30 maggio 2009
Alle urne, alle urne!
Devo ammettere che non ho ben chiaro come funzioni il sistema delle elezioni per noi poveri italiani residenti all’estero. A mia parziale discolpa devo anche ammettere di non essermene mai interessato seriamente prima d’oggi. Questa mattina mi e’ infatti arrivata un sacco di roba per posta, proveniente dal consolato italiano a Londra, che mi ha fatto sorgere il sospetto che dovrei iniziare ad informarmi un pochetto. In una di queste buste, le schede elettorali. Ma non quelle per le europee (i tempi, in effetti, sarebbero stati oltremodo ristretti), bensi’ quelle per i referendum. Se sapessi cosa votare ai tre quesiti referendari, in sostanza, lo avrei gia’ potuto fare, rispedendo le schede via posta. Alla facciazza di voi italiani in Italia, che per esprimere la vostra preferenza dovrete aspettare il prossimo 13 giugno. Sono piccole soddisfazioni anche queste. Molto meno soddisfacente, invece, la modalita’ che dovrei seguire per poter votare alle europee del 4 giugno. Trafila che prevederebbe un mio apposito viaggio a Bristol. Il che mi pare francamente un po’ eccessivo, pur non sminuendo ovviamente l’importanza del diritto di poter esprimere la mia preferenza.
Visto che siamo in tema elettorale, impossibile non sorridere di fronte ad un flyier che mi e’ arrivato sempre per posta qualche giorno fa. Pare che lo slogan che i conservatori abbiano scelto per questa campagna elettorale sia “vote for change”. Il che non e’ male. D’altronde loro si propongono come alternativa al governo laburista di Brown e, una loro vittoria (per quanto alle europee e non alle nazionali), implicherebbe in effetti un cambiamento di rotta dell’elettorato inglese. Peccato soltanto che vedere l’associazione sulla prima pagina del flyier, dove il logo “voto for change” e’ accompagnato, poco piu’ sotto, dalla scritta “vote conservatives”, faccia inevitabilmente scappar da ridere.

Mettono invece una tristezza infinita gli spot elettorali del PD sui quali mi sono imbattuto per caso qualche giorno fa. Simpatica, se volete, l’idea di replicare la saga Apple del Mac vs PC applicandola alla politica, ma semplicemente indecente la realizzazione. Qui sotto uno di quelli a mio avviso usciti in maniera peggiore, dove ad una brutta idea si aggiunge anche la cronica imbecillita’ politica della sinistra italiana in materia economica. Anzi, visto che oggi mi sento buono, diciamo che sono populisti, piuttosto che imbecilli. Suona meglio, no?
Ad ogni modo, se volete guardarvi i vari filmati ed elaborare cosi’ un vostro giudizio personale, li trovate raccolti sul canale Youtube di YouDem.it. Buona visione…
Comments(8)


Va be’, Ruini… premesso che la campagna elettorale del PD, non è piaciuta neanche a me (anzi, ti dirò: il video peggiore non è quello, ma il discorso di Franceschini con lo sfondo verde e il logo del PD all’interno di una ellissi che doveva essere un cerchio…), la cosa davvero ‘imbecille’ è la frase sbrigativa con la quale hai chiuso il post (“la cronica imbecillita’ politica della sinistra italiana in materia economica.”). O meglio, preferirei che all’enunciato del teorema seguisse una spiegazione da dottore in Economia, ma così… tanto per capirci qualcosa…
Ruini, illuminaci.
Carissima, lungi da me l’idea di avventurarmi in terreni nei quali, nonostante la mia laurea, non mi sentirei in grado di potermi muovere in maniera sicura, la frase che Lei cita era direttamente collegata a quella enunciata nel video di cui sopra. A quanto ho modo di vedere, molti esponenti del Partito Democratico, in preda a non si sa bene quale forma di antiberlusconismo patologico, continuano a rimediare figure veramente imbarazzanti ogni qualvolta il dibattito si focalizza sul ruolo delle aspettative dei consumatori. Pare che coloro non riescano a capire che esiste, ed e’ stata ben dimostrata in vari ambiti (non soltanto in merito ai consumi, ma anche ai mercati borsistici, tanto per citarne una) una correlazione molto forte tra quelle che sono le aspettative degli agenti coinvolti in un certo processo studiato e le “performance” che vengono generate di conseguenza dall’ambiente in esame. Consumatori che hanno aspettative positive riguardo al loro futuro, tendono a consumare maggiormente. Questo, giusto per mettere in termini molto rozzi la faccenda. Non e’ un caso che, all’interno di qualsiasi modello “serio” che si costruisce di questi tempi per lo studio di fenomeni macro-economici, gli aspetti psicologici (siano questi derivati dalla psicologia individuale piuttosto che una sorta di psicologia delle masse) degli agenti coinvolti rivestano un ruolo fondamentale. Quando l’attuale capo del governo insiste sul tasto di instillare fiducia nei consumatori, non lo fa tanto per dare aria alla bocca. Lo fa in quanto consapevole dell’effetto potenzialmente molto forte che questo fenomeno potrebbe portare con se (il che ovviamente non implica che qualsiasi cosa faccia sia guidata dallo stesso buon senso). Trovo pertanto davvero imbarazzante, da parte della sinistra, continuare a rivendicare la propria ignoranza in materia, facendola addirittura diventare il cavallo di battaglia di uno spot elettorale. Anzi, piu’ che imbarazzante, lo trovo imbecille. Senza le virgolette. Accompagnare poi questa triste (per chi ironizza) ironia con un paio di frasi assolutamente senza senso nel cuore dello spot (cosa significa “allargare la cassa integrazione ai precari”?) costituisce la classica ciliegina sulla torta.
Bravo, questa è una spiegazione. Si può condividere o no, ma almento c’è un ‘perchè’ all’ ‘imbecille’ gratuito di cui sopra.
Ah, se non ci fossi io…
…se non ci fossi tu bisognerebbe sicuramente inventarti!!!
Ovvio.
…è ovvio come il commento che ho lasciato!!!
Ho visto le schede dei referendum che hai citato in Germania ( arrivati per posta ad un ristoratore italico).
Sono sorpreso che non citi come sono stati scritti!! carattere 2 e 2000 righe, non molto comprensibili per un italiano all’estero ( e forse anche per molti in terra italica).
Beh, un italiano all’estero non dovrebbe essere piu’ ciecato rispetto ad un italiano in Italia…
Comunque mi pare sia il carattere che hanno sempre usato o dici che e’ stato cambiato di recente?