E’ durata decisamente meno del previsto la mia avventura nel Gran Torneo SNAI di Campione. E non posso dare la colpa a nessuno, se non a me stesso. Partito bene, in una cornice stupenda, salgo rapidamente dalle 15k chips di partenza a 21k. Per poi buttarle via di tutte, ancora presto, con una giocata assolutamente evitabile. Per inciso, nel momento in cui ho deciso per il call che mi e’ costato il torneo, ero consapevole di partire sotto. Solo un cieco non se ne sarebbe reso conto. Vincendo la mano avrei pero’ portato a casa un piatto piu’ che importante, che mi avrebbe messo nelle condizioni di prendere a pallate il tavolo, molto chiuso, ed avere delle basi solide per provare una seria scalata ai piani alti. Il colpo pero’ non e’ entrato e io sono qui a leccarmi le ferite.

Il nervosismo iniziale si scioglie dopo giusto cinque/sei mani di gioco. Spizzo AQ-o da early, raiso x3 e ricevo un solo call dal BB. Flop nullo e check/check. Punto sull’asso che cade al turn e vengo prontamente chiamato. Jack al river e sul check del mio avversario betto ancora, per trovarmi un altro call. L’oppo gira pero’ K-high ed io porto a casa il primo piatto di giornata.
La prima mano interessante mi capita al secondo livello, quando dall’SB pesco TT. Un giocatore loose raisa da middle, riceve un call dal cut-off ed il mio dal piccolo buio, con fold del BB. Il flop esce QQ6, faccio check, il raiser iniziale c-betta pesante, il CO folda ed io chiamo. Un 9 scende al turn ed e’ doppio check. Sull’8 che esce al river, ormai sicuro che il mio avversario non abbia una Q in mano, me ne esco puntando. L’avversario a sorpresa mi raisa. Avrei chiamato comunque, ma il raise e’ in realta’ un min-raise, che di fatto mi costringe a fare il call. L’oppo gira A-high e porto a casa un altro bel piatto.
Qualche chips la perdo poco piu’ tardi, quando raiso con 99 da UTG e ricevo il flat call del solo UTG+1. Al flop cade un asso e io vado di CB, ma vengo chiamato. Blank al turn ed io checko, ma chiamo il pronto bet del mio avversario pronto per fargli una giocata al river. Blank anche al river e qui me ne esco puntando, ma non abbastanza pesante. Voglio dare l’impressione di provare a tirar dentro l’oppo, che dopo un minuto buono trascorso a pensare decide infine per il call e mi gira il suo brillante A4s.
Il momento di gloria mi arriva quando al nostro tavolo si unisce Claudio “Swissy” Rinaldi. Ho posizione su di lui che gioca molto molto chiuso e soltanto di posizione. Esce dal letargo la prima volta raisando dal bottone su un paio di limpers e vincendo poi la mano post-flop. La seconda volta che si trova di bottone con un paio di call prima di lui, ancora parte il suo squeeze. La cosa inizia a diventare sospetta e cosi’ provo a metterlo alla prova. Io sono di BB con 7T-o e chiamo per metterlo alla prova post-flop. Uno dei limper chiama a sua volta. Il flop esce K69 ed io mi preparo ad un check/raise su Swissy. Anche l’oppo e lui pero’ fanno check. Al turn arriva un asso e provo a rappresentarlo. Betto due terzi di piatto, fold del limper originario (non difficile il non metterlo su un asso) ed anche di Rinaldi. Fico.

Qualche altra mano degna di nota e’ rappresentata da due mie three-bet pre-flop, fatte rispettivamente con JJ e AA, sempre sull’avversario alla mia destra, che sempre ha mollato la sua coppietta pre-flop. Brividi in una delle mie proverbiali blinds war. Prima porto via un piatto dall’SB al BB raisandolo con A9-o, che mostro per fargli capire di non essere interessato a rubare dei bui cosi’ bassi. Poi due giri dopo raiso ancora con QK-o e questa volta mi becco il re-raise in faccia. Chiamo ed il flop esce KJx. Lascio puntare l’oppo, per poi raisarlo pesante e fargli foldare il suo AJ.
Poi, al quinto livello di gioco, con bui 150/300, il patatrack. Mi ritrovo in MP con AKs a cuori, dopo che tutti hanno foldato prima di me. Dal primo break non avevo visto carte e cosi’ ripongo un po’ di speranze in questa bella starting hand. Rilancio standard a 900 e ricevo il call del BB, giocatore pari-stack estremamente solido, che anche mi aveva beccato a bluffare (KT-o con il quale ho rilanciato da middle, c-bettato su un flop A66, e poi bettato ancora su turn K e river T, sempre chiamato) poche mani prima. Il flop esce 537 con due cuori. L’oppo se ne esce puntando, molto rapidamente, 1,500 chips su un piatto da 1,800. La velocita’ con il quale punta mi puzza. L’impressione che ho e’ che stesse gia’ pensando al da farsi prima ancora di vedere al flop. Il che puo’ essere sinonimo di monster pair slowplayata pre-flop, oppure semplicemente una mossa. Per capire com’e’ la situazione, forte delle mie due over e del nuts flush draw raiso la sua puntata a 4,5k. Lui, in un attimo, mi manda la vasca. Ahia. E’ quello che non volevo vedere. A questo punto si tratta ovviamente di overpair o di set (la scala la escludiamo a priori visto il tipo di giocatore). Ci penso un po’ e decido infine per il call. Al tavolo io e lui siamo secondi in chips, dietro a Swissy (che aveva double-uppato ritrovandosi con una coppia d’assi in all-in al flop, contro un flush draw che non si e’ chiuso), il quale sta pero’ per essere spostato al tavolo TV dove si gioca un torneo di beneficenza. Mi dovesse entrare il colpo potrei davvero prendere pieno possesso del tavolo. E’ presto per rischiare e la mano puo’ essere foldata in maniera indolore, rimanendo comunque piu’ che tranquilli con 15k chips. Ma e’ anche vero che, prima o poi, qualche colpo bisogna infilarlo. Decido che questo e’ il momento. L’oppo gira una coppia di 7 settata. Al turn esce un 4 che mi da’ anche un incastro a scala, ma un J nero al river chiude il discorso. Game over.