28 luglio 2008
Ritorno alla normalità
Ok. Con la sveglia di questa mattina, il rincoglionimento da sonno e l’approdo zoppicante e con gli occhi chiusi all’università alla tentennante ricerca del bar per il caffè, posso dichiare che è ufficialmente terminato il mio periodo di convalescenza e che la vita riprende a scorrere regolare. Lo farà tuttavia solo per questa settimana, prima di subire un altro brusco (va beh, relativamente…) cambiamento. Lunedì prossimo, infatti, si parte per Winchester (giunta oggi la notizia che, invece che in treno, io e il buon Vadim viaggeremo in macchina). Si rimarrà là fino a giovedì, poi si rientrerà a Plymouth. Qui, ancora qualche giorno di lavoro e finalmente, il 14 agosto, è previsto il mio rientro in patria. Appena prenotato il solito trenino per Bristol ed il solito volo Ryanair per Bergamo. E come al solito vado a spendere più di treno (53 sterline) che non di volo (una quarantina….). Pazienza. Rientrando il 14 agosto, dovrei essere teoricamente in tempo per una bella grigliata ferragostana, ammesso e non concesso che a Roteglia ci sia qualcuno… Gli ascoltatori in linea hanno qualcosa da dire a riguardo?
Mentre pensate a cosa scrivere, breve riepilogo della giornata di oggi. Innanzitutto, facendo il solito giro informativo mattutino su Internet, mi sono imbattuto in una intervista a Tony Belpaeme, membro semi-senior del nostro Adaptive Behaviour and Cognition Research Group, pubblicata su The Engineer online. L’intervista potete trovarla accedendo direttamente a questo link. Il giornalista di turno ha improvvisato un po’ troppo, quindi il testo contiene un po’ di inesattezze e non-sense vari, ma rimane comunque una lettura veloce e simpatica.
In mattinata e’ venuto a farci visita, visto che era quasi di strada per Epigenetic Robotics 8 (una bella conferenza alla quale mi sarebbe piaciuto andare, anche perche’ mi sarebbe stato rimborsato tutto, caduta purtroppo in un periodo gia’ troppo affollato di eventi…) (a proposito, qui e qui due improponibili foto del sottoscritto trovate sul sito di Fusion 2008, scattate mentre era intento a presentare), Takashi Gomi, ricercatore molto conosciuto nel nostro campo, nonche’ fondatore della AAI (Applied AI Systems) Canada. Un po’ di chiacchiere, solito giro di demo e poi pranzo, veloce quanto a scrocco, all’Isaac. Sembre a proposito di scienza, durante la chiacchierata pomeridiana pre-ferie con il mio supervisor (al quale devo ricordarmi di far vedere, prima o poi, questo ad) abbiamo deciso di preparare un articolo sui miei cari aeroplanini da sottomettere ad Information Fusion. Ci lavorero’ ad agosto, nella calma rotegliese. In caso di accettazione sarebbe davvero un bel colpetto.
Novita’ anche riguardo al mio povero aeroplanino bruciato. Il buon Joerg si e’ infatti preso la briga di aprirmelo e darmi la sua interpretazione dei fatti. Innanzitutto, il circuitino principale sembra in ottime condizioni. Ad essersi fusa pare sia stata soltanto la batteria, a suo avviso per via di quel caricatore ultrarapido che ho usato, il quale spara probabilmente troppa corrente. Con il ricorso ai tecnici dello Smeaton abbiamo ordinato per pochi pounds una nuova batteria identica a quella che mi ha abbandonato ieri. Quando arrivera’ ci sara’ da modificare il caricatore, con l’aggiunta di un piccolo ponticello per ridurre il numero di pile da impiegare. Vediamo un po’ se riusciamo a salvare il povero Silver Eagle II.
Da un punto di vista softwaristico, nel pomeriggio ho finito di studiare uno dei tutorial su ODE/OpenGL. Ora posso dire che e’ davvero fatto male (nel codice ci sono alcune castronerie non indifferenti: avevo scritto all’autore per un chiarimento la settimana scorsa, ma ovviamente nessuna risposta) e che non ha aiutato quasi per niente la mia comprensione dell’engine. Anche l’esempio non funziona come dovrebbe: i cubi appaiono con una sorta di piano che li interseca, mentre i piani che disegno e che dovrebbero rappresentare il “suolo” non vengono renderizzati. Domani proviamo con un altro tutorial, quello di Alan Baylis, sperando di iniziare a dipanare un po’ di dubbi. Ho provato un po’ rapidamente anche libusb, una libreria C/C++ per interagire con l’USB (l’idea e’ quella di leggere i dati inviati da un simil-telecomando RC, nello specifico il mio ESKY 0905A ed usarli per guidare un aeroplanino in un ambiente ODE), ma con scarso successo. L’idea, seppur simpatica, verra’ accantonata in attesa di essere ripresa quando lo sviluppo del simulatore sara’ ad uno stadio molto piu’ avanzato.
Prima di tornarmene a casa, un po’ di shopping on line. Visto che da quando hanno presentato MobileMe mi e’ salita una scimmia incredibile, di quelle che non si possono proprio combattere, e visto che quei maledetti della O2 non vendono ancora, qui in Inghilterra, l’iPhone privo di contratto, ho approfittato della mia mammina. Che in quel di Casalgrande mi ha prenotato un bel telefono Apple, nero, da 16GB. Dovrebbere arrivare mercoledi’, dopo di che sara’ pronto a passare il ferragosto insieme a me. Needless to say, con un iPhone e’ indispensabile una custodia. Dopo lungo meditare ho optato per una
Gear4 IceBox Pro Case, che mantiene il telefono in bella mostra, ma al tempo stesso ben protetto. Infine il dock, immancabile, per ospitare il mio futuro pargolo mentre sono in ufficio.
Infine, poker. In serata, al rientro a casa, ho provato un doppio torneo. Prima un 6,000$ GTD su Titan, da 5$ di iscrizione, chiuso malamente intorno al 600esimo posto su 1,400 iscritti. Meglio, decisamente meglio, al Wild West di Goldwin, dove con un singolo re-buy (per una spesa complessiva di 6€) ho messo in cassa 100 euro. Piu’ che ottimo per il morale, soprattutto di questi tempi.
Per questo lunedi’ direi che e’ veramente tutto.

Comments(3)


bell’acquisto ma invece del lastrino di plastica avrei optato per il Diamond Touch della HTC. de gustibus.
E MobileMe poi con cosa lo uso?
E’ stata quella la molla…
QUA A ROTEGLIA TI STIAMO ASPETTANDO TUTTI A BRACCIAPERTE!!!