La foto qui sotto, unitamente al titolo del post, dice tutto. Finalmente ho fatto il botto. Non quello che ti cambia la vita, assolutamente. Per quello c’è ancora tempo. Ma intanto mi sono tirato via una bella soddisfazione portandomi a casa un po’ di “good money” in un torneo live. Per la precisione la bellezza di £460 vincendo (in split) il torneo di NLHE £50+5.50 freeze-out di ieri al Grosvenor di Plymouth.

Premessa doverosa. Era la prima volta che giocavo a questo livello. Fino ad ora non avevo mai speso più di 10 sterline per il buy-in di un torneo live. Il problema è che da un po’ di tempo a questa parte, causa lezioni che devo tenere il mercoledì, non riesco più ad andare al Rileys. Mentre al Grosvenor, che avevo frequentato per alcuni venerdì sera, avevo smesso di giocare dalla disperazione. Il torneo del venerdì, quello col buy-in più basso di tutti, infatti, è un’autentica giungla. Struttura veloce, poche chips ed un buon 70% del field che è lì soltanto per fare del buon gambling e non per giocare a poker. Invece di continuare a buttare soldi lì dentro (alla fine credo comunque di aver fatto tre partecipazioni, non di più) mi sono detto che era meglio giocare meno, ma ad un livello più alto. Così, domenica scorsa, me ne ero tornato sul luogo del delitto, pronto a prendere parte al freeze-out double-chance da 20 sterline. Niente da fare, arrivato là ho scoperto che si giocava un torneo da £50. Troppo, mi ero detto. E pur con un gran nervoso addosso me ne ero tornato a casa. Scena quasi uguale oggi. Sono ancora convinto che si giochi un torneo da £20, ma quando a casa, per scrupolo, controllo il sito web del casino mi accorgo che anche oggi è in programma un torneo da £50. Questa volta, però, mi sento fottutamente positivo. Sarà il fatto che in mattinata avevo vinto alla grande un S&G da $10 su FullTilt, sarà il fatto che sono già vestito da poker (t-shirt di VcPoker, hoodie della UPPS e calzine a tema), sarà il fatto che ho una gran voglia di giocare. Sarà quel che volete, fatto sta che prendo i soldi necessari e mi incammino.
Il torneo ha una struttura profondissima. 10,000 chips di partenza con buii a 25/50. Ai nastri di partenza siamo in 30, per 1,500 sterline tonde tonde di montepremi. Il livello del tavolo è veramente buono. Non ci sono professionisti, sia chiaro, ma tutta gente che sa giocare. Che rispetta le posizioni, che non fa chiamate quando non deve farle, che sa quando puntare e soprattutto che sa scartare anche un buon punto. Un giocatore, in particolare, mi ha impressionato. Con me è sempre stato sfortunato (due volte l’ho fatto fuori al river, azzeccando rispettivamente un set ed una doppia coppia), ma quando ero in heads-up con lui era come se mi vedesse in mano. Impressionante, davvero. Il tavolo, comunque, è tendenzialmente tight. Mentre io, beh, si sa. Se sto per di più di quattro o cinque mani senza partecipare all’azione mi deprimo. E questo, ieri, diventa il mio punto forte. Attacchi precisi e mirati ogni qualvolta sono in posizione e nessuno ha mostrato forza prima di me, fregandomene delle carte che ho in mano. Inizio a rubare piatti fin dall’inizio e questa diventerà una costante per tutto il torneo. Infatti il mio stack inizia a crescere. Divento rapidamente chip leader del tavolo e tutto questo senza il bisogno di fare confronti pericolosi. Tanti piccoli piatti portati a casa senza fatica ma a ciclo continuo. Una volta chip leader, l’obiettivo è quello di consolidare la mia posizione. Per farlo è necessario difendere i miei buii. Per due mani consecutive, di BB, vengo raisato rispettivamente dal bottone e dal cutoff-1. Entrambe le volte rispondo all-in, evidenziando il fatto che il mio grande buio deve rimanere lì dov’è. Missione compiuta. E questo mi permette di mantenere stabile il mio stack ed essere un po’ più selettivo nell’aggressione pre-flop, senza il bisogno di rischiare per riprendermi i buii. Il torneo prosegue per ore. E gioco davvero bene. Non ricordo di aver mai giocato così bene in vita mia. Passano le ore ed il mio stack continua regolarmente a crescere. Al tavolo finale sono chip leader e, malgrado una brutta prima mano (A8-off mio da cutoff-1 che si scrocia contro AK del bottone su un board ace-high), riesco ad essere tale anche quando scoppia la bolla. Ondeggio tra le 100,000 e le 130,000 chips sulle 300,000 in gioco. Quando rimaniamo in tre e butto fuori il terzo volo a circa 175,000 contro 125,000 dell’unico superstite. Però posso ritenermi soddisfatto. I premi sono di £580 per il primo e £320 per il secondo e data la differenza significativa non mi va di rischiare. Decidiamo di dividere: £460 per me e £440 per lui. Per onorare il regolamento si deve continuare comunque a giocare fino a che non vi è un vincitore. Tutti e due all-in pre-flop ad ogni mano, dopo un ribaltone mi porto a casa il torneo. Così è anche ufficiale che ho vinto io…
Nota a margine. Il torneo è iniziato alle 6.15 di pomeriggio. Ho varcato il cancello degli Hoe Gardens alle 3.10 di mattina. Considerati i break, direi che sono state almeno 8 ore di poker. Paura.