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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Archivio per maggio, 2010

Smanettamenti vari

Se fino ad oggi pensavo che il mio simulatore di MAVs fosse abbastanza rognoso da compilare e portare da un computer all’altro, beh, mi sono dovuto ricredere. Al termine di un’operazione iniziata ieri pomeriggio e perdurata per non so bene quale numero di ore, la buona Sabine, che qui all’EPFL riveste il ruolo (almeno al momento) di mio angelo custode accademico personale, e’ infine riuscita a far avviare sulla mia macchina il simulatore che utilizzano loro. E che potete vedere qui sotto, in tutto il suo (ehm…) splendore.

EPFL's MAVs simulator screen-shot

Non fatevi ingannare dalle apparenze. Quella piccola finestrella che vedete, per comparire ha richiesto nientepopodimeno che: Boost, ODE (se compilate su Mac questa bestiaccia, ricordatevi di farlo sempre in doppia precisione), OpenGL e freeGlut, in aggiunta ad un po’ di librerie sviluppate qui, al secolo: Ishtar network, Ishtar settings, Ishtar settings, An, Enlil, piu’ due, non meglio precisate, mem e comm. Ciascuna di queste librerie, inutile dirlo, ha con se una storia di problemi personali che inevitabilmente si ripercuotono sull’utente nel momento in cui tenta di compilarle adattandole alla sua macchina.

Dopo queste periperizie, il trittico Qt+Irrlicht+NNFW mi pare ora un prerequisito piuttosto elementare. Anzi, oggi pomeriggio quasi iniziavo ad avvertire il prurito di dover aggiungere qualche libreria in piu’ alle mie applicazioni pure io. Che, diciamocelo, in quel modo sembrerebbero davvero molto piu’ professionali. Poco importa se includo decine di librerie scientifiche coi contro-cazzi e poi non le uso. Nessuno andra’ mai a spulciarsi il mio codice. Ok, ad ogni modo il prurito appena menzionato lo sono riuscito a dirottare altrove. Visto che oggi era giornata di compilazione, mi sono tolto un sassolino dalla scarpa, nel senso che ho reso funzionante sul nuovo Mac pure il mio simulatore. I problemi derivavano da Irrlicht, che non avevo compilato a 64 bit. Per qualche strano motivo, pero’, se lo utilizzavo senza ricorrere alle parti grafiche (senza, in sostanza, creare una device), tutto funzionava correttamente. Via con gli errori di linkaggio, invece, se nel codice c’erano le istruzioni relative. E questo e’ stato il motivo per il quale non ero riuscito a venire a capo immediatamente della questione. Va beh, fatto sta che, come ho raccontato in questo post, dopo qualche peripezia sono infine riuscito a compilare Irrlicht correttamente e, a seguire, il mio simulatore. Sara’ lui, a quanto pare, ad accompagnarmi nei prossimi mesi nel tentativo di implementare qualche algoritmo (aggiungere l’aggettivo “bio-inspirato” mi pare superfluo) di flocking da poi provare sui MAVs che hanno qui. E sempre a proposito di Irrlicht, lo sapevate che gia’ nel 2008 c’era chi provava ad utilizzarlo per applicazioni di augmented reality? Proprio cosi’. Il progetto in questione si chiama IrrAR e potete trovarne traccia in questo post, nonche’ su Sourceforge.

In chiusura, forte del fatto di avere ODE sul mio computer, ammetto che mi e’ pure venuta una mezza voglia di provare a scrivere qualche semplice applicazioncina per capire un po’ meglio come funzionano gli engine fisici. Tra l’altro proprio ieri notte mi sono imbattuto su YouTube in un filmato davvero impressionante, realizzato pero’ con un motore alternativo, vale a dire Bullet. Il video potete vederlo qui di seguito.

Ed oggi, dopo essermi imbattuto in questa paginetta, dove si parla dell’integrazione tra Irrlicht e Bullet, la voglia di scaricarmi pure Bullet c’e’ stata. Ho pero’ dovuto desistere non essendo riuscito a procurarmi i sorgenti dell’esempio presente alla pagina appena menzionata, per via di problemi nello scaricare git (una delle librerie che MacPorts prova a downloadare in quanto prerequisito per git ha un checksum errato). Meglio cosi’, forse…

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AMORE per R

In quella che e’ ormai diventata assimilabile alla ricerca del Santo Graal, vale a dire la caccia ad un tool in grado di disegnare in automatico la topologia di una rete neurale, oggi ho provato la combinazione R + AMORE + Graphviz.

R non ha bisogno di grosse presentazioni. Si tratta di un software open source per l’analisi statistica che nel corso degli anni ha saputo guadagnarsi grossi apprezzamenti in ambito accademico. In stile Matlab/Mathematica, anche R permette di ricorrere a toolbox aggiuntivi che ne estendono le funzionalita’. AMORE (acronimo, fantasioso, che sta per A MORE flexible neural network package) e’ uno di questi, dedicato (come si evince dalla decriptazione dell’acronimo) alle gestione delle reti neurali. Graphviz, infine, e’ uno strumento software la visualizzazione di grafici.

L’installazione dell’intero ambaradan su Mac OS X e’ relativamente semplice. Sia R che Graphviz hanno i loro installer DMG/pkg, rispettivamente scaricabili qui e qui. AMORE ce lo si puo’ invece procurare dai repository ufficiali, accessibili in ambiente R.

Le prime due istruzioni che potete vedere nel codice R di esempio pubblicato di seguito (la prima e’ invero superflua, ma la allego comunque per maggiore chiarezza) provvedono a creare una rete neurale (MLP). L’ultima e’ quella che va invece a generare il file DOT necessario per plottare la rete.

Una volta elaborato in R il codice qui sopra, ci si ritrovera’ in possesso di un file DOT da processare attraverso Graphviz. A questo punto, da console (ed essendosi premuniti di aggiungere al PATH la directory nella quale si trovano i binari di Graphviz) e’ sufficiente digitare il comando:
dot DotFile-Tformat -oDestinationFile per ritrovarsi creata, come per magia, la rappresentazione della nostra rete neurale. Da tenere presente che Graphviz viene installato di default in /usr/local/graphviz-v.sv (dove v ed sv stanno rispettivamente per version e sub-version).

I formati supportati dal software di grafica sono diversi (canon cmap cmapx cmapx_np dot fig gd gd2 gif gtk imap imap_np ismap pdf plain plain-ext png ps ps2 svg svgz vml vmlz vrml wbmp xdot xlib), ma tra questi mancano JPEG ed EPS. Mancanze non da poco, anche se in parte sopperite dalla presenza del formato PostScript.

E com’e’ il risultato finale? Un po’ particolare, ma comunque interessante. Giudicate voi guardando l’esempio qui sotto.

Graphical representation of a 5-10-2 feed-forward neural network generated through R, Graphviz and AMORE

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Lavorare all’ESA? Why not?

Considerato il fatto che in quel di Roteglia vi e’ tutt’ora un considerevole numero di persone convinte che il sottoscritto lavori alla NASA (il come una cosa del genere possa essere venuta fuori potrebbe essere interessante oggetto di studio), decisamente non potevo lasciarmi scappare un’occasione del genere. All’ESA, e per la precisione all’interno dell’Advanced Concepts Team, sono state di recente pubblicizzate delle vacancies per Research Fellows (alias, post-docs) in quattro campi differenti: Innovation Dynamics & Computational Economics, Fundamental Physics, Artificial Intelligence e Plasma Physics & Advanced Propulsion. Nonostante il mio background, quantomeno atipico, mi avrebbe probabilmente permesso di candidarmi anche per la prima di queste categorie (e la tentazione c’era… d’altronde, con una laurea in Economia e Gestione delle Reti e dell’Innovazione, quando mai mi ricapitera’ di trovare una posizione con un nome cosi’ somigliante al mio titolo?), ho deciso piu’ coscientemente di concentrarmi su Artificial Intelligence.

ESA's space shuttle (artistic representation)

Preparare la domanda non e’ stata per niente una cosa semplice e non esagero se dico che mi ha portato via diversi giorni. Un form infinito da compilare ed all’interno del quale vi era da scrivere a ruota libera, il curriculum da aggiornare (come faccia ad essere sempre e comunque outdated e’ qualcosa che va oltre la mia comprensione), anime pie (3) pronte a spedire (in tempo utile) lettere di referenze spacciandomi come una brava persona ed una cover letter che, devo ammettere, e’ l’unica cosa che penso di aver scritto molto bene (Dio benedica chi ha inventato questo sito). Non sono particolarmente soddisfatto del risultato finale, ma siccome la deadline e’ domani e non posso comunque spendere settimane intere nel preparare una singola application, direi che ormai e’ andata. A partire da martedi’ si rimane in attesa e con le dita incrociate. Anche se in maniera un po’ atipica, le ricerche che stanno portando avanti all’ACT sono molto interessanti e, soprattutto, matchano alla perfezione con la mia expertise. Sembra proprio che il posto sia ritagliato su misura. Un posto che inoltre, anche se di soli due anni, a curriculum farebbe un figurone. Insomma, speriamo la cosa possa andare in porto perche’ gli aspetti positivi sarebbero davvero molteplici.

Ora che vi ho aggiornati su come e’ trascorsa quest’altra giornata che alcuni dicono dovrebbe essere festiva, direi che posso finalmente lasciarvi. Dopo una settimana esatta trascorsa dall’ultima volta in cui il mio viso e’ entrato in contatto con una lametta, credo sia finalmente giunto il momento di sbarbarmi…

Me (before shaving)

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Fatiche letterarie

Et voila. E un’altra e’ fatta. Con giusto tre orette di ritardo rispetto alla deadline fissata per la mezzanotte di oggi sono riuscito pure a sottomettere l’abstract (o, meglio, preferisco definirlo proposal) del book chapter per CISDA 2010, Workshop on Computational Intelligence for Security and Defence Applications che si terra’ a Barcellona il prossimo luglio, in apertura di WCCI 2010. Come gia’ avevo accennato qualche post fa, mi e’ stato chiesto di preparare una literature review degli approcci CI alla navigazione di UAVs/MAVs.

Lord Kitchener - YOU need your literature review

E cosi’, prendendo anche spunto da un book chapter che mi hanno girato i ragazzi dell’EPFL e che e’ ancora in fase di stampa, ho rimboccato le maniche, rastrellato tutti i papers che avevo in archivio e cercato di metterli insieme in maniera piu’ o meno coerente. Il lavoro, che costituira’ anche il capitolo introduttivo della mia tesi di PhD, e’ ben lungi dall’essere completo. D’altronde, al momento dovevo semplicemente proporre una sorta di abstract esteso e non una versione finale del lavoro. Si inizia comunque ad intravedere un’ossatura che potrebbe poi essere quella che utilizzero’ per la tesi.

Ma bando alle ciance. Chi volesse dare un’occhiata a questo draft lo puo’ scaricare dal link qui sotto.

PS: se vi servisse qualche altro paper sull’argomento, ho trovato due paginette del MIT niente male. Questo e quest’altro sono i link in questione. Buona lettura…

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Questione di punti di vista

Stamattina, appena arrivato in laboratorio, mi sono trovato di fronte al buon Severin Leven in procinto di trasferirsi in un impianto sportivo appena fuori dal campus per fare alcuni test con il suo swinglet.

Swinglet MAV

L’obiettivo del volo era testare l’algoritmo preparato da uno studente di master, che avrebbe dovuto far si’ che la velocita’ di crociera dello swinglet rimanesse stabile durante un tratto in ascesa. Il test non e’ andato a buon fine, ma onestamente se non me l’avesse detto Severin non me ne sarei accorto. Ad ogni modo mi hanno stupito un paio di considerazioni che lui ha fatto prima e durante il test. La giornata era nuvolosa (ancora devo vedere un bel sole da quando sono arrivato qui), con un alito di vento. E lui scuoteva la testa. C’e’ troppo vento, diceva. E io questo vento appena lo sentivo. Poco dopo, durante il test, io ero a guardare basito la naturalezza con la quale questo aeroplanino si muoveva e quanto fosse accurato in tutte le sue traiettorie. Ben lontano da quello che io, nel mio piccolo, ero mai riuscito a fare con il Super Cub. Lui, invece, ancora a scuotere la testa. Non dovrebbe essere cosi’ instabile, diceva.

Morale della favola? In tre anni a Plymouth si sviluppa una concezione un po’ strana del mondo…

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Via con i seminari

Si ricomincia da dove ci eravamo lasciati. Secondo giorno all’EPFL ed e’ gia’ tempo di seminari. Sono tre studenti di master, Maxime Petit, Nicolas Alcala e Klaus Doth ad intrattenerci per un’oretta abbondante parlandoci dei loro rispettivi lavori. Maxime ha descritto i suoi tentativi di applicare il paradigma AGE (Analog Genetic Encoding) al controllo di un robot a sei zampe simulato a computer (nello specifico un P. Computatrix), prendendo le mosse da un lavoro di Frederic Gruau pubblicato nel 1995.

Carl (6-legged robot)

Nicolas sta sviluppando invece un modello di Artificial Life, dove viene trattata la tematica della divisione all’interno di un formicaio, nel quale gli abitanti possono alternarsi tra l’essere foragers e “controllori” del livello di scorte presenti. L’ispirazione proviene in questo caso da un recente lavoro di Tarapore, Floreano e Keller pubblicato su Behavioral Ecology and Sociobiology.

Ant nest

Infine, Klaus ha mostrato un progetto decisamente ambizioso, che lo ha portato a sviluppare uno scanner di distanza omni-direzionale con caratteristiche nettamente superiori rispetto a quelli in commercio, da poter essere impiegato su robot volanti.

Per chi volesse approfondire un po’ i temi accennati qui sopra, propongo di seguito un po’ di articoli inerenti.

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Prime immagini da Losanna

Come avrete avuto modo di immaginare, l’impatto con Losanna e’ stato abbastanza frenetico. Ieri sono arrivato in serata ed ho giusto avuto tempo di scaricare la macchina, sistemare la camera e mangiare qualcosa al volo. Oggi invece, dopo un altro po’ di burocrazia, e’ stato il giorno della scoperta dell’universita’. O, meglio, di una piccolissima parte di un campus che sembra davvero piuttosto grande (qui potete vedere la mappa in alta risoluzione).

EPFL campus map

Ammetto candidamente di aver impiegato la bellezza di 40 minuti per trovare il “batiment” nel quale e’ ospitato il Laboratory of Intelligent Systems (LIS), del quale sono ospite. La cosa non mi fa onore. Ok che il campus e’ grande, ma io ho continuato a girare avanti e indietro come un’idiota nei meandri del blocco EL, alla ricerca di un’ulteriore lettera E (sono sistemato all’ELE) che non voleva saperne di comparire. Insomma, quando non posso usare il TomTom sono perso. E, tra parentesi, spero di cuore che non si guasti e che non gli succeda nulla di nulla, perche’ altrimenti sarei davvero perso. Ma, mi chiedo, come si faceva a vivere una volta senza navigatori satellitari? Domanda destinata a rimanere senza risposta. Io ringrazio di vivere nel 2010 e, grazie al mio fido compagno di viaggio, oggi pomeriggio ho pure rintracciato una COOP dove ho fatto un po’ di spesa (minchia, che prezzi!) ed un tabacchino (care anche le sigarette, ma decisamente meno che non in UK) (con qualche tentennamento, la commessa ha pure compreso la mia richiesta, in francese misto a inglese e dialetto reggiano, per due pacchetti di Marlboro’ Rouge).

Allego di seguito una qualche foto che ho appena scattato alla mia stanza. Come avevo lasciato intendere, l’alloggio non e’ esattamente un cinque stelle. Ma per cinque mesi dovrei riuscire a sopravvivere. Certo, passare dal mio ultimo appartamento plymouthiano alla classica bettola studentesca un pochino shoccante lo e’. Ah, per quanto riguarda la cavetteria c’e’ ancora qualcosina da sistemare.

Lausanne, Maison des Cedres (room entrance)

Lausanne, Maison des Cedres (bed/room)

Lausanne, Maison des Cedres (ensuite bathroom)

Lausanne, Maison des Cedres (shared kitchen/living room)

Le foto della citta’ temo arriveranno piu’ avanti. Il clima e’ abbastanza inclemente (piove, per quanto la temperatura sia molto gradevole) ed in piu’ sono assolutamente intasato di lavoro. Nonostante giovedi’ prossimo qui sia festa, io passero’ sicuramente la giornata a lavorare in camera.

PS: se vi state chiedendo dov’e’ la multa cui accennavo ieri, sappiate che mi e’ andata bene. L’ho scampata, in sostanza. Ma cio’ non toglie che stamattina sia andato subito a firmare il contratto per la casa e ritirare la chiave per il parcheggio. Previa scucita di 200 franchi di deposito, in aggiunta a 60 al mese di “canone”. Piu’ umani, invece, i prezzi in universita’. Li’ me la sono cavata con 75 franchi per un permesso che vale fino al termine di settembre.

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6h 32 minuti

Equivalenti a 527km, un’ottantina di tracce dell’iPod (si’, c’era di mezzo un Guccini al massimo splendore, vale a dire La locomotiva, Cirano e Keaton, ad allungare la durata media delle canzoni), 25/30 euro di Diesel ed un torcicollo notevole. 6 ore e 32 minuti comprensive anche di un incidente incontrato prima di Milano, un traffico stile Bombay lungo la tangenziale della citta’ meneghina, nonche’ di tre soste: Melegnano per ragioni fisiologiche + caffe’ + esplicita richiesta da parte del TomTom di fare una pausa, Aosta per un paio di telefonate e la doverosa rapina subita in autogrill nel comprare un panino, Martigny per comprare il bollino per poter circolare lungo le autostrade svizzere, che ho l’impressione di aver appiccicato al vetro al contrario. E poco importa che il navigatore mi avesse preventivato una durata del viaggio di 5 ore e 42 minuti. L’importante e’ che sono approdato in terra elvetica.

Suisse - blason

Trovare (fisicamente) l’alloggio non e’ stata esattamente un’impresa facile. Trasportare tutte le cose che avevo in macchina fino alla stanza, ancora meno. Domani arriveranno un po’ di foto della cameretta e, presumibilmente, della multa che i vigili mi lasceranno per la parcheggiata che ho fatto sulle strisce blu. Perche’ non contento di aver parcheggiato a qualche decina di chilometri dall’alloggio, ho pure l’impressione che non potessi lasciarla li’. Ma decisamente sono troppo stanco per rimettermi al volante e cercare un posto sicuro. Fingers crossed.

Nota a margine. 23.60 euro per attraversare il San Bernardo mi sembrano un pelino eccessivi…

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Qualche esperto di Ruby?

Alla ricerca di un qualcosa che mi permettesse di convertire una tabella creata con un qualunque software (Excel o simili) nel codice LaTeX corrispondente, mi sono trovato davanti ad uno script in Ruby che sembrava essere la soluzione piu’ elegante e veloce per il mio problema. Peccato che, nel mio caso, questo script non funzioni. Viene eseguito senza problemi, ma negli appunti non mi copia un bel niente. Vista la mia esperienza (assolutamente nulla) con questo linguaggio, il dubbio che ho e’ che dovrei fare qualcosa per poter specificare il file da convertire. Lo script mi genera infatti il medesimo input, che io lanci lo script senza parametri aggiuntivi, sia che ci metta il nome del file da processare in coda. Posto qui sotto il codice. Nel caso in cui qualche esperto di Ruby (non conosco nessuno con questo genere di competenza) dovesse capitare sulle pagine di questo blog e sapesse darmi una dritta gliene sarei molto grato.

Soluzioni alternative potrebbero essere l’utilizzo di Gnumeric, che a quanto dicono e’ dotato di un’apposita funzione di esportazione verso LaTeX (il problema consiste nel fatto che per installarlo su Mac OS dovrei ricorrere a Darwinports o Fink, entrambi strumenti che non mi piacciono particolarmente), oppure un altro software/script, al secolo CSV2LaTeX, questa volta scritto in C, che promette di fare quanto lo script Ruby di cui sopra non fa.

EDIT: magari la prossima volta leggo la documentazione, o, meglio, quelle due righe di commento scritte in apertura di script. Copiando negli appunti il CSV e poi lanciando lo script pare che il procedimento funzioni. Non ho ancora provato, ma il codice LaTeX che viene generato sembra perlomeno plausibile.

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AFFINE 2010 (3rd International Workshop on Affective Interaction in Natural Environments) ed un paio di vacancies

Post di servizio, quello di oggi. Rigiro in fatti la call for papers di un workshop, dal titolo Affective Interaction in Natural Environments (interessante per chi si occupa di HRI) che si terra’ il prossimo ottobre a Firenze. In aggiunta a questo, segnalo inoltre due vacancies dedicata a Post-Docs, rispettivamente per esperti di robotica alla Aberystwyth University e di stampo piu’ prettamente neuroscientifico al Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences (MPI-CBS) di Leibzig.

AFFINE 2010 workshop

AFFINE 2010: 3rd International Workshop on
Affective Interaction in Natural Environments
at ACM Multimedia 2010
Friday 29th October 2010, Firenze, Italy

http://www.cl.cam.ac.uk/conference/affine2010

Background

A vital requirement for social robots, virtual agents, and human-centered multimedia interfaces is the ability to infer the affective and mental states of humans and provide appropriate, timely output during sustained social interactions. Examples include ensuring that the user is interested in maintaining the interaction or providing suitable empathic responses through the display of facial expressions, gestures, or generation of speech.

This workshop will cover real-time computational techniques for the recognition and interpretation of human multimodal verbal and non-verbal behaviour, models of mentalising and empathising for interaction, and multimedia techniques for synthesis of believable social behaviour supporting human-agent and human-robot interaction.

A key aim of the workshop is the identification and investigation of important open issues in real-time, affect-aware applications ‘in the wild’ and especially in embodied interaction, i.e. with robots and embodied conversational agents. Issues such as natural and multimodal interaction, estimation and adaption to context, context dependent processing and related databases, HCI/HRI beyond emotion (cognition, behaviour, etc.), and best practices for applications in real environments will be discussed in the context of interacting with other humans and social artefacts.

We welcome the participation of researchers from diverse fields, including signal processing and pattern recognition, machine learning, cognition, affective science, human-computer interaction, human-robot interaction, and robotics. We hope an interdisciplinary group will benefit from mutual osmosis of ideas, concepts and developments in the field.

The workshop especially welcomes studies that provide new insights into the use of multimodal and multimedia techniques for enabling interaction between humans, robots, and virtual agents in naturalistic settings. We also encourage the submission of work-in-progress papers including recent results providing novel and exciting contributions.

Accepted papers will be published in the ACM Digital Library. A journal special issue is currently being planned. (Details forthcoming).

Topics

Workshop topics may include, but are not limited to:

  • Multimedia expression generation in robots and virtual agents, including:
    • Gaze
    • Gestures
    • Facial Expressions
    • Speech
    • Other modalities
  • Multimodal human affect and social behaviour recognition, including:
    • Facial expressions
    • Body language
    • Speech
    • Physiological
    • Other modalities
  • Perception-action loops in agents/robots
  • Cognitive and affective ‘mentalising’
  • Visual attention / user engagement with robots and embodied conversational agents (ECAs)
  • Emotion and cognitive state representation
  • Social context awareness and adaptation
  • Natural Human-Robot Interaction (HRI) / Human-Computer Interaction (HCI)
  • Multimedia HCI
  • Multimodal and emotional corpora (naturally evoked or induced emotion)
  • Recognition of human behaviour for implicit tagging
  • Contributions to standards for multimodal interaction and specification of mark-up languages
  • Applications to interactive games, robots and virtual agents

About AFFINE

This workshop follows the previous successful AFFINE workshops organised as satellite events of ICMI ’08 and ICMI-MLMI ’09, as well as a special session organised at WIAMIS ’09. This is the first time the workshop has been held at ACM Multimedia. AFFINE has a track record for attracting researchers from the virtual agents, social robotics and affective computing communities and encourages interdisciplinarity – submissions from other domains are also very welcome.

Important Dates

  • Deadline for paper submission: 10 June 2010
  • Notification of acceptance: 10 July 2010
  • Camera ready paper: 20 July 2010

Submission Instructions

Please prepare your paper in accordance with the ACM Multimedia Guidelines. Your paper may be either 4 or 6 pages in length, including references and figures.

Authors may submit a pdf version of their paper using the ACM Multimedia 2010 paper submission system. Please note: The review process is double-blind, so please be sure to remove any identifying information before uploading your submission (name, affiliation, tell-tale references, etc).

Vacancy in Humanoid Robotics Research

Robotics Research Group, Department of Computer Science,
Aberystwyth University, Wales, UK

Applicants are invited to join the team working on developmental robotic learning based on an iCub humanoid robot (http://www.robotcub.org/). This project (known as IM-CLeVeR) is an EC FP 7 funded project with 7 other partners across Europe: in Italy, Germany, Switzerland, the UK, and the USA (http://im-clever.noze.it/). There are three iCub humanoid robots purchased for the project and these will be based in Italy, Switzerland and Aberystwyth.

Candidates should have good programming and software engineering skills, a strong interest in robotics research, and good analytical and communication skills. Experience of hardware systems will be an advantage as the work includes the programming and support of the iCub robot. Salary scale: £25,001 – £29,853. Fixed term 3 years

The Computer Science Department at Aberystwyth is a very successful department, being rated top in Wales in both teaching and research, and provides an attractive and lively working environment (http://www.aber.ac.uk/en/cs/). In the recent government research assessment exercise (RAE) our research quality was assessed as being the best in Wales and within the top band of Computer Science departments in the UK (2.95).

For informal enquiries contact: Prof. Mark Lee, email: mhl@aber.ac.uk, phone: +44 (0)1970 622420 (direct).

For further particulars and application forms see: http://www.aber.ac.uk/en/hr/jobs/vacancies-external/

Ref: CS.10.06
The closing date for applications is 12th May 2010. We wish to fill the post as soon as possible.

[D-multisensory] Post-doc position, Max Planck Leipzig, Germany

We are seeking a Postdoctoral Researcher to work in the group ‘Neural mechanisms of human communication’ (lead by Katharina von Kriegstein) at the Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences (MPI-CBS), in Leipzig, Germany.

The goal of the group is to investigate neural mechanisms of person perception and speech recognition by using several methods of systems neuroscience (fMRI, sMRI, EEG, MEG, TMS, tDCS). Experiments involve healthy controls, as well as subjects with selective deficits (i.e. phonagnosia, prosopagnosia, dyslexia, asperger). An additional emphasis is placed on linking the experimental work to computational models of dynamic perception and action.

The research is conducted at the MPI-CBS in Leipzig, Germany, an internationally leading centre for cognitive and imaging neuroscience equipped with a 7.0 T MRI scanner, two 3.0 T MRI scanners, a 306 channels MEG system, TMS, tDCS and several EEG systems. All facilities and data analysis are supported by experienced IT and physics staff.

The candidate must have a PhD (or equivalent) in neuroscience, medicine, psychology or a related field and should be able to demonstrate a consistently outstanding academic record including publications. The candidate is expected to be a talented, innovative and enthusiastic researcher with an interest in working on projects within the general framework of the group. The ideal candidate will have expertise in the acquisition and analysis of neuroscientific data. Applicants with no neuroscientific experience but with a strong background in psychophysics or behavioural genetics are also encouraged to apply.

Starting date for the position is flexible. Salary is dependent on experience and based on MPI stipends or equivalent salary according to German public service regulations. The position is initially for two years with possible extension.

Candidates are encouraged to apply at their earliest convenience.
Applications with the subject heading ‘HC10’ should be sent via email to: communication@cbs.mpg.de.

The following documents should be included in the application in one PDF-file:

  • curriculum vitae
  • contact details of two personal references
  • a description of personal qualifications and future research interests.

The MPI-CBS is an equal opportunity employer, committed to the advancement of individuals without regard to ethnicity, religion, gender, or disability.

Contact for informal enquiries about the post:

Dr. Katharina von Kriegstein (kriegstein@cbs.mpg.de)
Max-Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences
Stephanstrasse 1A
04103 Leipzig, Germany
http://www.cbs.mpg.de/groups/misc/humcomm

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