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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

LaTeX su Mac OS X (e qualche papers)

Visto che tra un po’ dovro’ iniziare l’avventura tesi e’ giunta l’ora che le mie competenze in campo informatico/scientifico facciano un ulteriore passettino in avanti. Per il prossimo paper (deadline, che spero di cuore sara’ estesa, il 31 di gennaio – destinazione la special session in “Neural Modeling Fields: foundations and applications” del World Congress on Computational Intelligence di Barcellona) ho dunque deciso di fare il grande passo e darmi definitivamente a LaTeX.

MacTex logo

Lavorando su Mac, la scelta del parco software da utilizzare e’ stata pressoche’ automatica: MacTex-2009. MacTex e’ un pacchetto al’interno del quale troviamo un po’ di tutto: si va dal famoso BibDesk (reference manager), a LaTeXiT (un front-end per scrivere equazioni in LaTeX e che permette di esportare in numerosi formati), passando per Texshop (editor con funzioni di compilazione e visualizzazione) ed Excalibur (versatile spell-checker). Grazie anche all’intervento del buon Ale sono riuscito nel giro di pochi minuti a caricare la document class redatta dagli organizzatori della conferenza, apportare alcune modifiche e (previa aggiunta, nel preambolo, del package epstopdf) compilare il tutto allegramente.

Va da se’ che uno degli aspetti piu’ arrapanti dell’utilizzare LaTeX consiste non soltanto nel non doversi preoccupare (o quantomeno farlo solo in maniera marginale) del layout grafico dei documenti che si produce, ma anche nel poter inserire e gestire in maniera piu’ che agevole references, citazioni e quant’altro. In teoria. Nella realta’ sto avendo qualche difficolta’. Dopo averla opportunamente aggiustata, ho esportato da Papers la mia bibliografia in comodo formato .bib. BibDesk legge ed interpreta bene il file cosi’ creato, nonostante qualche lamentela riguardo ai files linkati in locale. Dare la bibliografia in pasto a TexShop, tuttavia, non e’ cosi’ semplice. Seguendo alcuni tutorial trovati sul web (ad esempio questo) non sono ancora riuscito a venire a capo della questione. Vi terro’ comunque aggiornati sugli sviluppi. Nel frattempo, gia’ il riuscire vedere sullo schermo del proprio computer qualcosa come cio’ che c’e’ qui sotto e’ per me motivo di vanto.

Screen shot of my Macbook Air running MacTex 2009 on Snow Leopard

In chiusura di post ne approfitto per segnalare alcuni articoli (due relativi agli UAVs ed uno di robotica piu’ generale) nei quali mi sono imbattuto oggi. Tutti e tre sono relativamente datati, ma non per questo meno interessanti. Passo e chiudo.

Commenti

  1. gennaio 27th, 2010 | 13:27

    Dunque dunque. Ambito interessante. Io continuo a utilizzare il mio strumento personale per il publishing (blog e pochissime altre cose che per adesso sono e rimangono mie). Per questo mi sono appoggiato a XSLT (conosciuto attraverso SymphonyCMS).

    Per il tuo lavoro accademico Latex mi sembra ottimo, forse anche l’unica soluzione. Ma non rinuncerei, se fossi in te, a dare un’occhiata a DocBook, per il quale supporto e software certo non mancano. Magari a tempo perso, anche se suppongo che non ne hai molto di questo tipo di tempo.

    Buon lavoro, comunque!

  2. gennaio 27th, 2010 | 13:57

    Qual è il problema di usare i bib-file con texshop?

  3. gennaio 27th, 2010 | 15:18

    @ Kiko: mi pare che gia’ mi avevi accennato qualcosa riguardo a DocBook. Non nego sia una cosa interessante, pero’ e’ completamente slegata dai miei fini. Al momento preferisco concentrarmi su qualcosa che mi sia oggettivamente utile, come appunto LaTeX.

    @ Matte: beh, il problema e’ sicuramente mio e sto cercando di venirne a capo giusto ora. Sono partito dalla classe linkata qui sopra ed ho provato ad aggiungere la mia bibliografia (file bibliography.bib, contenuto nella stessa directory della classe e del dcumento .tex) con la sintassi:

    \bibliography{bibliography}
    \bibliographystyle{plain}
    \nocite{*}

    poi ho provato a mettere una citazione a caso (\cite{Baldassarre:2006p149}) nel testo. Quando compilo (alternando in maniera piu’ o meno random il typeset tra LaTeX e BibTeX) mi ritrovo pero’ con un documento che non solo non ha la citazione che voglio, ma perde anche quelle intra-documento a figure e tabelle… :-/

  4. gennaio 27th, 2010 | 15:29

    @Fabio

    infatti sono partito col dire che per te e il tuo lavoro Latex è la soluzione migliore.

    Però, manomettendo i sorgenti e soprattutto facendo leva su utilities di terze parti, ho potuto notare che DocBook e le sue varianti (tipo la mia) ha una potenza incredibile. Perchè per esempio (cosa che sto cercando di fare quando mi ritrovo tre minuti senza fare nulla) puoi unificare la scrittura di un post: scrivi un sorgente XML soltanto e da lì pubblichi su Twitter il minisummary, su Tumblr le note, su WordPress l’articolo completo e prepari pure il PDF tutto bello carino e pettinato per la stampa.

    Considera che tutto è XML e quindi puoi programmarti quello che vuoi per trattare il documento come meglio credi.

    La parte più complicata (prossimo libro da recensire, probabilmente) è la versione di stampa, per il quale serve XSL-FO e tutte le estensioni legate. Un casino pazzesco. A conferma della bontà del mio ragionamento, O’Reilly e mi pare l’Apress pubblicano i loro libri usando DocBook. Il punto chiave, secondo me, e chiudo, è la riusabilità: imbattibile DocBook, praticamente azzerata Latex. Con Latex (che comunque adoro, perchè mi serve ancora in molte occasioni) ci scrivi soltanto il pezzo, ma se vuoi riutilizzare qualcosa, beh, è un casino. Per esempio ho combattuto almeno un mesetto per ottenere una versione web di un articolo lungo 30 pagine, composto da pochi capitoli e pochi elementi (tipo tabelle, grafici, pullquote e via così). Ecco questo mi ha permesso di scoprire DocBook.

  5. gennaio 28th, 2010 | 00:29

    Lol… problema risolto…

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