Serata diversa dal solito quella di ieri sera, passata al Circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico ad ascoltare Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, presentare il suo recente libro C’era una volta l’intercettazione. Un volume che ho acquistato sul posto (ma ovviamente ancora devo leggere), curiosamente distribuito con una licenza Creative Commons. Come suggerisce il titolo, il libro tratta il tema delle intercettazioni, anche da un punto di vista “storico”. E racconta, almeno stando alle parole pronunciate ieri dal procuratore, come queste siano viste dall’esecutivo, da alcuni decenni a questa parte, come un qualcosa di pericoloso e da eradicare.
Ingroia non e’ un oratore particolarmente brillante, su questo non ci piove. Nondimeno mi e’ parsa una persona capace, per quanto in qualita’ di rappresentante della magistratura credo si sarebbe potuto risparmiare qualche frecciatina di troppo a Berlusconi & C. Ma pare che in Italia la giustizia abbia questa strana tendenza masochistica di proclamare la sua indipendenza, ma poi non comportarsi mai come un corpo realmente super-partes. Lungi da me mettere in dubbio l’onesta’ della magistratura, ma perche’, mi chiedo, fare costantemente il gioco di chi li attacca in continuazione?
Mi hanno lasciato un po’ perplesso soltanto i dieci minuti abbondanti che Ingroia (una persona che definire loquace sarebbe riduttivo) ha speso a ricordare la relazione che Alfano presento’ al Parlamento nel 2008, sostenendo che la stragrande maggioranza degli italiani fosse soggetta ad intercettazioni. Il procuratore palermitano racconta di aver fatto i conti e smentisce i dati mostrati dal ministro della giustizia. Il ragionamento non mi suona nuovo. E infatti e’ esattamente quello che Travaglio (il quale ha scritto la prefazione al libro di cui sopra) esponeva oltre un anno fa in un suo spettacolo, ironizzando sul termine “calcoli empirici” utilizzato da Alfano, per poi replicare anche all’interno della sua rubrica ospitata nel blog di Beppe Grillo. Gli smemorati possono riascoltare questo intervento nel filmato qui sotto.
Ad ogni modo si e’ trattato di una serata interessante. Devo dire anche di essere rimasto davvero basito dalla mole di eventi organizzati al Fuori Orario. I curiosi possono trovare il programma a a questo link. Solo a novembre, oltre simpatiche serate a tema (interessante quella “Sapori d’Irlanda”), saranno ospiti del circolo Flavio Oreglio, Gene Gnocchi, Daniele Luttazzi e Vauro, piu’ un misterioso ospite a sorpresa. C’e’ solo da sperare che non si tratti di Corona.