26 novembre 2009
Staples e PDF-X
Quindici poster stampati su sedici consegnati. Secondo voi quale poteva mai essere l’unico del lotto a restituire errori? Risposta esatta. Il mio. Nonostante una condizione fisica precaria (dopo le vicissitudini di ieri sera, oggi mi sono svegliato con un cerchio alla testa che vi lascio immaginare) che mi ha costretto a boicottare il primo giorno del meeting inaugurale del CRNS, nel pomeriggio ho raccattato i miei resti e me ne sono andato al negozio Staples di Plymouth per cercare di risolvere l’inghippo. Il poster, durante i due tentativi fatti dal personale la scorsa settimana, veniva sempre e soltanto stampato fino a meta’.
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Senza accennare al problema, chiedo di stampare il tutto. Ancora una volta la stampa arriva fino a meta’ e poi si blocca. Viene chiamato un tecnico, che in un attimo ha pronta la sua soluzione: “e’ il buffer della stampante”. Io rimango un po’ perplesso (il file e’ di 2MB e sicuramente non il piu’ pesante del lotto), ma sto al gioco. Altro tentativo, ma stavolta la stampa non parte proprio. Prova e riprova, la stampante non vuole piu’ saperne. La commessa (chissa’ com’e’ che per certe cose mandano sempre avanti le donne) viene da me e con aria sconsolata mi chiede (nonostante gia’ lo sapesse, per via di una conversazione avuta in precedenza): “Purtroppo non riusciamo a stamparlo. L’hai creato con Mac, vero?”. Rispondo affermativamente e lei, che non attendeva altro, replica “Purtroppo quello e’ il problema, non riusciamo a stampare files Mac”. Provo a convincerla del fatto che, si’, l’ho creato con Mac, ma trattasi di un file PDF. Niente da fare. Riesco perlomeno a concordare qualche tentativo extra. Torno a casa e provo a convertire il file originale (in Pages) in ogni formato possibile. Non molti a dire il vero. E manca anche la possibilita’ di esportare in JPEG come mi era stato richiesto (per quanto anche questa richiesta avesse suscitato in me una qualche perplessita’). Di fatto me ne torno in negozio dopo una mezz’oretta con un file PostScript ed un fantomatico PDF-X, che non ho la benche’ minima idea di cosa sia. Dal canto suo, il commesso che mi tocca non sapeva manco cosa fosse un .ps. Fatto sta che lo mandiamo in stampa, ma gia’ dai primi centimetri di carta che escono dalla stampante ci accorgiamo che c’e’ qualcosa di quantomeno sbagliato. Altro tentativo fallito. Non rimane che provare quei simpatici 15MB di file PDF-X. Che a sorpresa si caricano. La stampa parte. Si grida al miracolo, ma arrivati a meta’ poster ancora una volta stampante ferma. Dopo aver imprecato, in coro con l’intero negozio, buona parte dei fautori delle principali religioni monoteiste mondiali, sto per rassegnarmi. Quando uno del commesso si accorge dell’inghippo. “Cazzo, e’ finita la carta”. Proprio cosi’, la carta nella stampante era finita’ a meta’ esatta del mio poster. Rotolo nuovo (non glossy, perche’ quello gliel’ho finito) e via di nuovo con la stampa, che questa volta va a buon fine. Habemus un poster, signori. Ci e’ voluto quasi piu’ tempo che non a portare a termini la ricerca sottostante, ma ce l’abbiamo fatto.
Ora mi rimane solo un dubbio. Che stracazzo e’ quel formato PDF-X? Un documento recuperato sul supporto Apple dichiara che PDF-X is a subset of PDF that’s used in the printing industry and contains the minimum information needed to print the document. Wikipedia conferma la tesi. Ma allora, se si tratta di un subset dello standard, perche’ il PDF originario era di 2MB e quello nuovo di 15? Misteri dell’informatica.


