E’ di 96 vittime il bilancio, quasi definitivo, del doppio attentato che ha colpito Oslo sotto la diabolica guida di Anders Behring Breivik.
All’alba dell’attacco l’attenzione dei media si era immediatamente catalizzata verso l’estremismo islamico, ricordando la partecipazione norvegese alle operazioni militari in Afghanistan e Libia. E’ bastato pero’ poco tempo agli investigatori per dirottare le attenzioni dal terrorismo internazionale a quello interno. Così come successo ad Oklahoma City, si e’ infatti capito rapidamente come fosse quella interna la pista da seguire.

Un po’ a sorpresa, diversi siti di informazione (tra i quali il Corriere), hanno deciso di pubblicare la versione integrale del “2083 – A European Declaration of Independence“, il manifesto politico elaborato da Breivik e che pone le basi per l’azione svolta. Forse senza rendersi conto che, tra le 1,500 pagine che costituiscono il documento, ce ne sono almeno una cinquantina che descrivono in pienezza di dettagli come fabbricare esplosivi (preoccupandosi non solo del processo in se, ma anche della logistica sottostante), scritte molto bene e che forse sarebbe il caso di non pubblicizzare troppo.
Ovviamente non ho avuto modo di leggere il manifesto nella sua interezza, ma l’ho comunque sfogliato trovandovi all’interno una discreta struttura logica. Posizioni ovviamente estremiste, quelle di Breivik, giustificate da una sua personale lettura della storia (recente e no) che attinge a teorie cospirazioniste (Eurabia code in primis) e rielaborazioni personali. Obiettivo principale della sua azione (e di quelle di coloro che chiama “fellow patriots” e’ l’eliminazione delle “categorie di traditori A e B” (ovvero i supporter politici del multiculturalismo) (in questa chiave si puo’ leggere l’attacco alla convention dei giovani laburisti), atto che dovrebbe essere propedeutico a spianare la strada all’instaurazione di “cultural conservative rules” e quindi a quella che lui vede come un’inevitabile guerra di civiltà’ tra Europa cristiana ed Islam “invasore”.
Deliri? Forse (probabilmente) si’, forse no. Quel che e’ certo e’ che sul terreno rimangono 96 morti.