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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Archivio per febbraio, 2010

Update pokeristici: febbraio 2010

Rientrato in Italia poche ore fa, approfitto della serata di relax (nonostante una stanchezza non indifferente) e soprattutto del fatto che oggi e’ l’ultimo giorno di febbraio, per il consueto riepilogo mensile della mia situazione pokeristica.

poker

Live, febbraio e’ stato un ottimo mese. Al Grosvenor ho fatto registrare un bel segno piu’ sia alla voce MTT, sia alla voce cash. Nel dettaglio, ho giocato 7 tornei con tre tavoli finali ed altrettanti piazzamenti ITM. Dopo un inizio negativo (8 febbraio, deep-stack da £15+4 che chiudo in maniera anonima, 19esimo di 36), piazzo un filotto entusiasmante. Il giorno dopo, in un altro deep-stack (questa volta da £20+5) arrivo quasi fino in fondo: rimasti in tre, nonostante una mia discreta chip-leading, non riesco a far fuori gli altri due avversari ed esco infine al terzo posto (chiamando con AJs dal BB il push dell’SB, che gira pero’ AKo) per £110. Le cose vanno leggermente meglio il 13 febbraio, al tradizionale £20+5 triple-chance del sabato. Ancora una volta rimaniamo in 3 (32 giocatori al via) e, nonostante una mia rilevante chip-leading (arridaje), non riesco a chiudere i giochi (provando a giocare aggressivo ma riuscendo a beccarmi contro TT, QQ e AA nel giro di una decina di mani). Quando tutti torniamo ad avere stack simili, con bui ormai decisamente improponibili, ci accordiamo per un deal che mette £185 nelle tasche di ciascuno. Il venerdi’ dopo mi piglia, non so perche’, di andare a giocare il turbo da £10+4. Gioco rilassato, mi trovo tavoli facili facili ed in un amen sono in HU. Dove vengo sculato per due volte in una maniera indegna e chiudo al secondo posto per altri £110. Gli ultimi tre tornei del mese (tra i quali il £50+5 deep-stack del 27 febbraio) non mi danno invece soddisfazioni. Il profit del mese relativo agli MTT si attesta comunque sui £217.

Per cio’ che concerne il cash, riesco a trovare la rilassatezza mentale per sedermi al tavolo solo il 20 febbraio, a quasi un mese di distanza da quel maledetto 22 gennaio che mi aveva visto uscire randellato, con £260 in meno rispetto a quando ero entrato al Grosvenor. Stavolta le cose vanno meglio. Decisamente meglio. Prendo letteralmente a bastonate il tavolo, al punto che alle 6 di mattina, quando il dealer ci comunica che verra’ giocata l’ultima mano della nottata, non riesco a trattenere un’imprecazione. Esco con un profit di £451.50, la mia piu’ bella sessione da quando gioco cash.

Infine, per quanto riguarda l’on line, non ho giocato nient’altro che heads-up, con la sola eccezione dei tre satelliti per Portoroz organizzati da PIW (un freeroll ed altri due da 5€ di buy-in l’uno), uno dei quali portato a termine con successo. Negli HU, dopo aver raggiunto il mio traguardo delle 1,000 partite giocate, la situazione e’ in tracollo. Il profit e’ sceso a 173$ per un ROI del 3.03%. Impietoso il grafico dell’andamento, che potete vedere qui di seguito.

HUs_feb2010

Insomma, tilt on line a parte, direi che questo e’ stato un ottimo mese… ;)

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Portoroz – Grand Slam of Poker: ci si vede la’!

Mi ero ripromesso di non scrivere di poker al di fuori del consueto riepilogo mensile (che, tra parentesi, e’ in programma tra pochi giorni), ma mi tocca gia’ fare un’eccezione alla regola. Mi sono infatti appena aggiudicato il torneo WTA organizzato da PowerPoker.it, in collaborazione con PokerItaliaWeb, e che metteva in premio per il primo classificato un pacchetto completo per la partecipazione al Grand Slam of Poker di Portoroz.

Locandina aggiornata Grand Slam of Poker, Portoroz

Il torneo, in programma per il prossimo 4-7 marzo, si preannuncia davvero interessante, grazie in particolare alla struttura ultra-giocabile (stack di partenza di 25k chips e livelli da 40 minuti) offerta ad un prezzo relativamente contenuto (€300+30 di buy-in). E questa volta, anche per rimediare alla figuraccia di Campione, voglio davvero fare bene. Siete tutti avvisati.

PIW satellite for Portoroz Grand Slam of Poker (2)

PIW satellite for Portoroz Grand Slam of Poker (1)

PIW satellite for Portoroz Grand Slam of Poker (3)

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Losanna

Lausanne, Switzerland (landscape)

Lausanne (French pronunciation: [loˈzan], Ital. Losanna) is a city in Romandy, the French-speaking part of Switzerland, situated on the shores of Lake Geneva (French: Lac Léman)[1], and facing Évian-les-Bains (France) and with the Jura mountains to its north-west. Lausanne is located 62 km (39 mi) northeast of Geneva. It is the capital of the canton of Vaud and of the district of Lausanne. The headquarters of the International Olympic Committee are located in Lausanne and the IOC officially recognises the city as the Capitale Olympique,[2] and the headquarters of the Court of Arbitration for Sport. It lies in the middle of a wine region.

Come potete forse intuire dal carattere del post, c’e’ stata un’improvvisa accelerata nel processo decisionale riguardante il mio futuro. Si tratta pero’ del mio futuro pre-fine dottorato e non di quello post. A quanto pare, dopo rapido scambio di email intercorso oggi pomeriggio tra me, il mio supervisor ed un soggetto terzo, da maggio a settembre saro’ in quel di Losanna, a lavorare presso l’EPFL su qualche MAV in carne e ossa (o fibra di carbonio e viti, come preferiti).

Ora si tratta soltanto di metabolizzare un attimino la cosa… :)

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Un giro su jobs.ac.uk

Visto che il mio PhD si sta indirizzando nelle sue fasi finali e’ giunto ufficialmente il momento di iniziare a guardarmi in torno per capire cosa faro’ da grande. O, meglio, da un po’ piu’ grande rispetto a quanto sono adesso. Rimanere in ambito accademico, infatti, significa cercarmi un contratto da post-doc da qualche parte del mondo. Contratti solitamente limitati a 2-3 anni in quanto a durata, ma con un buon salto di qualita’ da un punto di vista salariale rispetto alla borsa da dottorato.

PhDComics.com - Post hoc vs Post-Doc

Fermo restando che esistono valide alternative industriali (in particolare abbiamo buoni contatti con un’azienda di Bristol contractor del MoD) ed altre affascinanti sebbene un po’ piu’ inusuali (i lor signori hanno ricevuto e processato il mio curriculum qualche tempo fa), oggi mi sono scandagliato jobs.ac.uk per vedere che tipo di posizioni sono aperte qui in UK. Di seguito le inserzioni che ho “short-listato”:

  • University of Surrey, PostDoc su agent-based modeling di fenomeni economico/sociali nell’ambito del progetto ERIE (link);
  • University of Birmingham, Research fellow su un progetto di evolutionary computation (SEBASE project), con focus sullo studio dei tempi di ottimizzazione tramite EA, comparazione con algoritmi di ricerca tradizionali e studio dei panorami di fitness di problemi di ingegneria software (link);
  • University of Oxford, Research assistant sul progetto PreDiCT. La posizione ha un focus sullo studio, tramite modellazione matematica o computeristica, dei meccanismi che inducono aritmia cardiaca post-assunzione di un farmaco. Non esattamente il mio campo, ma Oxford e’ pur sempre Oxford (link);
  • Newcastle University, Research assistant presso lo Statistical Genetics Group, con compiti puramente da programmatore. Siamo ancora in ambito medico. L’advertisement dice infatti che the project will focus on the development and implementation of computational statistical methodology and software tools for the detection and characterisation of genetic factors in complex disease (link);
  • University of Liverpool, Postdoctoral researcher presso lo Agent ART group, per lavorare sul progetto IMPACT. Il focus e’ sull’agent-based modeling ed in particolare sullo studio della computational argumentation (link);
  • Cranfield University, Research fellow in forensic computing (per diventare una sorta di CSI dell’informatica presumo) (link);
  • Heriot Watt University, Research associate per il progetto SerenA (Serendipity Arena). Il tema di ricerca sembra molto interessante ed e’ riassunto cosi’ nell’advertisement: the aim is not merely to search for shared keywords, like existing systems, but to use state-of-the-art technology from automated reasoning and computational creativity to attempt to identify things that users did not know they needed to know, using more advanced search based on metaphor and analogy. SerenA will be implemented as a physical presence in the working environment, and via personal technology, such as smartphones. This will allow it, for example, to suggest that people who don’t know each other might find some value in meeting (perhaps because they share an interest in particular aspects of the academic world), or to suggest a paper omitted by keyword search in a particular e-journal (because it has connections with other things of interest to the user who is searching). (link).

Ok, direi che ho un po’ di email da spedire…

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I misteri del serial comma

A circa un anno e mezzo di distanza dalla sottomissione, questa mattina mi e’ arrivata a sorpresa la proofs del book chapter scritto a suo tempo insieme a Domenico Parisi, Giancarlo Petrosino e Filippo Saglimbeni. Poche le cose da sistemare, anche se nel pomeriggio dovro’ scorrere le 30 pagine che compongono il contributo alla ricerca di eventuali imperfezioni. Soprattutto per quanto riguarda lo stile scelto dalla casa editrice. Che vuole sia utilizzato lo spelling inglese (fair enough, essendo io in Inghilterra e dato che si tratta di editore brittanico), le virgolette singole e, soprattutto, un misterioso serial comma.

I believe in the serial comma (badge)

Non sapendo di cosa si trattasse ho googlato un pochino a riguardo. Trovando subito aiuto nell’esaustiva pagina di Wikipedia dedicata all’argomento. La quale mi informa che the serial comma or series comma (also known as the Oxford comma or Harvard comma) is the comma used immediately before a grammatical conjunction (usually and or or, sometimes nor) preceding the final item in a list of three or more items. For example, a list of three countries can be punctuated as either “Portugal, Spain, and France” (with the serial comma) or as “Portugal, Spain and France” (without the serial comma).

Leggendo molte cose in inglese, naturalmente, mi ero gia’ incuriosito riguardo a questa abitudine (peraltro non generalizzata) di utilizzare la virgola per precedere l’and finale di frasi contenenti degli elenchi. Cosa che in italiano, a quanto ne so, e’ assolutamente scorretta da un punto di vista grammaticale. Pensavo fosse un’altra di quelle differenze tra inglese e americano, in quanto mi sembrava di vederla piu’ spesso all’interno di documenti scritti oltre oceano, piuttosto che in pubblicazioni del vecchio continente. Ma evidentemente mi sbagliavo. Il serial comma e’ qualcosa di molto piu’ serio. Quasi una religione. E da oggi anche io dovro’ decidere da che parte stare. Serial comma or not?

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Un tocco di classe

Mi stavo iniziando a stancare del dock per iPod/iPhone che utilizzo a casa per rilassarmi con un po’ di musica. Un prodotto onesto, che all’epoca mi era costato poche sterline e che in qualche modo ha sempre fatto il suo dovere. Essendo pero’ che di recente mi sono messo ad ascoltare qualcosina di musica classica, negli ultimi giorni i limiti dell’apparecchio in questione sono diventati ancora piu’ lampanti. Al punto da ridurmi ad ascoltare il tutto in cuffia (alternando tra le ottime Sony MDR-EX500LP e le piu’ confortevoli Sennheiser HD202), cosa che pero’ non mi piace fare quando sono tra le mura domestiche.

Cosi’, come avrete intuito, ho deciso che era giunta l’ora per un salto di qualita’. E mi sono regalato un upgrade, con l’aquisto di un Sony CMT-BX70DBi che stavo tenendo d’occhio da un pezzo.

Sony CMT-BX70DBi

Il prodotto in questione e’ un mini sistema hi-fi con dock per iPod/iPhone integrato. L’unita’ centrale e’ un bel mattoncino da 4kg di peso, che comprende al suo interno anche un CD player. A completare il tutto due speaker da 10cm ed un telecomando. Il sistema puo’ erogare una potenza fino a 38W.

Le prime impressioni d’uso sono piu’ che positive. Trattandosi di un prodotto di fascia media (£150 con consegna gratuita su Amazon), non mi aspettavo performance incredibili. Ed invece sono rimasto piacevolmente deluso. La mancanza di un woofer e’ sopperita alla grande dal sistema DSGX per l’amplificazione dei bassi, che fa il suo dovere in maniera eccellente e non fa rimpiangere l’assenza di una cassa dedicata. Frequenze medie e alte sono riprodotte elegantemente (forse leggermente meglio le medie) ed in generale il suono e’ nitido e pulitissimo.

In piu’, per riallacciarmi al titolo di questo post, il sistema e’ molto bello esteticamente. Semplice ed elegante. La foto qui sotto forse non rende giustizia, ma credetemi se vi dico che nel mio flat fa davvero un figurone.

Sony CMT-BX70DBi at my place

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ICARCV 2010, 11th International Conference on Control, Automation, Robotics and Vision

Visto che e’ da un po’ di tempo che non vi tedio piu’ con qualche calls for papers, e’ giunta l’ora di rimediare. Fresco fresco (in verita’ no, ma cosi’ suona meglio) dalla mia inbox, l’invito a sottomettere un contributo per ICARCV 2010, 11th International Conference on Control, Automation, Robotics and Vision, in programma per il periodo compreso tra il 7 ed il 10 dicembre in quel di Singapore.

ICARCV 2010 (logo)

Copia/incollando dal sito della conferenza:

The topics of interest include, but are not limited to:

  • Control: Adaptive control; Robust control; Process control; Complex systems; Co-operative control; Identification and estimation; Nonlinear systems; Intelligent systems; Discrete event systems; Hybrid systems; Networked control systems; Sensor network systems; Delay systems; Neural networks; Fuzzy systems; Control of biological systems; Precision motion control; Control applications; Control engineering education.
  • Automation: Man-machine interactions; Process automation; Intelligent automation; Factory modeling and simulation; Home, laboratory and service automation; Network-based systems; Planning, scheduling and coordination; Nano-scale automation and assembly; Instrumentation systems; Biomedical instrumentation and applications.
  • Robotics: Modeling and identification; Robot control; Mobile robotics; Mobile sensor networks; Perception systems; Micro robots and micro-manipulation; Visual servoing; Search, rescue and field robotics; Robot sensing and data fusion; Localization, navigation and mapping; Dexterous manipulation; Medical robots and bio-robotics; Human centered systems; Space and underwater robots; Tele-robotics; Mechanism design and applications.
  • Vision: Image/video analysis; Feature extraction, grouping and segmentation; Scene analysis; Pattern recognition; Learning in vision; Human-computer interaction; Tracking and surveillance; Biometrics; Biomedical Image analysis; Activity/behaviour recognition; Applications.

La call for papers completa la si puo’ scaricare a questo link. Buon lavoro a tutti!

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Ditemi che e’ uno scherzo

C’e’ cartellone con su scritto “Scherzi a parte” nascosto in laboratorio, vero? Dai, non e’ possibile. Proprio ieri mi lamentavo dei continui aggiornamenti di Irrlicht ed oggi cosa mi ritrovo sul loro website? Ta-dah. Uscita un’altra versione. Esattamente ieri. Probabilmente nello stesso momento in cui mi stavo lamentando.

Irrlicht 1.7 released (announce)

Questa volta per l’aggiornamento aspettero’ qualche tempo, pero’. Temo infatti di aver individuato un bug introdotto in una delle ultime release della libreria (sto lavorando per cercare di capire esattamente quale) e che di tanto in tanto intercorre nelle mie simulazioni introducendo valori assolutamente sballati. Ho fatto la mia pronta segnalazione del problema qui. Speriamo che qualcuno riesca ad intervenire in maniera rapida e possibilmente indolore.

PS: nota positiva di giornata: dopo infiniti smanettamenti, il mio Mini-Note 2133 che non bootava piu’ dopo aver rimosso Linux (causa sventurata sequenza di upgrade: tutto bene nel passaggio da Kubuntu 8.10 a 9.04, tutto male nel passaggio da 9.04 a 9.10) e’ ora di nuovo operativo. E non solo boota, ma addirittura multi-boota tra XP ed un Vista Enterprise che sto testando grazie alla licenza MSDN Academic Alliance generosamente offertami da IEEE. Sentiti ringraziamenti per la buona uscita dell’opera vanno ai ragazzi appartenenti ai team di Ultimate Boot CD e Pendrivelinux.com.

UPDATE 18/02/2010 – bug risolto. E’ stata sufficiente una modifica apportata al file di include matrix4.h, che trovate illustrata qui.

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Irrlicht 1.7

Come sempre accade, non faccio in tempo ad aggiornare la mia macchina ed i vari computer che formano la nostra grid ed ecco che per una delle librerie per me piu’ importanti arriva una nuova release. E’ questa la volta di Irrlicht, il motore grafico 3D per il quale e’ ora (in realta’ lo era dallo scorso 5 febbraio, ma presumibilmente quel giorno dovevo essere piuttosto preso da altre cose al punto da non essermene accorto in nessun modo) scaricabile la nuova versione 1.7.

IrrlichtExample

Con la nuova versione dell’engine cresce la size dell’archivio da scaricare, che passa da 21.7 a 22.6MB. Sostanziose, infatti, le modifiche apportate rispetto alla release precedente (1.6.1) e che potete trovare elencate in questo documento. Quelle che vanno a toccare direttamente gli utenti Apple sono tre, due delle quali (la prima e la terza dell’elenco che segue) decisamente importanti:

  • Implement minimize and deminimize under OSX.
  • Joystick POV fixed under Windows, ids fixed under OSX.
  • OSX supports external window id in creation parameters now

In sostanza abbiamo finalmente l’onore di poter mandare nel dock le nostre applicazioni basate su Irrlicht e, cosa decisamente piu’ interessante, diventa possibile integrare in maniera molto piu’ semplice rispetto a prima Irrlicht dentro ad applicazioni le cui finestre sono create attraverso altre librerie (esempio classico: infilare una finestra Irrlicht come widget di una finestra Qt).

Per la compilazione su MacOS X tenete presente che occorre preventivamente apportare una piccola modifica al file COpenGLExtensionHandler.h, come spiegato in questo thread, onde evitare di trovarsi di fronte ad errori di vario genere. Inoltre, e’ sempre necessario anche il “vecchio” fix che consiste nel commentare la riga 97 (#define _IRR_COMPILE_WITH_JOYSTICK_EVENTS_) di IrrCompileConfig.h.

Buon divertimento!

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Which symbol grounding problem should we try to solve?

Visto che ultimamente la nostra universita’ pare essere diventata un vero e proprio porto di mare (e, data la collocazione geografica, non poteva in effetti essere diversamente) e trovare slot liberi per organizzare una qualunque cosa risulta difficile, ecco che iniziamo ad avere talk anche di lunedi’ mattina. A trovarci e’ venuto Vincent C. Muller, professore di filosofia presso l’Anatolia College/ACT di Pilaya (Grecia), nonche’ coordinatore della benemerita EUCogII.

Searle's Chinese Room

Il breve seminario (meno di un’oretta) tenuto da Vincent ha avuto come titolo Which symbol grounding problem should we try to solve? Prendendo le mosse dal classico lavoro di John Searle sulla Chinese Room e sul conseguente dibattito, in corso da oltre 20 anni, su quando, come e perche’ un qualcosa costruito dall’uomo possa essere considerato o meno intelligente, si e’ arrivati ovviamente a parlare di symbol grounding. Qui e’ stato tirato in causa Luc Steels, con il suo articolo scritto tra il 2007 ed il 2008 dal titolo auto-esplicativo The Symbol Grounding Problem has been solved. So what’s next?, del quale Muller ha evidenziato quelle che vede come debolezze. Il problema del symbol grounding ancora non e’ risolto. Logico quindi che a questo punto il discorso si spostasse sulle proposte avanzate dello stesso Muller (ed ispirate in qualche modo dai lavori di David Chalmers) per risolvere il problema una volta per tutte. O, perlomeno, per compiere qualche significativo passo avanti.

I piu’ curiosi di voi avranno modo di approfondire il discorso che ho abbozzato qui sopra dando un’occhiata ai lavori che vi propongo qui di seguito.

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