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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Augmented Reality per la fanteria

Su Punto Informatico e’ apparso questa mattina un interessante articoletto a firma di Alfonso Maruccia, che vi ripropongo qui di seguito. Il tema trattato e’ quello della realta’ aumentata (augmented reality per gli amici), gia’ toccato diverse volte in questo blog, in un’implementazione di stampo militare.

Realtà aumentata sul campo di battaglia
Un’azienda statunitense sostiene di avere in cantiere la tecnologia AR definitiva. Capace di trasformare ogni soldato in una fonte e un client di informazioni utili alla gestione coordinata dei pericoli presenti sul campo di battaglia

Roma – Di realtà aumentata si parla da tempo e da tempo esperti e ricercatori ne lodano le qualità in quanto potenziale “fattore determinante” dei destini della truppa in azione sul campo di battaglia. Joseph Juhnke, CEO della società Tanagram Partners con base nella città di Chicago, è più che convinto della validità delle applicazioni AR all’interno dell’infrastruttura e della tattica militari e ha mostrato a una platea molto ben disposta quello su cui sta lavorando la sua azienda.

Pare infatti che in quel di Chicago si lavori a una sorta di super-elmetto e occhiali OLED da fornire a ogni soldato posizionato sul territorio durante un’azione militare. L’elmetto funziona da computer, videocamera a 360 gradi, sensore a ultravioletti e infrarossi e visore stereoscopico, raccogliendo informazioni in formato digitale e trasferendole poi agli altri super-elmetti attivi nei paraggi oltre che al server centrale alla base.

Grazie alla pletora di sensori e visori integrati i soldati possono indicare e marcare obiettivi, punti pericolosi con tanto di cecchini avversari, zone di incontro e ostacoli presenti sul percorso “dipingendoli” con un colore adeguato al livello di allerta (es. rosso per i nemici in agguato) e comunicando la loro presenza sia ai commilitoni che agli ufficiali in osservazione alla base.

Tutte le informazioni raccolte verranno poi registrate sui server per un impiego successivo e naturalmente renderizzate sugli occhiali di tutti i soldati presenti sul campo, i quali potranno così avere una visione completa della situazione e saranno in grado di comportarsi nella maniera più opportuna per superare gli ostacoli e neutralizzare le minacce.

In teoria la prospettiva di avere simili tecnologie a disposizione di ogni squadra di fanteria in tempi brevi alletta i militari e l’agenzia DARPA, che non a caso ha fornito i fondi per le ricerche di Tanagram Partners. Nella pratica l’azienda statunitense pianifica di realizzare una “app” per iPhone che dimostri il funzionamento della tecnologia entro il primo quarto del 2011, e tutti i componenti funzionanti (inclusi sistema client-server, casco e client HMD) entro la fine dell’anno prossimo.

iARM system (Tanagram Partners)

Vado ora ad approfondire velocemente, fornendo al tempo stesso un po’ di link utili, l’articolo di cui sopra. La Tanagram Partners e’ un’azienda con sede a Chicago, attiva in cinque macro-aree differenti, e che vanta rapporti che sembrano essere piuttosto stretti sia con l’esercito USA, sia con altre grandi realta’ industriali. Il sistema di cui parla Punto Informatico si chiama iARM, acronimo che sta per Intelligent Augmented Reality Model. La descrizione che la stessa societa’ fornisce del prodotto/servizio che stanno progettando e’ un po’ piu’ tecnica rispetto al semplice riassunto che ci ha fatto Maruccia:

This system, named iARM (Intelligent Augmented Reality Model), encompasses an open source operating system supporting geolocation and triangulation, together with data services that integrate voice, video and image for facial/object recognition and pattern analysis. It is supported by a hardware platform integrating a computer processor, encrypted wireless, camera/video and visual display.

iARM shows the potential to enhance communication and information sharing at the squad, platoon and even headquarters levels, while actually reducing cognitive load through data visualization. It is supported by a natural user interface (NUI) relying on simple movements by soldiers to update the system’s collective knowledge base. No mouse or external device is needed. The NUI’s hybrid input approach combines gesture, voice and context to create a very intuitive experience to foster quick learning and fast, simple updating of data in real-time. The result is a non-intrusive system that can be quickly assimilated into the routine of the infantryman and squad.

Benche’ il grant che la Tanagram Partners ha ricevuto per portare avanti questo lavoro risalga ormai ad un anno fa, una prima presentazione pubblica di stampo accademico e’ stata fatta solo di recente, ad opera del CEO Joseph Juhnke durante ARE 2010 (Augmented Reality Event), una due-giorni di conferenza che si e’ tenuta il 2 e 3 giugno scorsi a Santa Clara, California. Il progetto e’ ancora alle fasi preliminari ma, al di la’ degli innumerevoli problemi tecnici che inevitabilmente ostacolano una vision cosi’ ambiziosa, si preannuncia interessante. Chi fosse interessato a seguire gli sviluppi puo’ farlo sul blog ufficiale dedicato a iARM, all’interno del quale e’ possibile scaricare anche il dettagliato mid-term report redatto a febbraio dagli uomini della Tangram.

F-35 Helmet (Mounted Display System)

L’idea, ad ogni modo, non pare essere una novita’ in senso assoluto. L’F-35, aereo destinato a rivestire un ruolo decisamente importante nella flotta della US Air Force (e’ in programma l’acquisto di 2,433 velivoli di questo tipo), e’ gia’ fornito con un avanzatissimo casco collegato ai vari computer di bordo. Tra le varie funzioni offerte (come ad esempio proteggere il pilota dai dazzlers), vi e’ anche quella di fornire informazioni di situational awareness, visualizzandole in tempo reale direttamente sulla parte anteriore dell’helmet. Un po’ di dettagli a riguardo potete trovarli in due link di Gizmodo: questo e quest’altro. Su YouTube e’ infine presente un video (decisamente) promozionale, che merita comunque una visione. A voi:

Certo che e’ sempre piu’ una figata nascere top gun…

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