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Fabio Ruini's blog

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Super Cub: first flight test and potential improvements

Ok. Il battesimo dell’aria e’ stato fatto. E non solo dell’aria, oserei dire, ma della maggior parte degli elementi naturali. Dopo un paio d’ore spese sul campo, con una decina scarsa di minuti di volo effettivo, la lista dei danni procurati non e’ troppo ingente. Per dirla alla Ziliani: 2 gli alberi colpiti (in entrambi i casi con il Super Cub rimasto impigliato in qualche brocca, il che ha richiesto un po’ di sano climbing per recuperarlo), 1 il treno della First Great Western evitato in extremis con una manovra degna del miglior Barone Rosso, 4 i bambini che giocavano a pallone nel parco usciti miracolosamente illesi dal test di volo, 1 l’atterraggio riuscito (quasi) come da manuale, n (con n >> 5) gli atterraggi dove qualcosa non ha funzionato propriamente per il verso giusto, 1 il ristorante cinese colpito (ma questo da Fred e non dal sottoscritto… lo menziono soltanto perche’ e’ stato il momento piu’ spettacolare dell’intero pomeriggio). Eppure, nonostante questa sorta di bollettino di guerra, l’aeroplanino (alla fine 1.20m di apertura alare, non proprio “ino”) ha riportato il minimo sindacale dei danni. Giusto due pezzetti di plastica, dove si fissano le “bacchette” che tengono equilibrata la mono-ala, si sono rotti, ma dovrebbero essere riparabili molto alla svelta con un pochino di colla apposita. Qui sotto potete vedere il Super Cub rientrato alla base. Grazie anche alla sfocatissima camera dell’iPhone, sembra davvero essere appena uscito dalla scatola.

Hobbyone's Super Cub (ugly photo)

Considerazioni a caldo. Far volare questi aggeggi non e’ affatto immediato. I concetti sono molto semplici, ma serve una buona sensibilita’ nelle dita. Sensibilita’ che, gioco forza, si puo’ acquisire soltanto con la pratica. E dopo un buon numero di incidenti. Fondamentale, ad ogni modo, trovare uno spazio un po’ piu’ grande dove far volare il Super Cub. Il parco dove sono stato ieri, a grandi linee un rettangolo di 70 x 40 metri, costeggiato dalla ferrovia su un lato e da strada+case sull’altro lato, nonche’ frequentato da un po’ di persone, non e’ esattamente il luogo ideale per far pratica.

Considerazioni di piu’ ampio respiro. Cosa si puo’ fare di bello (leggi “geek”) con un aeroplanino come questo? Prima di tutto vi si puo’ agevolmente installare una videocamera per effettuare riprese. In questo thread rintracciato su RCGroups.com sono descritte varie possibilita’. Il premio dell’originalita’ va senz’altro a 1320fastback, che per pochi spicci si e’ comprato su eBay una Sony Cybershot col display LCD rotto e l’ha installata, grazie giusto ad un paio di elastici ed un case self-made di cartone, sotto il muso del suo Super Cub. La qualita’ delle riprese e’ davvero spettacolare.

First flight with front mounted camera from Jason Edwards on Vimeo.

Alternative molto piu’ semplici per il recording possono essere dispositivi quali ad esempio la PI-SpyCamStick, avente pressapoco le dimensioni di un accendino e capace di registrare a 15fps su Micro SD. Date le dimensioni estremamente ridotte ed il peso piuma (circa 50 grammi), installarla su un aereo con un po’ di nastro adesivo o di velcro e’ un gioco da ragazzi. Allo stesso tempo, l’impatto sull’aerodinamica e’ minimo.

Ma, al di la’ del recording, puo’ essere molto piu’ interessante ricevere informazioni visive dall’aereo in real time. Per far questo si puo’ fare affidamento ad un micro camera wireless. Come la RC MiniCam che potete trovare su HeliHobby.com. Anche in questo caso le dimensioni sono ridotte all’osso. La foto qui sotto dovrebbe rendere bene l’idea.

Wireless micro camera suited for R/C vehicles (http://www.helihobby.com/html/micro_video_camera.html)

Le immagini trasmesse da una videocamera come questa (circa 300 metri il range dichiarato) vengono raccolte da un apposito ricevitore con uscite antenna ed RCA. Il che permette una connessione immediata a dispositivi quali camcorder o televisioni. Nel caso in cui si volesse invece visualizzare l’immagine a computer, nella maggior parte dei casi e’ necessaria una scheda di acquisizione video. Manco a dirlo, la Pinnacle ha a catalogo dozzine di dispositivi di questo tipo, tra i quali diversi di questi su USB e compatibili con Mac (vedi ad esempio Pinnacle Video Capture).

E per quanto riguarda il controllare l’aereo da un computer? La soluzione piu’ semplice consiste nel passare attraverso un’interfaccia PCTx. Vari telecomandi per modelli R/C dispongono infatti di una “trainer ports”, ideata per collegarvi un secondo telecomando. L’idea di fondo e’ la stessa delle macchine utilizzate a scuola guida. Chi deve imparare tiene in mano uno dei telecomandi, l’istruttore interviene quando necessario con il proprio telecomando. Il dispositivo di cui sopra, commercializzato dalla Endurance R/C permette di collegare un computer invece che un secondo telecomando. Delle semplici librerie C++ permettono quindi di inviare comandi al telecomando principale emulando il telecomando secondario (un esempio lo trovate a questo link). Uno scenario di questo tipo apre prospettive simpatiche. Guardate ad esempio, con un po’ di fantasia (ed un po’ di soldi da buttare via) cosa e’ possibile fare.

Si accettano scommesse su quanto tempo il mio spirito geek fara’ passare prima di cercare di riprodurre lo stesso set up con il mio Super Cub come modello.

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Commenti

  1. maggio 29th, 2009 | 21:25

    Ma che figata l’ultimo video!!! Sarebbe troppo bello controllare il super cub con visore e cloche :°DDDD

    Io scommetto che entro un mese avrai fatto le prime prove su “strada” :PPP

  2. maggio 30th, 2009 | 10:26

    Hihihhi… al momento c’e’ qualche problemino di budget, soprattutto per quanto riguarda il visore… ma credo che settimana prossima faro’ due chiacchiere con il mio supervisor… :D

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