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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Archivio per settembre, 2010

WordPress 3.0.1

Negli ultimi mesi direi di aver sfidato in maniera abbastanza incosciente l’ira dei cracker si aggirano sul web. Era infatti da tempo immemore che non effettuavo l’aggiornamento di WordPress, il software che funge da motore di questo blog, rimanendo cosi’ esposto a qualche tonnellata di vulnerabilita’ note. Per fortuna e’ andata bene, dato che nessuno sembra averne approfittato. Ma siccome non e’ bene sfidare la sorte troppo a lungo, oggi ho approfittato di un momento di relativa calma per effettuare l’update. Scoprendo che, con la nuova funzione introdotta nella versione 2.7, ovvero l’aggiornamento automatico, la procedura che una volta richiedeva un sacco di tempo si fa ora in pochissimi minuti. E sembra funzionare alla perfezione.

Per il resto la novita’ piu’ rilevante della giornata e’ il fatto che questo e’ il mio ultimo giorno di lavoro all’EPFL. Domattina sveglia di buon’ora, lavaggio della biancheria, preparazione delle valigie, pulizia della stanza e via che riparte la marcia verso la lontana Plymouth, dove finalmente iniziero’ a scrivere la mia tesi.

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iPad in macchina

Io lo vado ripetendo da diverso tempo. Da ben prima di esserne un possessore. Ci rendiamo conto delle potenzialita’ che potrebbe avere uno strumento come l’iPad all’interno di un automobile? In un ambiente nel quale puo’ essere considerato a tutti gli effetti come un computer completo, con il quale gestire l’intrattenimento (musica/podcast in connessione, Bluetooth o wired, con l’autoradio, oppure video/film), trovare la strada di casa (con informazioni sulla viabilita’ scaricate in tempo reale dalla rete) ed avere al tempo stesso uno strumento di produttivita’ basic a disposizione durante le soste (email, Office, eccetera)?

Ora pare che stia arrivando a capirlo anche il mondo business. Prima di tutto la Brodit, azienda svedese storica produttrice di supporti per smartphone/palmari/ecc., che proprio in questi giorni ha aggiunto al proprio catalogo tutti gli accessori necessari per l’installazione dell’iPad sulla propria vettura.

Brodit - Car holder for the Apple iPad

A questo aggiungiamo Navmii, navigatore software turn-by-turn che e’ stato rilasciato proprio in questi giorni per il tablet della Mela, in forma completamente gratuita. Non ho ancora avuto modo di provarlo in movimento (nel mio caso l’App Store mi ha dirottato verso il download della versione con mappe di UK+Ireland), ma le recensioni che ho trovato in giro per la rete sono decisamente positive.

Navmii for iPad (screenshot with the Italian map)

Ed infine, per quanto i possessori di iPad 3G (con annessa buona tariffa flat) potrebbero relativamente fregarsene, menzioniamo anche questo interessante gingillino, prodotto dalla Telsey in collaborazione con Fastweb. Si tratta di un piccolo access point/router Wi-Fi, con modem 3G integrato e ricaricabile attraverso la presa portasigari. Queste caratteristiche permettono al dispositivo di connettersi ad Internet da qualunque parte ci si trovi (ovviamente a patto di essere sotto copertura GPRS/3G) e creare una rete Wi-Fi interna al veicolo, alla quale agganciarsi con qualsiasi periferica predisposta. Tra le quali, naturalmente, l’iPad.

Telsey Wi-Fi/3G access point/router

Insomma, i tasselli ora ci sono tutti. Manca soltanto un software che possa fare le veci di “media centre” per gestire tutto quanto con un’interfaccia comoda, veloce ed intuitiva. Dopodiche’ il gioco e’ fatto. Sono aperte le scommesse su quanto tempo ancora passera’ prima che qualcuno se ne renda conto.

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Parate iraniane

Dal solitamente serioso DefenseTech.org, spunta a sorpresa un articolo dal tono decisamente ironico. Poche righe, a firma “Christian”, che ironizzano fin dal titolo (How can you be afraid of these guys?) sulla parata militare che l’esercito iraniano ha organizzato un paio di giorni fa per celebrare l’inizio della “Sacred Defense Week del 2010″, usuale commemorazione della lunga guerra Iraq-Iran che aveva avuto inizio proprio il 22 settembre 1980.

“Oh no, Iran’s going to get the bomb and nobody’s going to do anything about it…”

“You think Iraq was tough, just try to go up against the Iranian military…”

I know, I know…There’s plenty of reason why the US should avoid any military conflict with Iran over its nuclear program (assuming they even have one). The pitfalls of a kinetic conflict are too numerous to count. But if the latest pics of the Iranian military parade commemorating the Iran/Iraq war are any indication, the real threat from Tehran is suspect from a conventional military sense. I mean, how embarrassed would you be sitting in that tin can torpedo stolen from a 1930s Buck Rogers set wearing a surplus Korean War Frogman suit? It’s absurd…

But, I gotta give the Persian Mullahs credit, they sure know how to trick out a four-wheeler!

Un po’ di foto della parata si possono trovare su questo post di MilitaryPhotos.net. E, in effetti, un po’ di immagini piuttosto comiche ci sono. A partire dalla “ritard bomb”, per arrivare ad improponibili veicoli stile Dune Buggy di badspunceriana memoria, widget submarines d’annunzieschi e carri armati T-55 da museo, passando per discutibili scelte operate dagli stilisti di regime (falsi Rayban, stivali e guanti rossi su divise pseudo-mimetiche, ecc…).

Qui sotto una breve selezione curata dal sottoscritto:

ritard bomb

Iranian Military Parade 2010 - Dune buggies (1)

Iranian Military Parade 2010 - Dune buggies (2 / front view)

Iranian Military Parade 2010 - Widget submarine

Iranian Military Parade 2010 - T55 tank

Iranian Military Parade 2010 - Soliders wearing fake Rayban sunglasses

Iranian Military Parade 2010 - Soldiers marching in red boots

Iranian Military Parade 2010 - Soldiers wearing arab dress

Infine il gran finale. All’insegna del “mettete fiori nei vostri cannoni”. Direttamente dal ’68, ecco a voi l’esercito dell’amore!

Iranian Military Parade 2010 - Flowers inside the rifles

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Ingegneri e terrorismo

L’ultima newsletter di IEEE Spectrum, arrivata qualche giorno fa, pone agli iscritti una domanda decisamente curiosa. Com’e’ che cosi’ spesso i terroristi (o presunti tali) sono ingegneri? Per rispondere al quesito, lo staff di Spectrum intervista in un podcast Steffen Hertog, autore di diversi studi sull’argomento, tra i quali uno, intitolato Why are there so many engineers among Islamic radicals?, apparso nel 2009 sullo European Journal of Sociology.

Afghan school of suicidal bombers

Copio/incollo di seguito l’abstract dell’intervista.

With terrorism back in the news, so, too, is a curious footnote: Of the hundreds of individuals involved in political violence, nearly half of those with degrees have been engineers. This finding, first published in 2008, has been substantiated by two years of additional research by Oxford sociologist Diego Gambetta and political scientist Steffen Hertog, of the London School of Economics. Host Steven Cherry talks with Hertog about why terrorists seem to have a knack for engineering.

Infine, per chi volesse scaricarsi il podcast ed ascoltarselo con calma, puo’ farlo a partire da questo link. Buon ascolto. Nella speranza non siate ingegneri. Aggiungo inoltre che alla pagina linkata qui sopra e’ sorta un’interessante discussione che vi invito a leggere nel caso foste interessati all’argomento trattato.

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L’educazione che se ne va

Sandra Mondaini

Intervistatrice: Avete portato in tv il vostro modo di essere coppia.

Sandra Mondaini: «Siamo stati fortunati a essere i primi a fare tv in coppia, poi quando è esplosa la volgarità siamo stati a guardare. Siamo di quella generazione per cui l´attore sapeva di entrare nelle case senza suonare il campanello, ci entrava vestito elegante».

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