10 agosto 2009
La primula nera
Ero andato alla Festa dell’Unita’ di Villalunga, sabato scorso, col preciso intento di ascoltarmi dal vivo il concerto del buon Cisco (a proposito, lo sapevate che qui potete scaricare liberamente alcuni suoi MP3?). Poi, tra un po’ di ritardo alla partenza ed il meteo eufemisticamente incerto che ha portato l’intera truppa a stazionare piu’ del dovuto ai tavoli del Falo’ (ristorante che nonostante le ottime parole spese da tutti i miei amici non mi ha particolarmente entusiasmato…), del concerto (che da quanto ho capito si e’ comunque tenuto in forma ridotta, con promessa di replica, proprio per via della pioggia) sono riuscito a beccarmi solo la parte finale. Con Cisco che, invece di cantare, camminava tra il pubblico facendo intonare loro “Bella Ciao”. Cosi’, un po’ deluso, ho cercato riscatto allo stand del libro. E ne sono uscito con un volume che recentemente avevo sentito nominare piu’ volte. Trattasi de “La primula nera. Paolo Bellini, il protagonista occulto di trent’anni di misteri italiani“, a cura di Giovanni Vignali.

Ad oggi mi mancano le ultime pagine prima di concluderlo, ma mi sento di poter gia’ esprimere la mia opinione a riguardo. Opinione davvero pessima. Il libro pare una accozzaglia di informazioni tratte dalle fonti piu’ disparate (per la maggior parte articoli di quotidiani, ma non mancano anche imbarazzanti citazioni a Wikipedia e rari, troppo rari, riferimenti ad altri e piu’ autorevoli volumi), assolutamente priva di un filo logico. Chi non ha mai seguito le vicende giudiziarie riguardanti la primula nera del terrorismo reggiano puo’ forse apprendere qualcosa di nuovo. Ma il libro non ha ne’ capo ne’ coda. Non si capisce, fondamentalmente, quale sia lo scopo che l’autore, questo Vignali, si sia prefisso nel momento in cui ha deciso di cimentarsi in questa opera. Dalla quale lo stesso Bellini, che pure viene etichettato di tanto in tanto con i peggiori aggettivi possibili, esce come una macchietta. Un personaggio che ispira simpatia nella sua spericolatezza e spacconeria. Come dicevo poco fa, non sono riuscito a capire quale fosse lo scopo di Vignali. Ma dubito fortemente fosse questo…


