23 novembre 2008
15th place
Di sicuro non posso lamentarmi della costanza. Questa proprio non mi sta mancando quest’anno. Al settimo appuntamento con il campionato di poker della UPPS chiudo al 15esimo posto sui soliti 70 giocatori al via. Ricapitolando un po’, nelle precedenti sei giornate ho infatti terminato rispettivamente 84/90 (uscito subito contro quel famoso runner runner quads), 26/81, 16/91, 27/72, 16/73, 21/70. Ancora una volta chiudo lontano dalla vittoria. Ancora una volta lontano dal final table. Ma ancora una volta con un po’ di punticini in piu’ in tasca rispetto alla volta prima. I primi della classe, finalmente, hanno tutti subito un brusco stop. Al contrario, quelli piu’ vicini a me si sono comportati alla grande. Quindi, paradossalmente, nonostante il buon piazzamento potrei anche aver perso un paio di posizioni, per quanto dovrei rimanere abbondantemente nella top 15. Di sicuro pero’ la classifica si e’ accorciata e questa e’ sempre cosa buona e giusta. Certo, per ambire alle prime posizioni, bisogna iniziare ad infilare almeno un maledetto final table.

Cronaca veloce. Stavolta, miracolo dei miracoli, le mie calzine porta-fortuna non deludono. E vedo carte. AK e AA in sequenza durante la prima mezz’ora di gioco. Vinco poi tre bei piatti multiway legando bene al flop o trovando i miei avversari completamente vuoti. Gioco solido e i miei raise sono molto rispettati, cosi’ ne approfitto un po’.
Poi, alle soglie del break, la prima mano negativa della serata. UTG e UTG+1 foldano. Il terzo giocatore, con circa 2000 chips ed estremamente tight, fa un min-raise a 400 totali. Fold del giocatore dopo di lui e call di quello dopo ancora, da poco arrivato al tavolo con poco meno di 3,000 chips, sul quale non ho informazioni particolari. Fold del bottone e dello SB. Io scopro coppia di 9, ci penso un po’ su e raiso a 1,200 totali. Quello che mi preoccupa particolarmente e’ il primo raiser e sono pronto a mollare la mano nel caso in cui mi mostri grande forza re-raisandomi o anche solo chiamando e puntando al flop. Mentre valutavo il da farsi, pero’, prendendo le chips e mimando il rilancio, le sue smorfie mi fanno capire che non ha una grossa mano. Cosi’ sparo. Come previsto il raiser iniziale folda, ma l’altro giocatore in tutta risposta mi manda la vasca. Chiamo e mi scopre coppia d’assi. Poi, va beh, manco a dirlo, asso al flop giusto per non avere dubbi su chi vincera’ la mano. Se vi va di approfondire un po’ questa giocata, ne abbiamo discusso stamattina a questo link. Io non gli facevo assolutamente due assi visto il precedente limp (pericolosissimo con ancora SB e BB in gioco) e pensavo piuttosto di essere in coin-flip o davanti con una coppia piu’ alta della sua. Ma non era cosi’.
Destino vuole, tuttavia, che riesca a riprendermi alla grande e poi buttare fuori, questa volta con due assi che arrivano a me, il giocatore con cui mi ero scrociato in precedenza. Queste sono le grandi soddisfazioni del poker. Il gioco procede, prendo un altro brutto colpo, poi al penultimo tavolo riesco in un double-up chiamando dal BB il raise all-in di un avversario. Buii a 600/1200, io con 3,000 chips non guardo neppure le carte e chiamo. Destino vuole che abbia un discreto A8-o e sia sufficiente per battere le sue due high cards. Esco poi in puro bluff. 7,000 chips in cassa da UTG+2 con buii a 800/1600. Call da UTG, call da UTG+1 e io, con tutto quel ben di dio di chips nel piatto senza che nessuno abbia mostrato grande forza, forte del mio stack ancora pungente, mi fiondo all-in. Tutti fold eccetto il primo limper, che chiama e mi gira coppia di K. I quali tengono senza il minimo scossone. Niente da fare, era evidentemente la serata dei limp idioti.


