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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Archivio per dicembre, 2008

SVN facile facile su MacOS X

Avete sempre sognato di utilizzare SVN per i vostri progetti, ma avete sempre pensato che settare il tutto fosse un’operazione troppo lunga e noiosa? Bene, per quanto sia abbastanza improbabile che abbiate risposto in maniera affermativa alla domanda di poco fa, sappiate che sulla rete ho trovato un ottimo post di Dustin Bachrach dove viene spiegato in maniera sufficientemente dettagliata come installare ed iniziare ad usare, nella maniera piu’ semplice ed indolore possibile, un repository SVN.

L’idea e’ quella di non utilizzare un server SVN locale (non mi dilungo sulle problematiche relative a questo aspetto… se proprio volete un server SVN locale, pero’, un ottimo punto di partenza e’ questo), ma di appoggiarsi invece ad un servizio on-line gratuito come ad esempio OpenSVN. Ok, lasciate perdere quel messaggino non proprio beneaugurante che compare in home page e che recita “Due to errors in our backup scripts, we have gone two weeks without backups of the repositories. Unfortunately, we made an error when cleaning our filesystems. As a result, some repositories have been deleted. Some of them have been recovered from our last backup, which we regret is two weeks old. If you can’t access your repository, mostly likely it is lost. We sincerely apologize for any loss of data and inconvenience.“. Dicevo, il tutto e’ incentrato su MacOS X. Tutto quello che serve e’ il client SVN installato sulla propria macchina. Se tale condizione non e’ verificata, allora si puo’ installare in maniera rapida tutto il necessario seguendo questo link. Tutto qua. Bastano queste cosucce per avere ed utilizzare con successo un repository SVN. Il come utilizzarlo e’ ovviamente tutto un altro paio di maniche, ma la facilita’ comunque regna sovrana. A questo link trovate l’elenco ed una breve spiegazione di tutti i comandi che e’ possibile impartire via terminale. Ma siccome siete su MacOS, le GUI esistono, sono belle e pratiche da usare, allora si puo’ fare un pensierino anche ad un software free come svnX. Molto piu’ difficile raccontare il tutto che non farlo.

Dedicato a tutti i bloggers che amano il poker

Inutile spendere troppe parole a riguardo. Se avete un blog e siete interessati a giocare alcuni interessanti freeroll su PokerStars, questa e’ l’occasione giusta per voi. Tutto quello che dovete fare e’ un semplice click sul banner qui sotto…

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Obbrobri vari e WiiBrew

Ok, piano piano le cose stanno iniziando ad incanalarsi per il verso giusto. Che questo sarebbe stato un periodo incasinato era una cosa assolutamente preventivata. Che non sarei riuscito ad aggiornare in maniera continuativa il blog era altrettanto previsto. Certo pensavo che avrei potuto fare di meglio. Ma tant’e’. L’importante e’ esserci. In un modo o nell’altro.

Le cose stanno iniziando a tornare alla normalita’, dicevo. Ieri ho fatto la mia ultima lezione di Tech044. E devo dire che rispetto all’esordio ho decisamente ingranato. Rimane il problemino tecnico che talvolta gli studenti non capiscono una sega di quello che sto dicendo, ma pazienza. Ci sono le slides apposta, no? Tra l’altro, domani e’ la deadline per la consegna dei loro lavori. Me ne hanno spedito qualcuno per email, in maniera tale da suggerire qualche revisione e dare un commento generale. Mamma mia. Roba da mani nei capelli. Questi non sanno scrivere. E non perche’ facciano errori grammaticali particolari o perche’ non usino particolari forme stilistiche. Io non sono inglese, e’ gia’ tanto se mi accorgo di un errore. Proprio e’ gente che, si vede, non ha praticamente mai scritto qualcosa in vita sua. Non hanno la minima idea di come si leghino tra loro due frasi, di come si possa articolare un discorso. La punteggiatura e’ un mostro strano e spesso e volentieri lo spelling e’ orribilante (e cazzo, meno male che state scrivendo con Word… vi viene mica il sospetto che quelle barre rosse e verdi sotto le vostre frasi vogliano dire qualcosa?). Vi risparmio le improvvisazioni che hanno fatto quando si trattava di citare altri lavori. Ho visto approcci semplicemente meravigliosi, come ad esempio utilizzare due indici, uno all’inizio di una frase quotata (si’, quotata… figuratevi se sarebbero in grado di rielaborare), e l’altro alla fine. E stiamo parlando di studenti universitari. Al primo semestre del primo anno, d’accordo. Ma studenti universitari. C’e’ veramente da rabbrividire. E questa e’ una riflessione dedicata a chi non perde un momento per criticare il sistema formativo italiano. Quando volete fare i paragoni con l’estero, contate fino a dieci. Venite, toccate con mano e poi giudicate. E’ un consiglio.

Chiusa questa veloce e stupida riflessione, che coincide con la prima meta’ del titolo del post, passiamo alla seconda. Visto che la situazione sta ritornando lentamente alla normalita’ (a parte il fatto che sono finite le lezioni che devo fare, oggi ho completato il paper da sottomettere ad IJCNN 2009, il lavoro per il book chapter sta venendo fatto in massima parte a Roma e per il mio transfer report se ne riparla a gennaio, dopo le ferie), il sottoscritto dovrebbe riuscire a ritrovare un po’ di tempo libero, di tanto in tanto. Qualcosa in piu’ rispetto a quelle pochissime ore settimanali che sto dividendo tra poker, tv (via cavo, ottima!) e lettura. Potrei addirittura riprendere in mano la mia adorata Wii.

E visto che si prospetta questa ipotesi, da eBay mi sono immediatamente procurato una fantastica Wii Zapper. Appena lo trovero’, voglio assolutamente procurarmi il nuovo Call of Duty: World at War.

Anche Pro Evolution Soccer e’ in lista di attesa, ma credo che a questo punto aspettero’ l’uscita della nuova versione. Scuriosando per la rete, oggi pomeriggio mi sono poi imbattuto in questo fantastico gadget. Chi di voi non si ricorda il mitico PowerGlove Nintendo uscito quando eravamo monelli? Eccolo, in chiave leggermente piu’ moderna, ma fondamentalmente stupido quanto il suo predecessore.

Per finire, poi, segnalo una risorsa che fara’ molto piacere a chi non ha tanta voglia di sborsare soldini per comprarsi i giochi della Wii. Trattasi di WiiBrew, un simpatico hack che non richiede nessuna modifica hardware alla macchina della Nintendo. Decisamente non male, anche perche’ persone di assoluta fiducia mi hanno garantito come funzioni alla perfezione.

Solo due parole…

… lo voglio!!!

150$ sicuri, un iPod Nano forse

Post abbastanza breve anche oggi. Innanzitutto mi preme segnalarvi uno degli interessanti contest che tanto vanno di moda su Internet recentemente. Organizzato da accordiespartiti.it, il contest in questione permette di vincere un bell’iPod Nano 8G ultima generazione.

Le regole per participare anche voi le trovate sul sito Accordi e spartiti. L’estrazione e’ prevista per il 16 dicembre, speriamo una volta tanto in un po’ di fortuna.

Fortuna che, seppure in piccolissime dosi (una sola sculata degna di nota, ma comunque decisiva per non mandarmi a nanna in anticipo), ieri sera ho avuto. Chiudo infatti (o almeno spero) il mio periodo di downswing pokeristico (-111$ su FTP nel mese di novembre, dopo la pressoche’ totale inattivita’ di ottobre) giocando un gran bel torneo PIW sulla nuova sala partner Redfox Poker.

Complice anche un prematuro laydown, ragionatissimo ma sbagliato (vedi sotto), mi trovo fin dall’inizio costretto ad inseguire.

Lay-down AK

Ruba di qua, ruba di la’, riesco comunque ad andare avanti. Gioco davvero divinamente la bolla (alla quale arrivo cortissimo) e, appena scoppia, complice un bel rush di carte, mi scateno spedendo fuori due avversari e presentandomi da chip leader all’heads up finale. Che pero’ mi dice male e prendo due brutte botte con colore contro full (comunque all-in pre-flop) e doppia riverata contro top pair che alla fine mi costano la partita. Mi ritengo comunque soddisfatto. Vincita discreta, ma soprattutto la dimostrazione che so ancora giocare. Il che e’ l’importante.

Roma – una farsa crudele chiamata ‘emergenza freddo’

Su invito del Cairoli, approfitto di questo post per rendervi partecipi di un interessante articolo recentemente comparso tra le pagine del suo blog. Buona lettura.

ALTRE MUMBAI
Quello che è successo a Mumbai è spaventoso, come lo fu a Beslam, a Bali, a Morelia, alla stazione di Bologna il 2 agosto di ventotto anni fa, o l’11 settembre del 2001 in America. Ma ci sono altre Mumbai che si consumano lontano dalle telecamere, magari a due isolati da casa vostra, nella vostra città, nella vostra regione o nel parco dove tutte le sere passeggiate col vostro cane. Le morti sul lavoro, ad esempio, che in Italia, ormai, mietono più vittime di un’epidemia. Se uno scienziato pazzo infettasse le nostre fabbriche, le nostre officine, i nostri cantieri coi virus di Ebola e di Marburg, non riuscirebbe a far peggio. 7 morti il 10 novembre, 6 il 19, 3 il 24, 3 il 26. 58 morti a ottobre, 46 a novembre. Di questo passo le interinali prima dei curricula chiederanno un testamento. Un’altra Mumbai, sono i senzatetto. Avete idea di quanta gente viva, dorma, invecchi, s’ammali per le strade di Roma? Secondo il rapporto Caritas su disagio e povertà del 2000 5.000mila, nomadi e clandestini esclusi. Per il TgCom nel 2006 più di 6000mila, per Sant’Egidio un anno fa più di 7000mila. La verità è che censire il popolo dei cartoni è difficile, in una città vastissima come Roma poi, quasi impossibile. Perchè accanto ai senzatetto schedati, che hanno mangiato almeno una volta in una mensa, o si sono lavati in un centro diurno, o hanno chiesto aiuto in un centro d’ascolto, c’è una moltitudine che preferisce restare invisibile. Sopravvive in baracche di lamiera, in capannoni industriali abbandonati, dorme in fatiscenti roulotte, su vagoni ferroviari, in tende nascoste a ridosso degli argini dei fiumi. E poi ci sono i nomadi, i clandestini, il flusso sempre più massiccio di albanesi e rumeni che vanno e vengono facendosi beffa di qualsiasi censimento. C’è chi contando tutti azzarda dodicimila persone, chi ventimila, chi addirittura trentamila. Scritto così, ‘trentamila’ non fa molta impressione. Ma se prendessimo tutti gli abitanti di Santa Margherita Ligure e li scaricassimo intorno alla Termini e all’Esquilino, quelli di Sirmione tra il Vaticano, il Lungo Tevere e Pineta Sacchetti, quelli di Cortina d’Ampezzo tra il Trullo, Magliana Nuova e Casetta Mattei, quelli di Bormio tra Tor Vergata, Torre Spaccata e Tor Bella Monaca, quelli di Gressoney tra Primavalle, Torre Vecchia e Monte Mario Alto, ecco che arriveremmo a trentamila persone, e scritto così, oltre a fare impressione, costringerebbe chiunque a riflettere. Domani, primo dicembre, a Roma scatterà l’emergenza freddo e siccome Roma ha un sindaco e un assessore che hanno a cuore il sociale come Hu Jintao ha a cuore il bene del Tibet, ecco cosa si sono inventati.

IL MACHETE DI TREMONTI E IL MISTERO DEI MAGAZZINI DELLA CARITAS
La grande novità è la soppressione del tendone di Castel Sant’Angelo che per anni ha protetto i senzatetto dai rigori invernali. In alternativa, Alemanno e il suo assessore alle politiche sociali, Sveva Belviso, hanno inaugurato una nuova struttura notturna sulla Colombo, nell’ex-Fiera di Roma, scomoda e decentrata, che creerà problemi logistici e di gestione, intaserà i mezzi pubblici dalla sera alla mattina, e che già adesso è motivo di legittima controversia. Per un attimo però fingiamo che questa scelta sia stata un gelminiano colpo di genio, come il repêchage del grembiule, e concentriamoci invece su queste due parole: ‘emergenza freddo’. E’ dalla fine di ottobre che a Roma non piove, diluvia. Ogni volta che il cielo si fa bigio, Alemanno vorrebbe avere Bertolaso a portata di mano. Le temperature nella capitale sono ostili come l’Onda con Frati e Tremonti, Da settimane Roma è umida, monsonica, patagonica la sera. Gli alberi cascano come birilli, i sottopassi allagati sono roba da Vajont, il traffico è in tilt, a Civitavecchia il vento ha spostato la pesante tensostruttura del Palaghiaccio, a Fiumicino 70 famiglie sono state evacuate. Eppure per dichiarare l’emergenza freddo si è atteso il primo dicembre. Adesso che c’è l’emergenza uno si aspetterebbe interventi drastici e risolutivi, che so, che richiamino Bertolaso da Gomorra e che sequestri un palazzo a Ricucci, due condomini a Ligresti, tre residence a Caltagirone. Che la Chiesa apra finalmente le porte dei suoi conventi trasformati in lucrose case vacanze, che la Caritas una volta per tutte ci spieghi il mistero dei suoi magazzini – che ci fanno stipati nei suoi magazzini prosciutti di Langhirano, salmoni affumicati, forme di grana padano e di parmigiano reggiano se poi nelle sue mense (con l’eccezione di Primavalle) si mangiano solo cibi precotti commissionati a una ditta di Pomezia? A chi va tutto questo ben di Dio donato alla Caritas? Ai pensionati che non arrivano a fine mese e che la domenica sgomitano nelle sacrestie per ricevere un pacco della spesa? Ai senzatetto che aspettano un pasto caldo sotto la pioggia battente a Stazione Tuscolana, a Stazione Tiburtina, a Termini? Oddio, a loro qualche delicatessen ogni tanto i volontari gliela rifilano. Piadine con salame scadute da due giorni, biscotti Grancereale scaduti da tre giorni, vaschette di gamberetti scaduti da una settimana. E i vestiti nuovi di zecca, i completi di Ermenegildo Zegna e di ditte affini, e tutti gli altri abiti donati per i poveri e impilati nei magazzini? Leggende metropolitane? E se non vanno in distribuzione ai poveri, dove finiscono e chi arricchiscono? Forse vale la pena ricordare che nel 1999 Caritas, Croce Rossa e sottocomitati dell’hinterland varesino e milanese furono indagati per aver foraggiato indirettamente la camorra. Gli abiti e i giocattoli che venivano donati e infilati nei sacchetti della Caritas Diocesana e della Croce Rossa finivano tutti a Prato. I capi migliori venivano smistati a Resina, il più grande mercato dell’usato in Europa, o nei mercati russi e ungheresi, i capi di seconda scelta stoccati a 500 lire al kg nei mercati africani, i capi che potevano essere riciclati con la triturazione restavano a Prato, la monnezza, i capi inservibili e non riciclabili, finivano invece nelle discariche gestite direttamente dalla camorra nel business delle cosiddette Ecomafie. Uno smaltimento legale costava 150 lire al chilo, la camorra con le sue discariche abusive chiedeva e otteneva la metà.

CONTABILITA’ DI UNA FARSA CRUDELE
Se ci mettissimo a un tavolo e cominciassimo a fare un po’ di contabilità, scopriremmo che l’emergenza freddo a Roma è solo una farsa crudele. 320 persone saranno ospitate nella ex Fiera di Roma, un paio di bus gireranno tra i senzatetto come hanno sempre fatto anche negli anni passati, 80 posti saranno a disposizione nel Centro Madre Teresa di Calcutta di via Assisi dove il riscaldamento è stato acceso solo venerdi 28 novembre, dove il soffitto somiglia alla Valtellina in inverno: ogni tanto frana lasciando molesti souvenirs di polvere e calcinacci sui letti a castello degli ospiti (che fruttano ai centri che li ospitano dai 17 ai 50 euro in base ai servizi resi). Poi c’è il centro San Michele in via Odescalchi – 60 posti letto gestiti dalla rete Immigrazione, e qualche altro centro che il Comune prima aveva tagliato – il machete di Tremonti qui ha fatto una vera e propria pulizia etnica del sociale. L’avevo già scritto, ma ricordarlo è sempre utile. Una delle prime cose che ha fatto il neosindaco Alemanno è stato chiudere centri di prima assistenza. Quello che non è riuscito ancora alla Gelmini in materia di scuola, Alemanno lo ha fatto in materia di solidarietà e di politiche sociali. Questo il contributo del Comune; vediamo, invece, come la Chiesa e il volontariato cattolico affronteranno l’emergenza freddo. Posti letto in una decina di parrocchie come San Giustino sulla Casilina, Sant’Egidio con Palazzo Leopardi a Trastevere, la Caritas che passa da 500 posti letto a 600 – 40 in più ad Ostia, 30 in più a Termini, altri 30 a Ponte Casilino. Se traduciamo tutto questo in cifre significa che l’emergenza freddo potrà soccorrere all’incirca 2000mila persone. E tutte le altre? Dormiranno, litigheranno per un cartone, si sbronzeranno, si ammaleranno nelle strade di Roma. E tra loro ci sarà anche chi ci lascerà la pelle. Nell’indifferenza generale e in un silenzio criminoso. Avete capito adesso perchè l’emergenza freddo a Roma è una farsa crudele? Aiuterà meno del dieci per cento di chi è condannato a vivere in questo ergastolo a cielo aperto che è la strada. Come curare un tumore con un cerotto antidolore.