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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Archivio per ottobre, 2009

Di nuovo a Plymouth

Settimana di pseudo-ferie letteralmente volata via. Dopo il solito lunghissimo viaggio, reso ancora piu’ pesante dall’aver dormito esattamente 0 minuti durante la notte (spento le luci alle 4:40 con sveglia alle 5:30, senza essere riuscito ad addormentarmi), ma anche un po’ piu’ piacevole dall’aver ronfato in macchina (chiedo venia agli accompagnatori) per tutta l’autostrada, nonche’ per tutto il volo esclusi decollo e atterraggio.

The man who came back (film poster)

I motivi che mi hanno portato ad una notte insonne li raccontero’ poi con calma nei prossimi giorni. Ora mi sparo un film, un po’ di Wii e mi metto a nanna. Decisamente non e’ serata per il casino. Lunedi’ si torna al lavoro. I’m back.

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Ingroia e le intercettazioni

Serata diversa dal solito quella di ieri sera, passata al Circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico ad ascoltare Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, presentare il suo recente libro C’era una volta l’intercettazione. Un volume che ho acquistato sul posto (ma ovviamente ancora devo leggere), curiosamente distribuito con una licenza Creative Commons. Come suggerisce il titolo, il libro tratta il tema delle intercettazioni, anche da un punto di vista “storico”. E racconta, almeno stando alle parole pronunciate ieri dal procuratore, come queste siano viste dall’esecutivo, da alcuni decenni a questa parte, come un qualcosa di pericoloso e da eradicare.

Ingroia non e’ un oratore particolarmente brillante, su questo non ci piove. Nondimeno mi e’ parsa una persona capace, per quanto in qualita’ di rappresentante della magistratura credo si sarebbe potuto risparmiare qualche frecciatina di troppo a Berlusconi & C. Ma pare che in Italia la giustizia abbia questa strana tendenza masochistica di proclamare la sua indipendenza, ma poi non comportarsi mai come un corpo realmente super-partes. Lungi da me mettere in dubbio l’onesta’ della magistratura, ma perche’, mi chiedo, fare costantemente il gioco di chi li attacca in continuazione?

Mi hanno lasciato un po’ perplesso soltanto i dieci minuti abbondanti che Ingroia (una persona che definire loquace sarebbe riduttivo) ha speso a ricordare la relazione che Alfano presento’ al Parlamento nel 2008, sostenendo che la stragrande maggioranza degli italiani fosse soggetta ad intercettazioni. Il procuratore palermitano racconta di aver fatto i conti e smentisce i dati mostrati dal ministro della giustizia. Il ragionamento non mi suona nuovo. E infatti e’ esattamente quello che Travaglio (il quale ha scritto la prefazione al libro di cui sopra) esponeva oltre un anno fa in un suo spettacolo, ironizzando sul termine “calcoli empirici” utilizzato da Alfano, per poi replicare anche all’interno della sua rubrica ospitata nel blog di Beppe Grillo. Gli smemorati possono riascoltare questo intervento nel filmato qui sotto.

Ad ogni modo si e’ trattato di una serata interessante. Devo dire anche di essere rimasto davvero basito dalla mole di eventi organizzati al Fuori Orario. I curiosi possono trovare il programma a a questo link. Solo a novembre, oltre simpatiche serate a tema (interessante quella “Sapori d’Irlanda”), saranno ospiti del circolo Flavio Oreglio, Gene Gnocchi, Daniele Luttazzi e Vauro, piu’ un misterioso ospite a sorpresa. C’e’ solo da sperare che non si tratti di Corona.

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Mo’ ce passano du’ treni!

Mo’ ce passano du’ treni“. E’ cosi’ che, questa mattina, dopo due minuti abbondanti di operazione chirurgica via laser, il chirurgo ha dichiarato chiusa la questione. I miei turbinati, tecnicamente, non sono piu’ ipertrofizzati. Posso tornare a respirare e sentire odori. Torno a disporre di cinque sensi. Mi si spalanca all’orizzonte un mare di possibilita’. Quali? Beh, non lo so. Sicuramente l’olfatto e’ un senso dalle enormi potenzialita’. Devo solo mettere a fuoco qualche possibile applicazione pratica.

Turbinates (frontal view)

Detto cio’, comunque, a fine intervento e per circa un minuto ho respirato divinamente. Poi mi hanno subito ficcato un po’ di crema antibatterica su per il naso e la piacevole sensazione e’ svanita. A distanza di 9 ore dagli eventi, il naso ancora non si e’ sbloccato. Lo fara’ prima o poi, vero?

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eSpeak

eSpeak e’ a compact open source software speech synthesizer for English and other languages, for Linux and Window (cit.). Ancora, eSpeak produces good quality English speech. It uses a different synthesis method from other open source TTS engines, and sounds quite different. It’s perhaps not as natural or “smooth”, but I find the articulation clearer and easier to listen to for long periods (sempre cit.).

Non funziona solo sotto Linux e Windows, pero’. Ho infatti appena scoperto che su Cucat.org e’ ospitato il progetto focalizzato sul porting di eSpeak su piattaforma MacOS. Dal sito in questione e’ possibile scaricare l’installer per il motore di text-to-speech, un pacchetto di linguaggi aggiuntivi (accenti compresi), nonche’ un’interfaccia grafica per utilizzare il software in maniera leggermente piu’ intuitiva che non da terminale. Gli utenti di Snow Leopard tengano presente che per far girare eSpeak e’ necessario Rosetta, non installato di default dal leopardo delle nevi.

Su YouTube e’ presente un video, realizzato dai ragazzi di BashScripts.info, dove si vede eSpeak azionato da riga di comando, impegnato a leggere l’ora corrente del sistema.

La performance, nel caso specifico, non e’ delle piu’ brillanti. Ma ho visto qualche altro test e non mi era sembrato per niente malaccio. Chi volesse provare questo software tenga presente che puo’ essere usato come alternativa all’engine gia’ integrato in Mac OS, ma non puo’ rimpiazzare quest’ultimo per annunciare gli eventi di sistema.

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Ci stavamo chiedendo…

Direttamente dal film L’Onda, che mi sono guardato oggi pomeriggio incastrato in quale modo sul solito e scomodissimo RyanAir Bristol – Orio al Serio.

The Wave (Die Welle) - poster

Ci stavamo chiedendo quali condizioni sociali favoriscono la nascita di una dittatura?, chiede Rainer Venger (Jurgen Vogel) ai suoi studenti durante una delle prime scene del film.

Queste le risposte:

  • un alto tasso di disoccupazione ed ingiustizia sociale
  • l’inflazione
  • la disillusione politica
  • spirito nazionalistico estremo

Ora, come quando da bambini si giocava con le figurine, chi mi fa un bel “ce l’ho”, “non ce l’ho” con le voci di cui sopra ed avendo come riferimento il nostro adorato Paese?

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