30 settembre 2009
Irrlicht 1.6 e MacOS X Snow Leopard
Finalmente ci siamo. Con l’update rilasciato oggi e che lo porta alla versione 1.6, Irrlicht prende a funzionare anche su Snow Leopard. E pare farlo molto meglio rispetto ai suoi predecessori. O almeno questa e’ stata l’impressione che ho avuto facendo rapidamente girare alcuni degli esempi inclusi nei sorgenti.

Apparentemente c’e’ qualche problema nel far girare il codice del mio simulatore, e soprattutto del viewer, entrambi scritti avendo come riferimento la vecchia versione 1.4.2 della libreria. Prima di tutto, la compilazione del viewer mi ha restituito un errore in fase di creazione della IrrlichtDevice, il cui costruttore richiede ora esplicitamente degli unsigned integers come parametri per specificare la dimensione della finestra. La (minima) modifica che e’ stato necessario apportare e’ evidenziata qui sotto.
Sistemato questo aspetto, la compilazione va a buon fine, ma mi trovo davanti ad alcuni errori di linking che ho descritto in una segnalazione prontamente pubblicata sul forum di Irrlicht.
In chiusura di post concedetemi una menzione d’onore allo staff tecnico della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che ha appena fatto una cosa semplicemente meravigliosa. Per rispondere a presunte esigenze di sicurezza, ha cambiato le modalita’ di accesso alla sezione di home banking del sito web aziendale. Rendendola “piu’ sicura”. Ora la password non la si puo’ piu’ digitare con la tastiera come fanno tutti i comuni cristiani. Va da se’ farla eventualmente memorizzare dal browser. Bisogna digitarla con il mouse, cliccando i minuscoli tasti di una tastiera virtuale. Che, cosi’ per incasinare ancora un po’ di piu’ le cose, ha pure i tasti disposti a casaccio. Davvero a casaccio. Non ci credete? Date un’occhiata allo screenshot qui sotto.

Se non fosse una cosa seria ci sarebbe da spanciarsi dalle risate. Il mio pensiero a riguardo e’ espresso nel testo qui sotto, estratto dalla mail che, disgustato, ho spedito a BPER. Avendo ricevuto ovviamente le solite risposte idiote e insensate che e’ evidentemente normale ricevere in queste circostanze. Sembra che davvero al peggio non ci sia mai limite. Prima: comprendiamo le difficoltà che può incontrare nella fase di adattamento all’utilizzo della tastiera virtuale per digitare la password, ma l’adozione di tale strumento di sicurezza era necessario. Ai nostri clienti consigliamo di digitare i caratteri più lentamente e con la massima attenzione e, se internet explorer mostrasse qualche problema a consentire l’accesso, di provare con Mozilla Firefox od altro programma (browser) similare. E poi ancora, dopo un’ulteriore richiesta di spiegazioni: le società che analizzano i problemi di sicurezza delle postazioni internet hanno evidenziato che il precedente sistema di accesso era a rischio di potenziali intrusioni fraudolente da parte di soggetti non intestatatari delle utenze stesse. Per questo, confidando nella professionaltà di chi cura questo aspetto di sicurezza, l’ intervento si è reso necessario, modificando la precedente modalità di accesso, non ripristinabile in quanto ritenuta non sicura. Mah…
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