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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Letture leggere

Alla ricerca di qualcosa che mi si risollevasse un po’ il morale e potesse riavvicinarmi alla lettura di piacere dopo essere passato per uno dei piu’ brutti libri nei quali mi sia imbattuto negli ultimi anni (al secolo 7 grammi in 70 anni di Paolo Villaggio), mi sono rifugiato sul (da me) tanto bistrattato IBS con un ordine quasi a colpo sicuro. Ho infatti optato per quattro volumi che difficilmente potranno deludermi, vuoi (alcuni) per estremo interesse personale, vuoi (altri) perche’ la critica e’ pressoche’ unanime nel considerarli, se non capolavori, comunque opere letterarie di valore.

Di che libri si tratta? E’ presto detto. Si parte con Pianoforte vendesi, di Andrea Vitali. Un piccolo libricino scritto da un autore in merito al quale ho letto diversi commenti positivi (vedi ad esempio qui) ed ho quindi deciso di fare un tentativo.

Andrea Vitali, "Pianoforte vendesi" (front cover)

Si va poi su un grande classico, Il postino di Neruda, del cileno Antonio Skarmeta. Ne approfitto per richiedere, con cortesia, che qualcuno piu’ pratico di Wiki del sottoscritto corregga lo stub della pagina di Wikipedia dedicata allo scrittore, in particolare per quanto riguarda il pezzo in cui si parla del romanzo Ardiente quale ispiratore per Il Postino di Troisi).

Antonio Skarmeta, "Il postino di Neruda" (front cover)

La rassegna prosegue con un cofanetto dedicato a Roberto Saviano, La parola contro la camorra, all’interno del quale trovano spazio un agile volumetto contenente contributi di Saviano ed altri, in aggiunta ad un DVD che contiene sia un’orazione di quasi un’ora dello scrittore campano, sia la registrazione di una puntata del 2009 di Che tempo che fa a lui dedicata.

Roberto Saviano, "La parola contro la camorra" (front cover)

Chiude infine la carrellata un’autobiografia di Francesco Guccini uscita di recente ed intitolata Non so che viso avesse, facendo il verso al celebre incipit de La locomotiva.

Francesco Guccini, "Non so che viso avesse" (front cover)

Sono sicuro che questa volta andra’ meglio.

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