenga presente che l’utente non dovra’ avere sempre accesso a tutte le funzionalità del programma. Ad esempio, le operazioni 2, 3 e 4 non saranno disponibili fintanto che non verra’ inserito all’interno dell’albero almeno un nominativo.

Ulteriori note

  • Il progetto dovra’ essere realizzato individualmente.
  • Il programma dovrà essere scritto in codice ANSI C standard, al fine di garantirne il più ampio livello di portabilità possibile. Non e’ ammesso, a meno che tale possibilità non sia esplicitata nel testo d’esame o nelle FAQ pubblicate su Dolly, l’utilizzo di comandi propri del sistema operativo in uso. Il programma dovra’ essere in grado di “girare” allo stesso modo su qualsiasi piattaforma. Ai fini della valutazione, il software verra’ testato su una macchina Windows in ambiente Cygwin.
  • Il programma dovra’ essere adeguatamente commentato. Non abbiate paura di essere eccessivamente prolissi nei vostri commenti.
    Le informazioni dovranno essere memorizzate all’interno di un albero non-binario, implementato mediante il ricorso a liste multiple.
  • Per semplificare le operazioni, prevediamo che l’utente inserira’ come primo nominativo il “capostipite” e che i successivi inserimenti avranno sempre luogo “verso il basso”.
  • La funzione 1 dovra’ chiedere innanzitutto all’utente dove si colloca il nuovo nominativo che si e’ in procinto di inserire (“figlia/o di”, “moglie/marito di”). Un figlio puo’ essere inserito anche se vi e’ un solo genitore.
  • La funzione 2 dovra’ permettere di modificare soltanto le informazioni legate ad un nominativo (nome, cognome, ecc…) e non il rapporto di parentela che e’ stato selezionato in fase di inserimento.
  • La funzione 3, nel caso in cui il nominativo che si e’ in procinto di rimuovere sia un genitore che figura all’interno dell’albero senza un/a marito/moglie, dovra’ provvedere ad eliminare (previa conferma da parte dell’utente) tutti i suoi discendenti.
  • La funzione 4 dovra’ provvedere a salvare l’intero albero genealogico all’interno di un file di testo, in accordo al formato preferito dall’utente.
  • La funzione 5 dovra’ essere in grado di leggere un file di testo creato attraverso la funzione 4 e copiarne il contenuto in memoria.

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Boom!

La foto qui sotto, unitamente al titolo del post, dice tutto. Finalmente ho fatto il botto. Non quello che ti cambia la vita, assolutamente. Per quello c’è ancora tempo. Ma intanto mi sono tirato via una bella soddisfazione portandomi a casa un po’ di “good money” in un torneo live. Per la precisione la bellezza di £460 vincendo (in split) il torneo di NLHE £50+5.50 freeze-out di ieri al Grosvenor di Plymouth.

Grosvenor Casino (Plymouth) - First prize for the £50+5.50 freeze-out NLHE tournament of Sunday 25th May

Premessa doverosa. Era la prima volta che giocavo a questo livello. Fino ad ora non avevo mai speso più di 10 sterline per il buy-in di un torneo live. Il problema è che da un po’ di tempo a questa parte, causa lezioni che devo tenere il mercoledì, non riesco più ad andare al Rileys. Mentre al Grosvenor, che avevo frequentato per alcuni venerdì sera, avevo smesso di giocare dalla disperazione. Il torneo del venerdì, quello col buy-in più basso di tutti, infatti, è un’autentica giungla. Struttura veloce, poche chips ed un buon 70% del field che è lì soltanto per fare del buon gambling e non per giocare a poker. Invece di continuare a buttare soldi lì dentro (alla fine credo comunque di aver fatto tre partecipazioni, non di più) mi sono detto che era meglio giocare meno, ma ad un livello più alto. Così, domenica scorsa, me ne ero tornato sul luogo del delitto, pronto a prendere parte al freeze-out double-chance da 20 sterline. Niente da fare, arrivato là ho scoperto che si giocava un torneo da £50. Troppo, mi ero detto. E pur con un gran nervoso addosso me ne ero tornato a casa. Scena quasi uguale oggi. Sono ancora convinto che si giochi un torneo da £20, ma quando a casa, per scrupolo, controllo il sito web del casino mi accorgo che anche oggi è in programma un torneo da £50. Questa volta, però, mi sento fottutamente positivo. Sarà il fatto che in mattinata avevo vinto alla grande un S&G da $10 su FullTilt, sarà il fatto che sono già vestito da poker (t-shirt di VcPoker, hoodie della UPPS e calzine a tema), sarà il fatto che ho una gran voglia di giocare. Sarà quel che volete, fatto sta che prendo i soldi necessari e mi incammino.

Il torneo ha una struttura profondissima. 10,000 chips di partenza con buii a 25/50. Ai nastri di partenza siamo in 30, per 1,500 sterline tonde tonde di montepremi. Il livello del tavolo è veramente buono. Non ci sono professionisti, sia chiaro, ma tutta gente che sa giocare. Che rispetta le posizioni, che non fa chiamate quando non deve farle, che sa quando puntare e soprattutto che sa scartare anche un buon punto. Un giocatore, in particolare, mi ha impressionato. Con me è sempre stato sfortunato (due volte l’ho fatto fuori al river, azzeccando rispettivamente un set ed una doppia coppia), ma quando ero in heads-up con lui era come se mi vedesse in mano. Impressionante, davvero. Il tavolo, comunque, è tendenzialmente tight. Mentre io, beh, si sa. Se sto per di più di quattro o cinque mani senza partecipare all’azione mi deprimo. E questo, ieri, diventa il mio punto forte. Attacchi precisi e mirati ogni qualvolta sono in posizione e nessuno ha mostrato forza prima di me, fregandomene delle carte che ho in mano. Inizio a rubare piatti fin dall’inizio e questa diventerà una costante per tutto il torneo. Infatti il mio stack inizia a crescere. Divento rapidamente chip leader del tavolo e tutto questo senza il bisogno di fare confronti pericolosi. Tanti piccoli piatti portati a casa senza fatica ma a ciclo continuo. Una volta chip leader, l’obiettivo è quello di consolidare la mia posizione. Per farlo è necessario difendere i miei buii. Per due mani consecutive, di BB, vengo raisato rispettivamente dal bottone e dal cutoff-1. Entrambe le volte rispondo all-in, evidenziando il fatto che il mio grande buio deve rimanere lì dov’è. Missione compiuta. E questo mi permette di mantenere stabile il mio stack ed essere un po’ più selettivo nell’aggressione pre-flop, senza il bisogno di rischiare per riprendermi i buii. Il torneo prosegue per ore. E gioco davvero bene. Non ricordo di aver mai giocato così bene in vita mia. Passano le ore ed il mio stack continua regolarmente a crescere. Al tavolo finale sono chip leader e, malgrado una brutta prima mano (A8-off mio da cutoff-1 che si scrocia contro AK del bottone su un board ace-high), riesco ad essere tale anche quando scoppia la bolla. Ondeggio tra le 100,000 e le 130,000 chips sulle 300,000 in gioco. Quando rimaniamo in tre e butto fuori il terzo volo a circa 175,000 contro 125,000 dell’unico superstite. Però posso ritenermi soddisfatto. I premi sono di £580 per il primo e £320 per il secondo e data la differenza significativa non mi va di rischiare. Decidiamo di dividere: £460 per me e £440 per lui. Per onorare il regolamento si deve continuare comunque a giocare fino a che non vi è un vincitore. Tutti e due all-in pre-flop ad ogni mano, dopo un ribaltone mi porto a casa il torneo. Così è anche ufficiale che ho vinto io…

Nota a margine. Il torneo è iniziato alle 6.15 di pomeriggio. Ho varcato il cancello degli Hoe Gardens alle 3.10 di mattina. Considerati i break, direi che sono state almeno 8 ore di poker. Paura.

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