15 febbraio 2010
Which symbol grounding problem should we try to solve?
Visto che ultimamente la nostra universita’ pare essere diventata un vero e proprio porto di mare (e, data la collocazione geografica, non poteva in effetti essere diversamente) e trovare slot liberi per organizzare una qualunque cosa risulta difficile, ecco che iniziamo ad avere talk anche di lunedi’ mattina. A trovarci e’ venuto Vincent C. Muller, professore di filosofia presso l’Anatolia College/ACT di Pilaya (Grecia), nonche’ coordinatore della benemerita EUCogII.

Il breve seminario (meno di un’oretta) tenuto da Vincent ha avuto come titolo Which symbol grounding problem should we try to solve? Prendendo le mosse dal classico lavoro di John Searle sulla Chinese Room e sul conseguente dibattito, in corso da oltre 20 anni, su quando, come e perche’ un qualcosa costruito dall’uomo possa essere considerato o meno intelligente, si e’ arrivati ovviamente a parlare di symbol grounding. Qui e’ stato tirato in causa Luc Steels, con il suo articolo scritto tra il 2007 ed il 2008 dal titolo auto-esplicativo The Symbol Grounding Problem has been solved. So what’s next?, del quale Muller ha evidenziato quelle che vede come debolezze. Il problema del symbol grounding ancora non e’ risolto. Logico quindi che a questo punto il discorso si spostasse sulle proposte avanzate dello stesso Muller (ed ispirate in qualche modo dai lavori di David Chalmers) per risolvere il problema una volta per tutte. O, perlomeno, per compiere qualche significativo passo avanti.
I piu’ curiosi di voi avranno modo di approfondire il discorso che ho abbozzato qui sopra dando un’occhiata ai lavori che vi propongo qui di seguito.
Comments(1)


Dibattito di lunga data…ma sempre interessante
Grazie dei pdf, come sempre