8 agosto 2009
Riflessioni sul blackjack
Come accennavo qualche post fa, in prospettiva WIVACE 2009 mi piacerebbe scrivere qualcosina riguardo al blackjack. Ancora non mi e’ chiarissimo su cosa sia possibile incentrare il lavoro, ma ho qualche idea che credo potrebbe valer la pena approfondire. Approfitto di questo post, che riprende una conversazione avuta via mail con un “collega”, per cercare di mettere un po’ d’ordine nei miei pensieri.

Gli aspetti che si potrebbero sviscerare, almeno in parte, sono tre:
- utilizzando un algoritmo evolutivo si potrebbe provare ad evolvere strategie di counting. Il counting, ovvero il “contare” le carte e variare l’ammontare delle proprie puntate in accordo al conteggio corrente (l’idea di fondo e’ di puntare piu’ forte quando il mazzo contiene una proporzione di carte “alte” maggiore rispetto alle carte “basse”) e’ cio’ che rende il blackjack uno dei pochi giochi da casino “battibili”. Le varie metodologie di conteggio vengono in genere classificate secondo due parametri: betting efficiency (BE) e playing efficiency (PE). Il primo parametro dice quanto un certo sistema di conteggio sia buono nel rappresentare la reale situazione dello shoe in un dato momento (e quindi variare in maniera corrispondente l’importo delle puntate). Il secondo riguarda invece quanto un certo sistema e’ buono nel suggerire variazioni rispetto alla basic strategy a seconda della situazione dello shoe. Esiste un trade-off tra i due parametri: all’aumentare dell’uno decresce il secondo. Un algoritmo evolutivo potrebbe potenzialmente portare ad individuare un punto di ottimo ancora non individuato nella letteratura.
Vedi ad esempio:
http://www.crapsdicecontrol.com/blackjack_efficiency.htm
http://www.learn-blackjack.info/CardCountingSystemComparison.htm
http://www.bettingpassport.com/card-counting-betting-playing.html - tutti i sistemi di conteggio, per essere utilizzati in situazioni reali, richiedono che il giocatore divida il numero generato dal suo counting system (running count) con un altro numero che indica il numero di mazzi rimanenti nello shoe, ottenendo cosi’ il “true count”. Naturalmente la parola chiave in questi casi e’ “arrotondare”. Potrebbe essere interessante confrontare tra loro diverse strategie di counting e vedere come le loro performance si modificano a seconda dell’arrotondamento utilizzato.
- la letteratura in materia di blackjack tende sempre a focalizzarsi su situazioni “ideali”. Il giocatore non deve commettere errori nel contare le carte, deve sempre giocare una basic strategy perfetta (se non diversamente suggerito dal suo sistema di counting) ed avere una stima accurata del numero di carte (mazzi) rimanenti nello shoe. Ovviamente questa situazione ideale non e’ necessariamente quella che ci si ritrova nella realta’, dove il giocatore puo’ commettere errori per varie ragioni. Potrebbe essere interessante verificare come diverse strategie possano essere piu’ o meno robuste di fronte ad errori del giocatore.
Tutte queste ipotesi dovrebbero essere testabili in maniera numerica, attraverso un semplice simulatore software in grado di giocare qualche milione di mani per ciascuna configurazione. Ho un simulatore, scritto
in C++, che ho quasi finito di implementare (manca lo split, ed e’ inoltre necessario un po’ di sano debugging) e che potrebbe fare al caso mio. Ora si tratta di metterci su un po’ seriamente e vedere cosa ne puo’ venir fuori.
Comments(2)


Mmmm.. mi ricorda qualcosa questo post..:)
… dici?