22 maggio 2010
Una volta ogni 45 anni
Essendo che accade una volta ogni 45 anni, direi che posso permettermi di sprecare il post odierno incensando l’Inter, neo-campione d’Europa dopo aver liquidato il Bayern con un 2 a 0 secco ed una superiorita’ che, malgrado non concretizzatasi in un numero straordinario di palle gol, e’ stata piuttosto evidente durante l’intero corso della partita. Tedeschi lasciati manovrare in maniera sterile, senza concedere loro il benche’ minimo varco, e giocatori pronti a ripartire in velocita’ alla prima occasione utile.
Menzione d’onore, ovviamente, va al signor Diego Milito. In questo momento, senza timore di smentite, l’attaccante piu’ forte al mondo. Veloce, tecnico, cinico, pratico, concreto, dotato di una straordinaria visione di gioco e votato al sacrificio. Semplicemente perfetto. Per lui una stagione da incorniciare, che sarebbe stata lo stesso anche senza la doppietta in finale. Ma, certamente, questa e’ stata la ciliegina sulla torta. Milito signore anche fuori dal campo. Ho ancora ben impressa in mente l’intervista che gli fecero, a caldo, subito dopo la finale di Coppa Italia giocata contro la Roma. Durante la quale venne sistematicamente legnato nelle maniere piu’ becere per 90 minuti piu’ recupero. Al fischio finale, ai microfoni, nemmeno un accenno a questo fatto. Al contrario, soddisfazione e congratulazioni agli avversari capaci di mettere l’Inter in difficolta’. Chapeau.

ll secondo gol segnato dall’argentino e’ il miglior spot possibile per le caratteristiche del giocatore. Parte dalla trequarti su servizio di Eto’o. Si accentra in velocita’, palla al piede, ma con la testa alta a cercare i movimenti del camerunense, che pero’ non sembra voler tentare di liberarsi dai centrali del Bayern e va invece a cercare posizione a centro area, pensando probabilmente che il compagno di reparto avrebbe cercato la conclusione da fuori. Milito si trova cosi’ a dover cercare il dribbling sui difensori in chiusura. Nessun doppio passo o cagate varie. Semplice finta di corpo, piu’ che sufficiente per mandare a spasso il povero Van Buyten, liberarsi il destro e, in una frazione di secondo, infilare con precisione chirurgica l’angolino dove Butt non puo’ proprio arrivare (se poi continua tutte le volte a fare uscite in stile calcio a 5, le cose per un attaccante sono ancora piu’ facili…).
Ne approfitto per una piccola rivincita personale. Quando Ibra era andato via dall’Inter ed al suo posto era stato preso Eto’o, io ero uno dei pochissimi a sostenere che Moratti avesse fatto un affarone. Mi sembra che i risultati di quest’anno ne siano la conferma. Via una prima donna, bella da vedere ma assolutamente sterile ed impalpabile in tutte le occasioni importanti, dentro tre (comunque fenomeni, ma forse meno dotati dello svedese da un punto di vista tecnico) gregari pronti a correre come disgraziati, pressare costantemente i difensori avversari impedendo loro di costruire gioco, e capaci di buttarla dentro quando serve. Sono questi i giocatori che, da sempre, nel calcio fanno vincere una squadra. Salvo rare eccezioni quali poteva essere, giusto per rimanere in tempi recenti, il Ronaldo dell’era Simoni, capace veramente di vincere una partita da solo. Ma di giocatori cosi’ se ne contano 3 o 4 nella storia del calcio ed Ibrahimovic non rientra tra questi.
Comments(1)


…da tifoso della Fiorentina pensavo mica avessi dedicato un intero post del tuo blog…alla mia PAZZA INTER!!!
Aspettati 45 anni(io non proprio, non ero ancora nata)ma e’ delle emozioni calcistiche piu’ belle da vivere….e vista che l’INTER e’ una delle squadre piu’ pazze al mondo, sara’ meglio godersela fino in fondo…non si sa quando la si potra’ rivivere ancora una volta…