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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Sulla (quasi) fine del trasloco e le nuove strategie comunicative di Hamas

Riemergo da qualche altro giorno di silenzio per tramandare ai posteri la notizia che il trasloco delle mie misere proprieta’ in quel di Roteglia e’ (quasi) ufficialmente concluso. Sabato mattina il corriere UPS ha sbarcato in corrispondenza del mio luogo natio 26 dei 28 pacchi contenenti bene o male grossa parte di quella che e’ stata la mia quotidianeita’ negli ultimi tre anni. Due pacchi risultano non dispersi, ma comunque ancora in transito e momentaneamente parcheggiati in qualche ignota provincia europea. Dovrebbero arrivare, il condizionale e’ d’obbligo, la prossima settimana. A regola direi che mi e’ comunque andata bene. Grossa parte dei pacchi era pressoche’ distrutta esteriormente, ma i contenuti tutti pressoche’ intatti. Vittime di turno giusto i vetri di alcuni quadri, oltre ad un paio di tazze e tazzine (miracolosamente arrivato immacolato l’unico bicchiere presente nella spedizione). Ancora perfettamente funzionanti le cose ad alto contenuto tecnologico: lo stereo, il media center, i due netbook, il 22″ esterno, il Nabaztag, la cornice digitale e qualche altra cianfrusaglia che al momento non ricordo, ma che era sicuramente parte della spedizione.

Inutile dire che l’intera giornata di sabato e’ trascorsa tra disimballaggio e sistemazione di tutte le cose, cosi’ come buona parte della domenica. Cio’ non mi ha comunque impedito di gustarmi dopo un bel po’ di tempo qualche telegiornale in italiano. Sorvolando sulle celebrazioni per il 25 aprile e le solite esibizioni di centri sociali & C., a colpirmi e’ stata soprattutto una notizia proveniente dal Medio Oriente. La news riguarda indirettamente Gilad Shalit, il 23enne soldato (nato peraltro nel mio stesso giorno) israeliano sequestrato dalle milizie palestinesi nel 2006 e da allora prigioniero al centro di innumerevoli trattative e tentativi di liberazione. Questa volta Hamas ha deciso di giocare una carta mediatica decisamente particolare. L’organizzazione politica palestinese ha infatti rilasciato un video, sotto forma di cartoon, allo scopo di fare pressione sull’opinione pubblica israeliana e poter cosi’ riaprire le trattative per la liberazione del ragazzo. Una trattattiva che Hamas vuole, in quanto confida di poter arrivare in questo modo alla liberazione di molti dei suoi prigionieri detenuti oltre confine. Il video (nella speranza YouTube non lo rimuova troppo presto) potete vederlo qui sotto. Purtroppo non e’ sottotitolato in alcuna lingua ocidentale, ma sono sicuro che la visione risultera’ comunque interessante.

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