25 marzo 2009
Giorni in prova
A gh’è di dè, mea tant, m’a gh’è di dè
ch’et piàns perfin coi mócc del matonèl
in t’al curtìl del fàbrich, da per sè
dmand dmandi descurdèdi pr’al servèl,
dmand dmèndga vers el sê dal House Cafè
ch’t’e lèt ed cal bus nèigher sul giornèl
ch’al s’è magnê na strèlla dl’infinî…
Dio? L’univèrs l’è un òurch ch’as lècca i dî.
Ci sono giorni, non tanti, ma ci sono
che compiangi perfino i mucchi di piastrelle
nel cortile delle fabbriche, da soli
come domande scordate nel cervello,
come domenica verso le sei all’House Cafè
quando hai letto sul giornale di quel buco nero
che s’è pappato una stella dell’infinito…
Dio? L’universo è un orco che si lecca le dita.
La poesia postata qui sopra, scritta in dialetto sassolese, e’ opera di Emilio Rentocchini. Un nome che magari ai piu’ non dira’ molto, ma che invece in me accende subito una lampadina. Non perche’ il sottoscritto sia appassionato di poesia (al contrario…), ma piuttosto perche’ il succitato poeta dialettale insegna alle scuole medie di Roteglia dall’ormai lontano 1990. Essendo il sottoscritto dell’82 rientro nella categoria dei co-frequentatori di quelle scuole, per quanto Rentocchini non fosse professore nella mia sezione. Si’, insomma, il legame e’ flebile, me ne rendo perfettamente conto. Pero’ mi serviva un incipit.
Quella di cui sopra non e’ l’unica poesia che Rentocchini ha scritto. Al contrario, ha gia’ pubblicato infatti diversi volumi. E la critica ha risposto in maniera straordinaria, soprattutto se consideriamo il fatto che c’e’ chi l’ha definito “il piu’ grande poeta italiano contemporaneo”. Alcuni estratti di Giorni in prova, una delle sue raccolte piu’ celebri, sono disponibili su Google Books.
Ma, cosa piu’ interessante, recentemente e’ stato girato una sorta di documentario (dico “una sorta” perche’ non so se il tutto rientri nella categoria “documentario” o invece in un altro genere cinematografico di cui non conosco il nome) incentrato sulla sua figura. Anch’esso si intitola “Giorni in prova” e prende in prestito il titolo dalla succitata raccolta. Propongo qui di seguito tre clip dell’opera pubblicati su VivoFilm.it e recuperati su YouTube.
Unica nota negativa. Non sono riuscito a trovare traccia di quel presunto verso di Allen Ginsberg che Rentocchini cita all’inizio del terzo filmato (“Muori quando pensi di avere tutto”). Se qualcuno sapesse guidarmi nella direzione giusta gliene sarei grato.


