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Some other old good stuff

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Blackjack e basic strategy

Ho dovuto pubblicare oggi il nuovo testo d’esame per il neverending corso di Laboratorio II ad UniMORE (il quale, tra parentesi, mi costringe, domani, a rientrare in patria per qualche giorno). Il tema sul poker ha raccolto soltanto un adepto e mezzo (il mezzo perche’ uno dice di averci provato, ma poi non ha consegnato e si e’ limitato a mandarmi del codice assolutamente senza ne’ capo ne’ coda una settimana prima della deadline, chiedendo di “aiutarlo perche’ aveva alcuni dubbi”… sempre meraviglioso essere alla prese con gli studenti!), ma comunque meglio di niente. Ad ogni modo deciso di rimanere in ambito gambling. Dal poker passiamo questa volta al blackjack.

Blackjack hands on a live table

Vi risparmio il testo del progetto e passo direttamente a parlare di cio’ che ho trovato interessante spulciando un po’ la rete. Che il blackjack sia un gioco da casino “classico”, dove per “classico” si intende che e’ il banco ad avere un edge sul giocatore, e’ cosa risaputa. Che pero’ sia possibile ridurre questo edge fino a farlo diventare molto vicino allo zero e’ un fatto altrettanto noto. Il come farlo, specie senza ricorrere al counting, fino ad oggi lo ignoravo. Documentandomi un po’ ho scoperto l’esistenza della cosidetta “basic strategy”, una metodologia di gioco puramente statistica che puo’ essere adottata in maniera assolutamente meccanica. La tabella che trovate qui sotto, tratta da BlackjackInfo.com

Blackjack - Basic strategy chart (no surrender)

Adottando questa strategia, il margine del casino, utilizzando uno shoe da 6 mazzi, dovrebbe abbassarsi fino allo 0.44% (il condizionale soltanto perche’ non ho ancora verificato di persona). Da ignorante del blackjack quale sono, continuo a chiedermi quale sia il punto di giocare a qualcosa dove il ritorno atteso e’, seppur di poco, negativo. Vero che si puo’ sfruttare un qualche rush positivo (probabilmente aggiustando l’importo delle puntate, aumentandole nel momento in cui giocare e’ piu’ conveniente) e poi fuggire con una piccola vincita, ma nel lungo periodo l’aspettativa e’ negativa. Eppure ci sara’ un motivo se esistono sul mercato decine di libri di blackjack e tantissimi professionisti di questo gioco. O almeno voglio sperarlo.

Nel frattempo ho intenzione di fare qualche esperimento in simulazione. Ho cercato qualche libreria C++ che offrisse qualche funzione gia’ fatta per creare un mazzo, mescolarlo e muovere le carte, ma ho trovato soltanto cose oltremodo complicate quali ad esempio Drac. Cosi’ ho optato per copiare giusto qualche riga di codice. In particolare lo snippet che trovate a questo link, basato sui vettori C++ (e che utilizza anche l’ottima funzione random_shuffle() contenuta in algorithm e fino ad oggi a me sconosciuta) e che ho potuto riadattatare molto velocemente ai miei scopi.

Vederemo se (tempo libero permettendo) sara’ possibile riuscire a tirar fuori qualcosa di interessante. Deformazione professionale, naturalmente, mi porta a pensare ad una rete neurale addestrata tramite backpropagation che impari ad applicare la basic strategy e successivamente evoluta geneticamente per migliorare la propria performance sfruttando tecniche di counting. Chissa’…

Commenti

  1. alessandro zeppelli
    Settembre 7th, 2009 | 23:06

    Mi sono recentemente interessato anche io all’esistenza di questa basic strategy, di cui ho però trovato numerose e varie versioni. Sarei interessato a cononscere i risultati delle sue sperimentazioni, mi farebbe piacere se volesse comunicarmele, in particolare per capire se hanno una effettiva giustificazione matematica oppure no. le consiglio do vedere il film 21 black jack, storia molto romanzata ma simpatica di quella che pare sia una storia vera del MIT blackjack team. In attesa di un suo cortese riscontro
    Alessando

  2. Settembre 7th, 2009 | 23:14

    Salve Alessandro,

    innanzitutto diamoci pure del tu… :)

    Quella che viene comunemente chiamata “basic strategy” detta quelle che sono le giocate statisticamente migliori (i.e., quelle che hanno la migliore aspettativa nel lungo periodo) data una combinazione di carte del giocatore e di carta esposta dal dealer.

    Del blackjack esistono numerose varianti (una di quelle basilari e’ l’hit sul soft17, che in alcuni giochi e’ obbligatoria, mentre in altri casi il banco e’ costretto allo stand) e questo spiega perche’ la basic strategy possa variare leggermente nei vari casi.

    Purtroppo devo ancora trovare il tempo per completare il simulatore che sto scrivendo, ma se dai un’occhiata a qualche libro sull’argomento (consiglio in particolare quelli di Wong) troverai tutto spiegato molto bene. Il principio alla base dei sistemi di counting e’ grezzo (mazzo favorevole quando la concentrazione di carte “alte” e’ superiore rispetto a quella di carte “basse” e conseguente incremento dell’ammontare della puntata), ma molto semplice, quindi non necessita di dimostrazioni matematiche particolarmente sofisticate. Per funzionare funziona, ma ovviamente fa riferimento al lungo periodo. E cosa sia esattamente il lungo periodo non e’ ben chiaro neppure agli statistici… :)

  3. riccardo gobbetto
    Giugno 4th, 2010 | 00:18

    quando (questo è sempre vero nei casinò italiani i quali non sono dotati di mescolatrici) il card counting è favorevole, cioè sono prevalenti nel mazzo i dieci rispetto alle carte basse che nel gioco vincolato del dealer combinano di più e quindi lo avvantaggiano, le probabilità girano a favore del giocatore in taluni casi anche di alcuni punti percentuali, per concretizzarle (in qualche modo ovviare al lungo periodo che non esiste in quanto i decks si esauriscono velocemente) vanno coperte il maggior numero di postazioni al tavolo.

  4. riccardo gobbetto
    Giugno 4th, 2010 | 00:24

    dimenticavo: la “basic strategy” è perfetta per card counting neutro, quando però i dieci e gli assi restanti rappresentano più dei 6/13esimi del mazzo quella simpatica tabellina o engine va un pò affinata. altrimenti sarebbe un po’ troppo facile!!

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